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Bullet train 🚅 commento

 

Tutto quello che il trailer ci prometteva viene offerto dal film niente di più ma neanche niente di meno. 


Un film moderno sfavillante pieno di colori ma anche divertente accattivante e fuori dalle righe. Un film velocissimo dal ritmo frenetico come quello del treno all’interno del quali si svolge quasi tutta la trama.


In stile Suicide Squad i personaggi vengono presentati con il loro nome in sovrimpressione, sono pochi ma bastano e sono intrecciati da una storia per niente credibile se fosse la realtà ma non è un problema, a volte sembra un manga.


Molto splatter ma sempre accettabile e c’è anche un serpente che non muore, alleluia e grazie. Da guardare tutto d’un fiato possibilmente al cinema che enfatizza la potenza delle immagini e della musica, la musica proprio come su Suicide Squad ha un ruolo importante, essendo azzeccata precisa e affascinante. 


Quattro stelle meritate, ne poteva prendere anche cinque forse la concederò la prossima volta che lo guardo. Infine sicuramente una nota di merito è data dal divertimento, anche se truculento rimane sempre simpatico le battute fanno ridere e passare due ore spensierate. 



🥛 Arancia Meccanica 🍊riflessione




 Ho rivisto il film arancia meccanica dopo aver riletto il libro. Non c’è bisogno che racconto la grandiosità di questa storia allora ripenso a quando avevo letto da piccola e più avanti con il tempo finché non si è cancellata la scritta arancia meccanica, una scritta in azzurro sul muretto del giardino qui sotto e io non capivo che cazzo fosse. Adesso è facile prendi un Internet e in un secondo sai tutto ma in quel momento c’era anche un po’ (tanto) di tabù intorno a questo film che non girava mai in tv. 


Quella scritta arancia meccanica chi lo sapeva che nascondeva una storia così straordinaria sia nel libro che nel film e quella scritta che mi ha sempre colpito l’ho capita solo dopo che si è scolorita ma ancora ci potrebbe essere traccia… sotto sotto. Che spettacolo sicuramente l’avranno scritta negli anni 80 poi è andata via e non penso che c’era più neanche mentre andavo in giro con i cani ma chi se la scorda quella scritta favolosa…o meglio cinebrivido.



Crimes of the Future 🍿 Commento



 


⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ 

Ma siete sicuri quando andate al cinema che scegliete il film che volete voi e non quello che vogliono che scegliete? Sono tre mesi che gli unici trailer che ci propinano prima dei film sono quelli di Bullet Train e dei Minions, persino i poster sono solo quelli. Prima ci hanno tolto i cinema in città perché ci hanno obbligato ad andare solo nelle multisale poi ci nascondono anche certi film come questo. Neanche la locandina appesa fuori! Come se fosse un cinema quasi proibito che sta lì nascosto solo per chi è in grado di aprire un po’ la mente e gli occhi e riesce a vederlo… Ah se ho fatto bene a cambiare idea e a scegliere questo!

Comunque sono rimasta sconvolta da questo film… Stavo andando a guardare Bullet Train quando ho visto che c’era anche questo e ho cambiato idea, l’altro avrei potuto guardarlo anche la settimana prossima invece ho come l’impressione che questo verrà nascosto anche di più e buttato solo a tarda ora…

Ma ora veniamo al film… Posso tirare un sospiro di sollievo perché noto come in realtà c’è ancora qualcuno capace di usare la fantasia l’ingegno e combinarli per creare qualcosa di artistico che ci disturba perché non è la solita pappa degli altri film che con le loro trame rischiano spesso di restare un po’ scontati e abbelliti. Questo film non è per tutti, bisogna essere in grado di disabituarsi da quello a cui ci hanno abituato a guardare e con una mente aperta si riesce a lasciare che questa storia ci catturi l’attenzione fini a farci anche pensare. Senza spoiler sulla trama posso confermare che ha un senso, è strana e oltre l’immaginazione ma è quello sconvolgersi per risvegliarsi.


Finalmente una visione futuristica diversa da quelle che sempre si hanno piene di neon cyborg e robot scintillanti ma un futuro decadente misero pieno di oggetti abbandonati e senza il digitale! Quello che più mi è piaciuto è stato proprio il set in cui tutto è così vecchio e quindi c’è anche il contrasto tra un futuro che sembra un passato ma con un’umanità che si evolve in modo fuori dalle righe. In inglese si dice out of the Box quando qualcuno riesce a uscire da quello che di solito si fa e con la creatività il regista ci mostra qualcosa di sorprendente.


Mi ha colpito anche il fatto di come la gente viene quasi presa un po’ in giro perché c’erano questi spettacoli grotteschi e tutti stavano lì a riprenderli ma con mezzi analogici quindi sottolineare come la gente rimane stupita da ciò che deve stupirla, proprio il discorso che facevo all’inizio per quello che tutti credono sia grandioso. 


Per esempio, questi spettacoli macabri che facevano che potrebbero essere definiti orripilanti però in quel momento erano considerati artistici e tutti la pensavano così. 


Cinque stelle e un grazie per avermi fatto capire che non è tutto un piattume! Qualcuno riesce a essere artistico a creare e a far pensare con l’arte nonostante il cinema tenda a nascondere questi film come se fossero di nicchia ma in realtà sarebbe interessante e necessario che molta più gente li guardasse.




Nope 🍿 commento

 

⭐️ ⭐️ 

Non male, davvero non male e soprattutto un applauso alla fantasia e all’originalità e alla capacità di incutere terrore preoccupazione anche con una scena assolata, il vero horror non si genera per forza con una casa abbandonata piena di fantasmi di notte. Anche se il titolo è stato scelto per indicare che no (nope) non si tratta di un horror penso che sia l’unica categoria in cui può essere messo. Ho dovuto togliere due stelle perché magari se ne meritava anche quattro però una stella l’ho tolta per ogni animale ucciso, una scimmia e un cavallo, non ne posso più di vedere film in cui muoiono gli animali. Se ne poteva fare a meno? Sì! Quindi di quattro che avrei dato ne tolgo due e ne restano due, due stelle e mi è piaciuto più di quanto mi aspettavo. Peccato. Ho visto anche gli altri film di questo regista e come sempre è stato originale e agghiacciante.



Review: The Outsider

The Outsider The Outsider by Stephen King
My rating: 4 of 5 stars

The Outsider

E così ho dovuto rileggerlo… Che piacere si prova a rileggere un libro appena letto! È come se dopo aver guardato attraverso un vetro quello che succede all’interno di un piccolo mondo, ci si riguarda dopo aver pulito il vetro e tutto appare più chiaro… Non che King scriva in un modo non chiaro ma proprio perché scrive così divinamente spesso mi succede di dover tornare indietro e rileggere.

Anche se preferisco prima leggere e poi guardare l’eventuale serie o film questa volta ho dovuto fare l’opposto dato che Sky la serie me l’aveva presentata così all’improvviso e, come si sa, Sky mette fretta perché tiene le serie pochissimo e se non te le guardi subito appena le trovi rischi di perdertele e perciò ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Non sapevo niente di questa storia e non me l’aspettavo di ritrovarci Holly! Sono rimasta all’inizio piacevolmente sorpresa ma poi veramente incazzata: il regista si era preso la briga di cambiare totalmente il personaggio di Holly e voglio dire brevemente perché tutto ciò mi fa incazzare: mister Mercedes è il mio libro preferito (forse in assoluto) e l’ho letto quasi 10 volte quindi posso dire di conoscere Holly molto bene e di sicuro meglio del regista! Non mi sarei certo aspettata di trovare nel libro una versione così tanto modificata come quella che ci è stata propinata nella serie e questo cambiamento mi fa solo generare una domanda: perché? Poi si viene a scoprire che il regista non si era neanche preso la briga di leggere mister Mercedes e uno si chiede: ma non avevi voglia o cosa? No perché sembra tanto che per evitare di studiare troppo dice: invece di studiarmi questo personaggio io me lo invento così faccio prima! Addirittura le fa dire che non le piace il cinema! Holly che invece non fa altro che fare continui riferimenti a tutti i film che vede e che annota scrupolosamente sui suoi quaderni! Eppure sono certa che sapeva che quello era un personaggio importante non sarà il caso magari che lo studi? Vergogna, patetico.
Voglio subito mettere in chiaro anche un’altra cosa: il problema non è stato assolutamente che Holly era nera nella serie, poteva essere anche azzurra, bastava solo che rispondesse a determinate semplici caratteristiche e se poi non vuoi farla così particolare non gli aggiungere altre particolarità!! Per esempio il fatto di averla resa sensitiva è assurdo e la rende irreale! Poi mi sono anche chiesta perchè King, che ha sempre detto che Holly era molto importante per lui, non ha detto niente? Bastava solo dire: o la fai bene o non lo fai. Ci sono rimasta veramente di merda ma in fondo lo so, è la paura della gente non ordinaria che ha intimorito il regista, perché Holly non è per così dire come tutti gli altri e quel suo essere diversa diventa addirittura meno accettabile di una chiaroveggente. Siamo sempre al solito punto, possibile che la paura dell’accettazione dello spettatore ci spinge a fare sempre le stesse cose?

Peccato perché la serie in tutto il resto è stata ottima, addirittura da seconda visione, ho ritrovato moltissime parti nel libro dunque e si può anche dire che era stato trasposta come pochi sanno fare con i libri di King e quindi perché questo scempio? Inoltre certi aspetti li ha anche migliorati la serie! Per esempio il fatto che il protagonista Ralph e la moglie nella serie erano molto più pacati più vecchi e meno arzilli e ciò ha contribuito a renderli più apprezzabili. Nella serie poi era stata aggiunta anche una piccola tragedia ovvero Derek il figlio di Ralph era morto. A proposito di Derek nel libro: è la prima volta che mi capita una cosa del genere ovvero che si parla di un personaggio senza che questo sia mai presente in scena, è andato in campeggio. Nella serie si è scelto di farlo morto così che era stata accresciuta anche l’emotività di tutta la situazione casalinga di Ralph. Per quanto una scelta del genere così strappalacrime con eccessiva tragedia non è molto alla King ammetto che aveva creato un’atmosfera più giusta alla situazione se non altro dal punto di vista cinematografico.

La storia è stata coinvolgente e sapevo che mi sarebbero mancati tutti i personaggi, anche Ralph per quanto quello della serie mi era piaciuto di più però anche questo ha fatto la sua figura.

Non c’è certo bisogno che io stia qui a dire che King sa scrivere però non posso esimermi da scrivere un plauso per la scena davanti al tribunale quando ci portano Terry! Una scena in cui si muovono tantissime persone in un modo magnifico e scorrevole tanto che sembra, leggendo, di essere lì. Il libro è riuscito a visualizzare quella scena meglio di come ha fatto la serie, con le immagini! Così, incredibile le pagine sono state in grado di evocare una scena meglio della televisione! Tutti i vari istanti distinti, uomini persone oggetti tutto che si moveva veloce ma anche al rallentatore… Eccezionale, una di quelle scene che tu ti fermi un attimo a leggere, tiri su la testa e dici: “wow!”

Il tema di fondo del libro è molto chiaro e vero e merita una riflessione: la gente è capace di accettare solo quello che crede reale e possibile ed è proprio grazie a questi convincimenti che molte altre forze in gioco nella vita vanno avanti fregandoci di brutto. Insomma una storia studiata a tavolino con un grande lavoro dietro che mi ha mi ha coinvolto e emozionato....sono stata molto sulle spine, avevo davvero paura che l’Outsider si prendesse Holly…
Infine il mio consiglio è di leggersi prima la trilogia di mister Mercedes e poi questo, infine la serie!

Concludo con alcune citazioni che mi hanno estasiato non poco:

Questi delitti sono stati commessi da un diverso, un outsider, che usa la nostra scienza moderna-in particolare la scienza moderna-contro di noi, anche se la sua arma migliore è il nostro rifiuto di credere alla sua esistenza. Siamo stati educati a seguire i fatti, e a volte avvertiamo quasi la sua presenza quando hai fatti entrano in conflitto l'uno con l'altro, ma ci rifiutiamo di seguire le sue tracce punto lui lo sa, e ne approfitta.
Pag 361

In ogni leggenda c'è un briciolo di verità.
Pagina 369

Holly si interruppe, guardandosi le mani. Le unghie erano senza smalto, ma ben curate; aveva smesso di mangiarsele, proprio come aveva smesso di fumare. Si era sbarazzata di quelle dipendenze. A volte pensava che il suo pellegrinaggio verso un qualcosa che se non altro si avvicinasse alla stabilità mentale (se non a un'autentica sanità di mente) fosse stato scandito dall'abolizione rituale di tutta una serie di cattive abitudini. Non era stato facile lasciarle andare. Erano sue amiche, in fondo.
Pag 395

PS
E questo era il commento che avevo lasciato dopo la prima lettura:
A pagina 267 inizia il crossover con la trilogia di Mercedes ovvero viene chiamata in causa Holly e in quel momento ho capito che avrei dovuto rileggerlo. Così sono arrivata alla fine e, come solo pochi libri ti permettono di fare, dall’ultima pagina sono passata direttamente alla prima. Quindi per ora non c’è altro da dire, il commento lo lascio per dopo anche se poi quello che ho qui ammesso la dice lunga su ciò che penso di questo libro a prescindere dalle stelle....

La gente è cieca a qualunque spiegazione che esuli dalla sua percezione della realtà (Pagina 495)


By Miao 💜 in collaborazione con Lisbeth 💚

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Review: The Outsider

The Outsider The Outsider by Stephen King
My rating: 4 of 5 stars

The Outsider

E così ho dovuto rileggerlo… Che piacere si prova a rileggere un libro appena letto! È come se dopo aver guardato attraverso un vetro quello che succede all’interno di un piccolo mondo, ci si riguarda dopo aver pulito il vetro e tutto appare più chiaro… Non che King scriva in un modo non chiaro ma proprio perché scrive così divinamente spesso mi succede di dover tornare indietro e rileggere.

Anche se preferisco prima leggere e poi guardare l’eventuale serie o film questa volta ho dovuto fare l’opposto dato che Sky la serie me l’aveva presentata così all’improvviso e, come si sa, Sky mette fretta perché tiene le serie pochissimo e se non te le guardi subito appena le trovi rischi di perdertele e perciò ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Non sapevo niente di questa storia e non me l’aspettavo di ritrovarci Holly! Sono rimasta all’inizio piacevolmente sorpresa ma poi veramente incazzata: il regista si era preso la briga di cambiare totalmente il personaggio di Holly e voglio dire brevemente perché tutto ciò mi fa incazzare: mister Mercedes è il mio libro preferito (forse in assoluto) e l’ho letto quasi 10 volte quindi posso dire di conoscere Holly molto bene e di sicuro meglio del regista! Non mi sarei certo aspettata di trovare nel libro una versione così tanto modificata come quella che ci è stata propinata nella serie e questo cambiamento mi fa solo generare una domanda: perché? Poi si viene a scoprire che il regista non si era neanche preso la briga di leggere mister Mercedes e uno si chiede: ma non avevi voglia o cosa? No perché sembra tanto che per evitare di studiare troppo dice: invece di studiarmi questo personaggio io me lo invento così faccio prima! Addirittura le fa dire che non le piace il cinema! Holly che invece non fa altro che fare continui riferimenti a tutti i film che vede e che annota scrupolosamente sui suoi quaderni! Eppure sono certa che sapeva che quello era un personaggio importante non sarà il caso magari che lo studi? Vergogna, patetico.
Voglio subito mettere in chiaro anche un’altra cosa: il problema non è stato assolutamente che Holly era nera nella serie, poteva essere anche azzurra, bastava solo che rispondesse a determinate semplici caratteristiche e se poi non vuoi farla così particolare non gli aggiungere altre particolarità!! Per esempio il fatto di averla resa sensitiva è assurdo e la rende irreale! Poi mi sono anche chiesta perchè King, che ha sempre detto che Holly era molto importante per lui, non ha detto niente? Bastava solo dire: o la fai bene o non lo fai. Ci sono rimasta veramente di merda ma in fondo lo so, è la paura della gente non ordinaria che ha intimorito il regista, perché Holly non è per così dire come tutti gli altri e quel suo essere diversa diventa addirittura meno accettabile di una chiaroveggente. Siamo sempre al solito punto, possibile che la paura dell’accettazione dello spettatore ci spinge a fare sempre le stesse cose?

Peccato perché la serie in tutto il resto è stata ottima, addirittura da seconda visione, ho ritrovato moltissime parti nel libro dunque e si può anche dire che era stato trasposta come pochi sanno fare con i libri di King e quindi perché questo scempio? Inoltre certi aspetti li ha anche migliorati la serie! Per esempio il fatto che il protagonista Ralph e la moglie nella serie erano molto più pacati più vecchi e meno arzilli e ciò ha contribuito a renderli più apprezzabili. Nella serie poi era stata aggiunta anche una piccola tragedia ovvero Derek il figlio di Ralph era morto. A proposito di Derek nel libro: è la prima volta che mi capita una cosa del genere ovvero che si parla di un personaggio senza che questo sia mai presente in scena, è andato in campeggio. Nella serie si è scelto di farlo morto così che era stata accresciuta anche l’emotività di tutta la situazione casalinga di Ralph. Per quanto una scelta del genere così strappalacrime con eccessiva tragedia non è molto alla King ammetto che aveva creato un’atmosfera più giusta alla situazione se non altro dal punto di vista cinematografico.

La storia è stata coinvolgente e sapevo che mi sarebbero mancati tutti i personaggi, anche Ralph per quanto quello della serie mi era piaciuto di più però anche questo ha fatto la sua figura.

Non c’è certo bisogno che io stia qui a dire che King sa scrivere però non posso esimermi da scrivere un plauso per la scena davanti al tribunale quando ci portano Terry! Una scena in cui si muovono tantissime persone in un modo magnifico e scorrevole tanto che sembra, leggendo, di essere lì. Il libro è riuscito a visualizzare quella scena meglio di come ha fatto la serie, con le immagini! Così, incredibile le pagine sono state in grado di evocare una scena meglio della televisione! Tutti i vari istanti distinti, uomini persone oggetti tutto che si moveva veloce ma anche al rallentatore… Eccezionale, una di quelle scene che tu ti fermi un attimo a leggere, tiri su la testa e dici: “wow!”

Il tema di fondo del libro è molto chiaro e vero e merita una riflessione: la gente è capace di accettare solo quello che crede reale e possibile ed è proprio grazie a questi convincimenti che molte altre forze in gioco nella vita vanno avanti fregandoci di brutto. Insomma una storia studiata a tavolino con un grande lavoro dietro che mi ha mi ha coinvolto e emozionato....sono stata molto sulle spine, avevo davvero paura che l’Outsider si prendesse Holly…
Infine il mio consiglio è di leggersi prima la trilogia di mister Mercedes e poi questo, infine la serie!

Concludo con alcune citazioni che mi hanno estasiato non poco:

Questi delitti sono stati commessi da un diverso, un outsider, che usa la nostra scienza moderna-in particolare la scienza moderna-contro di noi, anche se la sua arma migliore è il nostro rifiuto di credere alla sua esistenza. Siamo stati educati a seguire i fatti, e a volte avvertiamo quasi la sua presenza quando hai fatti entrano in conflitto l'uno con l'altro, ma ci rifiutiamo di seguire le sue tracce punto lui lo sa, e ne approfitta.
Pag 361

In ogni leggenda c'è un briciolo di verità.
Pagina 369

Holly si interruppe, guardandosi le mani. Le unghie erano senza smalto, ma ben curate; aveva smesso di mangiarsele, proprio come aveva smesso di fumare. Si era sbarazzata di quelle dipendenze. A volte pensava che il suo pellegrinaggio verso un qualcosa che se non altro si avvicinasse alla stabilità mentale (se non a un'autentica sanità di mente) fosse stato scandito dall'abolizione rituale di tutta una serie di cattive abitudini. Non era stato facile lasciarle andare. Erano sue amiche, in fondo.
Pag 395

PS
E questo era il commento che avevo lasciato dopo la prima lettura:
A pagina 267 inizia il crossover con la trilogia di Mercedes ovvero viene chiamata in causa Holly e in quel momento ho capito che avrei dovuto rileggerlo. Così sono arrivata alla fine e, come solo pochi libri ti permettono di fare, dall’ultima pagina sono passata direttamente alla prima. Quindi per ora non c’è altro da dire, il commento lo lascio per dopo anche se poi quello che ho qui ammesso la dice lunga su ciò che penso di questo libro a prescindere dalle stelle....

La gente è cieca a qualunque spiegazione che esuli dalla sua percezione della realtà (Pagina 495)


By Miao 💜 in collaborazione con Lisbeth 💚

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AHS Hotel 🏨 commento 🗝


Opening 

Ormai sono svariati mesi che mi sto dedicando alla visione di American Horror Story e ora sono giunta alla conclusione di questo percorso non tanto perché non abbia più voglia di andare avanti ma perché non c’è più nient’altro disponibile: ho visto tutto quello che c’era! Grazie ad Amazon Prime ho potuto vedere (e gustarmi comodamente) le prime cinque stagioni in tutta tranquillità tanto che alla fine ho ritenuto necessario e opportuno rivedere quest’ultima, la quinta, una seconda volta tanto è stata intrisa di nozioni e idee e significato e charme. Inoltre essendo una fan di Lady Gaga non ho potuto esimermi dal riguardare questa sua professionale performance.

Alla fine della stagione numero quattro ero fermamente convinta che non sarebbe potuto succedere ancora, non credevo fosse possibile che anche la quinta avrebbe superato in termini di fascino, stile e arte la precedente stagione come era successo di continuo dalla prima alla seconda e così via… Ogni nuova stagione mi risultava migliore della precedente, più eccelsa, accattivante, riuscita e costruita con più premura. Via via ho sempre avuto la sensazione che il regista si stesse perfezionando di volta in volta senza mai adagiarsi sugli allori ottenuti (e non sono stati pochi), tanto che se si era impegnato un tot in una stagione da quello che ne veniva fuori in quella dopo era chiaro che si era impegnato il doppio. Certo ci deve essere un po’ di genialità innata perché quella è veramente difficile da coltivare ma sono contenta di aver scoperto che in mezzo a tanta banalità per quanto riguarda le serie che spesso risultano tutte uguali e inconcludenti ci sia qualcosa di stravagante ma con del potenziale artistico e appagante. Che cosa significa? Significa che non c’è solo la necessità di stupire con delle scene piccanti sanguinolente al limite del trash che catturano l’attenzione anche dello spettatore meno esigente, ma queste scene sono necessarie per descrivere qualcosa di più grande. Un esempio si può ottenere confrontando questa serie con altre due: Il trono di spade e The Walking Dead. La prima è stata rinomata per tutte le sue scene quasi porno la seconda per gli eccessivi sanguinamenti ma che cosa è successo alla loro trama? La trama in entrambi i casi si è alquanto appiattita come se senza quelle scene “memorabili” che tutti conoscono si perdesse consistenza da ogni altra scena. Invece in AHS e ancora di più in questa stagione, gli aspetti truci sanguinolenti proibiti lussuriosi e violenti sono aumentati ma di pari passo è aumentato il corpo stesso della storia, della trama, pieno di citazioni di conoscenza di capacità di costruire una storia articolata e mai scontata anche utilizzando cliché. Che cosa c’è di più banale di un vampiro? Ormai è un argomento trito e ritrito, come si suol dire, ma ecco che la contessa vampira (Lady Gaga) si presenta in tutta la sua potenza, con il suo fascino e la sua perfezione decisamente ammaliante. L’essere vampiri così come fantasmi sono come delle caratteristiche nel senso che questa loro essenza non è l’argomento portante mentre lo sono le loro storie, quello che fanno manda avanti la trama e non il fatto che bevano sangue o siano incorporei. 

Si può anche dire che il tema principale nonostante tutto sia l’amore. Ma non si tratta di un amore tanto per dire, è un amore universale che viene visto da più punti di vista, quell’amore incondizionato spontaneo che capita una sola volta perché per quanto uno vorrebbe guarirne non ce la fa. Questo tipo di amore è possibile in vari modi che vengono visti attraverso i personaggi durante la serie:

  • La contessa quando era un’attrice mortale si innamora di un suo collega (Rudolph Valentino) e della sua compagna e quando li perde non fa altro che cercare di ritrovarli in tutti gli altri compagni di avventure che ha avuto senza peraltro mai riuscirci.
  • Miss Evers, la governante di James Patrick è innamorata di lui e per quanto non glielo dice mai lo serve per l’eternità e fa addirittura in modo che la polizia lo trovi per spingerlo ad uccidersi e fare lei stessa altrettanto e stare insieme per sempre.
  • Sally è innamorata dei suoi due amici con cui si drogava e cantava e per quanto sentisse che erano più affiatati tra di loro non riusciva a rinunciare al trio tanto che ha addirittura cucito la sua pelle a quella degli altri due in un momento di sballo totale.
  • Iris prova un amore incondizionato per il figlio Donovan che dopo essere stato contaminato dalla contessa rimane imprigionato nell’hotel e lei per quanto questa sua condizione lo renda diverso decide di mettersi al servizio dell’hotel per non allontanarsi da lui.
  • Liz Taylor, l’uomo che in realtà si sente una donna, si innamora di Tristan, uno dei ragazzi della contessa e si trova addirittura a sfidarla in quanto ha capito che questo è il vero amore che tanto aspettava. Lei un mortale che chiede ad un vampiro di cederle la sua preda, un rischio assicurato, se non è amore questo…
  • Alex è innamorata di suo figlio Holden e quando lo perde perde anche la capacità di apprezzare la vita e quando lo ritrova e addirittura disposta a diventare lei stessa un vampiro così che possano rimanere insieme per sempre.


La cosa più interessante è che tutti questi tipi di amore che in realtà possono sembrare diversi perché non si tratta del classico amore tra uomo e donna in realtà sono tutti uguali, sono tutti determinati da un sentimento fortissimo che vuole andare aldilà del tempo. Il regista vuole dimostrarci che l’amore è uno solo e il messaggio che passa è proprio questo. Da una parte c’è la contaminazione causata da questo virus che rende vampiri, esseri immortali, e dall’altra c’è la contaminazione causata da questo sentimento che quando ti si insinua nel cuore non ti lascia più e ti modifica per sempre, essendo immortale.


Un tocco di classe è stata la capacità di citare altre stagioni di questa serie a cominciare dalla prima. Effettivamente il fatto che ci fossero fantasmi intrappolati nell’hotel poteva sembrare simile a ciò che succedeva in morder house, fantasmi che una volta morti in quella casa rimanevano lì. Però uno si può chiedere: se è possibile in quella casa stregata perché non qui? Inoltre quella casa non viene rinnegata ma la stessa contessa prima di diventare tale vi aveva fatto visita addirittura nel 1926, per incontrare quel dottore primo inquilino che proprio lì praticava aborti illegali. Ma non è finita qui! Ritroviamo anche due personaggi della prima stagione: 

  • Marcy, l’agente immobiliare che annuncia che ha appena dovuto sopprimere il proprio cane… Che cane era? Era quello che aveva adottato dopo che tutta la famiglia Harmon era stata trovata morta. Non viene specificato che ci arriva ci arriva. 
  • Billie, altro personaggio che arriva sempre dalla prima serie, è la sensitiva. C’è anche da notare che l’attrice è la stessa che fa Sally (Sarah Paulson) ma non da fastidio perché il tutto viene orchestrato in modo da renderlo accettabile. Sono due personaggi diversi e Sarah Paulson è un’attrice coi fiocchi, riesce ad impersonare nello stesso hotel questi due personaggi praticamente agli antipodi, perché una è un fantasma e una è una sensitiva!
  • Poi abbiamo anche un personaggio dalla serie numero tre ovvero Coven. Arriva all’hotel Queenie che viene a Los Angeles per partecipare a un concorso e tutti hanno sentito parlare, sanno che è una famosa strega di New Orleans. E anche qui c’è un incrocio di attrici ma meno sfrontato perché la vampira Ramona che affronta Queenie è impersonata dalla stessa attrice (Angela Bassett) che in Coven era Marie, una strega che Queenie conosceva bene.


Sono rimasta effettivamente poi stupita dalla notte del diavolo, il 30 ottobre, il giorno prima di Halloween, quando alcuni fantasmi di assassini che comunque non sono morti nell’hotel invitati da James Patrick si presentano a cena. Tra questi abbiamo dei veri assassini ognuno può essere conosciuto grazie a una pagina di Wikipedia e questa è la lista:


Zodiac, Killer dello Zodiaco

(Identità sconosciuta omicidi dal 1968 al 69)

Wiki link


Jeffrey Lionel Dahmer 

(West Allis, 21 maggio 1960 – Portage, 28 novembre 1994) 

Wiki link


John Wayne Gacy

(Chicago, 17 marzo 1942 – Crest Hill, 10 maggio 1994) 

Wiki link


Ricardo "Richard" Ramirez 

(El Paso, 29 febbraio 1960 – Carcere di San Quintino, 7 giugno 2013)

Wiki link


Aileen Wuornos

(Rochester, 29 febbraio 1956 – Raiford, 9 ottobre 2002)

Wiki link


Per quanto riguarda altre personalità influenti e vere nella trama c’è anche lo stesso amore della contessa perché si tratta di un vero attore degli anni 20, Rodolfo Valentino (Wiki link)


Aver riguardato questa serie due volte mi ha fatto capire che quando un’opera è fatta con cura una seconda visione permette di vedere tanti piccoli particolari che inevitabilmente sfuggono con la prima.

Per esempio il treno, il 20th Century Limited (Wiki link), quando Valentino inizia il suo tour dice chiaramente che va a fare un giro su questo treno e la prima volta non avevo minimamente pensato che si trattasse di un treno effettivamente famosissimo! 

Valentino poi viene contaminato da questo virus da un altro regista realmente esistito: F. W. Murnau (Wiki link). Questo è il regista del film che la contessa e Donovan sono andati a vedere all’inizio del primo episodio: Nosferatu.

Vengono poi citati anche altri fatti ovvero il figlio della governante di James Patrick è stato ucciso da un vero assassino degli anni 20 e si tratta esattamente di: Gordon Northcott (Wiki link).

In questa serie la finzione si mescola in modo perfetto con la realtà che può risultare essa stessa una finzione se non si fanno le dovute ricerche. Così che questa storia può essere vista e assaporata in vari modi a vari livelli un po’ come quando si mangia. Si può assaporare ogni parte oppure ci si può abbuffare, il risultato alla fine è lo stesso, l’assimilazione ma diverse procedure possono generare diverse sensazioni. Guardare però facendo attenzione ai particolari sicuramente dà più soddisfazione perché ci riesce anche a capire che il regista ci sa fare. 


Dunque per l’ennesima volta AHS si è superata e ha trovato per una VIP tale è Lady Gaga una parte perfetta tanto che lei è riuscita a recitare da professionista cosa che comunque non mi ha stupito, conoscendo i suoi pittoreschi video che sono in realtà dei piccoli film. A differenza di Stevie Nicks che era comparsa proprio nella serie delle streghe impersonando peraltro se stessa, Gaga non canta mai, non impersona se stessa e diventa la contessa in tutto e per tutto che ci si chiede se sia davvero un vampiro. 

Kathy Bates ha dato prova per l’ennesima volta delle sue eccelse qualità e forse grazie all’assenza di Jessica Lange è riuscita a primeggiare anche di più in una parte che sembra perfetta per lei, ma si sa che le vere attrici riescono a rendere perfetta ogni parte perché non è la parte che si deve modificare in base all’attrice ma l’opposto (cosa che ultimamente non sembra scontata).

Denis O'Hare impersona dunque Liz Taylor un uomo che si sente una donna e che riesce a interpretarla in modo divino, tanto ci si chiede se sia così anche nella realtà. Non lo dico con cipiglio sfrontato ma per fare un inchino alla capacità di questo attore di entrare nel ruolo al 100%.

Evan Peters anche si merita un inchino, totalmente trasformato in ogni serie quello che magari nella prima sembrava il solito biondino è in realtà un grande attore e impersonando questo fantasma ha superato se stesso tanto che quasi che non riuscivo a riconoscerlo!


Per quanto non abbia particolarmente amato il personaggio di John Lowe, ho notato una certa somiglianza del suo stile (acconciatura, abbigliamento, modo di fare) con quello dell’agente speciale dell’FBI Dale Cooper (Wiki link) di Twin Peaks, 1990 (Wiki link). 

 

Un plauso anche per la colonna sonora perché svariate canzoni hanno fatto da sottofondo a momenti più o meno topici e sono state scelte con cura e genialità.


Concludo con alcune citazioni notando che tanto più un’opera è curata tante più citazioni si riescono a catturare o meglio tante più frasi ci riescono a catturare, catturando la nostra attenzione con la loro peculiarità.

AHS 3: Coven 🐍 commento 💚


È piacevole quando le alte aspettative vengono soddisfatte.

Dopo la prima (Murder House) e la seconda (Asylum) stagione che si erano superate una dopo l’altra non pensavo fosse ancora possibile invece questa volta è successo ancora! Ogni stagione più affascinante dell’altra, più intensa, più complicata, complessa e elaborata, con personaggi strepitosi che ti fanno venir voglia di recitare e ti intrigano con ogni parola che dicono, in ogni scena che girano e vorresti riguardarli di continuo: finita la serie andrebbe rivista per notare tutti quei particolari che solo a visione ultimata possono essere meglio apprezzati… Però si deve andare avanti con la solita paura che lo streaming finisca e che le stagioni disponibili se ne vadano. In un certo qual senso i bei vecchi DVD nei loro cofanetti erano un po’ più comodi se non altro nessuno te li portava via… Comunque rendiamo grazie ad Amazon Prime che mette a disposizione cinque stagioni. Amen. Sono a buon punto con tre su cinque viste, e ormai pronta a definire questa serie una delle mie preferite, la piazzo addirittura al secondo posto (dopo Dexter). Ovviamente gli autori lavorano alacremente e ogni volta scelgono anche gli attori perfetti. Rimango sempre più stupita dalle capacità recitative di Jessica Lange (Fiona) che in questo capitolo si ritrova ad impersonare nientedimeno che la strega suprema, un ruolo che le calza a pennello, come si suol dire e che porta avanti con maestria. Ad affiancarla c’è ancora Sarah Paulson (Cordelia) e anche altri delle precedenti stagioni, tra cui soprattutto:

Taissa Farmiga (Zoe)

Evan Peters (Kyle)

Lily Rabe (Misty)

Frances Conroy (Myrtle)

Una grande sorpresa è stata poi trovare Kathy Bates (Delphine LaLaurie), ottima! Ovviamente è stato un piacere ritrovare anche la maggior parte degli attori come vuole la tradizione di questa serie…

Penso che sono state molte le scene degne di un’opera teatrale, soprattutto quelle in cui trovavamo Frances, Kathy e Jessica recitare, maestose!

Nonostante tutto devo fare comunque una piccola lamentela: gli animali. Quando si parla di streghe è ovvio che vengono trattati gli incantesimi e la bibliografia vuole che gli incantesimi prevedano sacrifici animali (e non solo). A mio avviso questa serie ha proposto la morte di troppi animali: serpenti, topi, rane, coccodrilli, un cane… Riesco a sopportarlo solo per l’elevato livello di tutto il resto. Se ne sarebbe potuto fare a meno? Sì! 

Ho letto che molti l’hanno ritenuta piuttosto truculenta e a dir la verità questa serie un po’ come quella precedente (e anche di più) a differenza della prima vede un po’ di splatter (ma mai trash). Forse testato l’interesse del pubblico gli autori hanno ritenuto opportuno sbilanciarsi un po’ anche perché in quel periodo The Walking Dead aveva dimostrato come il pubblico apprezzava tutto questo spargimento di sangue in scene piuttosto esplicite (su TWD spesso ridicole però). A me non ha dato fastidio anzi l’ha reso anche più concreto. Ad un certo punto sono venuti effettivamente fuori anche gli zombie ma a differenza di The Walking Dead sono stati trattati in modo originale e messi da parte velocemente: nell’altra serie nessuno aveva mai usato una comodissima moto sega!

La trama è molto articolata ma non da perdere il filo e non sto certo qui a raccontarla perché voglio solo tessere le lodi del pacchetto completo. 

Anche la sigla è superba e, a mio avviso, la migliore delle tre. Mi piace l’idea di tenere sempre la solita musica e cambiare le immagini e direi che questa è quella più perturbante.

Anche la fine arriva al momento giusto e 13 episodi sembrano il numero giusto in quanto non ci sono tempi morti e niente viene trascinato a lungo solo per allungare il brodo, anche se forse una decina ne bastavano. Non mi dispiace comunque perché anche vedere scene non troppo importanti sono interessanti e ricche di fonti di ispirazione, tanto da far fiorire una fanfic!

C’è poi una sorpresa: la presenza di Stevie Nicks! Impersonando se stessa è stata presentata come una strega molto potente e devo dire che si è comportata in modo molto raffinato e gli autori hanno scelto penso una cantante che aveva tutta l’aria di esserlo. La sua presenza non è stata invadente ma come un tocco artistico aggiunto al momento giusto e ha anche cantato. La sua canzone “Seven Wonders” poi costituisce un silente pilastro perché ogni strega suprema per diventare tale deve superare sette prove definite le sette meraviglie (Seven Wonders appunto).

A questo punto non mi resta altro che apprestarmi alla visione della quarta serie con aspettative sempre più alte che però non temono affatto di essere deluse.


Concludo con alcune citazioni, link e video.


Citazioni

Quando gli argini si ruppero New Orleans fu messa a dure prova. Chi rimase lo fece per un motivo, nacque un nuovo senso di appartenenza e di comunità, è questo che fa una crisi, spazza via le stronzate e mostra l'essenza più profonda e vulnerabile di ognuno. È dura lasciare che ci vedano così esposti, ci vuole tanta fiducia, molte di noi quella fiducia l'hanno persa da tempo ma che ci piaccia o no abbiamo disperatamente bisogno l'uno dell'altro.

Mia madre aveva ragione, il mondo non è sicuro per una ragazza come me, ma neanche il mondo è al sicuro da me e visto che non potrò mai conoscere il vero amore almeno posso sfruttare la mia maledizione.

Zoe, 3x01


In questo mondo malvagio e spietato c’è solo una cosa di cui dovete avere paura: di me.

Fiona, 3x02


Stevie ha trovato la sua vera voce quando lei e Lindsey sono entrate nei Fleetwood Mac. È questo il fatto: non dai il meglio di te finché non trovi la tua tribù. Io sto ancora cercando la mia.

Misty


La ragione per cui si vive è restare morti per lungo tempo.

Folkner, “Mentre morivo”

Citato da Axeman e Fiona

https://it.wikipedia.org/wiki/Mentre_morivo


Il rogo mi ha reso una strega migliore, ci sono segreti nelle fiamme e io ne ho appresi molti.

Myrtle


Non è prudente amare mia madre, te lo dico per esperienza, non sa amare nessuno oltre a se stessa.

(...)

Adesso lo senti, il tuo cuore stritolato e fatto a pezzi, è questo che si prova ad avvicinarsi a Fiona 

Cordelia a Axeman, 3x12


Dove la gente normale vede un muro noi vediamo una finestra 

Cordelia a Queenie, 3x12



Fiona

Quando una donna diventa madre non può fare a meno di vedere la sua morte nel visetto angelico di suo figlio. Ogni volta che ti guardavo vedevo la mia fine, mi facevi costantemente ricordare le mie paure più grandi.


Cordelia

E io che ho creduto di non piacerti per tutto questo tempo


Fiona

Non era niente di personale. Comunque ti volevo bene ma lo dimostravo a modo mio. Un modo lo ammetto che aveva i suoi limiti. La tua colpa è stata cercare sempre un tipo diverso di amore materno.

(...)

Sono sicura che farai un lavoro migliore di quello che ho fatto io anche se avrai metà del mio stile.

3x13


Le sette meraviglie:

 Telecinesi

 Concilium, controllo della mente

 Trasmutazione

 Divinazione

 Vitalum vitalis, l'equilibrio tra una forza vitale e un'altra

 Descensus, discesa nel mondo degli inferi

 Pirocinesi


Episodi di American Horror Story (terza stagione) 


by Lisbeth 💚

AHS 2: Asylum 📺 commento


 Ammetto subito che all’inizio ero rimasta un po’ scettica. Il problema era stata la prima serie che mi aveva totalmente affascinato ed ero convinta, ma proprio fermamente, che niente avrebbe potuto superarla e così mi sono messa a guardare questa seconda ipercritica anche più del mio solito ma alla fine… Ho cambiato idea.


Ovviamente un po’ come tutti sono affascinata dall’ambientazione del manicomio vecchio stile addirittura gestito dalla chiesa con le suore e anche i preti! Spettacolare il Monsignor  impersonificato addirittura dal fratello di Voldemort, lo zio di Hardin! Calato nella parte in modo divino.... Perdonatemi queste digressioni cinematografiche però devo dire che la parte gli calzava a pennello! Una cosa di cui non avevo assolutamente dubbi sin dalle prime battute è stata all’assoluta professionalità di tutti gli attori che recitavano precisamente e con impegno risultando credibili e accattivanti. Una delle particolarità di questa serie è il fatto di riciclare per così dire alcuni attori così che alcuni che avevamo visto nella prima serie in una parte ora ce li siamo ritrovati in questa seconda in una parte totalmente diversa però riuscendo lo stesso a raggiungere un invidiabile grado di concretezza e ripeto una credibilità non indifferente, qualità che hanno delineato innanzitutto la loro bravura. Appurato dunque che gli attori era anche piacevole ritrovarli in altre vesti e che erano altrettanto se non anche di più bravi mi sono gustata la trama. Si inizia ai giorni nostri, una coppia totalmente disgustosa e patetica che non vedi l’ora che gli succeda qualcosa per toglierla di mezzo entra in un manicomio abbandonato… Ecco che si va subito con un lunghissimo flashback al 1964 quando le cose erano completamente diverse ma forse proprio per questo più affascinanti nella loro putrida realtà e allettante pericolosità. Inutile dire che forse gli autori hanno voluto giocare facile pur impegnandosi ma questa ambientazione è nota per essere gradita a molti in ogni contesto sia di videogiochi che di libri e di film, il manicomio è una location, un set in cui gli spunti sono notevoli però bisogna sempre saperli sfruttare. Gli autori ce l’hanno fatta. Inizialmente dunque pensavo che la serie meritasse di meno forse perché era appunto un po’ troppo appoggiata a potenti cliché non solo quelli del manicomio ma anche le suore malefiche, i preti anche peggio, nazisti che fanno gli esperimenti, alieni che rubano le persone… Poi che cosa è successo? Andando avanti c’è stato un crescendo non solo per i personaggi che si sono evoluti cambiando con gli eventi e senza così rimanere in una piattezza di trama ma di tutto che acquistava sempre più vigore potenza e intreccio. Hanno cominciato poi a intersecarsi di piani temporali, quello che stava succedendo nel 1964 aveva portato a delle conseguenze nel presente… È superfluo dire che la trama è stata costruita a puntino e ciò si denota da ogni inquadratura e scena in cui emergono stile e anche una certa padronanza del rischio perché comunque gli argomenti sono forti a volte blasfemi ma nonostante all’inizio siano apparsi solo come cliché alla fine vanno in secondo piano e la trama originale prende sopravvento così che persino gli stessi alieni sono solo da sfondo e non da colonna portante e si accettano pur non vedendoli. Quella che all’inizio neanche sembrava avere una parte importante (Lana) emerge e diventa la protagonista così che si evolve ma con evoluzione non si intende che migliora, cambia ma... e quindi si vedono i personaggi andare avanti nel tempo sia nel passato ma anche nel presente e dimostrare una laboriosità della mente di chi gli ha creati.

Anche in questa stagione l’attrice più importante è sicuramente Jessica Lange (Suor Jude Martin) che mi era rimasta impressa già nella prima serie e ora anche di più. Devo dire che è stato sublime vederla recitare al fianco di Frances Conroy (l’angelo della morte). Ci sono stati dei momenti di intensa recitazione artistica, di quelli che quando li guardi dici: “cazzo, voglio recitare insieme a loro“ pur sapendo che sono irraggiungibili. Così che a momenti più intensi si susseguivano altri più scorrevoli sanguinolenti ma sempre fino al punto giusto. Una particolarità che ho ritrovato e apprezzato è che per quanto gli argomenti trattati siano forti le scene rimangono sempre nella decenza e mai scendono nel trash, viene sempre fatto vedere ciò che è inerente alla trama e che serve per svilupparla senza mai avere la necessità di sconvolgere chi guarda. La capacità di questa serie è quella di coinvolgere invece,  lo spettatore si ritrova avviluppato in una trama ricca di cose realmente impossibili ma che vengono sempre e comunque elaborate e inserite in modo da renderli accettabili. Anche lo stesso angelo della morte che vedono i moribondi e quelli che hanno intenzione di suicidarsi... geniale.

Ho trovato eccezionale poi una parte in cui Jude internata tradita dalla stessa chiesa viene fatta diventare praticamente matta a forza di medicine e a un certo punto Lana le chiede se si ricorda come si chiama e viene fuori una scena spettacolare in cui Jude si mette a cantare una canzone strepitosa. Certo in italiano è un po’ complicata da seguire ma leggendo per fortuna i sottotitoli si ha l’idea della pazzia resa in un modo anche più accattivante perché come succede nei musical non è che effettivamente ci sia la musica nella realtà di quei personaggi ma è come se Jude la sentisse, Jude è così tanto strano ordita che pensa di cantare…



Conoscendo poi come vanno a finire le cose direi che sarebbe molto interessante rivederlo da capo solo che come sempre la paura che queste serie ti vengano tolte da sotto il naso all’improvviso dai servizi che te le offrono non mi permette di indugiare oltre e devo assolutamente proseguire verso la terza serie…




Episodi di American Horror Story (seconda stagione) American Horror Story

Save Me Too 📺 commento



È difficile innanzitutto interpretare questa stagione come appunto una stagione quando in realtà si tratta della naturale prosecuzione della storia iniziata nella prima che effettivamente con i suoi sei episodi era rimasta troncata a metà per così dire. In effetti 12 episodi potrebbero essere la durata naturale di una serie di questo genere in cui si narra una singola storia e la vicenda viene spezzettata nelle varie puntate. Forse “Save me” è stata divisa in stagioni per testare il gradimento del pubblico… le regole del marketing. Davvero un peccato perché io le ho viste una dopo l’altra ma viste con una pausa di mesi e mezzo immagino faccia perdere una buona parte del fascino che questa storia nella sua interezza ha. La cosa che più mi ha colpito di questa seconda serie è il miglioramento generale dell’assetto, del tutto. Mi è sembrato come se la prima sia stata quasi un preambolo e questa seconda la degna conclusione (perlomeno sembra una conclusione) della storia iniziata. Se la prima serie mi era sembrata alquanto grezza, poco curata ma ben recitata per quanto riguarda la vita vera questa mi è sembrata leggermente più cinematografica. Mi è sembrato per esempio che ci sono state anche più musiche, ciò non toglie che la drammaticità degli eventi sia sempre quella, i fatti non cambiano e neanche il continuo pensare dello spettatore che si sta parlando di eventi che accadono, persone ignobili che girano tranquillamente tra gli altri ma che non appena si trovano da soli fanno le cosiddette “peggio cose”. Pensare che ci siano avvocati che li difendano è a dir poco disgustoso. Questa serie infatti ci sta anche a dimostrare come la giustizia si perde, si affossa nei suoi cavilli giudiziari e non riesce a fare effettivamente giustizia. Il lavoro che avrebbe dovuto fare la polizia l’ha fatto Nelly, l’operato della polizia è stato superato dall’intervento di un civile (Nelly) che determinato a dare tutto se stesso fino alla fine (e così ha fatto) non solo ha ritrovato sua figlia ma anche un’altra ragazza, Grace.


Oltre agli spinosi temi trattati che fanno da pilastro alla trama del film c’è anche soprattutto verso la fine la necessità di Grace di farsi aiutare da Nelly fino in fondo. Dopo che Nelly ha finalmente ritrovato sua figlia Jodie per un momento sembra totalmente assorbito da lei tanto da scordarsi di Grace. Ecco che lo spettatore comincia a farsi delle domande, che cosa è giusto fare? A volte non è tutto semplice e delle scelte per aiutare una (Jodie) possono ferire altre persone (Grace). Nelly sul finale si rivela anche più mastodontico di quanto sembrava all’inizio della seconda. Posso dire che la sua figura è stata costruita genialmente in quanto abbiamo la classica crescita del personaggio che si vuole ricercare nei racconti. All’inizio Nelly non era una persona gradevole ma è chiaro che tutto quello che è successo alla figlia l’abbia aiutato a ritrovare anche se stesso. 

Se alla prima serie avevo dato due stella abbondanti nel senso che, se da 1 a 5 avrei dato 2, da 1 a 10 avrei dato sei. Ora invece da 1 a 5 do 3 e da 1 a 10 avrei dato 8. Mi ha galvanizzato e catturato la potenza del singolo che fa tutto e mette tutto in gioco e se ne frega di tutti gli altri intorno che con tutte le loro manfrine e vicende riescono ad essere solo di intralcio. I veri amici come si suol dire si scoprono quando c’è bisogno mentre gli altri possono essere messi da parte e lasciati, tanti saluti. Nelly all’inizio non era uno stinco di santo però anche la madre di Jodie è sembrata anche alla fine piuttosto materialistica anche perché la figlia le è scivolata a lei dalle mani senza che neanche se ne accorgesse e ha anche detto quando non la ritrovava che sperava fosse morta, secondo me è una frase ignobile ma che nella sua crudezza sembra vera perché non mi sorprenderei di sentire una madre dirlo. Io non l’avrei mai detto. E non l’ha detto neanche Nelly perché è stato lui a trovarla, è stato lui a non arrendersi e quando tutti mettevano candele e si davano per vinti più che altro perché non avevano più voglia di essere ancora tristi lui , Nelly, ha detto no, vado avanti. E mi ha catturato tanto che avrei voluto essere con lui e dargli una mano. Ed è stato lui a trovarla e soprattutto a salvarla. Una serie da guardare dal primo episodio della prima serie all’ultimo della seconda serie senza soluzione di continuità, solo così se ne potrà assaporare la vera potenza e l’escalation di sentimenti e vitalità.


AHS 1: Murder House 🏡 commento

Sono passati quasi 10 anni da quando è uscita questa serie e ed è praticamente quasi subito diventata un cult, ma ha tutte le carte in regola per esserlo, tanto è spettacolare. Peccato che qui in Italia non si veda tanto. Se l’era accaparrata Sky alcuni anni fa solo che deve averci messo pochi soldi perché l’ha tenuta così poco tempo che ho fatto si è no in tempo a guardare la prima stagione e metà della seconda. Poi è scomparsa. Finalmente l’ho ritrovata su Amazon Prime e anche se ce ne sono in tutto più di 10 ne ho trovate qui cinque perlomeno posso riuscire a guardare quella con Lady Gaga! Purtroppo su Sky le serie vengono tenute pochissimo tempo tanto che mentre stai guardando una serie man mano che vai avanti ti toglie già i primi episodi… Un disastro pazzesco! 😳
La prima volta l’avevo vista in inglese e avrei voluto mettere i sottotitoli in inglese ma non c’erano 😳 e così è andata a finire che me la sono completamente dimenticata. Ora sono passata all’italiano perché dopotutto non ha senso guardare per la prima volta una serie in inglese e capirne la metà.
Gli episodi sono 12 e forse secondo me ne bastavano 10 nel senso che a volte la trama è stata leggermente allungata. Il titolo suggerisce che si tratti di un horror ma ovviamente di paura non se ne prova mai, ci sono solo magari alcuni momenti di irrequietezza che passano veloci. La cosa che più mi è piaciuta è il fatto che le scene truci e pesanti di tutti tipi non vengono riportate con insistenza ma solo quel tanto che basta per farti capire quello che è successo con il risultato che la serie tratta degli argomenti oscuri e pesanti ma senza diventare trash. Così che non dobbiamo vedere nei minimi insistenti e noiosi particolari gente che si ammazza sangue che scorre gente che si accoppia e che fa le peggio cose, come sempre più spesso accade nelle serie moderne. Certo viene fatto per attirare gli spettatori ma la trama ne perde parecchio perché si riempie di tutte cose vuote. Invece abbiamo qui una trama ricca di contenuti e esplosiva interessante accattivante che non ha bisogno di stupidi giochetti trash.
Bisogna per poterla apprezzare veramente superare quell’ostacolo mentale dato dai fantasmi. Se uno non riesce a lavorare un po’ di fantasia non accetterà mai questa storia in cui fantasmi hanno delle sembianze quasi vitali tanto che penso che la maggior parte della gente dopo aver visto questa serie convenga nel fatto che sarebbe una fortuna andare a morire in quella casa così che ti trasformi in quel tipo di fantasma e diventi eterno come succede con i vampiri ma senza tutta quella scocciatura di dover bere il sangue. Perché che cosa succede? Se muori nella casa rimarrai intrappolato lì per sempre. Magari vien da dire “Oddio che spavento” ma sembra quasi che invece ti regalino la vita eterna… Quindi c’è un po’ anche questo concetto dualistico, ok sei intrappolato in una casa degli orrori ma ti potrebbe convenire andare ad abitare con loro…
Il personaggio più riuscito è senza dubbio Constance. Ora non voglio creare spoiler ma purtroppo devo farlo quindi chi non l’ha visto è meglio che smette di leggere… Alla fine Constance è quella che vince perché rimane viva e si prende il suo adorato nipotino. Anche in questo caso bisogna andare oltre la credibilità perché se uno ci ragiona troppo si ripeterà che è impossibile che uno spirito e un essere umano fanno figlio, ovvio, eppure è così. Bisogna un po’ lasciarsi andare per apprezzarla, dirsi va bene chi se ne frega della scienza e allora si potrà gustare la genialità di tutta la trama che è stata sezionata in 12 episodi anche se in realtà è una storia unica.

Il titolo è Murder House anche se infondo la casa non ha mai ucciso nessuno ma sono stati i suoi pazzi abitanti ad aver perso la testa. Ovviamente si fa leva su tutto quel mito  delle case maledette e dei fantasmi che le abitano e di tutto il resto ma a parte il fatto che sono morti i fantasmi si comportano esattamente come i vivi e se si accetta quel piccolo particolare sembra che neanche da morti si riesca ad abbandonare le fissazioni mondane nel senso di del mondo vivo in cui in effetti fanno parte... la conclusione poi con tutta la famiglia morta stecchita che però faceva l’albero di Natale più unita che mai sembra quasi ironica, solo dopo essere morti si sono resi conto del legame che li univa.

Avrei voluto riguardarla ma impaurita dal fatto che possa scomparire anche da Amazon Prime passo alla seconda serie ma non prima di aver lasciato qui alcune citazioni


Save Me 📺Commentino


Una serie di Sky… A dir la verità le serie di Sky non sono mai state molto allettanti forse perché sembrano fatte con troppa serietà troppe pistole e sempre i soliti argomenti da noioso telegiornale. Per quanto questa serie inizialmente era partita esattamente così, con una crudezza forse eccessiva poi ha preso un po’ di fiction rendendosi più allettante. Piacevole da vedere forse è un eufemismo dati gli argomenti ma da intendersi nel senso che non che ti fa venir voglia di smettere. Viene da paragonarla per un attimo a serie completamente opposte come per esempio Stranger Things o American Horror Story. Per quanto sono tutte e tre completamente diverse questi due termini di paragone hanno in comune un solo fatto: il fascino. Mi andrebbe di rivedere questa serie, Sab Me? Non lo so perché comunque non è stata una passeggiata e mi è sembrato spesso di vedere la cruda realtà spiattellata forse per sorprendermi quando c’era una carenza di un più soffice strato di fiction e dunque di immaginazione. Non sto parlando di fantasmi o alieni perché la fantasia può essere sviluppata anche con temi reali e questa serie mi è sembrata spesso solo una specie di reportage su quello che può succedere nei sobborghi di Londra… Va bene informarmi e non posso certo dire che ne rimango indifferente ma che potrei fare? Certo sono cose che magari altri dovrebbero dire però pesano in una serie. I personaggi interpretati sono molto veritieri e forse lo sono troppo? A volte sarebbe anche bello distaccarsi dalla realtà… Ovviamente tutto questo realismo non si poteva concludere con un cosiddetto lieto fine e infatti non c’è stato neanche un fine perché proprio con un telegiornale il fatto viene riportato senza soluzione…
Ad ogni modo se questi fatti non vengono detti dal telegiornale e chi dovrebbe non ci informa di quello che succede e più che altro di come non viene fatto niente ecco che la fiction si deve far carico di farlo risultando così meno fiction meno attraente ma più importante di altri canali che dovrebbero informarci.
Un’altra nota di merito è sicuramente quella per i personaggi che finalmente non sono bellissimi. I personaggi sono persone reali spettinate, affaccendate, disperate… Certo ci sono anche i ricconi come la madre di Jody e il suo compagno però la maggior parte dei personaggi riescono ad essere umani con tutti i loro difetti perché se vogliamo dire davvero la verità dopo un po’ se ne ha davvero abbastanza di tutti i personaggi belli perfetti scintillanti e irraggiungibili che per quanto fanno le cose magari più ignobili nelle loro trame risultano sempre migliori di noi per quel loro aspetto sempre pulito e amabile. E invece in questa serie abbiamo delle persone vere vestite male non tutte magre, non tutte bellissime… Persone reali e forse è questo che rende la serie importante e memorabile per me, ecco finalmente la capacità di svincolarsi dalla bellezza dell’attore che sinceramente ha proprio rotto le palle, sarebbe ora che per rendere le storie più credibili si cominciassero a usare attori meno perfetti perché ormai la perfezione non esiste più e solo con persone più reali si riesce a rendere una storia più concreta. Certo il fatto che il finale rimanga per così dire aperto ci spinge a proseguire con la seconda serie ma anche il modo in cui si conclude la serie è un sintomo del realismo che la compone. Dunque è una serie che non è una passeggiata da vedere ma che andrebbe vista, se non altro per ricordarsi di quanto gli umani possono fare schifo.


Save Me (serie televisiva 2018)

Into the Dark 1.1 The Body - c'è di meglio


Sono giunta a questa serie perché è stata presentata da RaiPlay su Twitter. Ovviamente dato che RaiPlay è gratis non si può stare tanto a lamentarsi del servizio però dopo aver visto un primo episodio ho dovuto fare una pausa perché a volte è davvero snervante avere a che fare con un’applicazione un po’ ostile come lo è quella della Rai e non mi sto riferendo alla pubblicità ma al fatto che spesso si inceppa, non prende, si blocca e non si ricorda dove sei arrivato, non si ricorda che cosa stai guardando così che ogni volta devi andare a ricercare l’episodio e poi andare a trovare il punto dov’eri arrivato… Però oltre a puntualizzarlo non aggiungo altro, ripeto è tutto gratis e quindi amen, prendere o lasciare.

La casa di produzione Blumhouse Productions è quella che ultimamente ha prodotto alcuni horror moderni e quando si avvicina la parola horror all’aggettivo moderno significa innanzitutto che non fa paura e infatti questa serie è cominciata in un modo per niente pauroso. Sono tutti episodi staccati gli uni dagli altri che prendono in esame una festività dell’anno e si comincia ovviamente con Halloween. Un sicario è alle prese con un corpo, il corpo della sua ultima vittima. Tutti quelli che vedono chi è la vittima rimangono stupiti ma noi non sapremo mai chi è ed ecco che c’è un piccolo McGuffin. La recitazione lascia alquanto a desiderare e anche il montaggio. Il film è talmente tanto oscuro che si rischia di non vedere niente se non si sta in una stanza buia. Il sicario si imbatte in un gruppetto di ragazzi che lo portano ad una festa e alla fine come succede in tutti gli horror muoiono tutti tranne uno. La trama rimane un po’ troppo insipida, non si sa chi è il sicario, non si sa chi è la vittima, non si sa chi sono tutti gli altri e potrebbe funzionare se il presente in cui si ritrovano fosse stato molto ricco e esplicativo invece rimane tutto un po’ così vaporoso tanto che l’ora e più che dura sembra essere anche troppa. Alla fine c’è ciò che ci si aspetta, un colpo di scena alla fine, almeno quello uno dice, solo che non sembra essere quello più soddisfacente: una del gruppo uccide il sicario quando si pensava che era stato lui ad ucciderla e alla fine il corpo diventa quello del sicario. A volte mi immagino come sarebbe leggere una storia del genere… Forse Stephen King sarebbe riuscito a renderla accattivante ma ci avrebbe dovuto aggiungere un sacco di ingredienti. Non sono rimasta delusa solo perché non mi aspettavo niente altro che questo, ormai l’horror non esiste più.


The Body (Into the Dark)

Into the Dark (serie televisiva)

Snowpiercer 🚂 un commento alla serie



Sembra Che la trama sia scaturita da un esercizio di scrittura creativa tipo quello che mi sono ritrovata davanti io alcuni giorni fa da cui io però non sono riuscita tanto abilmente a ricavarne un progetto altrettanto fantasioso e affascinante: "Scrivi un racconto di due cartelle nel quale per una volta accade il contrario di ciò che vorrebbe il luogo comune."

Può sembrare una cosa assurda la glaciazione da cui parte tutto ma innanzitutto un’era glaciale c’è già stata (certo anche più di una) e poi a volte bisogna accettare delle premesse che ci sembrano surreali per poter assaporare il resto. A volte la logica va spenta, come ogni volta che ci dicono per esempio che si va a finire su un altro pianeta, nessuno c’è mai andato eppure prendiamo per buona questa cosa perché sappiamo che in fondo è accettabile. Tutti poi sono andati a finire in una galassia lontana lontana tanto tempo fa quindi…

Questa serie si evolve continuamente, quello che sembra l’inizio non è poi quello che diventa alla fine ma neanche negli episodi intermedi, è tutto molto dinamico non si ferma mai va sempre avanti ed è ricco di sorprese, proprio quando come si viaggia in treno, si va avanti imperterriti il paesaggio cambia intorno a noi. La serie si fa scaturire forti emozioni e anche una serie di domande che poi rimangono con noi la più grande delle quali non è tanto è possibile che si ghiaccia tutto ma: sarebbe possibile far convivere E dunque sopravvivere un gruppo di persone all’interno di un treno? Perché sembra quasi che questa sia la fantascienza più grande e infatti nel film si vengono a riproporre tutti i problemi che hanno gli umani nel mondo ovvero l’incapacità di con lavorare di essere tutti sullo stesso piano e dunque di non combattersi. Dunque questa serie mi ha scaturito sensazioni e le emozioni contrastanti sin dall’inizio. Come in ogni treno c’è la divisione in classi, in fondo al treno ci sono quelli che non hanno pagato il biglietto i fondai, poi c’è la terza classe in cui già si comincia a respirare un’aria di normalità ma ed è proprio qui che ci sono tutte quelle cose che avvengono in segreto nell’umanità, bordelli, droghe, strane relazioni tendine luccicanti e spettacoli conturbanti. Poi c’è la terza poi c’è la seconda classe che sembra più vicino alla normalità e infine c’è la prima in prima classe ci sono quelli che non solo hanno pagato il biglietto ma hanno anche pagato il treno finanziando Wilford.
Come vivono quelli in prima classe? Come ci si aspetterebbe innanzitutto hanno quello che sembra essere il bene più prezioso: lo spazio. Ovviamente se ne stanno comodi mangiano bevono ognuno alla sua carrozza che è come un appartamento… E non rischiano di finire nei cassetti. L’idea dei cassetti l’ho trovata fenomenale sia per come è presentata all’inizio ma per come anche si rivela essere poi andando avanti con la trama. Che succede se qualcuno fa qualcosa di male? Ci sono tre opzioni: o ti mettono in una cella oppure ti mettono in un cassetto oppure ti staccano un braccio. La cella sembra la cosa più normale poi ci sono questi cassetti che vanno ad addormentare le persone… La cosa che più mi ha affascinato sono proprio questi cassetti che possono essere visti come una punizione ma allo stesso tempo anche come una via per la salvazione. Andando avanti infatti si scopre che sono degli esperimenti per prepararsi a un eventuale fallimento del treno, fuori ci sono -110 °C e si e treno si dovesse fermare ci sono 10 minuti prima che tutto sia perduto... poi ci rivelano che questi cassetti certo sono delle punizioni per mettere a bada chi combina dei guai per così dire ma sono anche degli esperimenti in vista di dover congelare la vita aspettando tempi migliori. Affascinante in entrambi i casi e anzi forse di più proprio per questa loro dualità.

Tutto inizia con un caso e sembra quasi un giallo e ovviamente ci viene subito in mente assassinio sull’oriente express! Impossibile non pensarci, dopo tutto l’assassino si chiamava anche cassetti!
C’è un omicidio tra i ricchi e viene tirato fuori dal fondo Layton un ex poliziotto per risolverlo. Ecco che sentiamo la nostalgia di ognuno per quello che c’era prima. Sono passati sette anni dalla partenza e i lavori che erano stati svolti sembrano appartenere proprio ad un’altra vita.
La vittima è Sean e indagando Layton scopre che era un infiltrato di Wilford per indagare sulle droghe che giravano per il treno. Quindi viene fuori il traffico tuttora presente e subito ci si chiede: l’uomo ovunque va e ovunque si organizza avrà sempre i suoi segreti, traffici illeciti e droghe. Sembra quasi che siano delle caratteristiche intrinseche come si sia impossibile avere un gruppo di uomini per così dire puri e votati solo una causa comune. La droga in questione ovviamente non esiste nella nostra realtà ma è stata creata proprio sul treno come dimostrare che in qualsiasi ambiente anche il più puro e isolato da tutto quello che c’era prima si creano i modi per sporcarlo. Layton non può più tornare nel fondo dei suoi amici perché essendo andata avanti ho conosciuto troppo la vita fuori dal fondo e dunque non può andare a riferire agli altri quello che ho visto. Inoltre ha scoperto cose ben più sconvolgenti oltre l’assassino di Sean.

Durante gli episodi delle indagini sono rimasta un po’ sconcertata da come i poveretti del fondo fossero detestabili, sembra quasi che la serie che pensava forse che lo spettatore si identificasse in quei poveri sfigati in realtà c’è riuscito solo a farmeli odiare di più tanto che trovavo molto più simpatici con gli stronzi della prima classe anche se in un’ipotetica realtà come quella io mi sarei ritrovata di sicuro nel fondo. Ad ogni modo a partire soprattutto da Josie li odiavo tutti e li consideravo anche piuttosto stupidi sia nella loro ingenuità di sperare in qualcosa di buono ma anche nella loro stupidità nel provarci perché sembrava quasi che si dimenticassero che se succedeva qualcosa al treno stavano tutti belli freschi! Insomma non si tratta di prendere possesso di un luogo e chi ci sta in quel momento si toglie di mezzo… Le cose sono un po’ più complicate ed è proprio questo che la serie si fa per un momento dimenticare: si vive solo nel treno. Nonostante questa occlusione non c’è mai un senso di claustrofobia tanto che tutto scorre in modo fluido senza intoppi né forzature e sembra totalmente credibile ed è proprio per questo che mi sono sorpresa che quelli del fondo abbiano veramente creduto di poter andare avanti senza conseguenze.

Siamo arrivati all’episodio cinque e il caso sembra risolto tanto che si è già in tribunale. Melanie sa che essendo L.J. Folger la colpevole non dovrebbe neanche fare il processo ma lasciarlo andare dato che i suoi genitori sono tra i maggiori contribuenti della locomotiva ma sì è accorta che nel fondo cominciano ad esserci dei tumulti, sono stati uccisi quelli di terza e quelli di prima responsabili devono pagarla. Dunque fa un processo per farli contenti anche se alla fine la rilascia. Per congratularsi con Layton Che ha risolto il caso gli offre un drink, del sakè che però contiene un sonnifero, Melanie è costretta a mettere Layton in un cassetto perché ha capito che Wilford non esiste.
Melanie è sicuramente il personaggio più interessante mentre tutti quelli che dovrebbero essere buoni cioè quelli del fondo appaiono sempre più indigesti più patetici e insopportabili.
Sembra un po’ scontata tutta quella storia del dare la possibilità anche agli altri di parlare ma in realtà sono quelli della terza e del fondo che fanno andare avanti il treno anche se secondo me nella realtà Wilford o chi comanda avrebbe già sganciato buona parte del fondo altro che tagliare i bracci e perderci tutto quel tempo.
A proposito del taglio di braccia… Eccezionale! Io non ci avrei mai pensato ma trovo davvero geniale l’idea che essendo fuori così freddo mettono fuori un braccio finché non si congela e poco una martellata e lo spezzano! Wow, questo si che significa far ragionare il cervello!

Interessante il rapporto tra la giapponese Jinju e la frenatrice Bess che dalla terza è riuscita a passare in seconda. Junju poi subdola riferisce tutto fedelmente a Melanie così che questa è più potente che mai. Decida e un treno all’insegna del girl power che viene però tenuto nascosto e non sbandierato, Melanie ha capito benissimo che per riuscire a mantenere l’ordine doveva continuare a mantenere viva l’idea del signor Wilford, sarebbe stato impossibile per tutti accettare l’idea che lei fosse a capo di tutto. E la spiegato più di una volta e il mito, un’idea che le persone hanno a farlo andare avanti. Il girl Power sarebbe stato ben gestito se non fosse per Josie, ogni volta che si vede sembra sempre più deficiente e viene spontaneo sperare che la buttino fuori dal treno tanto è insopportabile con i suoi piagnistei conditi di vittimismo.
Sembrava un giallo all’inizio ma con il caso già risolto prima di metà della serie la trama si sta trasformando rapidamente in qualcosa di diverso.

Il processo ovviamente vede l’intervento del fantomatico Wilford che esula L.J. Folger dei cassetti.
Viene fuori che c’è qualcosa di losco ma i poveretti non hanno capito niente. Quella patetica di Josie fa uscire il detective Layton dai cassetti e quella che si occupa delle autopsie rivela loro la presenza di una lista, ha tutte le schede dei passeggeri e su alcune sono comparse delle X. Ed ecco che viene fuori il concetto della lista però come dicevo Josie e Layton (forse instupidito da lei) non hanno capito niente. Melanie messa alle strette da Layton gli rivela  che quella X indica si chi fa parte di una lista che elenca chi deve andare nei cassetti ma in tutt’altra visione: i cassetti servono per salvare alcuni, i migliori, in caso che il treno deragli e ora il treno sta proprio per deragliare. Fine episodio 6.

Josie detestabile si continua a comportare come la classica donna affetta da vittimismo, sempre con gli occhi da cane bastonato, sempre bisognosa d’affetto e in una patetica relazione senza speranza con Layton che in realtà non ha mai smesso di amare la sua ex che anni prima era andata appena possibile in terza lasciandoselo dietro.
Funzionerebbe davvero una società tutti uguali come sogna Layton? No.
Melanie ha ragione ed è la migliore di tutti. Ottimo quando ha staccato un dito a Josie, cazzo tutti remano contro il treno senza ricordarsi che ci sono a bordo e che si ferma muoiono tutti, una rivoluzione non è certo il modo migliore per riportare l’equilibrio che sicuramente è un po’ (troppo) sbilanciato verso la prima ma non si può neanche pretendere di fare un diavoletto in uno spazio ristretto che se anche si rompe il finestrino ci rimangono tutti secchi.

Penso che non sono mai stata così tanto d’accordo con i cosiddetti cattivi come in questa serie.

Alla fine dell’episodio otto c’è stata la prima battaglia, quelli del fondo alleati con quelli della terza grazie ai frenatori che si sono messi da parte per farli avanzare e così fondai e terza si sono scontrati con tutte le guardie guidate dal comandante. Quelli della prima sembrano sempre più fessi, hanno deciso di incatenare Melanie e di giustiziarla non appena hanno saputo che Wilford non c’è. La cosa buffa è che non si sono accorti che il comandante potrebbe metterli fuori gioco molto più facilmente e tutti i privilegi che Melanie garantiva loro se li stanno per scordare, ma chi è ingordo tende a non ragionare volendo sempre di più fino a ritrovarsi fottuto da chi ha il potere, in questo caso il comandante.
Per quanto all’inizio brillante e affabile Layton risulta sempre più patetico con tutti i suoi ideali da giustiziere che risultano invece non solo irraggiungibili ma anche pericolosi. Non solo ci sono stati tantissimi morti a seguito della rivolta ma come pensa Layton di poter distribuire risorse a tutti? Come pensa di fare in modo che tutta la gente si organizzi uniformemente? Dopo tutto nel treno si era ristabilita quella gerarchia come si stava nella realtà. Anche nel treno si era costituito un sistema che va avanti solo perché alcuni lavorano dato che gli servono i favori che i più potenti riescono a dar loro. Se non ci fosse più questo sistema di scambio il sistema non andrebbe mai avanti e ci sarebbero solo delle lotte per accaparrarsi la facoltà di essere più potenti con il risultato che le risorse non sarebbero più prodotte e tutti morirebbero di stenti. È inutile vivere di buoni propositi e ideali, la realtà è che gli umani non sanno organizzarsi in modo equo e solidale.

Ruth, l’amica e aiutante di Melanie è rimasta delusa dal fatto che le ha mentito sempre su Wilford.
Posso capire comunque che cosa vuol dire, e non mi sento neanche di dire che è esagerata. Mi è capitato, mi è capitato che una persona che si fingeva mia amica mi avesse omesso una cosa importantissima della sua vita e devo dire che non si può far finta di niente. È impossibile e se non ti è capitato non riesci neanche a capirlo, è una cosa che non riesce a perdonare perché significa che vivi nella menzogna e in tale situazione non sopravvive amicizia. Melanie avrebbe potuto dirglielo? Forse se non l’ho fatto è perché non si fidava e l’incolumità di questo segreto era più importante della sua amicizia, è come se avessi messo davanti il treno, dopo tutto se il treno è come un’arca bisogna essere in grado di metterlo avanti alle proprie aspirazioni e necessità. Proprio tenendo sempre ben a mente il concetto di arca. Nella serie non viene utilizzato questo temine ma leggendo su Wiki si scopre che nel fumetto inizialmente Wilford avevo intenzione di costruire questa locomotiva che portassi in giro per tutto il mondo una serie di vagoni, con un obiettivo turistico ed è per questo che aveva costruito le rotaie perché magari guardando la serie uno si chiede: ma come è possibile che ci sono queste rotaie infinite? E la risposta è questa,
Wilford aveva questo progetto e quando si è congelato tutto la convertito in arca. Molte cose sono state omesse nella serie perché effettivamente non erano importanti ai fini della trama di questi 10 episodi.

Ad ogni modo sono sempre più convinta che non mi è mai capitato in nessun altro film o serie di simpatizzare così tanto per il cosiddetto cattivo (beh si certo, a parte su Star Wars, forza Impero!). Ma Melanie può essere davvero definita una cattiva? Ha garantito la vita a tutti perché certe volte ci si dimentica che fuori ci sono -110° e non appena il treno si ferma tutti muoiono. Melanie ha detto chiaramente che Wilford era un pezzo di merda, che non avrebbe mai permesso a nessuno di sopravvivere come ha fatto lei. Ha ragione, le persone vanno avanti grazie ai miti che altri costruiscono per loro, proprio come quello della religione, il signor Wilford era come una specie di divinità e tutti sapendo che lui vegliava sui passeggeri riuscivano a farsi forza e ad andare avanti. Saprebbero farsi forza lo stesso sapendo che il comandante prende il suo posto? Melanie è stata messa sotto una luce che la rende piuttosto cattiva ma possiamo davvero dire che lei è il male? Possiamo davvero credere anche noi che possa esistere una società in cui tutti sono uguali? Forse tra 10 persone ma secondo me anche tra quelle 10 ci sarebbe sempre qualche sotterfugio qualche segreto e qualche alleanza per far fuori qualcuno.

Alla fine dell’episodio nove sembra che le cose abbiano preso una piega inaspettata ma piacevole per me. Finalmente Melanie viene vista non per la cattiva che era stata dipinta inizialmente dopo la scoperta di tutti di quello che aveva nascosto ma per quello che in realtà è: la vera salvatrice dell’umanità. Da quello che diceva Melanie se fosse stato per Wilford nessuno ce l’avrebbe fatta. Perché c’è anche da sottolineare che il treno l’ha costruito lei e come spesso accade il merito di un lavoro viene preso da chi in realtà poi non riesce a gestirlo. Certo Melanie ha fatto fuori senza pietà Josie ma questa era ormai fuori controllo e non aveva capito niente di come stavano andando le cose. Per fortuna che Jinju l’amica giapponese di Melanie riesce a manovrare anche gli uomini che il comandante credeva alle sue dipendenze e questi la liberano proprio poco prima che venga giustiziata.
Che dire della pena di morte scelta per i rivoltosi? “Polmone di ghiaccio” ovvero ti fanno respirare l’aria di fuori, una morte orribile. Già il solo fatto che sulla locomotiva eterna sia stata strutturata una tale pena di morte la dice lunga…. Ammetto di essere stata a guardare Melanie su quella sedia con trepidazione aspettando quel deus ex macchina che per fortuna è arrivato per salvarla. Non poteva morire così, doveva andare avanti perché è lei l’anima del treno. Mi rimane logico pensare che tutti hanno bisogno di Melanie anche se la odiano. Lei ha capito che il comandante sta per prendere il controllo di tutto, il comandante Nolan che sembra sempre di più quello di Avatar, incattivito fino all’osso. Nolan dice poi a Ruth che dovranno essere loro a comandare tutto e a far fuori anche quelli della prima classe. Certo che la serie ci propone sempre di disprezzarli quelli di prima ma non ci dimentichiamo che è solo grazie a loro che il treno è stato costruito. C’è poco da dire, senza i soldi di quelli della prima classe non ci sarebbe stato niente. Certo si comportano da deficienti ma è ovvio che la ricchezza li annebbia.
Poi viene fatta una manovra piuttosto rocambolesca a cui partecipano in tre punti diversi:
Bennett il macchinista aiutato dal piccolo Miles macchinista in erba (che sta crescendo a dismisura durante le riprese) nella locomotiva
Melanie in testa al pezzo finale da salvare che sconnette da una porzione centrale
Layton in fondo al pezzo dietro la locomotiva collegato alla parte centrale da sconnettere. 
Tutti e tre sono in contatto grazie un ponte radio. La manovra che hanno intenzione da fare è molto delicata, vanno a sganciare un pezzo del treno al centro in cui si trovano Nolan, i suoi mastini e anche i Forges, i genitori di L. J. Rischioso e arduo, vogliono riunire la parte dietro con la parte avanti della locomotiva grazie a un bivio… Una manovra delicata che vedrà anche Layton costretto a lasciare nel pezzo da sconnettere e dunque a morire alcuni suoi compagni che erano stati fatti prigionieri dal comandante. Finita l’operazione Melanie gli dice che il treno ormai è suo. Fine penultimo episodio.
Questo è ciò che ho concluso dopo aver visto il finale di stagione.
Dunque tutto è sistemato anche se durante tutto l’ultimo l’episodio non ho fatto altro che sperare che Melanie non fosse fatta fuori, come personaggio era perfetto, inoltre l’attrice aveva fatto un ottimo lavoro calandosi nel ruolo che ha reso degno di nota, indimenticabile e non poteva essere buttata via. Ho continuato a sperarlo continuamente, una cosa che mi è successo anche con Joker, non facevo altro che sperare che alla fine non morisse… Un gran bel patema quando si guarda qualcosa!
E così con Layton al comando, pieno di ideali e democrazia cominciano i primi casini per così dire perché come avevo ipotizzato dare a tutti le stesse possibilità crea caos perché chi non le ha mai avute è fuori controllo per l’euforia e perde la testa mentre chi le ha sempre avute non riesce più a mantenere quel controllo che prima aveva. Infatti le celle ora sono piene e sono stati saccheggiati i raccolti… Bisogna sempre ricordarsi che è un sistema chiuso e dunque per quanto ad alcuni può sembrare scabroso dire che non tutti possono fare i figli in continuazione in realtà è la cosa più logica. E se si riesce a capirlo per un sistema sarebbe bene che molti ci pensassero anche per il nostro pianeta perché per quanto grande è già pieno ma questa è un’altra storia. Comunque tutti i ricchi sono fuori fase anche se non abbandonano la prima classe mentre la seconda e la terza si amalgamano. La carrozza dei Forges è assediata da un branco di scapestrati e tutti si staranno chiedendo: ma non erano meglio i ricconi? Almeno non erano sporchi e brutti. Nella locomotiva però succede qualcosa: c’è un segnale radio, una musica! Dunque sembra che là fuori ci sono dei sopravvissuti… Chi sono? Wow, colpo di scena inaspettato e geniale. Alla fine viene fuori dal gelo un altro treno! Wow! Cazzo, questa serie mi ha strappato due wow di seguito! Incredibile quando uno pensa che la trama stava andando davvero bene questa ti stupisce e va anche meglio. E così compare un altro treno! Chi cazzo è? Melanie però lo sa, lei lo sapeva che c’era un altro treno con i rifornimenti e anche Bennet lo sapeva e tra l’altro ora ne hanno davvero bisogno… Che cosa vuole fare questo treno? Smembra che abbia in mente qualcosa, li lascia andare avanti e poi li aggancia da dietro…la locomotiva inaspettata sembra un polpo tecnologico che avvinghia la nostra dal fondo….. Tutti, Layton, Melanie, Ruth…vanno al fondo treno in cui sono ancora rimasti alcuni sbigottiti fondai. Ora la locomotiva eterna non è più fatta di mille e una carrozza ma ne ha 994 perché le sette carrozze tolte con i cattivi e gli altri sono perse… Ed ecco che si apre il fondo, quello che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere aperto… occhi puntati, fissi, chi cazzo c’è? L’attenzione è totalmente catturata, la serie ha vinto, ci ha in pugno, la trama è stata genialmente architettata e si supera minuto dopo minuto…già i minuti, ormai lìepisodio sta per finire e so che rimarremo così….ma vediamo che appena si apre il fondo dall’altra locomotiva viene fuori qualcuno: una ragazza! Si tratta di Alexsandra, la figlia di Melanie.

Eccezionale, l’arrivo dell’altro treno è stato proprio un cosiddetto deus ex macchina ma perfetto, senza mai il senso di qualcosa di posticcio inventato tanto perché non c’erano più idee ma geniale. E sembra che proprio lì dentro ci sia Wilford…per la felicità di Ruth! Incredibile… Il mio stupore però non ha limiti perché andando a cercare  su Wikipedia alcune informazioni scopro che la serie non è antagonista al film e non ha cercato di superarlo ma fa tutto parte dello stesso universo. La serie è ambientata sette anni dopo l’estinzione e otto anni prima di quello che succede nel film (2031). Perfezione assoluta quindi per una volta tanto non si continua a fare sempre la stessa cosa sempre a copiare ma si amplia un progetto iniziato negli anni 80 con un fumetto. Che cosa dire del fumetto? Ci sono tre numeri prima di quello che è avvenuto nella serie di cui uno prima dell’evento di estinzione e due dopo. Poi c’è la serie e poi un altro numero seguito dai fatti del film e poi altri due fumetti. Avrei messo una foto ma con questa strozzata delle leggi del copyright già è tanto che non ti tolgono la libertà di parola, tra un po’ neanche si potrà più commentare un film…bah. Il film copre infatti penso principali del fumetto. Ora non mi resta che vedere il film e cercare il fumetto.
Continua a chiedermi come sia possibile che a scuola non ci abbiano presentato una cosa del genere… Se uno dice magari “a scuola abbiamo fatto i fumetti” roba che succede una catastrofe! Eppure da una parte si fa letteratura che è rappresentata da un insieme di storie e dall’altra si fa storia dell’arte è rappresentata da un insieme di disegni ma metti conto che si riesce a mettere insieme queste due cose…..impossibile poi continuano a parlare di progetti extracurriculari abbiamo i fumetti che sono delle opere d’arte ma per carità, provate a dire un professore che deve fare i fumetti a scuola si mette a ridere! Non sia mai che gli studenti si divertono in classe che poi un argomento del genere potrebbe sviluppare tantissime forme di pensiero, idee e spunti per discussioni  che porterebbero la nascita di idee, perchè tutte queste manifestazioni dell’ingegno come questo fumetto sono molto più stimolanti di qualsiasi lettura di Giolitti (l’unica cosa che mi ricorda di quella rotta i coglioni di storia al liceo). Perché questo fumetto era degli anni 80 ragazzi non è che l’hanno fatto l’altro ieri avrei potuto studiarlo anch’io a scuola! Poi dopo uno si chiede perché la gente non vuole mai andare a scuola… Ma anche questa è un’altra storia.

Infine un applauso ai francesi e ai loro fumetti, sono rimasta così piacevolmente stupita di trovarne un altro dopo Valerian…cazzo se proprio non li volevano fare a scuola potevano i prof magari dirci che esistevano i fumetti francesi!




La verità sul caso Harry Quebert 💚un commento

I gabbiani di Sommerdale




Molto bene. Una di quelle serie che ti lasciano un buon sapore quando sono finite innanzitutto perché racchiudono una storia completa e poi perché questa storia è ricca credibile e affascinante e assolutamente coinvolgente. Dieci episodi in cui non c’è mai niente di superfluo, dieci episodi per raccontare in modo minuzioso quanto basta un giallo, quarantacinque minuti circa l’uno in modo da non essere mai noiosi. Che poi a guardarlo non sembra neanche uno di quei classici gialli in stile Agatha Christie forse perché la polizia rimane sempre sulle retrovie e a indagare non è un detective o un investigatore ma uno scrittore, Marcus che vuole scagionare il suo professore, Harry quando nel 2008 viene accusato di aver ucciso nel 1975 una quindicenne. La cosa diventa sempre più interessante quando si scopre che quella vicenda del 75 aveva ispirato un libro di grande successo scritto da Harry ma dire che era di grande successo è un eufemismo perché all’inizio viene subito precisato che questo libro (le origini del male) era considerato uno dei capolavori della letteratura americana insieme per esempio a “Pastorale Americana”, “Il giovane Holden” e “Il nudo e il morto” (esistono tutti e tre, due ne ho letti ma del terzo non sapevo niente). Il presente è quindi il 2008 e già ci si sente meglio perché non ci sono i social. La maggior parte della storia storia viene raccontata in flashback proprio all’epoca dell’omicidio, nel 1975. Non mi stancherò mai di dire che le storie ambientate in epoche senza cellulari sono le migliori perché è davvero snervante patetico noioso e anche ripetitivo della realtà vedere tutti questi personaggi che stanno al cellulare. Quindi ho davvero apprezzato l’ambientazione anni 70 con un colore molto saturo, tutto svolto in un paesino vicino a una spiaggia del Maine.

Solo al secondo episodio ho scoperto che la serie è tratta da un libro e dunque come sempre sta succedendo le serie più curate, più precise, con un certo segno di professionalità sembrano essere tratte tutte da un libro. Mi metterò a leggere anche il libro? Non lo so ma non credo perché ho paura di avere brutte sorprese. Poi i personaggi sono tanti e a volte faccio fatica nei gialli a seguirli tutti… anche se c’è da dire che qui sono molto ben definiti, non sono mai sfuggenti ma figure ben precise che si ritrovano anche trent’anni dopo.
Dunque nel 1975 Harry conosce Nola, una quindicenne che sembra un angelo e che lo affascina subito talmente tanto che lui rimane sconvolto per tutta la vita quando scompare il 30 agosto 1975 dopo aver passato con lui un’innocente ma romantica estate che si era conclusa con una promessa di fuga ma che in realtà è terminata con la sua scomparsa. La scomparsa di Nola è diventata ufficialmente un omicidio quando nel 2008 è stato ritrovato il suo cadavere nel giardino di Harry. La cosa più sconvolgente è stata proprio il fatto che insieme al cadavere ci fosse il manoscritto delle “origini del male”. Interessante e molto artistico è il fatto che nel presente, il 2008, Marcus abbia iniziato le sue indagini ugualmente d’estate tanto che vediamo i due piani temporali scorrere parallelamente a una distanza di 33 anni…Marcus è un amico di Harry che era stata suo prof anni addietro.
Le indagini vengono ufficialmente condotte dal sergente Perry che per quanto inizialmente si scontri con Marcus poi iniziano a collaborare. Interessante è molto anche la storia di Marcus: aveva scritto un Best seller che lo aveva portato al successo solo che non riusciva assolutamente a produrne un altro e quando il suo editore si è accorto che si trovava nel bel mezzo di quella vicenda l’ha praticamente obbligato a scriverci il suo nuovo romanzo, proprio su quella faccenda, sul caso Harry Quebert.
Dunque inizialmente Nola sembra molto semplice e quasi eterea, poi però alla fine dell’episodio tre assume un altro aspetto: andava con un altro? È venuto fuori che un riccone del Maine se la portava a casa molto spesso… Inoltre sembra che Nola abbia una famiglia orribile...chi era lei davvero? La cameriera del Diner, Jenny, sembrava cattiva ma non lo è, o forse sì?  Si gioca continuamente su come appaiono i personaggi sia per quello che raccontano che per come si pongono. Noi sappiamo quello che sa Marcus perché è come se le indagini le mandiamo avanti insieme…
Alla fine dell’episodio quattro le opinioni si ribaltano di nuovo, se per un momento Nola era sembrata improvvisamente una cattiva ragazza ora assume subito di nuovo le qualità della povera vittima non soltanto per quello che le successo fuori, l’omicidio, ma anche per quello che le succedeva a casa: una madre ignobile che la picchiava e un padre che non faceva niente… Se prima sembrava che fosse una specie di amante di un magnate super ricco del Maine ora grazie alle indagini di Marcus che si intrufola a casa del riccone emerge che l’autista di questo, Luther, amava dipingere e Marcus scopre un suo compromettente dipinto che raffigura Nola... inutile dire che la trama è costruita perfettamente, tutto è stato pensato e architettato, è ovvio che chi scrive sa come andrà a finire e per una serie funziona ma per un libro?
Marcus e Perry vanno avanti con le indagini e si va avanti con l’alternanza delle convinzioni: Nola è una cattiva ragazza o solo una vittima? C’è poi anche da tener presente che Harry non ha mai detto chiaramente quello che è successo. È stato davvero Luther, il mostro che tutti dipingono? Marcus non dubita mai di Harry e continua a indagare più per lui che per il suo libro che comunque sta scrivendo…

Arrivati all’episodio otto sembra proprio che il cattivo sia quella specie di gobbo di Notre Dame di Luther, dunque il cattivo è quello strano e tutto va a gonfie vele, Harry viene scagionato e Marcus ha pubblicato il suo libro. Lo spettatore attento però si sarà ricordato che innanzitutto mancano due episodi alla conclusione e che poi… La madre di Nola non si era mai mai vista.
Si è continuato a giocare sulla considerazione che si vuole far avere allo spettatore di Nola, dopo ogni episodio i pensieri su di lei si alternano: è stata anche con lo sceriffo? Ma no, l’ha fatto solo perché voleva costringerlo a non divulgare la verità su Harry, lei era sempre minorenne … Un meccanismo che comunque succede con tutti i personaggi: il magnate è un pervertito? No perché anzi ha anche concesso ad Harry di rimanere in quella sua casa… ha aiutato il povero Luther, però era stato lui anni prima a ridurlo in quello stato....Quando tutto dunque rimane sospeso e si arriva a quella che sembra una conclusione, Perry telefona a Marcus e ricorda a lui e allo spettatore attento che c’era quella questione della madre di Nola che non si era mai vista e ora si scopre perchè: in realtà era morta nel 1966 e tutti si chiedono ma allora chi è che picchiava la povera Nola?

Servirà l’episodio nove per capire che cosa succedeva in quella casa e come mai è morta la madre di Nola, si deve scavare ancora più a fondo e arrivare al lontano 1966: Nola aveva qualche disturbo mentale per così dire e aveva dato fuoco alla casa con la madre dentro. Il padre e un suo amico di una strana religione patetica avevano fatto a Nola una specie di esorcismo che prevedeva di picchiarla in modo brutale. Poi si erano trasferiti nel Maine. Nola però era rimasta ancora più turbata, le sue psicosi la portavano a credere che la madre la picchiasse quando in realtà era lei stessa a farlo. Il padre però ugualmente non faceva niente.
Alla fine sembra che… No sembra la fine ma non lo è ancora... perché non si trova più Harry, dove è andato? Nel frattempo alcune prove sembrano indicare che l’assassino di Nola sia Bobbo, il padre della cameriera Jenny, quella che aveva una cotta per Harry all’epoca ma che era stata scavalcata dalla piccola Nola tanto che poi si era sposata con il poliziotto Travis … dunque è Bobbo il cattivo e tutto sembra concluso… Ma no! Ecco che si scopre che invece stava solo coprendo qualcuno, la moglie o la figlia? Quando Travis non si trova più è chiaro che ha qualcosa da nascondere infatti lo vediamo con la moglie Jenny in partenza all’aeroporto. È così, tutti sono gentili e affabili con Marcus però in un modo o nell’altro erano tutti legati a Nola e molti avevano qualcosa contro di lei e anche contro Luther, lo strano autista del riccone.... tanto che in un solo colpo Travis e l’allora capitano della polizia ormai in pensione se li erano tolti di mezzo tutti e due… esatto, quella notte del 30 agosto 1975 quando Nola stava per fuggire di casa con Harry è successo qualcosa di atroce e sconvolgente non solo perché è stata uccisa una ragazza e un poveretto, Luther, che poi era innamorato segretamente di lei ma perché a compiere l’omicidio brutale scellerato e senza un apparente motivo se non guidato dalla cattiveria è stata proprio la polizia, il capitano con il suo poliziotto. Li hanno fatti fuori a mazzate, hanno ucciso i due e anche un’ignara signora che si è trovata al posto sbagliato nel momento sbagliato. Hanno inscenato anche un incidente di Luther e poi nascosto il corpo di Nola nel giardino dello scrittore…

L’ultimo episodio, il decimo, inizia che siamo nel presente e sono passati anche altri mesi dopo che Travis e la moglie Jenny sono stati bloccati all’aeroporto. Jenny però non ha fatto niente, ha solo coperto il marito in combutta con l’ex sceriffo. Ora tutto si è risolto, Harry è ritornato e Marcus però non lo guarda più con gli stessi occhi perché ha mentito a tutti. Il povero Luther è stato trattato male e bistrattato non solo da molti ma anche da Harry che alla fine rivela che il suo più grande romanzo l’aveva scritto in realtà Luther. Luther fingendosi Harry aveva intrattenuto per tutta quell’estate una corrispondenza con Nola di cui era innamorato, le lasciava le lettere a casa di Harry e così Nola si era anche illusa che Harry l’amasse. In realtà era proprio Luther a dirle tutte quelle cose che la facevano sognare. Con quelle lettere e quell’esperienza Luther aveva scritto un romanzo e l’aveva lasciato a Harry perché lo controllasse. Poi il 30 agosto era stato ucciso e Harry si era ritrovato quell’opera d’arte tra le mani il cui scrittore era poi morto. Harry risulta ancora più ignobile quando confessa a Marcus che aveva intenzione di portare via Nola ma non romanticamente ma solo per aiutarla, aveva scoperto che era affetta da psicosi, che sua madre era morta e che si picchiava da sola e volevo portarla via da quell’ambiente… allora la voleva mettere in un manicomio? E così tutta la storia d’amore si è rivelata inesistente, un povero scrittore vero è morto e un altro finto ha approfittato di tutti… Direi che la storia è stata costruita a puntino, sconvolgente fino alla fine ma perfettamente credibile. Bella anche la collaborazione tra lo scrittore Marcus e il poliziotto Perry che continuano a vedersi anche dopo il caso. Come ci lascia tutta questa storia? Con un po’ di amarezza anzi con parecchia… Dopo tutto è vero, che cosa puoi fare quando è la polizia stessa a rappresentare il cattivo? Quando quella donna sfortunata su era ritrovata Nola inseguita dal poliziotto e da Travis in casa sua che cosa aveva fatto? Aveva chiamato la polizia e per me non c’è stato niente di più sconvolgente di quel momento perché ti ritrovi in trappola. Se vieni in seguito dal cattivo e quel cattivo rappresenta anche le forze dell’ordine che tu chiami per aiutarti come ne esci? Non c’è via d’uscita e così è stato. Nola uccisa, Luther anche e anche quella povera vecchia… Per non parlare poi di come sia Nola che Luther sono stati presi in giro sia in vita e sia in morte da Harry. Per quanto abbia continuamente detto che si sentiva in colpa nulla l’ha trattenuto dal prendere quel manoscritto e a farlo proprio. Perché è inutile che stiamo a parlare di etica, l’opportunismo è quello che manda avanti la maggior parte delle persone e Harry non ha fatto niente per onorare Luther, per quando alla fine ci facciano vedere che ha pubblicato un suo libro,  il suo vero libro che stava scrivendo quell’estate con Nola (I gabbiani di Sommerdale), attribuendolo a Luther… Ma basta? No, per niente, perché Luther è morto e pure con disonore. Questa storia ci fa ben presente che bisogna sapersi difendere e che comunque tutti sono pronti a toglierti di mezzo non appena non gli piaci o non viaggi sui giusti binari. Nessuno è sincero e tutti sono pronti ad approfittarsi di te e a rubarti quello che hai e sei solo per il proprio tornaconto.

Sono arrivata a questa serie subito dopo aver visto “cercando Alaska” perché l’attrice è la stessa e devo ammettere che anche in questa serie è riuscita a interpretare molto bene la protagonista, la vittima. Più o meno sono ragazze dello stesso stampo, stessi capelli e stesse espressioni, Nola e Alaska, e lei, l’attrice, le interpreta molto bene, tanto che mi viene in mente che forse le somigliano. In un confronto questa serie supera “cercando Alaska” enormemente sotto tutti punti di vista: trama, personaggi, coinvolgimento, ritmo e originalità.

Da vedere e, perché no, rivedere.