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Review: Topolino n. 3549

Topolino n. 3549 Topolino n. 3549 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

Topolino 3549: disastroso

hermio

Rimango al passo con la lettura di Topolino e recupero alcuni vecchi numeri. La vignetta e la cascata di parole iniziali lasciano sempre molto a desiderare.

Questo numero di Topolino si trasforma in una guida turistica! Topolino si riempie di informazioni turistiche inutili sulla città di Brescia, designata capitale italiana della cultura del 2023. Sei pagine dedicate a questa città, ma chi se ne importa? Ma chi le legge? Credo che tutti le saltano. Ovviamente, una storia ambientata a Brescia completa il quadro del disordine.

Altre pagine sprecate: sette pubblicità condensate in due pagine, chiamate "agenda", e cinque pagine di pubblicità per ciò che viene venduto in edicola, più cinque pagine di giochi sciocchi e barzellette squallide.

Le storie sono peggiori l'una dell'altra. Ducktopia è ormai diventata la parodia di se stessa e non si può più sopportare. La storia turistica è un format già visto per altre città. I fumetti muti sono patetici, il resto è discutibile. Un numero da dimenticare.

1
Ritorno a Ducktopia – Ep. 4 di 4: l’ultimo portale


Ho letto l'episodio tre e questa conclusione è così superficiale che qualsiasi lettore di Topolino avrebbe potuto scriverla. Ho letto già la "stagione successiva" come l'hanno chiamata alla fine del racconto e devo ammettere che le idee sono finite da un pezzo. I personaggi sono stanchi e non legano bene tra di loro. Si tratta sempre della solita storia: cercare un talismano, sistemare un portale, niente di nuovo, veramente poco interessante. La parte successiva sarà ancora peggiore, un'accozzaglia di idee prese da altre parti. In sintesi, la "prima stagione" aveva senso e doveva essere un'opera unica.

2
Minni, Pippo e il mistero del Topoldo


Ogni tanto Topolino vuole fare la guida turistica, pessima idea come sempre. Questa volta hanno deciso di fare un omaggio a Brescia con una storia che è la copia di tutte le altre che hanno come sfondo una città italiana. Le storie si svolgono sempre nello stesso modo: c'è un'opera d'arte con un indizio che porta a un altro indizio e dopo una barbosa e ripetitiva caccia al tesoro, si arriva a qualcosa di nascosto predisposto da un artista. Ma perché dovete fare le guide turistiche? Per di più, nelle vignette si spiegano tutti i monumenti di Brescia come se a qualcuno interessasse... Che noia.

3
Don’t worry Bum happy – La diva


Orribile. Bum è un personaggio detestabile, brutto da vedere e insopportabile. Non capisco perché si debba cercare la bruttezza. Questo papero con gli occhi storti e i denti fuori dal becco (sapete che il becco non ha denti, vero?) è insostenibile. La storia si definisce un muto, fumetti muti… ma nei film muti c'erano delle scritte, quindi non ha senso parlare di fumetti muti. Ovviamente la trama lascia a desiderare e non ha senso, cerca di essere divertente ma è solo patetica!

4
Topolino e gli intrusi di Iritop


Topolino e Pippo vanno dal professore Enigm, che è identico a Zapotec, e questo mostra loro un sistema di satelliti che spiano tutti. Grazie a questo sistema di spionaggio interrompono una rapina… Forse gli sceneggiatori dovrebbero fare un corso di scrittura creativa…

5
Paperino, Qui, Quo, Qua e i sensazionali ingressi dimensionali


Questa storia ha un pizzico di originalità, peccato che abbiano deciso di metterci il contorno giallo senza un motivo apparente, rendendo la lettura fastidiosa. Il problema principale di questa storia è che è troppo infantile, servirebbero trame un po’ più ricche.


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Review: Topolino n. 3565

Topolino n. 3565 Topolino n. 3565 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Questo numero deludente è stato a dir poco imbarazzante! Mi sono sorpresa di quanto in basso sia caduto Topolino questa volta. Stento a credere che... Ma vediamo cosa è successo nel dettaglio.

La vignetta iniziale cerca sempre di essere spiritosa senza riuscirci. Se solo fosse un po’ più naturale e scrivesse di cose che le interessano, forse riuscirebbe ad essere altrettanto interessante. Questa volta prende in considerazione la storia che è stata acclamata parecchio nei numeri precedenti di Topolino, quella del cosiddetto "Sole Nero".

Di questa storia ovviamente ne parla anche il capo nel muro suo di parole settimanale che non legge nessuno.

Non mancano le due pagine dedicate alle pubblicità, una per giorno. Sembra che sia impossibile liberarcene, ma a cosa serve? Solo spazi pubblicitari. Il tutorial di disegno questa volta si cimenta con Gambadilegno e ci sono quattro pagine di tutorial e tre di intervista, non si sa a chi. Ma la cosa più assurda è un'altra intervista ad un giornalista che parla di un mago e ci sono quattro pagine dedicate al giornalista più che al mago, ma non ce ne frega niente di entrambi, finitevela di volerci inculcare informazioni. Due pagine di giochi, anzi tre, buttate al vento e con grande infelicità mi rattristo nel constatare che ancora ci sono quelle detestabili, patetiche e inutili barzellette. Ho capito che ve le mandano i lettori, ma se fanno schifo glielo potete anche dire, tanto prima o poi glielo dirà qualcuno!

Prosegue anche lo spazio dedicato a quel tipo che parla di maggiordomi che si impersona in Battista, stravolgendolo completamente. L'hanno definito Battista maggiordomo esistenzialista, ma io direi che più che esistenzialista è un moralista. Basta, l'abbiamo osannato anche troppo questo tipo, che pensi al suo di maggiordomo.

Topolino deve aver perso la testa con le ultime due storie di cui poi parlerò più in dettaglio. In una sembra quasi che abbiano deciso di fare delle storie per i bambini dell'asilo nido. Ragazzi, ma state scherzando? Basta con questo paperotto, dateci Paperino e le sue storie. Poi si sono incaponiti con il padel, se non riescono a parlare di calcio ci devono inculcare anche altri sport? È solo una storia che deve introdurre un articolo di cui avremmo fatto tutti a meno. Topolino, stai andando a picco.

Adesso vediamo le storie e vediamo perché sono tanto orribili.

1
LA CIURMA DEL SOLE NERO - PROFONDO BLU


Una storia senza fine, una specie di Topolino e altri personaggi si ritrovano su una nave alla deriva nello spazio e ogni volta che tirano fuori questa storia succede sempre la stessa cosa: questa nave arriva in un pianeta, fanno dei combattimenti, risalgono sulla nave e se ne vanno. L'originalità non è certo di casa qui. Noiosa e per niente divertente. Quindi niente di che.

2
ZIO PAPERONE E LA TERRIBILE BANDA BASSOTTI - 2 episodi


Questa storia aveva ingranato abbastanza bene, perché affrontava il tema della paranoia senza comunque nominarla. I Bassotti con i loro comportamenti fanno perdere la testa a Paperone ed era stato interessante come avevano impostato il discorso. Non hanno saputo fare altro, non hanno fatto altro che ripetere sempre la stessa cosa, addirittura hanno deciso di fare questa storia doppia, cioè due episodi, quando ne bastava mezzo per dire tutto quello che hanno detto. I Bassotti fanno diventare matto Paperone e non succede altro finché lui decide di fregarsene. Tutto qua. Beh, se iniziate una storia almeno finitela e non siate così prolissi.

3
UN MAGICO MONDO ALLA FATTORIA - LA MAPPA DEL TESORO


Questa è la storia più brutta che abbia mai letto. Innanzitutto, quando cominciano a prendere come protagonista Paperino da piccolo, che lo chiamano Paperotto, c'è qualcosa di sbagliato. Paperino è una miniera di storie interessanti, basta che si muova e faccia qualcosa di divertente e viene fuori una bella storiella. Mi sapete dire chi se ne frega di quando era piccolo? Mi stupisco di chi ha ideato questa storia perché credo che avesse come target di lettori quelli che hanno almeno tre anni, ma non di più. Leggendo anche le vecchie storie di Topolino, e per vecchie intendo di parecchi anni fa, mi rendo conto di come prima le storie fossero adatte ad un pubblico anche adulto, ma non perché toccavano temi proibiti, ma perché erano costruite in modo geniale, articolato, interessante, mentre questa è veramente patetica. Paperino da piccolo gioca, basta, non c’è altro! Qui siamo veramente alla frutta, è stato difficile arrivare fino alla fine per leggerla tutta, veramente ignobile.

4
PAPERINA, PAPERINO E IL CLUB DELLA RACCHETTA


Se possibile, forse questa storia è anche peggio della precedente. Prima addirittura del titolo, Pico si mette a fare il professore in cattedra e si cimenta nella spiegazione dettagliata, per ben due pagine piene di vignette fitte di parole, delle regole del padel. Ammetto che non ci ho capito niente, più leggevo e più la mente si rifiutava di capire questo sport che non mi interessa, non mi piace e non mi sembra luogo di parlarne. La storia è banalissima e poteva essere anche adeguata al tennis, ma il vero problema è che Topolino poi si doveva mettere a parlare proprio di questo sport con un articolo che lascia tutto il tempo che trova. Come sempre, allestire una storia per fare poi un articolo rende la storia sciatta e l'articolo rimane sempre non adatto a questo giornale.

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I grandi classici Disney 99: sempre meglio




Non sono riuscita a resistere e ho deciso che non resisterò, proseguirò con la lettura mensile dei grandi classici Disney che mi lasciano sempre affascinata. Questa volta le storie vanno dal 1957 al 1992. Ce ne sono due leggermente più "recenti", una del 1992 e una del 1989, che sono state scelte per completare la raccolta di storie in cui i paperi e i topi sono alle prese con l'acqua. Davvero una selezione interessante e ben studiata che ci fa capire come non sia solo un ammasso di storie messe insieme per vendere qualcosa, ma una raccolta selezionata di piacevoli letture che ci riportano al passato. Queste storie che riguardano l'acqua sono molto ricercate nella loro trama che non è banale ma divertente e anche studiata. Continuo a fare il paragone con gli ultimi numeri di Topolino e mi ritrovo sempre a constatare che le storie del passato erano più concrete, più forti e con una marcia in più, per niente edulcorate come quelle dei numeri odierni. Ormai Topolino sembra aver paura di essere diretto e di rappresentare la verità. Certo è sempre un prodotto che va bene per un mondo infantile ma prima andava più che bene anche per gli adulti, tanto che i fumetti erano per tutti, invece ora Topolino sembra dover essere smussato nei contenuti e nei dialoghi, rendendolo a volte patetico.


Nell'ultima storia, "Paperino e la sorgente rigenerante" del 1989, Paperino si cimenta nel salto di un muretto dicendo: "Rimedio con un saltello! Per chi, come me, usa solo olio vigor nella dieta, è uno scherzetto!" E tutti quelli che hanno vissuto in quel periodo si ricorderanno la celebre pubblicità dell'olio in cui un tipo ridicolo per professare le abilità rigeneranti di un dato olio si cimentava nel salto di uno steccato. Una pubblicità storica di cui in questa storia ne viene fatta la parodia in modo eccellente riportando un sorriso sui meno giovani. Sempre in questa raccolta di storie dedicata all'acqua, la più vecchia, quella del 1957, vede Pippo preso in giro da un tipo che tenta di vendergli dell'acqua che definisce astemica nel senso che è acqua che sa di alcol ma è salutare come l'acqua. Questo è proprio quello che volevo dire, si prendono in considerazione delle tematiche come quelle dell'alcolismo che nei numeri odierni di Topolino non ci si sognerebbe mai di fare. Tra l'altro in questa storia c'è anche un certo messaggio in quanto viene più volte detto che chi beve l’alcol sta male e chi non la beve sta meglio. Vero. Eppure non si oserebbe più tanto. Tra l'altro questa è una storia con l'alternanza delle pagine a colori con quelle in bianco e nero, davvero un tesoro.


Anche nella storia "Zio Paperone e l'eredità invisibile" del 1974 (anche questa con l'alternanza di pagine a colori e in bianco e nero) c'è un umorismo oscuro, un dark humour, che non verrebbe più usato ai giorni d'oggi. Infatti Paperone dice: "E invece, oggi, le notizie sono allegre! È morta zia Guendalina!" E Paperino risponde: "Chi sarebbe zia Guendalina?" Paperone prosegue: "Mai sentita nominare! Però io sono il suo erede!". Ormai in Topolino la parola "morta" non potrà più essere usata e io rimpiango questa libertà che si prendeva Topolino di non autocensurarsi su cose che invece potrebbero essere proposte tranquillamente a un pubblico più infantile. Sembra che più il mondo esterno diventa orribile, più Topolino tende a ripulirsi, ma questo è solo un modo per, come si suol dire, pararsi il... Ed è proprio per questo che adoro questi grandi classici perché ci riportano a tempi che magari per certe cose erano più difficili ma per altre erano più spontanei.


Ancora una volta infatti, sempre per lo stesso motivo, in "Topolino e la banda dei rubamandre" c'è un grande uso di armi vere mentre su Topolino ormai le armi sono solo quelle fantascientifiche di Paperinik, che sembrano dei giocattoli.


Insomma anche questo numero mi ha lasciato pienamente soddisfatta e mi ha riportato indietro nel tempo facendomi divertire e appassionare sempre di più a questi fumetti.

Review: Topolino n. 3564

Topolino n. 3564 Topolino n. 3564 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio



tra morale e marketing


La vignetta all'inizio ha qualcosa da dire sull'intelligenza artificiale: vediamo Paperoga chiedere all'intelligenza artificiale di scrivere un articolo. Questa vignetta è piuttosto irritante e non è chiaro cosa intenda. Abbiamo capito che non ti piace l'intelligenza artificiale, ma alcune intelligenze artificiali sono molto utili, peggio per te che non le usi.

Nel flusso di parole del capo questa volta troviamo false pillole di saggezza e inizia a dire che ora le informazioni arrivano senza filtri. Lo dice come se i filtri avessero un senso. Chi dovrebbe essere scelto per determinare quali notizie dovrebbero essere diffuse e quali no? Ricorda che anche prima del web, i giornali diffondevano notizie false, quindi non dobbiamo sempre partire dal presupposto che ciò che è nuovo è dannoso e ciò che è vecchio è buono. Poi dice che dobbiamo stare attenti alle notizie false. Ma cosa significa stare attenti alle notizie false? Nulla! Dovevi dire: indagate, non vi fidate mai, fate una ricerca su Google e state attenti anche a ciò che Google vuole che leggiate per trovare la verità, se possibile. Il suo messaggio sembra allarmante, quando avrebbe dovuto semplicemente insegnare in poche parole a fare questo: siate cinici e indagate.

Ci sono due storie dedicate al marketing, una sugli aerei per vendere i gadget e una sulla mitologia per vendere una raccolta…bah.

Come sempre, l'agenda della settimana non manca, con sette pubblicità concentrate in due pagine, ma è davvero necessario continuare a inserirla? Lo stesso vale per i giochi, fortunatamente ridotti ad una pagina. Anche se li mettete sempre, non è detto che ne abbiamo bisogno. Finalmente hanno capito che quelle barzellette erano orribili!

Il tutorial per come disegnare Paperoga continua, per fortuna...

Infine, c'è eccessiva pubblicità con un'intervista ad un tizio. Cinque pagine di intervista ad un mago che si occupa dell'introduzione di un'altra raccolta in edicola. Ragazzi, cinque pagine? Ma a chi importa! Mi piacerebbe vedere chi le legge.

Alla fine ci sono due storie di una sola pagina, sono carine e preferirei vedere tutte le altre pagine sprecate piene di storie invece che di parole al vento o, meglio, al marketing. Troppa pubblicità. Comunque, anche queste due storie sono moralistiche, cercano di insegnarci qualcosa, non c'è bisogno, sembra che Topolino o ti debba insegnare qualcosa o ti debba sponsorizzare qualcosa... Sono state scritte da una persona che avevano già sponsorizzato nel numero precedente.

1
PAPERSERA NEWS PRESENTA: ZIO PAPERONE E IL BRETELLA GATE


Confuso e moralista. Un amico di Paperone sembra un malefico ma alla fine si scopre ovviamente che è il migliore. Molti giri di parole e una trama poco avvincente che sembra un episodio di una serie già vista.

2
I PIONIERI DEL VOLO - Topolino e Gancio in: LA VITA È UN’ACROBAZIA


Anche in questo numero, che supporta l'uscita di gadget a forma di aeroplano, Topolino fa il pilota del passato. Se nell'episodio precedente era stato accompagnato da Orazio come nel numero 3537, qui invece è affiancato da quel personaggio insulso di Gancio che non c'entra niente con Topolino. Come se non bastasse, ci hanno aggiunto anche un po' di calcio, come se potessimo dimenticarcene.

3
PIANETA PAPERINO - L’APPUNTAMENTO PERFETTO


Questa è l'unica storia di tutto il numero che ha senso e rende onore a Topolino, sia nei disegni che nella trama. L'unico problema è il titolo: Pianeta Paperino? Ma che significa? Non sarebbe stato meglio un semplice: Paperino e l'appuntamento perfetto. Perché complicarsi la vita cercando di essere migliore quando basta attenersi a ciò che si è?

4
PAPERINO, PAPEROGA E LA RISCOSSIONE PORTA A PORTA


Questa storia è carina e divertente, peccato però che manchi una trama, il titolo dice tutto, non c'è assolutamente altro! Inoltre, rimane ripetitiva e inconcludente.

5
LA GRANDE MITOLOGIA PAPERA - GASTONE GIASONE E IL VELLO D’ORO


Ancora una volta, Topolino pubblica storie per sponsorizzare altre uscite, che siano di gadget o di raccolte, il risultato è lo stesso: una storia di cui potevamo fare a meno. Proprio come era successo nel numero 3560 con "La grande mitologia papera - Paperina, Didone e la pelle di bue", anche qui un animale morto viene dato per buono. Sì, la pelle di bue è proprio quello che è, il rivestimento di un animale scuoiato, lo è anche il vello d'oro, una pecora morta. Quindi, caro Topolino, datti una regolata, anche se è mitologia... Ma poi possiamo anche farne a meno, lasciamo la mitologia in ambito mitologico, qui siamo su Topolino! E poi "la mitologia papera"? A me suona un po' ridicolo, come se fosse una parodia di se stessa. Inoltre, la raccolta a cui si vuole fare la pubblicità si chiama Paper Mitologia, ancora una volta non avete le idee chiare. Come se non bastasse, questa storia è tutta pixelata nella versione digitale, ad un minimo ingrandimento le immagini sono sgranate.

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Paperinik 87: piacevole!




La prima storia, inedita, ci fa credere che "inedita" significhi "nuova", come appena uscita. Tuttavia, "inedita" significa solo che non è mai stata pubblicata prima. Questa storia fa parte di una serie ambientata in epoca medievale. È molto colorata, con grande enfasi sulla presentazione grafica, ma la trama è prevedibile, scialba e poco interessante. Inoltre, è infestata da vignette stracolme di dialoghi noiosi e descrittivi. È una storia da dimenticare. Incredibilmente, è indicato come capitolo 17. Speriamo di non dover sopportare gli altri 16 capitoli.


Ci sono poi due storie dedicate a Paperoga, una del 2002 e una del 2011, entrambe molto carine, semplici, con disegni e vignette piacevoli.


Degna di nota è la storia del 2000, "Paperinik e le cattive azioni", in cui Paperino affronta problemi ambientali e l'intreccio è interessante. Si parla anche di purificare varie zone. È in sintonia con la storia precedente, "Paperinik e il superpapero dell'anno" del 1996, in cui Paperinik affronta problemi ambientali.


Forse una delle storie è troppo recente, ma non fastidiosa, quella del 2019 che rimane comunque in vecchio stile. Paperino e Paperinik si confrontano con un personaggio famoso, del tutto inventato ma caricatura generale di molti. Nella stessa linea VIP, la storia successiva del 2012 mostra Paperinik alle prese con un paio di candidati al ruolo di governatore, una storia divertente.


C'è anche una storia tra Paperinik e Archimede, piuttosto interessante e originale, risalente al 2003. È una storia futuristica e visionaria, ed è stato un piacere leggerla.


Nel complesso, è un numero piacevole, a parte la prima storia inedita. Le storie vanno dal 1996 al 2019. Non sono d'accordo con la dedica di spazio ai disegni dei lettori. Non dovremmo trasformare queste raccolte in giornali. Lasciamo questo ruolo a Topolino.

Paperino 525: restate nel passato


Ho apprezzato molto questo numero, come al solito. Le storie spaziano dal 1988 al 2016. La peggiore è quella inedita, che non supera nessuna delle altre per la sua scarsa qualità. Paperino dovrebbe concentrarsi maggiormente sugli anni '80 e '90, e al massimo arrivare fino al 2010, ovvero fermarsi prima dell'era dei social, un ambiente già eccessivamente esplorato da Topolino, le cui storie recenti lasciano molto a desiderare. Le storie migliori di questo numero sono effettivamente quelle degli anni '80 e '90. Purtroppo, a partire dal 2000, molte storie hanno perso un po' di arte e spensieratezza. Le meno riuscite sono quelle in cui Paperino e Paperoga sono agenti segreti; queste storie dovrebbero essere evitate perché sono le più recenti e quindi le meno interessanti e troppo ripetitive.


Analizzerò in particolare tre storie: le peggiori due e poi la migliore.


Appbracadabra (troppo attuale)


Tenetevi pure le vostre storie inedite, ci sono di nuove! La prima storia è un tripudio di colori troppo esagerati, tanto da farci rimpiangere le tavole colorate a intervalli degli anni '60, in cui la trama era più importante del colore. La trama, infatti, qui lascia a desiderare, in particolare perché mette in mostra i vizi moderni: l'uso del cellulare, dei social, dei selfie, delle applicazioni, e la storia ne risente, risultando sciatta e poco originale. Inoltre, è divisa in cinque parti e, dato che si tratta di un mensile, significa cinque mesi! Assurdo!


Paperino e Gastone blogger al parco (2016)


Questa storia del 2016 inizia a mostrare tutte le caratteristiche di quelle rovinate dai social. Nel 2016 la situazione non era ancora critica come ora, ma YouTube dominava e, più che i blogger come dice il titolo, c'erano gli YouTuber, un gruppo che è andato scomparendo con l'avvento di Instagram. Dato che i social non vengono mai chiamati per quello che sono ma solo presentati con nomi parodistici, YouTube è in realtà qui Goosepap. Topolino ha sempre avuto un problema con queste parodie, che sono orribili e non riesce a scegliere un nome univoco per lo stesso social, tanto che YouTube viene a volte chiamato Youpap. Non si sa quale sia peggio. I tempi antichi, per così dire, sono evidenziati dal fatto che Paperino inizialmente usa una telecamera come ancora avveniva nel 2016, ma ormai sono estinte. Trovo noioso ogni riferimento a Internet e ai social nelle storie di Topolino, perché li rendono patetici e evidenziano un aspetto umano decisamente degenerato.


Paperino e il magazzino dei mondi (1989)


In questa storia, Paperino è alle prese con un lavoro giornaliero diverso da quello che vediamo di solito, ovvero lavora in un ufficio e ciò lo rende più umano e dunque più accattivante, perché è facile per tutti riconoscersi in lui. In effetti, questi fumetti non erano indirizzati solo ad un pubblico infantile, ma anche ai genitori. Infatti, si nota come molte storie affrontano argomenti della vita quotidiana e in questo ho trovato anche un messaggio molto stimolante. È una storia in cui c'è stato un lavoro di inventiva, di sviluppo e una messa in scena piacevole e sempre divertente. Ottimo.


Review: Topolino 3563

Topolino 3563 Topolino 3563 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Non so se sia una coincidenza che la stessa settimana in cui è uscito questo numero, sia uscito al cinema un film intitolato "Volare". Credo però che sia dovuto più che altro all'abbinamento con la vendita di gadget insieme a Topolino, ovvero modelli di aerei. Questa edizione di Topolino è stracolma di riferimenti al volo. La copertina non ha nulla a che vedere con nessuna storia, e c'è anche una vignetta che cerca di essere spiritosa all'inizio. Una storia che è stata copiata da una precedente (vedi numero 3537), e come se non bastasse, c'è anche l'articolo che cerca di insegnarci qualcosa quando non abbiamo voglia di imparare. Quattro pagine dedicate ai velivoli... che grande delusione!

Non mancano le solite pagine sprecate: l'agenda settimanale, sette pubblicità in due pagine, giochi inutili e patetiche barzellette posizionate strategicamente nell'ultima pagina. Forse state ammettendo che ho ragione e che sono pessime e rovinano il volume? Smettetela di pubblicarle, per favore, sono deprimenti!

C'è anche qualcosa di veramente detestabile: un'intervista a un tipo che pubblica la sua "letteratura" sul web. Non lo nomino e non mi interessa, ma è assurdo come Topolino debba fare pubblicità a questo individuo solo perché ha pubblicato un libro. Gli dedicano ben sei pagine con interviste ridicole e illeggibili, e addirittura lo invitano a scrivere quattro storie di una pagina! Insomma, mi fa passare la voglia di leggere quello che scrive!

L'unico aspetto positivo di tutto il numero è il tutorial di disegno con Paperoga.

1
I Pionieri del Volo - De Topis e l'Infinita Scommessa Volante


Questa storia mi ha ricordato quella del numero 3537 "Topolino e Orazio in: il primo volo non si scorda mai". Quella storia era ambientata a Milano nel 1906, durante un'esposizione con gara di velivoli amatoriali a cui partecipano Topolino e Orazio. Anche in questa storia, Topolino e Orazio si cimentano in imprese con veicoli nel passato. Massima ripetizione dell'argomento! E poi voglio ricollegarmi anche alla copertina in cui vediamo Pippo e Topolino alle prese con un vecchio aereo. Dunque? Ma forse c'è anche da fare il riferimento alla vendita di gadget in stile aeroplani abbinata a Topolino… Come sempre, le storie vengono fatte per accompagnare il marketing, e la trama e la fantasia ne risentono. Peccato.

2
Gli Allegri Mestieri di Paperino - Comparsa a Scomparsa


In questa breve storia, Paperino si ritrova in un set cinematografico senza una trama particolare, ma riesce a divertirci e ciò è sufficiente.

3
Zio Paperone e l'Inaspettato Museo Ammazzamotori


In questa storia, Paperone allestisce il suo deposito a museo… Va bene, è originale e divertente.

4
Paperino, Qui, Quo, Qua e il Tesoro Vichingo


Questa storia è riciclata, è stata pubblicata in Norvegia nel 2018 da un noto fumettista. I disegni sono molto ben fatti ma un po’ troppo carichi e moderni, si perde un po’ dello stile di Topolino anche se con la trama ci siamo completamente. Trovo squallida, antiestetica e fastidiosa l'idea di contornare questa storia di giallo. Perché scegliere un colore che dà fastidio alla vista?

5
Cavezza- Problema Irrisolvibile


L'ultima storia vorrebbe avere come protagonista Orazio, solo che per motivi sconosciuti si decide di scegliere Orazio da giovane, come se i protagonisti di Topolino fossero troppo vecchi. C'è questa continua necessità di ringiovanire personaggi che non hanno età ma che rappresentano invece quello che Topolino è. La storia non è male e poteva essere adattata al vero Orazio, quello del presente. Tra l'altro, non si capisce se questo Orazio fa parte del passato perché ha uno smartphone come quelli del presente. Organizzatevi meglio la prossima volta.

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I grandi classici Disney 98: ritorno al passato


Ho alcuni numeri della prima serie, dal 60 al 96. Questa serie si è conclusa con il numero 350, dopodiché è iniziata di nuovo. Ho ripreso la nuova serie dal numero 98, ricordando quella raccolta che leggevo da piccola. È stato un piacere ritrovarla fedele a se stessa.

Non ricordavo, però, che le storie provenivano da un passato così lontano, queste vanno dal 1964 al 1976. Inizialmente può sembrare strano, ma presto si capisce che si ha tra le mani un reperto storico di valore letterario che sarebbe un peccato sprecare. Ho notato un criterio nella scelta delle storie: sei su dieci parlano delle relazioni tra fidanzati, come Topolino con Minni, Paperino con Paperina, zio Paperone e Brigitta. Inoltre, più di una storia si occupa del regalo che i fidanzati devono fare alle loro ragazze.

È stato molto interessante scoprire che in passato alcune storie venivano pubblicate alternando pagine in bianco e nero a pagine a colori. Inizialmente pensavo fosse un errore di stampa, ma era fatto appositamente, probabilmente per risparmiare sui colori e rendere il fumetto più accessibile. Questa politica non sarebbe più applicabile oggi, dato che si tende a migliorare la qualità per aumentare il prezzo, richiedendo così più soldi alle persone. Certo, le cose erano diverse, ma in alcuni aspetti migliori.

Le storie che risalgono a tempi lontani contengono elementi che possono risultare difficili da accettare nel mondo moderno. Questo è principalmente a causa del nostro tentativo di apparire oggi più giusti di quanto realmente siamo. Nelle storie, si evidenzia come alcune cose fossero accettate nella stampa, mentre ora non lo sono più. Ci sono riferimenti al maschilismo, con personaggi maschili che si ritengono superiori e giudicano le donne, spesso raggruppandole in un unico stereotipo.

È importante che queste storie siano state condivise, in quanto riflettono la realtà di quel tempo, e non possiamo far finta che le cose fossero come sono adesso. Anche oggi, se ci pensiamo, le differenze non sono molte e spesso ci presentiamo migliori di quanto realmente siamo.

La Disney ha emesso un avviso sui contenuti, citando: “Questo titolo include rappresentazioni negative e/o trattamenti errati nei confronti di persone o culture. Questi stereotipi e comportamenti erano sbagliati allora e lo sono oggi. La rimozione di questo contenuto negherebbe l’esistenza di questi pregiudizi e il loro impatto dannoso sulla società. Scegliamo invece di trarne insegnamento per stimolare il dialogo e creare insieme un futuro più inclusivo.” Questo avviso, sebbene sia in piccolo, è un tentativo di affrontare e riconoscere i problemi.

Sono pienamente d’accordo, anche se penso che scegliere di scrivere una dichiarazione così piccola sia solo un modo per proteggere se stessi. Non importa, è una grande azienda che deve prima di tutto pensare a sé stessa. Ci sono altre peculiarità molto diverse rispetto a quelle che troviamo nelle storie di oggi, come l’uso di armi e il maltrattamento degli animali, questo mi risulta fastidioso, ma, ho deciso di continuare a leggere.

Tuttavia, l’uso della parola “inclusivo” mi mette sempre un po’ d’ansia perché l’inclusività è trendy ora, e forzare l’inclusività nelle storie sembra ridicolo. Ho pensato a questo ritorno al passato, anche se non concordo con la frase “Questi stereotipi e comportamenti erano sbagliati allora e lo sono oggi”. Non dovremmo dire che erano sbagliati in passato, perché se erano considerati giusti allora, non possiamo dire “avete sbagliato”. Dobbiamo riferirci solo al presente e non giudicare le cose del passato con la mentalità del presente. Se erano state pubblicate in quel modo, significa che si credeva fossero giuste, tutti le leggevano e nessuno si lamentava. Questo è solo un dettaglio minore, e continuo a gradire enormemente il ritorno al passato, che non dovrebbe essere dimenticato ma accettato per quello che è, anche nei fumetti.


Review: Topolino n. 3562

Topolino n. 3562 Topolino n. 3562 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars


hermio


L'aspetto più detestabile di questo numero è l'intervista a un individuo che discute di un certo argomento scolastico sul web. Pagine su pagine, numerose facciate che non fanno altro che promuoverlo! E come se non bastasse, quest'intervista è stata preceduta da una storia creata appositamente che enfatizza l’argomento divulgato dal soggetto in questione. Ma perché fate queste sciocchezze? Non solo è ridicolo sprecare una storia per sostenere un'intervista, ma non c'è nemmeno bisogno dell'intervista. L'intervistato dovrebbe parlare sul web, dove afferma di avere molti seguaci! Buon per lui, addio!

Ovviamente ci sono le solite sezioni che sono solo uno spreco di pagine: la vignetta iniziale che vuole essere sarcastica ma non ci riesce, il muro di parole del capo che si autoelogia parlando delle storie che stiamo per leggere, l'agenda settimanale con sette pubblicità in due pagine, giochi inutili e barzellette vergognose.

L'unica parte decente è il tutorial di disegno, questa volta per Paperoga, seguito purtroppo da un'inutile intervista. Non siete giornalisti, dateci le storie a fumetti e nient'altro!

Peggio ancora, è tornato il National Geographic che si infila tra le pagine di Topolino quando dovrebbe stare solo tra le sue, e con quattro facciate di animali vuole persuadere i giovani lettori a comprarlo. Pubblicità e nient'altro che pubblicità!

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NO E L'ISPETTORE IRK CONTRO IL CRIMINALE INESISTENTE


Irk da Krikville? Ma chi inventa questi nomi? Sostituitelo! Ancora con questa Mousexia, che è la parodia di Alexa e che viene definita anche intelligenza artificiale! Credo che dovreste fare uno studio... A parte queste cose che sono insopportabili, la storia è carina e scorrevole, anche se forse un po' troppo banale mentre cerca di essere profonda.

2
PAPERINO, NEWTON E L'EFFETTO FISARMONICA


Questa storia è terribile, Newton è insopportabile e ogni volta che appare in una trama, la rende patetica e assurda. Poi, già lo avevo capito mentre la leggevo, è una storia fatta per insegnare delle nozioni scientifiche che devono fare da trampolino all’illeggibile, inutile e fuori luogo intervista ad un tipo scientifico. Smettetela di fare le storie per sostenere gli articoli, eliminate gli articoli e scrivete storie migliori!

3
PICO E L'INDUZIONE DI ATTENZIONE


Questa storia è carina, divertente, scorrevole e ben costruita.

4
I BASSOTTI IN: SOTTRAZIONE RAPIDA


Anche questa con i Bassotti e nessun altro è interessante, niente di che però... Poteva andare peggio.

5
ZIO PAPERONE E LA MAPPA DI ERMETE


Qui, Quo e Qua trovano una mappa che è la base di partenza per numerosi viaggi con Paperone e Paperino. I disegni dei paesaggi sono notevoli e la storia è ben costruita, soprattutto alla fine si riprende ma mentre la si legge da un po' l'idea di caos, ma nel complesso va bene.

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Paperinik 86 💬 Bene ma…




Questo numero di Paperinik è stato molto divertente e interessante. Stampato sulla tipica carta da fumetto, ci riporta indietro nel tempo, ma non troppo lontano. C'è sempre una storia inedita, non si sa di quando è, ma inedita non significa nuova, si giochicchia un po' con le parole. C'è una storia del 2010 in cui Paperino e Paperone si ritrovano nello spazio, abbastanza spiritosa. Poi c'è un set di storie analoghe. La prima del 1996 vede Paperinik protagonista di un libro di una scrittrice che finge di essere la sua ragazza, poi ce n'è una del 2005 in cui Paperinik diventa l'idolo di molte papere quando compare sulla copertina di un giornale. Infine Paperinik diventa protagonista nel 2000 di un videogioco. In tutti i casi, dovrà lottare per ritrovare la normalità e essere ignorato per poter svolgere il suo lavoro. Nel 2014 è uscita anche una storia in cui Paperinik aveva a che fare con la musica.


Di questo numero mi è piaciuta la varietà ponderata delle storie che hanno quasi un filo conduttore pur rimanendo con la propria identità. È molto interessante notare come cambia l'uso della tecnologia. Ad esempio, nella storia del 1996 con la fidanzata immaginaria, la redazione giornalistica in cui lavora Paperina è fornita di computer nello stile vecchio. Nella storia del 2014 con i musicisti, compaiono i primi cellulari e anche Youpap, orribile parodia di YouTube. All'epoca, i social media erano ancora in crescita. E sono già passati 10 anni. Ammetto che Topolino ha sempre avuto un problema con queste parodie tecnologiche, i nomi che ne risultano sono davvero orribili, forse dovrebbe evitare di permettere ai social media di inquinare storie così belle.


Inutile dire che è una raccolta di storie a fumetti senza pubblicità, rubriche o riferimenti alla realtà, il modo migliore per rilassarsi. Topolino dovrebbe ispirarsi a questo formato. Per questo motivo, sono rimasta un po' perplesso nel vedere i disegni in fondo... Mi riferisco alla posta dei lettori. Anche se i più piccoli possono divertirsi a fare una cosa del genere, credo che sia deleterio per l'integrità dell'uscita. Chi ha voglia di disegnare può mandare la sua roba a Topolino, non facciamo che Paperinik diventa come Topolino, prima i disegni, poi le rubriche...? No, smettete subito. Prima non c'erano e adesso li mettete? Era da un po' che non lo leggevo e questa è stata davvero una sgradita sorpresa.




Paperino 524 💬 ottimo



Anche questo mese la collezione di storie di Paperino, prese da vecchi numeri di Topolino, è notevole. Ogni volta mi convinco di quanto Topolino debba essere un settimanale proprio come questo, utilizzando anche lo stesso tipo di carta destinata ai fumetti.


Le storie sono sei, vecchie e una inedita, ma inedita può significare qualsiasi cosa. Il problema della storia inedita è la dimensione dei caratteri. Siamo a poco più di 1 mm di altezza per la singola lettera, che risulta eccessivamente piccola e quindi fastidiosa da leggere, anche con la lente d'ingrandimento. Si potrebbe fare meglio.


Ho notato come nelle vecchie storie si andava subito al sodo. Erano storie che si concludevano senza episodi vari e avevano una trama ben articolata, senza giri di parole o necessità di prolungare inutilmente la trama. Le storie andavano dritto al punto e si risolvevano con arguzia.


La prima storia del 1982 mi piace per come gli extraterrestri si rivelano in realtà terrestri. Questa capacità di rimanere nel reale rende la storia più simpatica di quanto possano essere le storie recenti con veri alieni, che sono talmente noiosi da risultare difficili da accettare.


C'è poi una storia del 2010, con Paperino e Paperoga nei servizi segreti. Di solito non mi piacciono queste storie, ma questa è riuscita a essere simpatica.


La storia del 1999 (che nostalgia) è una specie di Westworld, pubblicata prima che si parlasse della serie.


Ci sono anche una storia del 2001 e una del 2000, entrambe molto divertenti, così come quella del 2005. È un concentrato di Paperino che funge da macchina del tempo e fa stare bene chi ama le storie in puro stile Topolino.


La copertina è carina, con Paperino su una scacchiera, anche se non ha nulla a che fare con nessuna delle storie inserite. Eppure nel numero di Topolino 3561 uscito la settimana scorsa Paperino era impegnato con gli scacchi. Nonostante tutto, non è una critica. Ottimo lavoro!

Review: Topolino n. 3561

Topolino n. 3561 Topolino n. 3561 by Walt Disney Company
My rating: 2 of 5 stars

hermio

Il numero non è stato proprio male, le pagine con la spazzatura sono ridotte e non c'è lo sport. La copertina però è bruttina, non ha senso, certo c'è un riferimento alla prima storia ma perché metterci Qua se ha una parte marginale?

La vignetta introduttiva da un messaggio incomprensibile, così come il sermone del professore in cattedra che ci elenca un sacco di roba in modo veramente noioso. Non bastava un messaggio tipo: come state? Benvenuti in questo numero di Topolino. E poi magari parlare di qualcosa, ma non ha senso parlare di quello che leggeremo.

In mezzo ai due episodi della prima storia ci sono cinque assurde pagine che parlano del blocco dello scrittore… Ma se non sapete su cosa fare le rubriche, non le fate, non abbiamo bisogno di tutte queste cazzate.

La storia di Paperino è preceduta dalla spiegazione, ma anche questa cosa, perché? Solo per dirti che è di un altro fumettista addirittura c'è pure un riassunto ma che senso ha?

Le solite due pagine sprecate con quella che loro chiamano agenda settimanale che racchiude una pubblicità al giorno, seguita da due pagine per un'uscita della Panini. Per fortuna c'è un tutorial di disegno.

Quattro pagine sprecate una con le barzellette orribili e tre con i giochi per poppanti.

1
Area 15 - Episodio 1 di 2 - LA SIGNORA DELLA SCOGLIERA
Area 15 - Episodio 2 di 2 - NEL GIARDINO D'INVERNO


Anche se hanno dato ai due episodi della stessa storia due diversi titoli, direi che sono entrambi sbagliati. Un titolo giusto poteva essere: lezioni di scrittura creativa. Quando vedo che si tratta di quella che loro chiamano area 15 comincio già a preoccuparmi. Area 15 rappresenta uno stile di fare storie di paperi in modo patetico ovvero rendendoli moderni, cercando di essere accattivanti ma riuscendo solo ad essere ridicoli. Sembra che Qui Quo Qua ora fanno il liceo, sono diversi e hanno un branco di amici sfigati che sembra essere stato costruito seguendo la moda dell'inclusività, tanto che c'è anche uno sulla sedia a rotelle ma che, guarda caso, non fa mai niente. Questa storia nel complesso aveva qualcosa di interessante (una scrittrice che abita sulla scogliera) ma, come spesso accade, sembra che su Topolino se qualcuno degli autori si interessa a qualcosa, come per esempio scrittura creativa, riversa tutte le nozioni imparate in una storia e, infatti, ci sono stati un po' troppi tecnicismi che hanno allungato troppo la trama. Ovviamente poi l'amica che aveva i problemi li risolve e vince pure il premio (ma certo!) E in fondo c'è anche un colpo di scena talmente tanto forzato che non capisco come gli è venuto in mente.

2
Pianeta Paperone - LE GALLETTE PREDILETTE


In questo caso non ho niente di cui lamentarmi tranne che il titolo. Ma perché aggiungere Pianeta Paperone? Che cosa vuol dire? Già dalla prima facciata si capisce che si parla di Paperone, mettete un titolo e basta, sempre con questa serializzazione, ma ve la volete finire di guardare così tanto Netflix imitarlo? Rimanete fedeli a voi stessi che avete tantissimo materiale e siete molto più interessanti di molte cose moderne.

3
PAPERINO E LO SCACCO SMACCO


Una storia classica, un modo di disegnarla insolito ma che mi piace, sintetico e preciso. La trama va molto bene. Unico problema: perché fare uno sfondo giallo acceso che dà fastidio alla vista? Non era meglio il classico bianco? È sempre meglio rimanere sul classico.

4
PIPPO E IL PRIMO VALZER


Topolino e Pippo di tanto in tanto viaggiano nel tempo con Zapotec. Comunque ciò non rende il tutto interessante anzi è molto ripetitivo: c'è un problema vanno nel passato e lo risolvono. E poi i viaggi nel tempo dovrebbero essere nel tempo e non anche nello spazio, una fantasia troppo esagerata. Non vorrei essere cavillosa ma sanno anche parlare la lingua? Poi la storia in sé non è molto interessante, Pippo e Topolino potrebbero fare molto meglio.

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Review: Gatti Raccontati da Topolino

Gatti Raccontati da Topolino Gatti Raccontati da Topolino by Walt Disney Company
My rating: 4 of 5 stars

hermio

Una raccolta davvero deliziosa di storie presenti su vari numeri precedenti di Topolino. Mi ha sorpreso che non lo abbiano specificato. Sul mensile Paperino, quando ci sono storie di Paperinik, sono sempre molto precisi nel citare da dove provengono le storie della raccolta. Qui invece... forse volevano far finta che fossero storie nuove? In ogni caso, è una raccolta scorrevole e divertente, in puro stile Topolino, e adoro questo gatto.

All'inizio e alla fine ci sono un paio di interviste che potevano essere evitate, la solita roba giornalistica presentata in modo semplificato per poppanti. Sarebbe stato meglio avere un altro paio di storie. Topolino dovrebbe essere così, storie semplici e nient'altro. Via tutte quelle rubriche inutili, le interviste e tutti quei fronzoli che servono solo a riempire spazio che paghiamo. Quando vogliono, sanno fare molto bene le cose, e questo ne è un esempio.



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Review: Topolino n. 3560

Topolino n. 3560 Topolino n. 3560 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Fatto deragliare da San Valentino

La copertina non mi piace, Paperone alle prese con quella sfigata di Brigitta… La vignetta ovviamente parla di San Valentino. Il capo sale in cattedra come sempre con un muro di parole prolisso e noioso, solo per farsi i complimenti. Si parla anche di quello che succederà nel prossimo Topolino e addirittura in quello successivo. Dunque, non sa di cosa parlare.

La solita agenda della settimana ci propina sette pubblicità, una al giorno (ma chi le legge?). Di positivo ci sono i tutorial sul disegno.

Infondo ci sono ben sei pagine che parlano di medaglie vendute con Topolino, che trovo agghiaccianti. Ma cosa ci si dovrebbe fare? Le barzellette patetiche sono finite in ultima pagina, forse è la via giusta verso il cestino. Ovviamente una pagina è stata buttata via per inserire i giochi per deficienti.

1
Ducktopia - Episodio 3 di 3 - Il padrone del multiverso


Piatto e poco approfondito, veloce, sciatto, prevedibile e pieno di moralismo. Inoltre, è uguale ai suoi ultimi libri. Da quando ha cominciato ad interessarsi al multiverso, ha deciso di farlo entrare anche nelle storie di Topolino.

2
Zio Paperone e la cupidigia di Cupido - 2 Episodi


Perché adesso Topolino deve fare come le serie che fanno un preambolo prima del titolo?
E così Amelia ha una Sfera smart? Patetico. L’hanno chiamata Corvana imitazione dell’ormai obsoleta Cortana. Lasciate perdere, la magia è meglio della tecnologia.
Paperone e Rockerduck vanno a pesca? Vergognatevi.
Ci si gira troppo intorno con questa trama che è stata allungata solo perché era San Valentino e quindi ci voleva una trama amorosa. Eppure, Paperone innamorato non si riesce a concepire e nemmeno una innamorata di lui. Tutto sbagliato.

3
Coppia Top


Si tratta di un set di tre storielle molto brevi di Topolino e Minni. La prima è molto carina e spiritosa, poteva bastare così. La seconda è una forzatura, sempre per continuare a insistere sul tema di San Valentino. La terza è un casino. Topolino si mette un maglione che secondo Minni è brutto. Ma a dire la verità, Topolino non era mai stato così carino indossandolo. La storia gira tutto intorno al fatto che Minni vuole che Topolino si cambi perché a lei non piace quel vestito. Ma insomma, uno potrà anche vestirsi come cazzo vuole!

4
La grande mitologia papera - Paperina, Didone e la pelle di bue


L'ultima storia è una piccola tragedia. Il problema più grande è che si tratta di una pelle di bue, ragazzi è un animale morto. Il secondo problema è che la mitologia è bella in quanto tale, ma in formato paperi proprio non si legge. Ridicola. L'ultimo problema è il fatto che la storia in digitale era tutta pixelata, dunque bassissima qualità, mentre a vederla sulla carta sembrava ben fatta. La storia di Didone può anche essere interessante, ma preferisco di gran lunga leggere quello che succede a Paperopoli su Topolino. Lasciamo l'antica Grecia in altri ambiti o anche solo su Wikipedia. Alla fine ci sono due pagine che ci spiegano che effettivamente questa storia è stata inserita solo perché esce in edicola una raccolta di mitologia papera. Dunque, solo la solita pubblicità. 

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Review: Topolino n. 3553

Topolino n. 3553 Topolino n. 3553 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

La copertina è molto carina, essendo l'ultimo numero dell'anno, ma forse sarebbe stata più adatta per il primo?

La vignetta iniziale è scontata, non potevano semplicemente dire "buon anno nuovo"? Il muro di parole del capo è inespugnabile. Di solito sono abituata a leggere Topolino digitale e mi rendo conto che su carta è scritto veramente microscopico, ma chi si prende la briga di leggere tutte queste parole riferite alle storie che si sta per leggere? Tanto vale andare subito a leggerle.

Non manca l'agenda settimanale, piena di pubblicità in cui intravedo le cosiddette web star... Ma lasciamole anche al web!

C'è un ennesimo inserto del National Geographic che parla dei pinguini, e allora?

Per fortuna c'è il tutorial di disegno, ma questa volta seguito da un'inutile intervista. Ci sono i soliti giochi stupidi e le barzellette ridicole, ma guarda che sono veramente brutte...

La Disney reclama quattro facciate per fare pubblicità a Disneyland e infine quattro facciate per parlare della storia del numero successivo che ho già letto. Credo che queste presentazioni abbiano l'effetto opposto. Ho letto la storia ed è molto più carina di quello che sembrava da questa inutile intervista...

Ma non è ancora finita con le pagine sprecate, ce ne sono tre che parlano dei settant'anni della Rai e del volume ad essa dedicato in edicola.

1
K - Ritorno nel Klondike, 2 episodi


Il numero parte male. Ogni volta che fanno queste storie ambientate nel Klondike è chiaro che hanno una visione del tutto sbagliata di quell'epoca e di quello che succedeva, e di conseguenza trasmettono false informazioni. Era un'epoca in cui i cani venivano sfruttati e dovevano trainare slitte per trasportare soprattutto la bramosia d’oro e l'avidità degli umani. Dato che Topolino ci tiene sempre ad essere tanto puntuale con le spiegazioni e mette sempre questi articoli storici, geografici e tecnologici che non servono a un cazzo, potrebbe invece usare le storie per raccontare come stanno le cose, se proprio deve insegnarci qualcosa, o perlomeno non inventare favole. Innanzitutto vediamo Paperone che ha questo cane e lo sfrutta continuamente per farsi trasportare e trasportare merci. I cani non si divertono, per loro è un lavoro perché c'è sempre questa strana credenza che i cani da slitta devono tirare la slitta, i cani da caccia devono andare a caccia... cazzate. Poi il cane di Paperone viene personalizzato mentre quelli degli altri restano in sottofondo. Dunque, a parte la questione dei cani, c'è anche la noia, una storia piena di vignette piene di scritte e spiegazioni per una trama che non è niente di che.

2
Topolino e la settimana bianca in giallo


Carina, ministoria con Topolino e Minni, ben articolata, scorrevole e divertente.

3
Orazio e il flagello Curiazio


Ogni volta che c'è questo tipo, il cugino di Orazio, è sempre la stessa storia e ogni volta la storia è ripetitiva al suo interno. Curiazio non fa altro che rompere tutto, ma più che sbadato sembra avere una forza disumana. Noioso.

4
Qui, Quo, Qua e la giungla delle sorprese


C'è qualcosa di carino, il classico Paperone che porta Paperino e Qui, Quo, Qua nelle classiche vesti delle giovani marmotte a fare un giro nella giungla. C'è però anche qualche nota stonata, come Paperino con il telefono e poi, povero com’è, possibile che si sia comprato il più fantastico telefono del mondo? Purtroppo vederlo alle prese con i telefoni rovina la magia, lo rende troppo "noioso umano moderno". Poi gli alieni, non lo so, ogni volta che vengono fuori gli alieni su Topolino c'è un non so che di ridicolo. Ad ogni modo, ne ho viste di peggio.

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Review: Topolino 3559

Topolino 3559 Topolino 3559 by Walt Disney Company
My rating: 3 of 5 stars

hermio

La vignetta iniziale è superflua, così come il lungo testo che segue. Passiamo direttamente al contenuto.

Il punto a favore di Topolino è il tutorial su come disegnare Pippo. Purtroppo, è seguito da un'intervista inutile, rielaborata per renderla infantile. Come sempre, troviamo anche l'agenda settimanale, composta da ben sette pubblicità su due pagine. Per fortuna, ci sono pochi giochi.

C'è un'intervista di cinque pagine a Licia Colò, ma anche questa serve solo a presentare un volume di fumetti dedicato ai gatti, che uscirà con Topolino. Quindi, si tratta solo di pubblicità.

Dopo una storia sugli insetti bionici, ci travolgono con cinque pagine di informazioni scientifiche che non ci interessano.

Continua la pubblicità dell'album delle figurine degli animali, con altre cinque pagine di pubblicità per lo stesso.

1
Topolino giramondo - Topolino e l'incredibile Toshio


Una storia interessante, simpatica e con un Topolino davvero carino. Ben fatto. Topolino incontra una scimmia che ama le macchine fotografiche. Ovviamente, subito viene in mente la storia dell'autoscatto del macaco, quando nel 2011 una scimmia si è fatta varie foto con la macchina fotografica di un fotografo. Comunque, va bene così.

2
Ducktopia - Episodio 2 di 3 - Il ritorno degli eroi


Questa storia sta precipitando e il secondo capitolo è così vuoto che non c'è niente da criticare ma neanche da elogiare. Ora non solo Narnia viene copiata, ma anche Queste Oscure Materie, così sembra un mix di idee altrui amalgamate in modo per niente originale. Poi torna quella Bocciolo, ma quanto è brutta? Sembra uno spaventapasseri con una testa gigante e un naso aguzzo, e questa dovrebbe essere la vostra eroina? Inoltre, come se non bastasse, a Narnia e a Queste Oscure Materie vengono aggiunti anche un po' di concetti del Multiverso della Marvel, con l'idea che le nostre varianti nelle varie dimensioni abbiano lo stesso aspetto... Basta, lasciate perdere.

3
Pianeta Paperino - Il re delle frittelle


La storia è perfetta, un classico. Paperino e i suoi nipoti ci intrattengono con una storiella divertente che scorre bene. Ora spiegatemi il titolo, "Pianeta Paperino"? Bastava "Paperino: il re delle frittelle".

4
Archimede e lo sciame vagante


Come storia, non era male, c'era solo quel problema dell'associazione con un articolo scientifico successivo. Archimede inventa uno sciame di api meccaniche e, dall'articolo seguente, sembra che esistano davvero. Tutto ciò mi lascia molto scettica, credo che sia sempre meglio inventare le storie senza la necessità di aggiungere un articolo successivo, che è del tutto inutile.

5
Paperino, Paperoga e la notte dei cavalli a dondolo


E il numero si conclude alla grande con una storiella perfetta. Questo duo di paperi è vincente, questo è lo stile giusto che ci intrattiene, diverte e piace.

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Review: Topolino n. 3558

Topolino n. 3558 Topolino n. 3558 by Walt Disney Company
My rating: 2 of 5 stars

hermio

Questo numero è accompagnato da un pacchetto di figurine di un album... Beh... come se non bastasse, ci sono ben sette pagine dedicate agli animali, ma più che altro è la presentazione dell'album delle figurine. Tutto ciò è contrassegnato come informazione pubbliredazionale, ma forse volevate dire informazione pubblicitaria? Comunque... Non fate finta di insegnarci qualcosa quando in realtà è solo pubblicità.

Ancora non si capisce perché certe storie devono avere un preambolo come se servisse una guida per aiutarci a capirle. Scrivetele meglio se non siete sicuri che le capiamo.

Ho sorvolato la vignetta iniziale e il muro di parole del professore in cattedra, capo di tutto quanto, che non fa altro che elogiarsi come sempre.

C'è la solita agenda settimanale con una pubblicità per ogni giorno.

Si tira un sospiro di sollievo con il tutorial di disegno, è veramente molto utile.

C'è la presentazione del fumettista olandese che si è occupato della migliore storia del numero. Ovviamente viene sottoposto ad una lunga ed inutile intervista, di cui potevamo fare a meno. Sono sette pagine in tutto di parole scritte noiose e semplificate per un pubblico che secondo loro non riesce a capire le parole vere. Se dovete far parlare la gente, lasciatela parlare.

Ci sono i soliti giochi da deficienti e le barzellette ridicole e altra pubblicità. Due pagine per l'enigmistica di Topolino, o meglio della Panini. Raga, ma questo numero è pieno di pubblicità. Se non è una storia, è uno sponsor o meglio vi sponsorizzate da soli.

1
Ducktopia - Ep. 1 di 3: il re di Ducktopia


Quando avevo saputo che ci sarebbe stata un'altra tripletta di episodi di questa serie, mi ero immaginata la classica minestra riscaldata, e infatti è stato proprio così. Ammetto che all'inizio mi era piaciuto, aveva un senso ed era stato anche abbastanza geniale, e i disegni interessanti e molto spettacolari. La seconda serie era stata illeggibile ma veramente brutta, sia per i personaggi, ma anche per la trama che si capiva che non sapevano dove andare. Quella principessa bocciolo, cos'è che era? Con quella testa enorme era inguardabile. Questa si focalizza su Gambadilegno, che alla fine aveva un po' risollevato la trama del precedente, ma non c'è niente. Quando continui a riutilizzare sempre le stesse idee, a meno che non c'è qualcosa di valido, poi risulta sciatto. Ed eccoci qua. Che poi sembra un copione di Narnia. All'inizio aveva una sua originalità, ma qui sembra proprio Narnia. Sono convinta che l'abbia copiato proprio da lì. Scrivete le storie normali, che è meglio.

2
Paperino e l'artista in crisi


Ok, questa è proprio ben fatta. Contrasta con la precedente arzigogolata ricca di tutto quello che non serve. Quando la vera essenza di Topolino è proprio questo stile di fare le storie: semplice, divertente e arguto. Bravi.

3
Clarabella e i rumors del bosco


I Rumors! Ma smettetela di parlare metà inglese e metà italiano, come se foste alle elementari! Siete un fumetto nazionale, parlate in italiano! Sempre a rincorrere le cazzate che vanno di moda.

Storia senza anche, ma neanche senza qualcosa di cui lamentarsi.

4
Paperino, Jones e la sfida dei biscotti


Ci siamo, questo è il puro stile di Topolino. Una storia scritta da un olandese, e forse direi che possiamo assumerlo per fargli fare anche tutte le altre storie? Questo è il vero Paperino, con Qui, Quo, Qua che sono quello che sono, senza fare finta di essere teenager alla moda. Un po' di vecchia scuola non fa male a nessuno, anzi, potrebbe purificare le menti di parecchi!

5
Paperina in fila per te


Instapap... Ma non era instaduck? Almeno siate coerenti tra voi!
Se dovete fare la parodia di quello schifo di social, decidetene uno. Sono tutti e due terribili, ma Instapap è un vero obbrobrio.
La storia non è male, a parte la parte social.

6
Zio Paperone e la banconota poco nota


Whatsquack. Ma basta, vi prego.
È possibile che fate la parodia delle peggiori applicazioni in circolazione?

Anche Paperone che dice più volte che ha i Giga illimitati. Che stress i telefoni e tutte quelle cose inutili che si tirano dietro, le infilate a forza nelle storie di Topolino quando non ce ne sarebbe bisogno. Usate la fantasia, per favore. Per il resto, la storia non è male, a parte quella parentesi telefonica. Scorre bene.

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Review: Topolino n. 3554

Topolino n. 3554 Topolino n. 3554 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Buone idee sfumate

Il numero aveva grandi potenzialità, ma le storie che iniziavano bene poi prendevano sempre una piega deludente, purtroppo.

La vignetta moralista fa sempre una brutta figura, anche perché Paperina dice a Paperino: "Non sono sicura che essere me stesso sia davvero un buon proposito per l'anno nuovo...". Perché no? Perché no cara Paperina o meglio creatrice della vignetta, perché uno non può essere se stesso? E la cosa davvero deludente è che Topolino ci insiste su questo fatto e alla fine ci sono addirittura tre pagine che parlano di questo fatto dei buoni propositi, di tutto quello che si deve fare e di come si deve iniziare, secondo me aumentando le ansie che uno magari non ha. Questo era il primo numero dell'anno e sinceramente quella tiritera di buoni propositi se la potevano risparmiare e lasciarla per quei giornali da quattro soldi.

Finalmente qualcun altro ha scritto la pagina di introduzione e invece del capo c'è un'altra che riesce a fare un ottimo lavoro perché già a colpo d'occhio non c'è più muro di parole, ma anche un giusto consiglio che cozza con quello che ha detto quella della vignetta. Infatti, la tipa che scrive l'introduzione dice: "Fate quello che vi fa stare bene". Oh, finalmente un messaggio con grazia.

Continuano i tutorial di disegno, una gradita sorpresa, si va avanti con Paperina.

Poi Topolino sale di nuovo in cattedra, ci sono cinque pagine sulla scienza e sull'astrofisica, ma state scherzando? Ma poi si capisce perché, è tutta una pubblicità per una fiera...

Altra materia insegnata, questa volta per fare la pubblicità a National Geographic. Sono delle nozioni semplicistiche su alcuni animali... Mettete a questo punto delle foto degli animali, ma chi se ne frega di tutte quelle robe da insegnare...

Non dico niente dei giochi e delle barzellette perché non ne vale neanche la pena. Inoltre c'è la presentazione di quattro pagine sulla storia del numero successivo... Io ancora non capisco a cosa serve...

In fondo, nell'ultima pagina c'è una storia mono pagina di Paperina, veramente carina e simpatica, ma perché non la mettete all'inizio invece di quella vignetta ignobile?

Storia 1: Topolino fuori dai radar

Questa è la storia a cui si riferisce la copertina. La copertina è a dir poco fantastica, colori accattivanti e ambientazione interessante. Peccato che la storia poteva essere meglio, anche se non mi sento di criticarla al 100%. Finalmente una storiella in cui abbiamo il vero Topolino che collabora con la polizia, ma forse mi aspettavo qualcosa di più come un colpo di scena con quell'ispettore chiamato Irk che si scopre essere in combutta con i cattivi.

Però c'è un grande problema con questa storia: Mousexia. Questa sarebbe la parodia di Alexa, ovvero quella cosa di Google, solo che non solo sembra proprio una pubblicità, più che una parodia, e poi stona, stona e fa ridere come il fatto che questo ispettore ha i follower.

Insomma, la trama non solo si rende ridicola con quella specie di Alexa, ma poi anche con questi social che ogni volta che compaiono stridono come non mai con tutto il resto.

Inoltre, a un certo punto nella storia, il cattivo si mette a raccontare quello che è successo, ma ragazzi, dovevate fare un flashback, non un racconto senza senso!

Infine... Irk, ma chi sceglie i nomi? Non si riesce neanche a pronunciare!

Storia 2: Paperino nullafare d'eccezione

La storia sarebbe anche ben fatta, il classico Paperino in una classica storia di Topolino che andava molto bene, finché non hanno detto due parole che proprio fanno ridere e che possono essere accomunate a quella della storia precedente (Mousexia). Ecco che compaiono qui invece la parodia di Netflix e di Stranger Things, che sono rispettivamente Paperflix e Stranger Ducks. Non mi piacciono, mi danno proprio il senso di Topolino che cerca di rincorrere sfumature della realtà che dovrebbe ignorare, dato che sono ossessioni poco interessanti nella narrativa, ma invece le alimenta rendendosi ridicolo.

Storia 3: Paperoga in: sempre più buono

Niente di cui lamentarmi di questa storia, finalmente ce l'abbiamo fatta, Paperoga ci intrattiene con il suo stile di vita strampalato. Questa storia dimostra come fare meno, ovvero rimanere nel semplice, rende di più.

Storia 4: Filo & Brigitta e i tesori di serie B - I centrini della tavola rotonda

La storia poteva anche essere interessante, ma a un certo punto viene infilato a forza nella trama il calcio. A Stonehenge, nell'antichità, secondo questa trama, i cavalieri di Re Artù si mettevano a giocare a calcio... Da quando Topolino fa parte della Panini, il calcio è una specie di virus che lo ha infestato e di tanto in tanto deve metterci lo zampino! Peccato.

Storia 5: Le Giovani Marmotte e la pietra che parla, ep. 1 di 4

Ho già letto tutti gli altri tre episodi perché mi piace leggere Topolino spesso in ordine casuale e avevo trovato questa storia veramente noiosa, ripetitiva e caotica. Ammetto però che l'inizio era migliore di quanto mi aspettavo, una pietra buca che guardando al suo interno ti permette di vedere luoghi magici e di ascoltare la voce di un folletto... Era veramente interessante e fantasiosa come idea, peccato che non è stata sviluppata. Invece di approfondire questa parte, si è preferito dire sempre la stessa cosa con questi piccoli e insopportabili paperi che vanno in giro usando modi arzigogolati e non accattivanti. Dunque c'era del buon materiale di base che è stato distrutto, come la decisione di rompere la pietra. Peccato.

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Review: Topolino n. 3557

Topolino n. 3557 Topolino n. 3557 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars


hermio

Pesante come una roccia

La vignetta iniziale ha voglia di fare la moralista. Quello sfigato di Newton dice: "servono anni di fallimenti, tentativi, errori, disastri e catastrofi prima di arrivare all'invenzione che ti farà passare alla storia".

Oh, può essere che qualcuno leggendo ci crede che ce la può fare a passare alla storia!

Segue come sempre il muro di parole del capo che si fa i complimenti e ci dice come un professore in cattedra tutto quello che succederà all'interno di questo Topolino e nel prossimo in cui ci sarà un'altra minestra riscaldata: Ducktopia.

Molto bene per il proseguimento dei tutorial di disegno, anche senza quelle cazzate di interviste!

E continua l'inutile tiritera dell'agenda della settimana in cui ci sono sette pubblicità, una per giorno!

Ci sono tre pagine sul Panini tour... Altra pubblicità!

Ci sono le solite barzellette che fanno piangere e i giochi per quelli dell'asilo che magari non sanno neanche leggere.

Due pagine per fare pubblicità a un'altra serie di fumetti...

Altra pubblicità: sei pagine che parlano delle rocce e che sponsorizzano il National Geographic. Io ho più volte detto che non sopporto gli inserti istruttivi in Topolino perché nel momento in cui uno si rilassa e si gode i suoi fumetti, perché deve arrivare qualcuno che ti deve insegnare qualcosa? Ma qui si tratta solo di sponsorizzare l'altro giornale che ci hanno fatto addirittura una storia a quattro puntate per sorreggere l'inserto che parla delle rocce! Davvero patetico!

1
Topolino in: Rumori nel silenzio - 2 episodi


Carina, ben costruita e con disegni precisi e interessanti, ma la trama non è un granché e secondo me è stata allungata per farla entrare in due episodi quando ne sarebbe bastato uno solo.

2
Archimede e l'incomparabile Vanny


Niente da ridire su questa storia, è lunga quanto basta, spiritosa e abbastanza divertente.

3
Amelia e la rosa olezzante


La storia era iniziata bene, Amelia che diventa una pizzaiola era molto originale e interessante, ma poi è finita male. Le pizze disegnate erano orribili e facevano quasi schifo. Anche la trama è stata deludente, risolvendosi con un inno a Napoli, come se Topolino avesse bisogno del suo consenso.

4
Le Giovani Marmotte e la pietra della fortuna - Ep. 4 di 4


Finalmente è finita questa saga, non se ne poteva più! È stata ripetitiva e ogni episodio è stato la fotocopia del precedente, tanto che ne bastava uno con l'inizio del primo e la fine dell'ultimo. Avrebbe avuto più senso e sarebbe stato più sopportabile, ma così... E finalmente ho capito perché è stata fatta questa saga: solo perché il National Geographic aveva bisogno di far pubblicità su Topolino per promuovere gli articoli sulle rocce! Nel numero precedente non avevo fatto il collegamento, ma è proprio così: una storia a quattro episodi per supportare gli articoli del National Geographic!

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Review: Topolino n. 3556

Topolino n. 3556 Topolino n. 3556 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Niente di che

Ziche e il capo ci danno del filo da torcere con le solite banalità, ripetendo sempre le stesse cose. Sono convinta che tutti saltino le prime due pagine senza dar loro nemmeno un'occhiata.

La nota positiva di questo numero è il tutorial di disegno che riguarda Minni. Purtroppo è seguito da un'insulsa intervista che è quasi più lunga del tutorial.

A proposito della pubblicità, c'è la solita agenda della settimana con cose da comprare ogni giorno. Poi c'è lo spazio dedicato al National Geographic, addirittura sei pagine per fare pubblicità a quel giornale che probabilmente sta andando in rovina se ha bisogno di infestare Topolino. Chi se ne frega delle rocce? Stiamo leggendo delle storie a fumetti, non vogliamo imparare un cazzo! Chiaro?

Evidentemente non è chiaro, perché anche alla fine riprende lo stile professorale in cui Topolino ci vuole inculcare delle nozioni, addirittura attraverso una noiosissima intervista di sette facciate.

Inoltre, non mancano le solite barzellette stupide e i giochi per deficienti.

Se proprio non sapete cosa metterci, fate meno pagine e noi paghiamo di meno. Se non pagassi il numero, avreste potuto anche riempirlo di pubblicità, ma siccome ormai costa 3,50 €, facciamo che non ci mettete tutta quella merda e costa tre?

1
Topolino e le nebbie di Meyrink (2 parti)

La cosa strepitosa di questa storia sono i disegni, lo stile oscuro e tenebroso fa veramente un bell'effetto. La trama... Molto meno appassionante. È chiaro che si voleva creare una situazione adatta allo stile, si capisce subito quando è così, si vuole fare qualcosa di oscuro e misterioso per adattarsi allo stile di un disegnatore, ma lo stile dello sceneggiatore non è all'altezza. Il finale poi... E poi come se non bastasse, ancora con questo Dottor Piuma, è diventato un personaggio fisso? O forse solo un riciclaggio di idee?

2
Cavezza - Strade future

Una storiella piena di morale da quattro soldi, fai quello che ti senti, tu vali, credi in te stesso... Ci fanno vedere come Orazio è diventato quello che è, ma sinceramente non è che si sono sprecati tanto, ce lo saremmo potuti immaginare da soli!

3
Gli allegri mestieri di Paperino - I modi della moda

Ultimamente le belle storie di Paperino scarseggiano su Topolino e speravo che con questa... Carina, ma niente di che.

4
Le Giovani Marmotte e la pietra miliare - episodio 3 di 4

Che noia questa saga, veramente indigesta! Terzo episodio che è la fotocopia del precedente, questi quattro mostriciattoli seguiti dal loro insegnante o quello che è vagano per il tempo ingannando paperi simili agli zii. C'è anche il problema che hanno copiato delle idee, il vagare tra le dimensioni e lo spazio, che visualmente è molto brutto, è un'idea copiata da Nolan su Interstellar. Pensare che c'è anche un altro episodio è scoraggiante... È come se già l'avessi letta, scontata fino all'inverosimile. Non c'è niente da fare, Qui, Quo, Qua e Newton, ovvero i paperi piccoli, non valgono niente in confronto a Paperino, Paperone e anche Paperoga.

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