I leoni di Sicilia by
Stefania Auci
My rating:
1 of 5 stars

Mea culpa sono caduta nella rete del marketing. Era da un po’ che sentivo parlare di questo libro e quando mi sono accorta che ben presto ne sarebbe uscita una serie mi sono detta che avrei dovuto leggerlo. Non so perché mi era venuto in mente come associazione Ferrante tanto che credevo che avrei letto qualcosa di molto analogo sia per la scrittura che per l’interesse che mi avrebbe suscitato. Ho sbagliato tutto! È la prima volta che un audiolibro mi risulta così pesante e insopportabile. È iniziata male dopo solo cinque minuti di ascolto mi sono resa conto che l’avrei odiato ma non l’ho interrotto (follia pura) sono andata avanti fino alla fine e ciò mi hai dimostrato che la sensazione iniziale era giusta: terribile!
All’inizio inoltre sono stata ignorante perché non sapevo che si trattava di una famiglia realmente esistita e se l’avessi saputo avrei lasciato perdere subito senza neanche cominciare a leggerlo perché non mi interessano le storie vere non le sopporto e le trovo solo segno dell’incapacità di alcuni di creare dei personaggi, la cui fantasia limitata ha bisogno di andare a prendere tizi realmente esistiti e magari trasporli anche in modo sbagliato e spero che siano state trasposti in modo sbagliato perché io li ho trovati insopportabili!
Il libro ci racconta di una famiglia maschilista fino all’inverosimile composta da uomini che per tutta la vita hanno pensato solo agli affari credendosi i migliori di tutti. Mi fa strano che sia stata una donna a scrivere questo libro dato che denota la totale mancanza di rispetto per il genere. Era l’epoca? No, era il carattere di queste persone che hanno sempre messo gli affari al primo posto.
Dopo aver saputo che erano vere persone sono andata a leggere Wikipedia che ho trovato altrettanto noiosa: ok hanno fatto soldi a palate hanno avuto potere partendo da niente. Mi sta bene ma da quello che ho letto hanno rinunciato a vivere, si sono dedicati solo a coltivare soldi e non affetti, pensavano solo al potere ed è per questo che sono andata avanti anche a discapito delle donne che stavano loro vicino a iniziare dal primo Ignazio.
Si parte da questa famiglia che lascia Bagnara Calabra a dopo il terremoto di fine 700. Paolo e Ignazio che sono due fratelli, Ignazio è sposato con Giuseppina che è attaccata alla sua città e non vorrebbe mai lasciarla per andare a Palermo. Già nell’imposizione del marito di portarsela via mi sono sentita male. Al marito non è importato niente dei sentimenti della moglie tanto che ha pure venduto la casa che le apparteneva in seguito. Giuseppina aveva un forte affetto per il fratello del marito anzi lo amava tanto quanto odiava il marito a cui era stata fatta sposare per forza. Ecco già dall’inizio si capisce come la donna sia sempre un oggetto a disposizione dell’uomo sia per affari sia per creare eredi (siamo ai livelli del trono di spade ma senza enfasi).
Una volta che è morto Ignazio il fratello Paolo ha preso le redini dell’attività che già era crescente e Paolo e Giuseppina nonostante tutto non sono riusciti a trovare un certo amore anche se nessuno glielo avrebbe impedito. Perché? Perché anche Paolo era improntato al lavoro e a nient’altro. Il figlio di Ignazio si chiamava Vincenzo, ma quando muore il padre è lo zio che si occupa di tutta l’attività. Quando muore lo zio Vincenzo subentra e si è dimostrato persino peggio del padre: perché? Si è innamorato di Giulia ma finché questa non gli ha dato un figlio maschio non ha né riconosciuto le due figlie femmine che hanno avuto né ha voluto sposare lei! Ditemi voi se questo non è maschilismo estremo!! Che cosa ha portato questa scrittrice a scrivere una storia così terribile? avrebbe potuto abbellirla…
Inutile che la scrittrice ci vuole far credere che Giulia era forte ma non era forte era innamorata e ha dato la vita a questo qui! Anche qui ansia: Vincenzo dava la precedenza all’impresa perché se non avesse avuto un figlio maschio non l’avrebbe mai sposata! Terribile. La storia si conclude con la morte di Vincenzo e tra parentesi il figlio maschio che Giulia gli ha dato l’ha chiamato Ignazio… Ma come si fa ad essere così autoreferenti? Sempre con questo Ignazio e Vincenzo comincio a non capirci più niente! Alla morte di Vincenzo il figlio Ignazio si è sposato e anche lui non ha sposato la donna che amava ma una indicata dal padre che aveva un’utilità per l’impresa… Continuiamo con la donna oggetto e questo qui ha fatto due figli uno l’ha chiamato Vincenzo (ma certo) e uno l’ha chiamato Ignazio junior… Per me siamo dei livelli di pazzia enormi! Dato che non ho la minima intenzione di leggere il secondo capitolo ho letto Wikipedia che comunque mi ha fornito le stesse informazioni. Che cosa è successo alla fantastica impresa familiare dei Florio? È successo che Ignazio junior ha cominciato bene ma poi l’ho rovinata e non esistono più eredi. Si chiama la Sindrome di Buddenbrook ovvero che cito wiki: le generazioni successive alla terza si mostrino poco interessate o predisposte alla gestione dell'impresa familiare, portando al collasso di quest'ultima. Quindi gli eredi cominciano a vivere.
Ora veniamo al libro in sé … Questi Florio all’inizio non sapevo neanche che erano delle persone vere ma dopo averlo saputo ho capito quanto poco valesse questo libro tanto che si tratta né più né meno di una fanfiction storica senza tanti sforzi! Leggendo Wikipedia tutti potrebbero scrivere il secondo libro dopo aver letto due pagine del primo: zero passioni, zero sentimenti, zero vitalità.
Non c’è stato il minimo sforzo fantastico o personale, sono stati presi fatti realmente accaduti e romanzati in modo molto blando, la scrittrice non ci ha messo niente di suo. Le conversazioni andavano inventate di sana pianta ma già è tanto se arrivavano a tre battuta: non sapeva cosa far dire ai suoi personaggi. Ma certo se non inventi come fai a sapere cosa si sono detti questi!!!!! Ugualmente le relazioni interpersonali sono state disastrose perchè messe da parte sempre a favore di quello che è successo all’azienda e al commercio: ma che noia, un libro sull’azienda!!! Trascrizioni di tutto quello che è stato trovato già scritto in registri e altri documenti storici e wikipedia. Ne consegue un libro piatto e sciatto. Come se non bastasse la noia e lo sconforto e anche la frustrazione sono aumentati a dismisura con le enormi note storiche che farcivano il libro rendendolo insopportabile peggio di un libro di storia del liceo! Sono ignorante di storia lo ammetto non mi è mai piaciuta e la trovo incomprensibile esposta come fanno i libri di scuola e ogni tanto qui c’è stato un copia incolla di quello che è successo all’epoca ma se ne poteva fare a meno!
Ho avuto l’impressione che questa scrittrice non emergente che aveva voglia di scrivere o meglio di farsi leggere ed è stata arruolata dalla casa editrice per questo progetto, un progetto che avrebbe potuto completare chiunque, un cosiddetto compito in classe: scrivi una fiction sui Florio che verrà poi trasposta in TV. Ah, già perché non è sicuramente un caso né che questa serie di libri abbia avuto successo né che presto sarà una serie, è tutto un meccanismo ingranato oliato e predisposto per fare andare avanti gli editor e i produttori di film. Anche il fatto che io ne sia venuta a conoscenza dimostra come la voce si sparge gira e arriva a tutti ma se con un libro mi fregata al secondo vi dico ciao ciao e la serie ve la guardate voi ma tanto sarà un successo pure quella, è tutto scritto e predisposto.
La scrittrice non ha fatto niente di straordinario ogni volta che c’era un momento interessante tra i personaggi che magari si stavano per baciare ecco che passavano tre o quattro anni! I salti temporali eccessivi dimostrano che lei non aveva niente da dire niente da inventare nella vita di questi ma perché? Perché non li conosceva come avrebbe conosciuto i suoi personaggi se mai avesse fatto lo sforzo di inventarli.
Manca tutta la parte sentimentale e la focalizzazione sui personaggi che sono talmente tanto inutili che a parte le loro relazioni di parentela non c’è altro.
Non aver scelto un solo protagonista ha indebolito la storia, tutto così dilungato risulta freddo e chi legge è incapace di affezionarsi a nessuno. Anzi, i Florio sono sbruffoni, tutto il libro ‘sti Florio si dicono quanto sono bravi e quanto sanno fare le cose bene, è deve tutto un osannare di questi qui che poverini sono stati trattati male da tutti ma hanno dimostrato quando invece erano bravi e belli e i migliori. Questo libro è la celebrazione della fortuna che hanno avuto ma che poi è finita, come dirà il prossimo. I fatti presentati sono pochi, poteva fare un’unico compito a casa invece di dividerlo in due ma il marketing è il marketing.
All’inizio ho nominato Ferrante e anche lì si può dire che sono progetti commerciali, la maggior parte dei libri di Ferrante sono diventati film o serie ma le storie in questione hanno sempre una certa qualità profondità e dose artistica che la saga dei Florio non ha neanche in minima percentuale. I libri di Ferrante sono scritti con il cuore con la maestria e con la fantasia perché non si parla mai di persone vere protagoniste ma inventate, realistiche credibile e che sembrano vere ma non lo sono, si muovono su un vero sfondo storico ma senza Ferrante non avremmo mai avuto tali storie, la realtà rimane un background. Invece qui dai Florio non c’è niente di fantasy non c’è niente di inventato non c’è la volontà di scrivere ma solo la necessità di fare un compito scritto, un compito a casa, scritto in modo diligente e bene ma neanche troppo.
Un libro con pochi personaggi stereotipati senza vita né emozioni ma solo con un nome preso da Wikipedia, descrittivo fino all’inverosimile su questioni pratiche di commercio intervallati a momenti in cui si mette a snocciolare fatti uno dopo l’altro di gente storica, ma chi se ne frega di Napoleone? Anche sull’Amica Geniale c’erano molti riferimenti alla storia e alla politica ma mai posti così come se fosse la lista della spesa, erano i personaggi che ne parlavano e si interessavano chi da una parte chi dall’altra.
Il libro a volte diventa una specie di documentario, all’inizio si parla solo delle spezie e i personaggi sono sullo sfondo, talmente tanto patetici e prevedibili che fa sorridere come è stata costruita questa storia a tavolino senza un minimo slancio artistico senza sentimenti né passioni (due palle, scusate il francesismo!)
I personaggi sono insopportabili e me ne accorgo soprattutto quando faccio il tifo per i “cattivi” e appoggio quelli che parlano male di loro.
Come se non bastasse i Florio trattano di avorio e seta e tonnare e non posso fare altro che sottolineare tutti gli animali morti e la sofferenza che i loro affari comportano. Poi scrive che Vincenzo allontana con un calcio un cane randagio che fruga nell’immondizia, complimenti scrittrice, tra tutte le cose che potevi inventare questa è l’unico slancio di inventiva che hai avuto????
La scrittrice ha una fissa per gli odori ma se in alcune scene potrebbe sembrare un tocco artistico aggiungere sempre l’odore rende il tutto anche più descrittivo, quello che si mescola con quell’altro sempre la stessa solfa dice.
Questo libro è come quando uno fa finta di cucire e ricama sopra le figure perchè non saprebbe fare niente senza le guide.
Dato che si tratta di un audio book voglio fare anche un piccolo commento alla lettura: non era proprio male ma in certi punti quando i personaggi alzavano la voce lui la abbassava così tanto che io quasi non sentivo niente. Non credo che sarebbe potuta venire meglio ma avrei gradito un pochino più di chiarezza. Il problema di questa storia non è certo la lettura ma la scrittura.
Libro bocciato su tutte le linee, non c’è niente che mi dà speranza nell’editoria, vanno avanti solo i progetti preconfezionati che a questo punto vengono assegnati come compiti a autori che hanno poche idee e che si prestano a diventare degli scribacchini perché se tu non hai avuto neanche un po’ di fantasia per inventarti una famiglia allora non sai scrivere! Non vuoi scrivere! Per esempio torniamo al trono di spade, ma quante famiglie si è inventato Martin?! Non è andato su Wikipedia a leggere quelle che esistevano! Lui che si è inventato anche un nuovo mondo… E io non sono una grande fan di Martin ma lo rispetto per la fantasia iniziale che non è neanche un 100º di quella di Tolkien! Ma qui stiamo volando su vette altissime che questa scrittrice non avrà mai voglia neanche di considerare.
In certi momenti ho faticato ad andare avanti non ne potevo più e non vedevo l’ora che finiva. Per me basta così, sono tornata di corsa da Ferrante.
Concludo con alcune citazioni ridicole:
L’autunno è arrivato senza chiedere permesso. (Qui siamo a livelli elementari)
La sabbia che porta granelli di sale che ha il profumo del mare. È lei che regala quel sapore secco quell’incertezza che confonde (questa era a proposito del Marsala, adesso uno mentre beve il vino si confonde? Ubriaconi.). Quel gusto appena accennato di mare.
Se un Florio decide una cosa niente e nessuno potrà fargli cambiare idea.
È la prima volta che insulto un audiolibro ascoltandolo.
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