Ho rivisto al cinema Titanic, 25º anniversario e ormai sono sicura che il regista sia uno dei migliori in circolazione. Rapita. Totalmente. Tanto che in più scene ho smesso di mangiare i popcorn, estraniata ammaliata. Tutti hanno sempre saputo che cos’era il Titanic e che cosa era successo ma solo Cameron è riuscito a prendere un fatto noto e a costruirci intorno una storia potente e degna di abitare in quella tragedia.
La parte più sconvolgente è che la tragedia poteva essere evitata, forse, se avessero fatto un po’ più di attenzione nella costruzione e alla guida. Il capitano aveva tutto sotto controllo, non stava andando alla massima velocità perché era in orario era l’ultimo viaggio della sua carriera e l’esperienza gli diceva che doveva fidarsi delle sue competenze. Fu un discorso tra il capitano e l'amministratore della Compagnia a sentenziare probabilmente quell fato nefasto. L’amministratore convinse il capitano a mantenere un’alta velocità per arrivare prima del previsto e fare scalpore con la stampa tanto da guadagnare la prima pagina. Per quanto il capitano avesse pensato che era meglio non farlo si ricredette e nella notte fatale comandò di mantenere rotta e alta velocità nonostante sapesse che erano acque con iceberg. Quando fu avvistato l’iceberg proprio a causa della forte velocità il Titanic non riuscì ad evitarlo, non era come prendere una curva con una macchinina, ci vuole tempo per invertire i motori e quel tempo non è stato sufficiente. Dunque mi ha colpito il fatto della tentazione della notorietà ha fatto gola al capitano, quel voler eccellere lo ha fatto andare fuori fase. Il capitano era noto per essere uno dei più esperti capitani al mondo, aveva comandato anche il viaggio inaugurale della nave gemella, la Olympic, nel giugno 1911. Bisogna sempre fidarsi di se stessi.
Un’altra parte significativa del film è la stratificazione sociale che si mantiene nella nave, i ricchi in cima con alloggi comodi, cibo sano e di lusso, servizio migliore, spazi, agi. Andando sempre più basso si perdono tutti i diritti anche quello di accaparrarsi una scialuppa e di avere la possibilità di salvarsi. Ma sotto l’ultima classe c’è la sala macchine, dove i fuochisti lavorano costantemente in condizioni terribili e sono stati i primi a morire. Che cosa hanno fatto appena il Titanic ha cominciato a imbarcare acqua? Hanno chiuso i compartimenti stagni senza pensare neanche un secondo a quelli che non hanno così neanche potuto provare a salvarsi…
La storia del Titanic nel film non è stata presentata come un documentario ma come una storia d’amore e in anche in essa il regista ha ritenuto opportuno lasciare un dramma affinché potesse essere maggiormente adeguata alla storia.
C’è anche la contrapposizione tra come i fatti vengono esposti dalla scienza e dai superstiti. Importante il momento in cui Rose nel presente si confronta con uno dei tecnici che espone in una brillante spiegazione cosa successe quella notte, con tecnicismi numeri e un asettico e semplicistico grafico. Rose puntualizza subito come vivere quell’esperienza è stato “leggermente“ diverso e io aggiungo tutto fa statistica ma ogni numero è sempre una persona.
Degne di nota sono quelle scene che hanno fatto storia: Jack e Fabrizio che corrono ad imbarcarsi dopo aver vinto in una partita a carte i biglietti, Jack in cima alla prua del Titanic che urla “sono il re del mondo” e Jack che tiene aperte le braccia di Rose su quella prua e lei che esclama “sto volando”. Anche questa è la bravura di un artista, non solo creare un buon prodotto d’impatto emotivo al momento ma che sappia durare nel tempo. Per questo 25 anni dopo ho provato le stesse emozioni di quando al cinema l’avevo visto nel 1997, forse anche di più.
Un film che non ha niente degli anni 90 ed è proiettato nel futuro in ogni fotogramma anche nelle scene del passato, non solo per le tecniche ma anche per la trasposizione, la regia. Un film che non è invecchiato e non ha nulla da invidiare ai più moderni, anzi.
Un’altra cosa affascinante del film è la lampante consapevolezza che il regista ha studiato. Al livello delle macchine tutto è stato riprodotto in maniera fedele, il gigante meccanismo che fa andare avanti la nave è esposto in tutta la sua complessità.
Anche io ho studiato e ho scoperto che anche il Carpathia, che ha soccorso il Titanic, ha avuto una triste sorte alcuni anni dopo e si trova ora nel fondo del mare. Il Carpathia non ha preso un iceberg ma ha preso un colpo, è stata colpita da un sottomarino durante la guerra mentre trasportava soldati.
C’era poi l’Olympic, una delle due navi gemelle del Titanic, messo in acqua nel 1910 e ha fatto la sua carriera modificandosi anche in tempo di guerra, sopravvivendo agli attacchi sottomarini senza però riuscire a sopravvivere alla modernità: nel 1934 è stata demolito perchè troppo vecchio. Che amarezza nel leggere tutto ciò, una nave che ha servito gli umani che l’hanno costruita, ha fatto il suo lavoro portando anche in classi di super lusso nobili e ricchi viene demolita perché è troppo vecchia e non è in grado di stare al passo con i tempi… odio questa mancanza di rispetto persino per gli oggetti, il voler distruggere sempre tutto per far spazio alla novità senza rispettare quello che c’è stato e valorizzarlo.
Il Britannic, la seconda delle due navi gemelle del Titanic, essendo ancora in costruzione dopo il tragico destino del Titanic, venne modificato e hanno fatto in modo che potesse restare a galla anche con sei compartimenti stagni allagati. Il Britannic venne lo stesso affondata durante la guerra…
L’ironia della sorte è che sono sopravvissute nel tempo le navi che sono affondate mentre quelle che sono andate avanti imperterrite sono state distrutte: la tragedia dell’affondamento aveva in sé uno spiraglio di eternità.
🍿 Titanic
Per la serie pupe al cinema
Per ora è tutto dal vostro inviato al Cinema Strop 🍿 sala 3️⃣
Miao 🐱
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