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Review: Arancia meccanica

Arancia meccanica Arancia meccanica by Anthony Burgess
My rating: 5 of 5 stars

hermio

C’era bisogno di questa nuova traduzione? No e proprio come me lo aspettavo prima di leggerlo ho avuto la sensazione leggendolo di un lavoro inutile che non ha portato niente di più di quello che già c’era. Si può dire che negli anni 60 non c’erano misteri per noi italiani sull’inglese, difficile che un libro veniva tradotto male proponendo un senso fuorviato e in quel caso sarebbe stato necessario di sicuro una nuova traduzione nell’epoca moderna ma non in questo caso. Ovviamente arancia meccanica si distingue per il gergo giovanile usato da Alex che racconta in prima persona e quando si va a tradurre perde qualcosa ma succede sempre che si disperdano dei significati nella traduzione ed è un po’ il prezzo che dobbiamo pagare noi italiani quando andiamo a leggere qualcosa in inglese. Leggendolo in inglese poi diciamoci la verità avremmo perso molti altri significati che invece un buon traduttore riesce a farci passare con parole anche leggermente diverse.
La prima traduzione la trovai molto poetica ed era stata in grado di conferire quella certa fluidità e spensieratezza e anche musicalità che quel gergo inventato dall’autore faceva probabilmente provare ai lettori di madrelingua. E invece in questa nuova traduzione si è perso, forse sarà più tecnica ma non scorre, il nuovo riformulare termini con altre parole italiane sgangherate mi risulta ostico da leggere. Avremo sempre e comunque parole che non saranno mai in grado di spiegare al 100% quello che prova un inglese quando legge e non lo proveremo mai neanche leggendo in inglese.

Per esempio proprio la parola Nadsat che nella prima traduzione era stata sostituita con moschetto e quando si parlava di quel dialetto si diceva il gergo moschetto qui invece è rimasta nadsat ma perché? Non ha senso perché per un inglese nadsat ha un certo suono e rimanda a certe cose e noi così abbiamo una parola ostica e assurda. Non fa niente se la lingua si chiama nadsat ma con nadsat Alex intende un giovane e quindi perché lasciarci quella parola quando le altre sono state tradotte?

In ogni caso leggerò nuovamente questa traduzione che al momento reputo del tutto inutile. Niente in più è emerso da questa nuova traduzione e i significati sono tutti gli stessi la storia è uguale dunque è stato un assurdo lavoro.


Concludo con alcuni esempi:

Significato: caos di gatti
Vecchia traduzione: Gattopanico
Nuova traduzione: Panico micioso

Significato: Dio
Vecchia traduzione: Zio
Nuova traduzione: Pio

Significato: Sigarette
Vecchia traduzione: Cancerose
Nuova traduzione: Tumorelle

Significato: Linguaggio dei teenager
Vecchia traduzione: Gergo moschetto
Nuova traduzione: Parlantina nadsat


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Review: Storia del nuovo cognome

Storia del nuovo cognome Storia del nuovo cognome by Elena Ferrante
My rating: 5 of 5 stars

hermio

Ormai ho capito che questa è la mia scrittrice preferita e non mi importa niente se non sappiamo chi è, se è una sola o se è una squadra come sempre ho ipotizzato, non fa niente anzi la stimo per il fatto che scrive e basta senza diventare una VIP. Sono contenta che Ferrante non sta su Instagram a scrivere cazzate e a mostrarsi come spesso gli scrittori fanno.

Se Ferrante è la mia scrittrice preferita ogni sua storia letta da Anna Bonaiuto diventa l’audiolibro perfetto. Anna riesce con l’intonazione della voce diversa per ogni personaggio a distinguerli con maestria, bravissima a fare tante voci diverse per i vari personaggi come se recitassero su un teatro.

Ora che sto scrivendo questo commento già ho iniziato il secondo ascolto e con questa è la terza volta che affronto questa storia e ogni volta che arrivo agli Airota mi stupisco di quanto li ha resi credibili, mi sembrano delle persone reali delle famose persone reali prestigiose che esistono anche nella mia realtà. Ed è questo che mi affascina di questa scrittura ovvero come tutto prende vita e diventa vero.
Ad un primo impatto rimasi un po’ travolta dalla caratterizzazione politica sullo sfondo ma non è eccessiva perché sono i personaggi ad interessarsene non la scrittrice, sono questioni su cui ci porta a riflettere ma non abbiamo mai l’impressione che i personaggi diventano suoi portavoce, sono i personaggi che hanno il loro modo di pensare e solo così sono credibili tanto quelli che pensano in modo tanto quelli che pensano nel modo opposto. Per questo l’ambiente è realistico e credibile.

Che dire poi della fatta blu! Ma quanto mi vedo in mente quei fogli della storia scritta da Lila concreti, quelli descritti in maniera perfetta per niente ridondante e noiosa no sono poche parole mirate che ci mostrano l’immagine di questi fogli uniti da una spilla e quando Lila li butta via nel fuoco ho esclamato: no!

Un altro oggetto fondamentale e geniale per continuare il racconto in prima persona dal punto di vista di Elena è quello della scatola con i quaderni di Lila, che idea fantastica così Elena che sente la propria vita sempre più semplice troppo semplice rispetto a quella di Lila senza di lei quando era andata a Pisa e riesce a capire quello che le è successo (e quindi a raccontarcelo) e ce lo espone con una continuità invidiabile.

Ecco quindi un altro audiolibro riutilizzabile ascoltabile più volte senza che stanchi mai.

Concludo con un paio di citazioni:
Ho capito solo in seguito che so essere quietamente infelice solo perché sono incapace di reazioni violente le temo preferisco restare immobile coltivando il rancore. Lila no.

Provai l’orrore e il godimento di perdermi lo spavento e la fierezza del deragliamento


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Review: Dune

Dune Dune by Frank Herbert
My rating: 2 of 5 stars

hermio

Wiki dice che si tratta di uno degli universi immaginari più complessi, coerenti e dettagliati della fantascienza.
È proprio la sensazione che ho provato leggendo.
Tutti dicono che è difficile ma secondo me è la maggior parte dei libri ad essere semplici e quindi non appena ci troviamo di fronte a qualcosa che richiede un pizzico di impegno in più possiamo considerarlo difficile ma questo non lo è, è elaborato.

Paragono questo modo di scrivere visionario dettagliato e realistico a quello di Tolkien, entrambi avevano avuto una visione di un mondo alternativo e diverso da quello a cui siamo abituati ed è questo che a primo impatto potrebbe indurci a considerare la lettura complicata, ma serve solo un po’ di disciplina per ambientarsi come quando si entra in una piscina, prima di trovarsi a proprio agio serve acclimatarsi e dopo aver letto un sesto del libro è successo, non ho avuto più la sensazione di difficoltà.

Quest’autore ci ha messo molto di sé in questo libro, sono più di 600 pagine scritte fitte e con devozione di particolari ma senza mai giri di parole, ogni pagina è necessaria. Lo scrittore ha avuto una visione precisa di un universo non solo per quanto riguarda la geografia ma ha descritto anche la religione la popolazione la lingua il modo di pensare… tutto come se fosse vero.
Dunque va tutto bene? No per niente, non per me.
Tanto quanto l’ambiente il set i pianeti e la creazione del mondo è perfetta tanto quanto i personaggi sono pessimi detestabili poco costruiti dai dialoghi banali e ripetitivi e purtroppo non si sopportano. Cominciamo subito dai protagonisti, il duca subito appare come una persona messa lì per essere uccisa, chi è? Non si sa ma Jessica la sua concubina lo ama senza motivo. Jessica è la vera catastrofe di questo libro è detestabile non appena si presenta, saccente, sbruffone sin dall’inizio con il suo amore per il duca che la rende anche più patetica. Ma perchè lo ama? Sono sentimenti tanto per sentito dire, lei è arida come il deserto di dune e si atteggia a innamorata timorata di Dio. Jessica non fa altro che lagnarsi perché il duca non l’ha sposata ma poi si consola da sola dicendosi che lui la ama davvero. Ma quanto si creda bella e brava dato che tutti le avevano ordinato di fare una figlia femmina invece lei ha fatto un maschio solo perché il duca voleva un maschio! Ma quanto rompe con questa storia…


Il problema di questo libro oltre ai personaggi sono le relazioni tra di essi che non sono credibili, soprattutto le storie d’amore.

Jessica dunque si crede una grande strega che ha tutto sotto controllo e di conseguenza si comporta come se fosse vero. Oltre a donna strega sembra che lo scrittore le voglia anche dare un’aura da suora, la classica donna descritta da un uomo che non sta né in cielo né in terra.
Inizialmente Paul sembrava solo un ragazzino così senza arte né parte poi improvvisamente si crede una divinità anche lui comincia ad avere delle visioni e si galvanizza, sa che su di lui poggia tutto l’universo, mai visto un pallone gonfiato come lui. Paul sa tutto capisce tutto e anche lui ha una storia d’amore che sembra buttata lì tanto per fare scena. Paul ha sognato Chani e appena la vede la ama, mah. Non solo, appena la vede ci fa un figlio, ma uno a 15 anni si può mettere fare un figlio? E subito il figlio muore poi. Assurdo, mi ha lasciato incredula.

La pagina finale è l’emblema di come i personaggi hanno rovinato tutto quanto.
Paul a Chani nonostante sia la sua donna della vita gli dice guarda io devo sposare Irulan la figlia dell’imperatore per sistemare tutto l’universo però non ti preoccupare perché innanzitutto faremo altri figli quindi anche se ne abbiamo perso uno non fa niente stai tranquilla poi anche se io sposo Irulan non la degnerò mai di uno sguardo sarà solo un oggetto la tratterò di merda e tu sarai il mio vero amore. Anche qui dici ma che cazzo di discorso è? Ed ecco che Jessica si comporta da stronza quale che è. Inizialmente aveva preso in antipatia questa Chani poi quando è diventata una concubina come lo è sempre stata lei allora la accetta e dice bravo bravo Paul fai bene così, Irulan non si merita un cazzo dalla vita.
Discorsi allucinanti che rovinano tutto il gran lavoro che è stato fatto nella costruzione di questo mondo.
I personaggi sono solo delle pedine non hanno la scintilla vitale e la trama così manca di pepe, non c’è interesse in quello che fanno i personaggi, anzi. Persino i cattivi non sono degni di nota.

Infine bisogna però fare un plauso a questo libro per come è stato contenitore di tutte le idee copiate o prese come ispirazione dalla letteratura e dal cinema seguenti e io stessa ho ritrovato stupendomi idee che altri hanno preso da Dune quasi senza ritegno.

L’inizio con i frammenti di libri antichi riferiti a quello che stiamo leggendo mi ha ricordato cronache del mondo emerso. Quindi posso affermare che Licia Troisi ha letto questo libro.

I vermi del deserto mi hanno ricordato la parte che più mi era sembrata sorprendente della trilogia di Nevernight quindi pure Jay Kristoff ha letto questo libro.

La prova denominata gom jabbar mi ha ricordato su Rogue One prova il Bor Gullet.

Paul non fa altro che dire “ho visto svariate future possibilità” proprio come è successo a Bernard su Westworld stagione quattro.

Infine la prova di dover cavalcare un verme per provare di essere un guerriero mi ha ricordato come su Avatar i guerrieri dovevano scegliere il proprio Ikran.

Andrò avanti a leggere? Credo di sì soprattutto per l’importanza di Dune nella letteratura, mi sembra che sia un libro che va letto però non credo che leggerò i libri che il figlio dello scrittore ha scritto per tutta la vita continuando l’opera del padre. Mi lascia un senso di tristezza vedere questi autori, come i figli di Tolkien, rimasti intrappolati nella spirale creativa del padre che si divertiva e esprimeva il suo vero estro creativo nella scrittura di questi libri mentre loto non proveranno mai niente del genere. Mi dispiace che non hanno avuto il coraggio di creare qualcosa di proprio, ce l’avevano scritto nel dna che avrebbero potuto farcela o come minimo avevano grandi possibilità.

Concludo con alcune citazioni:

non ci manca forse un senso per vedere e udire un altro mondo, dovunque intorno a noi?

la vera felicità, si accorse, era questa: la possibilità di fermarsi, sia pure per un istante.non c’era alcuna felicità, altrimenti.

la notte è un tunnel, penso. Un buco al domani…



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Review: L'amica geniale

L'amica geniale L'amica geniale by Elena Ferrante
My rating: 5 of 5 stars

hermio
Commento dopo il secondo ascolto:
Due volte letto e due volte ascoltato e non mi basta mai, una storia costruita perfettamente, personaggi credibili che si evolvono in ambiente reale realistico e per quanto raccapricciante la trama resta coinvolgente.
Immagino che leggendo l’amica geniale le lettrici cercano di identificarsi in Lila o in Lenù ed è successo anche a me. È difficile però scegliere dato che ho dei punti che ho in comune con entrambe. Per esempio con Lila ritrovo la mia incapacità di uscire dalla realtà cittadina e soprattutto quella che viene definita da Lenù la sua smania perfezionistica ovvero il voler fare le cose fin infondo capirle e studiarle finché non si può avere la più chiara e esaustiva visione completa. Però Lila riesce anche a essere amata dagli altri ad essere bellissima e sfrontata tutte qualità che non mi appartengono e per quanto riguarda il carattere forse mi vedo più in Lenù, spesso impaurita fuori luogo studiosa goffa meno appariscente rispetto all’amica.

In questo primo libro Lila definisce Lenù la sua amica geniale e andando più avanti verrà altrettanto da Lenù a proposito di Lila. Infatti non si può definire una delle due geniale e l’altra no perché ognuna lo è per l’altra come in un perfetto binomio amichevole.

Non mi resta che andare avanti con l’ascolto e confermo la sensazione avuta dopo il primo ascolto: leggere l’audiolibro è molto meglio che guardare la serie che per quanto ben realizzata porta il marchio delle fiction mentre qui si va oltre. Ciò però non significa che la serie va scartata, la serie riesce comunque a dar vita ai personaggi in modo molto preciso come sempre succede con i libri di Ferrante che sono talmente chiari che la visione cinematografica spesso coincide con quella del lettore.

Dato che è la quarta volta che lo commento per ora mi fermo qui e mi avvio verso l’ascolto del secondo capitolo, per ora gli audiolibri di Ferrante sono i migliori nel mercato degli audiolibri sia per come sono narrati da Anna Bonaiuto sia per le storie che scritte in prima persona si rendono particolarmente adatte ad essere lette a voce alta e se qualcuno lo fa per noi fanno star bene più della musica.




hermio

Commento dopo il primo ascolto:
L’avevo letto già due volte e questa è la prima volta che lo ascolto, uno di quei libri in cui torni e ti senti a casa. I personaggi diventano più concreti delle persone reali e ti sembra di conoscerli davvero e come tutti i libri di Ferrante letti da Anna Bonaiuto si ha una magnifica sensazione sia per quanto riguarda la storia sia per come viene narrata: è uno spettacolo anche più valido della serie televisiva. Non voglio comunque sminuire la serie grazie alla quale ho trovato questa scrittrice.

Questa è la terza volta che affronto questa storia e la sto già ascoltando una seconda volta prima di passare al secondo capitolo. Ora stiamo aspettando l’uscita della quarta stagione della serie ma già so come andrà finire e come ogni storia finirà perfettamente.
Non mi dilungo oltre per questo primo commento, c’è molto da dire e molto da assaporare, una storia perfetta che già in questo primo capitolo si differenzia dai seguenti per come è scritto e anche per come è narrato. La protagonista Elena che ci racconta in prima persona di lei e di Lila ha grazie ad Anna un tono molto diverso da quello di altri libri di Ferrante e immagino dai libri seguenti in cui sarà sempre più grande. Il team Ferrante è riuscito a suddividere non solo la storia in momenti salienti ma anche i volumi in modo di raccontarli con uno stile più consono all’età della protagonista. Tutto il libro cambia evolvendosi Elena stessa. Non c’è bisogno di dire che il classico punto che viene visto nei libri come di focale importanza è l’evoluzione del personaggio e questa è la rappresentazione di una perfetta evoluzione ma non solo di Elena, anche di Lila e di tutti gli altri che sono per me persone vere. Spettacolare e credibile al tempo stesso, come tutte le storie di Ferrante.

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Review: Ragnarök

Ragnarök Ragnarök by A.S. Byatt
My rating: 1 of 5 stars




Commento dopo la seconda lettura

È la seconda volta che leggo questo libro e dato che gli avevo assegnato una stella ho voluto dargli una seconda possibilità ma si prende di nuovo solo una stella.
C’è una bambina magra che in tempo di guerra in Inghilterra legge un libro sugli dei nordici. Stop. Non c’è altro.

La bambina magra non ha neanche un nome forse la scrittrice si ricorda di quando da piccola aveva letto questo libro in tempi difficili ma perché dire che era magra? Era meglio darle un nome invece di questa descrizione monotematica. La bambina smilza divorava libri insomma si è data un po’ di arie definendosi piccola e al tempo stesso bravissima a leggere libri difficili. Questo libro parla di idee altrui riferite a un libro da lei letto nel passato.

La bambina magra si interrogava su questo e su quell’altro quando in verità sono domande che si è fatta la scrittrice solo dopo, sono pensieri adulti forzati nella piccola mente della smilza.

Quando non descrive il libro letto descrive la campagna circostante senza riuscire a inventarsi altro. La bambina magra e tutto il resto sono solo un contorno, una scusa per poter parlare di vicende nordiche di altri facendo finta che ci sia un po’ di qualcos’altro che invece non c’è.

Questa tipa stava leggendo “Asgard e gli dei” curato da un tedesco tanto per infilzarci poi anche un binomio con i tedeschi che erano in guerra contro gli inglesi. La smilza faceva anche un confronto tra gli dei nordici e il dio della scuola cattolica che era obbligata a frequentare… Ma senza mai prendere una vera concreta posizione e senza quindi un senso a tutte queste parola ammonticchiate.

Anche dopo questa seconda lettura sono giunta alla conclusione che si tratta di un libro scritto da chi non ha la necessità (e la capacità) di scrivere un libro ma che vuole solo pubblicare. Poche pagine grandi caratteri capitoli corti tanto spazio vuoto: tutte indizi che fanno pensare a un stesura strascicata difficile e conclusa a fatica. È normale quando non si hanno proprie idee è meglio lasciar perdere e magari scrivere articoli su un giornale senza camuffare una recensione da libro, non lo è proprio per niente.

Come se non bastasse alla fine il padre della smilza torna dalla guerra e vanno tutti e tre a vivere in città ma la madre si deprime perché stava meglio senza il marito e il padre abbatte un albero in giardino! Che schifo di storia. Tra l’altro alla fine l’autrice spiega perché ha scritto un libro sui miti, non c’è niente di peggio di uno scrittore che deve spiegare alla fine quello che ha scritto! I miti sono triti e ritriti e chi ha bisogno di ricorrere a questi è alla disperata ricerca di idee per scrivere libri che lasciano il tempo che trovano nei lettori.





Commento dopo la prima lettura:
Estremamente descrittivo e prolisso nel raccontare la realtà di una ragazzina che legge i miti e anche di più per esporci quello che sta leggendo, storie lontane che risultano complicate anche dalla descrizione infinita quando un’immagine avrebbe reso l’idea molto più rapidamente. A dir la verità ci sono alcune immagini ma in bianco e nero e pasticciose come la descrizione.


La realtà della trama è percorsa da una bambina magra senza nome che, in tempo di guerra, ci parla di due libri che legge:
Viaggio del pellegrino Bunyan
Asgard e gli dei

Un libro noioso fino all’inverosimile senza una vera trama, questa bambina durante la guerra legge questo libro sugli dei nordici e lo paragona alla religione che gli viene imposta ovvero Gesù e il resto… ma la trama?
Ma è legale fare un libro così? Perché qui la trama non esiste insomma questa si è inventata una bambina che legge un libro e poi ci racconta quello che c’è scritto nel libro che tra l’altro sono i miti nordici come le storie di Odino e tutti quegli altri che la Marvel ha usato già da un pezzo, pure Ragnarok! Quindi sembra quasi che al momento di dover scrivere un libro forse per impegni editoriali non avendo nessuna idea ha deciso di fare una specie di saggio usando questo personaggio che non ha neanche un nome che si trova nel cliché della guerra, dunque niente di nuovo. Il personaggio appena abbozzato quasi con noia poteva anche leggerselo ai giorni nostri il libro sui miti....o aveva paura delle ripercussioni che magari si potevano avere nei velati criticismo alla religione cristiana che sono stati inseriti di tanto in tanto… ? Pensieri che non avrebbe mai avuto una bambina obbligata ad andare a catechismo come tutti. Un libro del genere letto da piccoli potrebbe risultare anche piuttosto difficile basti pensare ai nomi..... se vuoi parlare di divinità qualche dio te lo puoi inventare da sola… ci si aspetta che uno scrittore usi la fantasia! Troppe nozioni lontanissime dal nostro modo di pensare e così articolate che sfuggono alla memoria subito dopo essere state lette, già è difficile capirle poi sempre con questa bambina magra nel mezzo che non si capisce a che cosa serve a noi lettori. Allora tanto vale che mi vado a leggere direttamente i miti in questione.


Ancora una volta una donna come Rowling e James è costretta a nascondere il suo essere donna nella copertina del libro che scrive, il suo nome è nascosto, sostituito dalle iniziali e ancora stiamo a parlare di femminismo?

Un libro esasperante e senza una ragione di esistere né una ragione di essere letto e non capisco neanche perché è stato scritto. Alla fine c’è anche bisogno della spiegazione della scrittrice che ci viene a dire che cosa ne pensa dei miti perché ha scelto di scrivere della bambina magra eccetera eccetera quando uno scrittore ha bisogno di spiegarsi significa che c’è qualcosa che non va o non crede in quello che ha scritto o pensa che l’ha scritto troppo confusionario. Sono d’accordo se uno scrive in modo confusionario se è così che viene spontaneo ma non c’è bisogno di spiegarlo, chi lo capisce lo capisce, chi non lo capisce amen! Ma la spiegazione proprio non si può accettare. Alla fine la bambina magra torno a casa, è tornato il padre e vissero tutti felici e contenti anche se poi viene fuori che la madre preferiva stare in guerra perché si divertiva più in campagna quando poteva finalmente insegnare dato che da come ho scoperto le donne hanno potuto lavorare solo mentre gli uomini erano in guerra dunque lei giustamente dice: “cazzo mentre c’era la guerra io stavo meglio anche se non c’era mio marito che stava combattendo in battaglia io stavo meglio perché mi sentivo realizzata come maestra mentre qui non devo fare altro che stare a rammendare le calzette”. Poi questo tipo arriva e deve buttare giù un albero in giardino perché è troppo campagnolo rispetto alla città insomma uno schifo di finale, era meglio davvero l’ambiente guerriero.

Dunque la scrittrice ha lanciato un altro messaggio più o meno velato ovvero quello sulla condizione delle donne utilizzando una storia che storia non è come aveva fatto per informarci che secondo lei anche le teorie della Chiesa e del cristianesimo erano patetiche facendo dire alla bambina magra che non le piacevano. Un libro noioso pieno di parole e leggende che non mi sono arrivate oppure troppo sanguinarie sono state insopportabile da leggere, come quelle dell’uccisione di lupi e creature e di cavalli fatti salire su navi a cui è stato dato fuoco....per carità, basta. Preferisco storie vere, vere nel senso inventate veramente oppure se proprio dobbiamo parlare di Thor e Loki preferisco quelli della Marvel!

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Review: Il trono di spade

Il trono di spade Il trono di spade by George R.R. Martin
My rating: 3 of 5 stars

hermio
Alla fine l’ho letto anche io. La storia è interessante anche se poco originale, famiglie medioevali che lottano tra loro. I temi fantastici sono molto latenti ma mi sono stupita ti trovare persino un unicorno: la meta lupa trovata morta all’inizio è stata uccisa da un unicorno che ha perso il suo corno durante l’omicidio. Per come sono andate avanti le cose mi ha suonato strano sentire Martin parlare di unicorni.
Il metodo di scrittura è molto semplice diretto e descrittivo ma la storia risulta meno spettacolare in confronto alla serie che guardai sin dall’inizio. Gli attori hanno reso i personaggi molto più spettacolari e meno stereotipati.

Questa prima parte è basata sui segreti di corte con una trama ben costruita senza una conclusione soddisfacente, il mistero andava risolto se non altro dopo più di 400 pagine, forse troppe.
Guardando la serie all’epoca non mi era affatto venuta voglia di leggerlo anzi ritenevo che era più che sufficiente guardarlo in tv e allora perché proprio ora? A causa dello spin off, mi ha talmente tanto affascinato che ho deciso di riprendere in mano la storia precedente (che a dir la verità è successiva) e approfondire.

Per quanto riguarda la valutazione in stelle questo libro se ne meritava anche quattro ma ne lascio solo tre per l’eccessiva quantità di animali morti. Potevo anche accettare la meta lupa morta perché aveva senso affinché gli Stark avessero i suoi sei cuccioli ma l’uccisione della meta lupa di Sansa è per me inconcepibile. Non sopporto neanche tutti quei cavalli morti e infine Arya che insegue i gatti è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Dopo più di vent’anni che è uscito non c’è certo bisogno che io parli a favore di questo bestseller e a tal proposito è divertente notare come questo libro preso in biblioteca è molto consumato anzi è consumato tanto quanto quello delle sfumature!

In conclusione, non mi resta che proseguire la lettura…ah e se dovessi scegliere una casa? Targaryen.

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Review: Topolino n. 3484

Topolino n. 3484 Topolino n. 3484 by AA.VV.
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Un numero che non brilla, neanche nella copertina, Non sopporto le storie in costume, sono di una noia pazzesca.
Il continuo spezzettare le storie rende il numero incompleto, che compra Topolino non credo che si fa influenzare dal fatto che una storia non sia finita…

Le rubriche sono sempre più patetiche e andrebbero evitate, perché non sostituirle con semplici disegni? Ma non quelli inviati dai lettori, qualche disegno degli autori!

Patetico l’inserto dell’inviato della gazzetta dello sport che ci parla di una che fa Kite surf come ce se ne fregasse qualcosa. Buon per lei che ha vinto l’olimpico ma a noi che stiamo leggendo delle storie a fumetti che ce ne frega? Finiamo ce l’ha di osannare gli sportivi!

Poi un articolo per diventare il ranger della savana, non sanno proprio più come impegnare le pagine, metteteci un’altra storia. Sei pagine piene del nulla, ma chi vuole fare il ranger nella savana?

Come se non bastasse quella che fa kite surf Ci sono sei pagine su uno che va in bicicletta! Gli dobbiamo fare un applauso?

Inoltre due pagine per fare la pubblicità a Bolle il ballerino che è diventato una divinità per gli italiani.

Otto pagine sui pirati! Che noia! Trovo sempre questa combo: qualcuno cerca un articolo per riempire un po’ di pagine e qualcun altro scrive una storia che può abbinarsi all’articolo… Solo che così la storia viene menomata e l’articolo chi se lo legge? Mai letti manco da piccola.

Veniamo alle storie che è quasi peggio!

1
Minaccia dallo spazio, ep. 3

Non ho letto i precedenti episodi dato che mi piace prendere i topolini a caso e leggermeli senza ordine come è giusto che sia ma già dal riassunto sento odore di copiature: Amelia ha accelerato il tempo soggettivo facendo lavorare alcuni per settimane mentre all’esterno sono passate poche ore. Ecco qua che si tratta di Inception, copioni totali.

Tutta la trama base è copiata da Armageddon: qualcosa sta per entrare in collisione con la terra e bisogna andare a farlo esplodere prima che arriva! Ta da!

Convertire immondizia in carburante? Ritorno al futuro due.

Sentire di gente che si va a trasferire su Marte è raccapricciante anche su Topolino, per carità!

Pastrocchio totale questo storia, tra l’altro non è neanche finita, però sembra che sono finite le idee.

2
Newton Pitagorico e il rigeneratore soporifero

Subito rimanda a Topolino 3477, ma perché invece di questi tre rompi di qui quo e qua e quello spocchioso di Newton non consideriamo storie con Archimede e Paperino?

Sembra che qualcuno ha appena studiato un po’ di fisica: un convertitore di energia chimica tramite ossido riduzione. Forse chi ha scritto la trama stava studiando fisica? Noi però non stiamo leggendo un libro di scuola ma Topolino!

L’idea di base è sbagliata, Newton ha inventato qualcosa che carica la gente dandogli la sensazione di aver dormito otto ore, l’effetto è che tutti sono iperattivi. Non è vero, se uno dorme otto ore poi è più attivo anzi sei anche più addormentato. Bah.

3
Paperino, Qui, Quo, Qua e il tesoro del nord
Disegni interessanti anche quello di Anacleto da la spada nella roccia ma è quasi ridicolo sentire di paperi che fanno birdwatching.

Paperino e nipoti vanno in un arcipelago sperando che c’è un tesoro e il tesoro si rivela essere un mucchio di piume delle anatre che vengono utilizzate per fare le imbottiture. Ragazzi ricordatevi che le uccidono le anatre per fare le imbottiture quindi non creiamo false idee: le imbottiture con le piume sono un abominio e prevedono omicidi di multipli animali. Non fate credere ai lettori che i cuscini e tutte le altre cose con le piume vengono fatte raccogliendo da terra le piume!

4
Paperino e i pirati di Tangheria, ep. 1
Papero magno e Palladino Paperino? Per favore no
di nuovo in costume, i soliti personaggi che fanno finta di essere altri storici nel passato, sempre la solita storia.
La Quackia? Che diavolo sarebbe?
Ma non ce la fate a inventarvi una trama normale?
Paperino dorme, Paperone vuole i soldi e Ciccio mangia: la solita storia ma perché metterla facendo finta che sono personaggi storici che non fanno altro che confondere le idee a studia?
Prevedibile e piatto e inoltre assurdo: una piratessa? Ahaha!

5
Paperino e i pirati di Tangheria, ep. 2
Ma perchè dividere la storia in due parti quando si trova nello stesso numero?
Per la pubblicità in mezzo?

Ma come Paperone è papero magno e Rockerduck rimane lui?

Oddio ci sono anche termini dal libro di storia:
la fondazione del principato!

La pirata femmina disse a Paperino: il tuo esempio mi ha fatto capire che altruismo e bontà pagano molto più di ferocia e vendetta? Non voglio essere una piratessa voglio cambiare vita
Oddio, prima facendo un pirata femmina sembrava che volevano fare i femministi ora sono diventati improvvisamente maschilisti! La conclusione è ridicola: i pirati sia alleano con la regina per combattere i pirati diventando ex pirati!

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Review: Le ore più buie

Le ore più buie Le ore più buie by Michael Connelly
My rating: 1 of 5 stars

Library

Penso che sia il libro più ridicolo che abbia mai letto ma non solo di Connelly, ingenerale. Forse è meglio che non leggo i suoi futuri libri se ha intenzione di affrontare la realtà in questo modo. Che cosa mi ha sconcertato? Non posso dire che sono rimasta disgustata perché sarebbe un sentimento troppo forte invece mi è sembrato patetico il modo in cui ha incluso nella storia delle nozioni in tema pandemia. Quando ho letto i primi scambi di battute sulla mascherina ho capito che piega avrebbe preso il libro e mi sono detta che questo scrittore ha davvero raggiunto il limite ma che può continuare ad andare avanti a pubblicare solo in virtù del nome che stampa sulla copertina, solo quello vende di sicuro non la qualità delle storie presentate.

Ancora una volta mi rendo conto che l’editoria ormai è arrivata ad un livello tale che non conviene più comprare libri. Una storia del genere viene venduta per 18 € copertina rigida righe larghe tanti spazi vuoti e non arriva neanche a 400 pagine. Io ovviamente l’ho preso in biblioteca ma troverei un certo disappunto nello spendere tutti questi soldi per una storia tanto sciatta piatta e che avrebbe potuto scrivere chiunque. È proprio questo il fatto comincio ad essere sempre più convinta che si tratta in ogni libro sulla cui copertina cui c’è scritto il nome di questo autore ma che di fatto la storia l’ha sfornata un gruppo di scrittori che lavora per lui. Anche i ringraziamenti finali sono buttati lì in modo impersonale scritti dalla casa editrice, c’è scritto lo scrittore ringrazia tutta una serie di persone che l’hanno aiutato a scrivere ma secondo me hanno proprio scritto, sono i cosiddetti ghost writers solo che non sembra neanche usare sempre gli stessi. I due personaggi principali potrebbero essere anche interessanti il vecchio poliziotto in pensione e la poliziotta giovane e scalpitante solo che non riescono ad amalgamarsi perché non sono vivi non c’è niente che ci fa dire ok questi due sono delle persone vere a cui io mi affeziono, anche se morissero al lettore non importa niente sicuramente non di Ballard che è sempre più piatta.
Ancora una volta non si riesce a capire se si può uscire dai binari perché ogni tanto lei dice al vorrei venire a lavorare con te invece di stare nella polizia ma lui risponde: guarda che i cambiamenti li fai da dentro. Ma che frase fatta è?

Niente come sempre non c’è la scintilla di qualcosa di unico fuori dalle righe che anche se non è credibile al 100% renderebbe tutto più emozionante. È il classico libro scritto perché l’editore voleva pubblicare e lui allora ne ha ordinato uno alla sua squadra: ehi ghost writers scrivetemi un libro. Proprio per questo come dicevo non c’è mai neanche sempre lo stesso stile. Nei libri precedenti infatti i capitoli erano divisi in Bosch e Ballard, alternando i due punti di vista anche se mai in prima persona. Qui questa metodologia è del tutto abbandonata e i capitoli sono uno dopo l’altro in un altro stile.

Anche il modo di fare è diverso perché prima nei libri precedenti c’era una miriade di casi oltre a quello principale e a me dava molto fastidio ma non credo che abbia cambiato idea perché ha letto la mia recensione precedente ma solo perché l’ha scritto qualcun altro. Ecco che in questo libro infatti magicamente ci sono solo due casi sono sempre troppi ma meglio gestiti. Quindi o ha cambiato squadra o ha finito le idee e non so cosa è peggio.

Anche il modo di scrivere è pieno di pagine inutili, i casi dei gialli o dei polizieschi di solito sono molto più intricati, tutto quello che succede in questo libro succederebbe nei primi cinque minuti di Elementary per esempio, tutto ciò per dire che è annacquato.

Una cosa che non ho sopportato proprio di Ballard è anche tutta la questione del cane. Lola il cane che aveva (e che non mi piaceva per niente come aggiunta al suo personaggio perché non era mai descritto come un vero cane) improvvisamente è morto cioè non in questa storia ma qualche mese prima e lei adesso ne vuole prendere un altro. Basta! Basta con questi cani falsi!

La parte peggiore però è quella relativa al virus, tutti i giorni tutta la gente ormai da un paio d’anni ha a che fare con queste mascherine con il virus il vaccino e tutta quella roba e non è una questione di essere d’accordo con questo o con quell’altro modo di pensarla. È proprio la questione che non lo voglio leggere nei libri perché non è questa la normalità, non si parla così tra persone, quello è il modo di parlare del telegiornale mettiti la mascherina hai fatto il vaccino stai lontano non mi toccare, tutto sciatto banale e allucinante che è stato messo per essere politicamente corretto senza un’opinione personale.

Se tutti i libri che usciranno da adesso in poi hanno questa solfa io vado indietro non leggo più niente di nuovo, vuoi mettere che c’è la pandemia va bene ma non c’è bisogno che la inserisci in questo modo tanto ridicolo e poi è snervante che Ballard dice continuamente hai messo la mascherina non ci tocchiamo poi ha detto mi tolgo la mascherina per mangiare? Ah non lo so vedi tu se vuoi mangiare con la mascherina, basta, siamo agli sgoccioli. I casi non erano neanche tanto male ma proprio da criminologo basilari, da uno che scrive casi polizieschi da così tanti anni mi aspettavo qualcosa di più elaborato ma che forse non troverò mai più nei suoi libri soprattutto se continua a pensare alle mascherine!


Concludo con questa citazione che forse esprime chiaramente il mio raccapriccio:
Bosh: Dammi il cinque
Ballard: Non dovremmo farlo con il kov-i-D
(Ho scritto male apposta)


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