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Review: Arancia meccanica

Arancia meccanica Arancia meccanica by Anthony Burgess
My rating: 5 of 5 stars

hermio

C’era bisogno di questa nuova traduzione? No e proprio come me lo aspettavo prima di leggerlo ho avuto la sensazione leggendolo di un lavoro inutile che non ha portato niente di più di quello che già c’era. Si può dire che negli anni 60 non c’erano misteri per noi italiani sull’inglese, difficile che un libro veniva tradotto male proponendo un senso fuorviato e in quel caso sarebbe stato necessario di sicuro una nuova traduzione nell’epoca moderna ma non in questo caso. Ovviamente arancia meccanica si distingue per il gergo giovanile usato da Alex che racconta in prima persona e quando si va a tradurre perde qualcosa ma succede sempre che si disperdano dei significati nella traduzione ed è un po’ il prezzo che dobbiamo pagare noi italiani quando andiamo a leggere qualcosa in inglese. Leggendolo in inglese poi diciamoci la verità avremmo perso molti altri significati che invece un buon traduttore riesce a farci passare con parole anche leggermente diverse.
La prima traduzione la trovai molto poetica ed era stata in grado di conferire quella certa fluidità e spensieratezza e anche musicalità che quel gergo inventato dall’autore faceva probabilmente provare ai lettori di madrelingua. E invece in questa nuova traduzione si è perso, forse sarà più tecnica ma non scorre, il nuovo riformulare termini con altre parole italiane sgangherate mi risulta ostico da leggere. Avremo sempre e comunque parole che non saranno mai in grado di spiegare al 100% quello che prova un inglese quando legge e non lo proveremo mai neanche leggendo in inglese.

Per esempio proprio la parola Nadsat che nella prima traduzione era stata sostituita con moschetto e quando si parlava di quel dialetto si diceva il gergo moschetto qui invece è rimasta nadsat ma perché? Non ha senso perché per un inglese nadsat ha un certo suono e rimanda a certe cose e noi così abbiamo una parola ostica e assurda. Non fa niente se la lingua si chiama nadsat ma con nadsat Alex intende un giovane e quindi perché lasciarci quella parola quando le altre sono state tradotte?

In ogni caso leggerò nuovamente questa traduzione che al momento reputo del tutto inutile. Niente in più è emerso da questa nuova traduzione e i significati sono tutti gli stessi la storia è uguale dunque è stato un assurdo lavoro.


Concludo con alcuni esempi:

Significato: caos di gatti
Vecchia traduzione: Gattopanico
Nuova traduzione: Panico micioso

Significato: Dio
Vecchia traduzione: Zio
Nuova traduzione: Pio

Significato: Sigarette
Vecchia traduzione: Cancerose
Nuova traduzione: Tumorelle

Significato: Linguaggio dei teenager
Vecchia traduzione: Gergo moschetto
Nuova traduzione: Parlantina nadsat


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Review: Storia del nuovo cognome

Storia del nuovo cognome Storia del nuovo cognome by Elena Ferrante
My rating: 5 of 5 stars


hermio

Commento dopo il secondo ascolto:
Di nuovo ammaliata dalla voce della narratrice che pronuncia gli incantesimi della misteriosa scrittrice, sono rimasta impigliata in questa storia…
Letto due volte e ora ascoltato due volte: che altro potrei dire di questo libro alla quarta volta che lo affronto?

Appena finito mi sono chiesta se avevo voglia di ascoltare un altro audiolibro ma no, voglio andare avanti con l’amica geniale. Ecco uno di quei libri che più lo ascolto lo affronto e mi ci confronto e più mi sento immersa in un mondo che mi accetta. Forse non ha senso dirlo? Tutti pensano che è il lettore che accetta il libro ma io credo che sia un po’ anche il libro che ti accetta si dispone in modo che non solo lo capisci ma anche lo cominci a ritenere una specie di rifugio in cui i personaggi diventano più reali delle persone vere, i luoghi sono effettivi tanto quanto quelli fuori dalla finestra. All’interno del libro le parole allora dipingono non una fantasia ma una realtà leggermente diversa da quella esterna.

Un lavoro che sembra spontaneo, non come certi libri che vengono costruiti a tavolino, seguendo regole precostituite e istruzioni impartite da un professore o da chi si crede tale. Questi sono libri in grado di generare delle scene credibili con cui il lettore ci si può confrontare e reputare veritiere ovvero che potrebbero succedere ogni giorno.

I personaggi vengono alla luce per quello che sono un po’ alla volta, si sviluppano in modo naturale e non seguendo uno schema di scrittura creativa, questa è la vera scrittura perché confonde il finto e il reale e i personaggi diventano conoscenti di chi legge. Pochi libri riescono a farlo e poche narratrici suonano perfette per il libro che stanno leggendo che diventa così uno dei tuoi preferiti.


Concludo con una citazione:
Com’è confortevole arrivare in un ambiente estraneo potenzialmente ostile e scoprire che sei stata preceduta dalla tua buona fama che non devi far nulla per farti accettare che il tuo nome è già noto che di te si sa già abbastanza che sono gli altri gli estranei a dover faticare per entrare nelle tue grazie e non tu per entrare nelle loro.
Abituata come ero all’assenza di vantaggi quel vantaggio imprevisto mi diede energia mi rese subito spigliata sparirono le ansie, non mi preoccupai più di quello che poteva fare o non fare Lila.



hermio

Commento dopo il primo ascolto:
Ormai ho capito che questa è la mia scrittrice preferita e non mi importa niente se non sappiamo chi è, se è una sola o se è una squadra come sempre ho ipotizzato, non fa niente anzi la stimo per il fatto che scrive e basta senza diventare una VIP. Sono contenta che Ferrante non sta su Instagram a scrivere cazzate e a mostrarsi come spesso gli scrittori fanno.

Se Ferrante è la mia scrittrice preferita ogni sua storia letta da Anna Bonaiuto diventa l’audiolibro perfetto. Anna riesce con l’intonazione della voce diversa per ogni personaggio a distinguerli con maestria, bravissima a fare tante voci diverse per i vari personaggi come se recitassero su un teatro.

Ora che sto scrivendo questo commento già ho iniziato il secondo ascolto e con questa è la terza volta che affronto questa storia e ogni volta che arrivo agli Airota mi stupisco di quanto li ha resi credibili, mi sembrano delle persone reali delle famose persone reali prestigiose che esistono anche nella mia realtà. Ed è questo che mi affascina di questa scrittura ovvero come tutto prende vita e diventa vero.
Ad un primo impatto rimasi un po’ travolta dalla caratterizzazione politica sullo sfondo ma non è eccessiva perché sono i personaggi ad interessarsene non la scrittrice, sono questioni su cui ci porta a riflettere ma non abbiamo mai l’impressione che i personaggi diventano suoi portavoce, sono i personaggi che hanno il loro modo di pensare e solo così sono credibili tanto quelli che pensano in modo tanto quelli che pensano nel modo opposto. Per questo l’ambiente è realistico e credibile.

Che dire poi della fatta blu! Ma quanto mi vedo in mente quei fogli della storia scritta da Lila concreti, quelli descritti in maniera perfetta per niente ridondante e noiosa no sono poche parole mirate che ci mostrano l’immagine di questi fogli uniti da una spilla e quando Lila li butta via nel fuoco ho esclamato: no!

Un altro oggetto fondamentale e geniale per continuare il racconto in prima persona dal punto di vista di Elena è quello della scatola con i quaderni di Lila, che idea fantastica così Elena che sente la propria vita sempre più semplice troppo semplice rispetto a quella di Lila senza di lei quando era andata a Pisa e riesce a capire quello che le è successo (e quindi a raccontarcelo) e ce lo espone con una continuità invidiabile.

Ecco quindi un altro audiolibro riutilizzabile ascoltabile più volte senza che stanchi mai.

Concludo con un paio di citazioni:
Ho capito solo in seguito che so essere quietamente infelice solo perché sono incapace di reazioni violente le temo preferisco restare immobile coltivando il rancore. Lila no.

Provai l’orrore e il godimento di perdermi lo spavento e la fierezza del deragliamento

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Review: L'amica geniale

L'amica geniale L'amica geniale by Elena Ferrante
My rating: 5 of 5 stars



hermio

L’avevo letto già due volte e questa è la prima volta che lo ascolto, uno di quei libri in cui torni e ti senti a casa. I personaggi diventano più concreti delle persone reali e ti sembra di conoscerli davvero e come tutti i libri di Ferrante letti da Anna Bonaiuto si ha una magnifica sensazione sia per quanto riguarda la storia sia per come viene narrata: è uno spettacolo anche più valido della serie televisiva. Non voglio comunque sminuire la serie grazie alla quale ho trovato questa scrittrice.

Questa è la terza volta che affronto questa storia e la sto già ascoltando una seconda volta prima di passare al secondo capitolo. Ora stiamo aspettando l’uscita della quarta stagione della serie ma già so come andrà finire e come ogni storia finirà perfettamente.
Non mi dilungo oltre per questo primo commento, c’è molto da dire e molto da assaporare, una storia perfetta che già in questo primo capitolo si differenzia dai seguenti per come è scritto e anche per come è narrato. La protagonista Elena che ci racconta in prima persona di lei e di Lila ha grazie ad Anna un tono molto diverso da quello di altri libri di Ferrante e immagino dai libri seguenti in cui sarà sempre più grande. Il team Ferrante è riuscito a suddividere non solo la storia in momenti salienti ma anche i volumi in modo di raccontarli con uno stile più consono all’età della protagonista. Tutto il libro cambia evolvendosi Elena stessa. Non c’è bisogno di dire che il classico punto che viene visto nei libri come di focale importanza è l’evoluzione del personaggio e questa è la rappresentazione di una perfetta evoluzione ma non solo di Elena, anche di Lila e di tutti gli altri che sono per me persone vere. Spettacolare e credibile al tempo stesso, come tutte le storie di Ferrante.


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Review: I leoni di Sicilia

I leoni di Sicilia I leoni di Sicilia by Stefania Auci
My rating: 1 of 5 stars

Hermio


Mea culpa sono caduta nella rete del marketing. Era da un po’ che sentivo parlare di questo libro e quando mi sono accorta che ben presto ne sarebbe uscita una serie mi sono detta che avrei dovuto leggerlo. Non so perché mi era venuto in mente come associazione Ferrante tanto che credevo che avrei letto qualcosa di molto analogo sia per la scrittura che per l’interesse che mi avrebbe suscitato. Ho sbagliato tutto! È la prima volta che un audiolibro mi risulta così pesante e insopportabile. È iniziata male dopo solo cinque minuti di ascolto mi sono resa conto che l’avrei odiato ma non l’ho interrotto (follia pura) sono andata avanti fino alla fine e ciò mi hai dimostrato che la sensazione iniziale era giusta: terribile!

All’inizio inoltre sono stata ignorante perché non sapevo che si trattava di una famiglia realmente esistita e se l’avessi saputo avrei lasciato perdere subito senza neanche cominciare a leggerlo perché non mi interessano le storie vere non le sopporto e le trovo solo segno dell’incapacità di alcuni di creare dei personaggi, la cui fantasia limitata ha bisogno di andare a prendere tizi realmente esistiti e magari trasporli anche in modo sbagliato e spero che siano state trasposti in modo sbagliato perché io li ho trovati insopportabili!

Il libro ci racconta di una famiglia maschilista fino all’inverosimile composta da uomini che per tutta la vita hanno pensato solo agli affari credendosi i migliori di tutti. Mi fa strano che sia stata una donna a scrivere questo libro dato che denota la totale mancanza di rispetto per il genere. Era l’epoca? No, era il carattere di queste persone che hanno sempre messo gli affari al primo posto.

Dopo aver saputo che erano vere persone sono andata a leggere Wikipedia che ho trovato altrettanto noiosa: ok hanno fatto soldi a palate hanno avuto potere partendo da niente. Mi sta bene ma da quello che ho letto hanno rinunciato a vivere, si sono dedicati solo a coltivare soldi e non affetti, pensavano solo al potere ed è per questo che sono andata avanti anche a discapito delle donne che stavano loro vicino a iniziare dal primo Ignazio.

Si parte da questa famiglia che lascia Bagnara Calabra a dopo il terremoto di fine 700. Paolo e Ignazio che sono due fratelli, Ignazio è sposato con Giuseppina che è attaccata alla sua città e non vorrebbe mai lasciarla per andare a Palermo. Già nell’imposizione del marito di portarsela via mi sono sentita male. Al marito non è importato niente dei sentimenti della moglie tanto che ha pure venduto la casa che le apparteneva in seguito. Giuseppina aveva un forte affetto per il fratello del marito anzi lo amava tanto quanto odiava il marito a cui era stata fatta sposare per forza. Ecco già dall’inizio si capisce come la donna sia sempre un oggetto a disposizione dell’uomo sia per affari sia per creare eredi (siamo ai livelli del trono di spade ma senza enfasi).

Una volta che è morto Ignazio il fratello Paolo ha preso le redini dell’attività che già era crescente e Paolo e Giuseppina nonostante tutto non sono riusciti a trovare un certo amore anche se nessuno glielo avrebbe impedito. Perché? Perché anche Paolo era improntato al lavoro e a nient’altro. Il figlio di Ignazio si chiamava Vincenzo, ma quando muore il padre è lo zio che si occupa di tutta l’attività. Quando muore lo zio Vincenzo subentra e si è dimostrato persino peggio del padre: perché? Si è innamorato di Giulia ma finché questa non gli ha dato un figlio maschio non ha né riconosciuto le due figlie femmine che hanno avuto né ha voluto sposare lei! Ditemi voi se questo non è maschilismo estremo!! Che cosa ha portato questa scrittrice a scrivere una storia così terribile? avrebbe potuto abbellirla…

Inutile che la scrittrice ci vuole far credere che Giulia era forte ma non era forte era innamorata e ha dato la vita a questo qui! Anche qui ansia: Vincenzo dava la precedenza all’impresa perché se non avesse avuto un figlio maschio non l’avrebbe mai sposata! Terribile. La storia si conclude con la morte di Vincenzo e tra parentesi il figlio maschio che Giulia gli ha dato l’ha chiamato Ignazio… Ma come si fa ad essere così autoreferenti? Sempre con questo Ignazio e Vincenzo comincio a non capirci più niente! Alla morte di Vincenzo il figlio Ignazio si è sposato e anche lui non ha sposato la donna che amava ma una indicata dal padre che aveva un’utilità per l’impresa… Continuiamo con la donna oggetto e questo qui ha fatto due figli uno l’ha chiamato Vincenzo (ma certo) e uno l’ha chiamato Ignazio junior… Per me siamo dei livelli di pazzia enormi! Dato che non ho la minima intenzione di leggere il secondo capitolo ho letto Wikipedia che comunque mi ha fornito le stesse informazioni. Che cosa è successo alla fantastica impresa familiare dei Florio? È successo che Ignazio junior ha cominciato bene ma poi l’ho rovinata e non esistono più eredi. Si chiama la Sindrome di Buddenbrook ovvero che cito wiki: le generazioni successive alla terza si mostrino poco interessate o predisposte alla gestione dell'impresa familiare, portando al collasso di quest'ultima. Quindi gli eredi cominciano a vivere.

Ora veniamo al libro in sé … Questi Florio all’inizio non sapevo neanche che erano delle persone vere ma dopo averlo saputo ho capito quanto poco valesse questo libro tanto che si tratta né più né meno di una fanfiction storica senza tanti sforzi! Leggendo Wikipedia tutti potrebbero scrivere il secondo libro dopo aver letto due pagine del primo: zero passioni, zero sentimenti, zero vitalità.

Non c’è stato il minimo sforzo fantastico o personale, sono stati presi fatti realmente accaduti e romanzati in modo molto blando, la scrittrice non ci ha messo niente di suo. Le conversazioni andavano inventate di sana pianta ma già è tanto se arrivavano a tre battuta: non sapeva cosa far dire ai suoi personaggi. Ma certo se non inventi come fai a sapere cosa si sono detti questi!!!!! Ugualmente le relazioni interpersonali sono state disastrose perchè messe da parte sempre a favore di quello che è successo all’azienda e al commercio: ma che noia, un libro sull’azienda!!! Trascrizioni di tutto quello che è stato trovato già scritto in registri e altri documenti storici e wikipedia. Ne consegue un libro piatto e sciatto. Come se non bastasse la noia e lo sconforto e anche la frustrazione sono aumentati a dismisura con le enormi note storiche che farcivano il libro rendendolo insopportabile peggio di un libro di storia del liceo! Sono ignorante di storia lo ammetto non mi è mai piaciuta e la trovo incomprensibile esposta come fanno i libri di scuola e ogni tanto qui c’è stato un copia incolla di quello che è successo all’epoca ma se ne poteva fare a meno!

Ho avuto l’impressione che questa scrittrice non emergente che aveva voglia di scrivere o meglio di farsi leggere ed è stata arruolata dalla casa editrice per questo progetto, un progetto che avrebbe potuto completare chiunque, un cosiddetto compito in classe: scrivi una fiction sui Florio che verrà poi trasposta in TV. Ah, già perché non è sicuramente un caso né che questa serie di libri abbia avuto successo né che presto sarà una serie, è tutto un meccanismo ingranato oliato e predisposto per fare andare avanti gli editor e i produttori di film. Anche il fatto che io ne sia venuta a conoscenza dimostra come la voce si sparge gira e arriva a tutti ma se con un libro mi fregata al secondo vi dico ciao ciao e la serie ve la guardate voi ma tanto sarà un successo pure quella, è tutto scritto e predisposto.

La scrittrice non ha fatto niente di straordinario ogni volta che c’era un momento interessante tra i personaggi che magari si stavano per baciare ecco che passavano tre o quattro anni! I salti temporali eccessivi dimostrano che lei non aveva niente da dire niente da inventare nella vita di questi ma perché? Perché non li conosceva come avrebbe conosciuto i suoi personaggi se mai avesse fatto lo sforzo di inventarli.

Manca tutta la parte sentimentale e la focalizzazione sui personaggi che sono talmente tanto inutili che a parte le loro relazioni di parentela non c’è altro.

Non aver scelto un solo protagonista ha indebolito la storia, tutto così dilungato risulta freddo e chi legge è incapace di affezionarsi a nessuno. Anzi, i Florio sono sbruffoni, tutto il libro ‘sti Florio si dicono quanto sono bravi e quanto sanno fare le cose bene, è deve tutto un osannare di questi qui che poverini sono stati trattati male da tutti ma hanno dimostrato quando invece erano bravi e belli e i migliori. Questo libro è la celebrazione della fortuna che hanno avuto ma che poi è finita, come dirà il prossimo. I fatti presentati sono pochi, poteva fare un’unico compito a casa invece di dividerlo in due ma il marketing è il marketing.

All’inizio ho nominato Ferrante e anche lì si può dire che sono progetti commerciali, la maggior parte dei libri di Ferrante sono diventati film o serie ma le storie in questione hanno sempre una certa qualità profondità e dose artistica che la saga dei Florio non ha neanche in minima percentuale. I libri di Ferrante sono scritti con il cuore con la maestria e con la fantasia perché non si parla mai di persone vere protagoniste ma inventate, realistiche credibile e che sembrano vere ma non lo sono, si muovono su un vero sfondo storico ma senza Ferrante non avremmo mai avuto tali storie, la realtà rimane un background. Invece qui dai Florio non c’è niente di fantasy non c’è niente di inventato non c’è la volontà di scrivere ma solo la necessità di fare un compito scritto, un compito a casa, scritto in modo diligente e bene ma neanche troppo.

Un libro con pochi personaggi stereotipati senza vita né emozioni ma solo con un nome preso da Wikipedia, descrittivo fino all’inverosimile su questioni pratiche di commercio intervallati a momenti in cui si mette a snocciolare fatti uno dopo l’altro di gente storica, ma chi se ne frega di Napoleone? Anche sull’Amica Geniale c’erano molti riferimenti alla storia e alla politica ma mai posti così come se fosse la lista della spesa, erano i personaggi che ne parlavano e si interessavano chi da una parte chi dall’altra.

Il libro a volte diventa una specie di documentario, all’inizio si parla solo delle spezie e i personaggi sono sullo sfondo, talmente tanto patetici e prevedibili che fa sorridere come è stata costruita questa storia a tavolino senza un minimo slancio artistico senza sentimenti né passioni (due palle, scusate il francesismo!)

I personaggi sono insopportabili e me ne accorgo soprattutto quando faccio il tifo per i “cattivi” e appoggio quelli che parlano male di loro.

Come se non bastasse i Florio trattano di avorio e seta e tonnare e non posso fare altro che sottolineare tutti gli animali morti e la sofferenza che i loro affari comportano. Poi scrive che Vincenzo allontana con un calcio un cane randagio che fruga nell’immondizia, complimenti scrittrice, tra tutte le cose che potevi inventare questa è l’unico slancio di inventiva che hai avuto????

La scrittrice ha una fissa per gli odori ma se in alcune scene potrebbe sembrare un tocco artistico aggiungere sempre l’odore rende il tutto anche più descrittivo, quello che si mescola con quell’altro sempre la stessa solfa dice.

Questo libro è come quando uno fa finta di cucire e ricama sopra le figure perchè non saprebbe fare niente senza le guide.

Dato che si tratta di un audio book voglio fare anche un piccolo commento alla lettura: non era proprio male ma in certi punti quando i personaggi alzavano la voce lui la abbassava così tanto che io quasi non sentivo niente. Non credo che sarebbe potuta venire meglio ma avrei gradito un pochino più di chiarezza. Il problema di questa storia non è certo la lettura ma la scrittura.

Libro bocciato su tutte le linee, non c’è niente che mi dà speranza nell’editoria, vanno avanti solo i progetti preconfezionati che a questo punto vengono assegnati come compiti a autori che hanno poche idee e che si prestano a diventare degli scribacchini perché se tu non hai avuto neanche un po’ di fantasia per inventarti una famiglia allora non sai scrivere! Non vuoi scrivere! Per esempio torniamo al trono di spade, ma quante famiglie si è inventato Martin?! Non è andato su Wikipedia a leggere quelle che esistevano! Lui che si è inventato anche un nuovo mondo… E io non sono una grande fan di Martin ma lo rispetto per la fantasia iniziale che non è neanche un 100º di quella di Tolkien! Ma qui stiamo volando su vette altissime che questa scrittrice non avrà mai voglia neanche di considerare.

In certi momenti ho faticato ad andare avanti non ne potevo più e non vedevo l’ora che finiva. Per me basta così, sono tornata di corsa da Ferrante.

Concludo con alcune citazioni ridicole:

L’autunno è arrivato senza chiedere permesso. (Qui siamo a livelli elementari)

La sabbia che porta granelli di sale che ha il profumo del mare. È lei che regala quel sapore secco quell’incertezza che confonde (questa era a proposito del Marsala, adesso uno mentre beve il vino si confonde? Ubriaconi.). Quel gusto appena accennato di mare.

Se un Florio decide una cosa niente e nessuno potrà fargli cambiare idea.

È la prima volta che insulto un audiolibro ascoltandolo.


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