In realtà volevo andare al cinema a vedere Amori e Incantesimi 2, ma avevano spostato l’orario e non c’era più. Quindi ho ripiegato su The Invite, che comunque era un altro dei film che volevo vedere.
E devo ammettere che era cominciato bene.
Parte subito con un’escalation piuttosto intrigante, è scorrevole e soprattutto divertente. Mi è piaciuta anche la sua impostazione molto teatrale: praticamente tutto si svolge all’interno di un appartamento, con una coppia che invita a cena i vicini e, piano piano, comincia a tirare fuori segreti e soprattutto una proposta decisamente particolare.
Come base funzionava.
Anche gli attori sono stati bravissimi, così come le voci del doppiaggio, e per parecchio tempo il film è riuscito a mantenere vivo il mio interesse.
Poi però va in stallo.
Si continua a girare intorno alla stessa situazione e, quando finalmente vengono fuori tutti i problemi delle due coppie, per me comincia la parte più noiosa. Quello che era partito come qualcosa di particolare e divertente si trasforma praticamente nell’ennesimo insieme di problemi di coppia.
Ma è soprattutto il finale che non mi è piaciuto per niente.
Dopo aver tirato fuori problemi anche piuttosto pesanti, improvvisamente sembra che il film dica: vabbè dai, è tutto a posto.
E magicamente sono tutti contenti.
È proprio questo che mi ha lasciato più perplessa: non tanto che il film fosse leggero, perché fino a quel momento mi ero anche divertita, ma che abbia costruito tutti quei problemi per poi risolverli con una banalità enorme.
Peccato, perché la base c’era.
Semplicemente, secondo me, non hanno saputo concluderla.
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