Save Me Too 📺 commento



È difficile innanzitutto interpretare questa stagione come appunto una stagione quando in realtà si tratta della naturale prosecuzione della storia iniziata nella prima che effettivamente con i suoi sei episodi era rimasta troncata a metà per così dire. In effetti 12 episodi potrebbero essere la durata naturale di una serie di questo genere in cui si narra una singola storia e la vicenda viene spezzettata nelle varie puntate. Forse “Save me” è stata divisa in stagioni per testare il gradimento del pubblico… le regole del marketing. Davvero un peccato perché io le ho viste una dopo l’altra ma viste con una pausa di mesi e mezzo immagino faccia perdere una buona parte del fascino che questa storia nella sua interezza ha. La cosa che più mi ha colpito di questa seconda serie è il miglioramento generale dell’assetto, del tutto. Mi è sembrato come se la prima sia stata quasi un preambolo e questa seconda la degna conclusione (perlomeno sembra una conclusione) della storia iniziata. Se la prima serie mi era sembrata alquanto grezza, poco curata ma ben recitata per quanto riguarda la vita vera questa mi è sembrata leggermente più cinematografica. Mi è sembrato per esempio che ci sono state anche più musiche, ciò non toglie che la drammaticità degli eventi sia sempre quella, i fatti non cambiano e neanche il continuo pensare dello spettatore che si sta parlando di eventi che accadono, persone ignobili che girano tranquillamente tra gli altri ma che non appena si trovano da soli fanno le cosiddette “peggio cose”. Pensare che ci siano avvocati che li difendano è a dir poco disgustoso. Questa serie infatti ci sta anche a dimostrare come la giustizia si perde, si affossa nei suoi cavilli giudiziari e non riesce a fare effettivamente giustizia. Il lavoro che avrebbe dovuto fare la polizia l’ha fatto Nelly, l’operato della polizia è stato superato dall’intervento di un civile (Nelly) che determinato a dare tutto se stesso fino alla fine (e così ha fatto) non solo ha ritrovato sua figlia ma anche un’altra ragazza, Grace.


Oltre agli spinosi temi trattati che fanno da pilastro alla trama del film c’è anche soprattutto verso la fine la necessità di Grace di farsi aiutare da Nelly fino in fondo. Dopo che Nelly ha finalmente ritrovato sua figlia Jodie per un momento sembra totalmente assorbito da lei tanto da scordarsi di Grace. Ecco che lo spettatore comincia a farsi delle domande, che cosa è giusto fare? A volte non è tutto semplice e delle scelte per aiutare una (Jodie) possono ferire altre persone (Grace). Nelly sul finale si rivela anche più mastodontico di quanto sembrava all’inizio della seconda. Posso dire che la sua figura è stata costruita genialmente in quanto abbiamo la classica crescita del personaggio che si vuole ricercare nei racconti. All’inizio Nelly non era una persona gradevole ma è chiaro che tutto quello che è successo alla figlia l’abbia aiutato a ritrovare anche se stesso. 

Se alla prima serie avevo dato due stella abbondanti nel senso che, se da 1 a 5 avrei dato 2, da 1 a 10 avrei dato sei. Ora invece da 1 a 5 do 3 e da 1 a 10 avrei dato 8. Mi ha galvanizzato e catturato la potenza del singolo che fa tutto e mette tutto in gioco e se ne frega di tutti gli altri intorno che con tutte le loro manfrine e vicende riescono ad essere solo di intralcio. I veri amici come si suol dire si scoprono quando c’è bisogno mentre gli altri possono essere messi da parte e lasciati, tanti saluti. Nelly all’inizio non era uno stinco di santo però anche la madre di Jodie è sembrata anche alla fine piuttosto materialistica anche perché la figlia le è scivolata a lei dalle mani senza che neanche se ne accorgesse e ha anche detto quando non la ritrovava che sperava fosse morta, secondo me è una frase ignobile ma che nella sua crudezza sembra vera perché non mi sorprenderei di sentire una madre dirlo. Io non l’avrei mai detto. E non l’ha detto neanche Nelly perché è stato lui a trovarla, è stato lui a non arrendersi e quando tutti mettevano candele e si davano per vinti più che altro perché non avevano più voglia di essere ancora tristi lui , Nelly, ha detto no, vado avanti. E mi ha catturato tanto che avrei voluto essere con lui e dargli una mano. Ed è stato lui a trovarla e soprattutto a salvarla. Una serie da guardare dal primo episodio della prima serie all’ultimo della seconda serie senza soluzione di continuità, solo così se ne potrà assaporare la vera potenza e l’escalation di sentimenti e vitalità.


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