Storia del nuovo cognome by Elena FerranteMy rating: 5 of 5 stars

Ormai ho capito che questa è la mia scrittrice preferita e non mi importa niente se non sappiamo chi è, se è una sola o se è una squadra come sempre ho ipotizzato, non fa niente anzi la stimo per il fatto che scrive e basta senza diventare una VIP. Sono contenta che Ferrante non sta su Instagram a scrivere cazzate e a mostrarsi come spesso gli scrittori fanno.
Se Ferrante è la mia scrittrice preferita ogni sua storia letta da Anna Bonaiuto diventa l’audiolibro perfetto. Anna riesce con l’intonazione della voce diversa per ogni personaggio a distinguerli con maestria, bravissima a fare tante voci diverse per i vari personaggi come se recitassero su un teatro.
Ora che sto scrivendo questo commento già ho iniziato il secondo ascolto e con questa è la terza volta che affronto questa storia e ogni volta che arrivo agli Airota mi stupisco di quanto li ha resi credibili, mi sembrano delle persone reali delle famose persone reali prestigiose che esistono anche nella mia realtà. Ed è questo che mi affascina di questa scrittura ovvero come tutto prende vita e diventa vero.
Ad un primo impatto rimasi un po’ travolta dalla caratterizzazione politica sullo sfondo ma non è eccessiva perché sono i personaggi ad interessarsene non la scrittrice, sono questioni su cui ci porta a riflettere ma non abbiamo mai l’impressione che i personaggi diventano suoi portavoce, sono i personaggi che hanno il loro modo di pensare e solo così sono credibili tanto quelli che pensano in modo tanto quelli che pensano nel modo opposto. Per questo l’ambiente è realistico e credibile.
Che dire poi della fatta blu! Ma quanto mi vedo in mente quei fogli della storia scritta da Lila concreti, quelli descritti in maniera perfetta per niente ridondante e noiosa no sono poche parole mirate che ci mostrano l’immagine di questi fogli uniti da una spilla e quando Lila li butta via nel fuoco ho esclamato: no!
Un altro oggetto fondamentale e geniale per continuare il racconto in prima persona dal punto di vista di Elena è quello della scatola con i quaderni di Lila, che idea fantastica così Elena che sente la propria vita sempre più semplice troppo semplice rispetto a quella di Lila senza di lei quando era andata a Pisa e riesce a capire quello che le è successo (e quindi a raccontarcelo) e ce lo espone con una continuità invidiabile.
Ecco quindi un altro audiolibro riutilizzabile ascoltabile più volte senza che stanchi mai.
Concludo con un paio di citazioni:
Ho capito solo in seguito che so essere quietamente infelice solo perché sono incapace di reazioni violente le temo preferisco restare immobile coltivando il rancore. Lila no.
Provai l’orrore e il godimento di perdermi lo spavento e la fierezza del deragliamento
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