Ragnarök by
A.S. Byatt
My rating:
1 of 5 stars
Commento dopo la seconda letturaÈ la seconda volta che leggo questo libro e dato che gli avevo assegnato una stella ho voluto dargli una seconda possibilità ma si prende di nuovo solo una stella.
C’è una bambina magra che in tempo di guerra in Inghilterra legge un libro sugli dei nordici. Stop. Non c’è altro.
La bambina magra non ha neanche un nome forse la scrittrice si ricorda di quando da piccola aveva letto questo libro in tempi difficili ma perché dire che era magra? Era meglio darle un nome invece di questa descrizione monotematica. La bambina smilza divorava libri insomma si è data un po’ di arie definendosi piccola e al tempo stesso bravissima a leggere libri difficili. Questo libro parla di idee altrui riferite a un libro da lei letto nel passato.
La bambina magra si interrogava su questo e su quell’altro quando in verità sono domande che si è fatta la scrittrice solo dopo, sono pensieri adulti forzati nella piccola mente della smilza.
Quando non descrive il libro letto descrive la campagna circostante senza riuscire a inventarsi altro. La bambina magra e tutto il resto sono solo un contorno, una scusa per poter parlare di vicende nordiche di altri facendo finta che ci sia un po’ di qualcos’altro che invece non c’è.
Questa tipa stava leggendo “Asgard e gli dei” curato da un tedesco tanto per infilzarci poi anche un binomio con i tedeschi che erano in guerra contro gli inglesi. La smilza faceva anche un confronto tra gli dei nordici e il dio della scuola cattolica che era obbligata a frequentare… Ma senza mai prendere una vera concreta posizione e senza quindi un senso a tutte queste parola ammonticchiate.
Anche dopo questa seconda lettura sono giunta alla conclusione che si tratta di un libro scritto da chi non ha la necessità (e la capacità) di scrivere un libro ma che vuole solo pubblicare. Poche pagine grandi caratteri capitoli corti tanto spazio vuoto: tutte indizi che fanno pensare a un stesura strascicata difficile e conclusa a fatica. È normale quando non si hanno proprie idee è meglio lasciar perdere e magari scrivere articoli su un giornale senza camuffare una recensione da libro, non lo è proprio per niente.
Come se non bastasse alla fine il padre della smilza torna dalla guerra e vanno tutti e tre a vivere in città ma la madre si deprime perché stava meglio senza il marito e il padre abbatte un albero in giardino! Che schifo di storia. Tra l’altro alla fine l’autrice spiega perché ha scritto un libro sui miti, non c’è niente di peggio di uno scrittore che deve spiegare alla fine quello che ha scritto! I miti sono triti e ritriti e chi ha bisogno di ricorrere a questi è alla disperata ricerca di idee per scrivere libri che lasciano il tempo che trovano nei lettori.
Commento dopo la prima lettura:Estremamente descrittivo e prolisso nel raccontare la realtà di una ragazzina che legge i miti e anche di più per esporci quello che sta leggendo, storie lontane che risultano complicate anche dalla descrizione infinita quando un’immagine avrebbe reso l’idea molto più rapidamente. A dir la verità ci sono alcune immagini ma in bianco e nero e pasticciose come la descrizione.
La realtà della trama è percorsa da una bambina magra senza nome che, in tempo di guerra, ci parla di due libri che legge:
Viaggio del pellegrino Bunyan
Asgard e gli dei
Un libro noioso fino all’inverosimile senza una vera trama, questa bambina durante la guerra legge questo libro sugli dei nordici e lo paragona alla religione che gli viene imposta ovvero Gesù e il resto… ma la trama?
Ma è legale fare un libro così? Perché qui la trama non esiste insomma questa si è inventata una bambina che legge un libro e poi ci racconta quello che c’è scritto nel libro che tra l’altro sono i miti nordici come le storie di Odino e tutti quegli altri che la Marvel ha usato già da un pezzo, pure Ragnarok! Quindi sembra quasi che al momento di dover scrivere un libro forse per impegni editoriali non avendo nessuna idea ha deciso di fare una specie di saggio usando questo personaggio che non ha neanche un nome che si trova nel cliché della guerra, dunque niente di nuovo. Il personaggio appena abbozzato quasi con noia poteva anche leggerselo ai giorni nostri il libro sui miti....o aveva paura delle ripercussioni che magari si potevano avere nei velati criticismo alla religione cristiana che sono stati inseriti di tanto in tanto… ? Pensieri che non avrebbe mai avuto una bambina obbligata ad andare a catechismo come tutti. Un libro del genere letto da piccoli potrebbe risultare anche piuttosto difficile basti pensare ai nomi..... se vuoi parlare di divinità qualche dio te lo puoi inventare da sola… ci si aspetta che uno scrittore usi la fantasia! Troppe nozioni lontanissime dal nostro modo di pensare e così articolate che sfuggono alla memoria subito dopo essere state lette, già è difficile capirle poi sempre con questa bambina magra nel mezzo che non si capisce a che cosa serve a noi lettori. Allora tanto vale che mi vado a leggere direttamente i miti in questione.
Ancora una volta una donna come Rowling e James è costretta a nascondere il suo essere donna nella copertina del libro che scrive, il suo nome è nascosto, sostituito dalle iniziali e ancora stiamo a parlare di femminismo?
Un libro esasperante e senza una ragione di esistere né una ragione di essere letto e non capisco neanche perché è stato scritto. Alla fine c’è anche bisogno della spiegazione della scrittrice che ci viene a dire che cosa ne pensa dei miti perché ha scelto di scrivere della bambina magra eccetera eccetera quando uno scrittore ha bisogno di spiegarsi significa che c’è qualcosa che non va o non crede in quello che ha scritto o pensa che l’ha scritto troppo confusionario. Sono d’accordo se uno scrive in modo confusionario se è così che viene spontaneo ma non c’è bisogno di spiegarlo, chi lo capisce lo capisce, chi non lo capisce amen! Ma la spiegazione proprio non si può accettare. Alla fine la bambina magra torno a casa, è tornato il padre e vissero tutti felici e contenti anche se poi viene fuori che la madre preferiva stare in guerra perché si divertiva più in campagna quando poteva finalmente insegnare dato che da come ho scoperto le donne hanno potuto lavorare solo mentre gli uomini erano in guerra dunque lei giustamente dice: “cazzo mentre c’era la guerra io stavo meglio anche se non c’era mio marito che stava combattendo in battaglia io stavo meglio perché mi sentivo realizzata come maestra mentre qui non devo fare altro che stare a rammendare le calzette”. Poi questo tipo arriva e deve buttare giù un albero in giardino perché è troppo campagnolo rispetto alla città insomma uno schifo di finale, era meglio davvero l’ambiente guerriero.
Dunque la scrittrice ha lanciato un altro messaggio più o meno velato ovvero quello sulla condizione delle donne utilizzando una storia che storia non è come aveva fatto per informarci che secondo lei anche le teorie della Chiesa e del cristianesimo erano patetiche facendo dire alla bambina magra che non le piacevano. Un libro noioso pieno di parole e leggende che non mi sono arrivate oppure troppo sanguinarie sono state insopportabile da leggere, come quelle dell’uccisione di lupi e creature e di cavalli fatti salire su navi a cui è stato dato fuoco....per carità, basta. Preferisco storie vere, vere nel senso inventate veramente oppure se proprio dobbiamo parlare di Thor e Loki preferisco quelli della Marvel!
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