L'amante di Lady Chatterley by
D.H. Lawrence
My rating:
1 of 5 stars
Intro Decisamente no: noioso e ridondante, spesso esasperante, minuzioso in discussioni infinite, piatto e atono. Dopo aver ascoltato il 20% del libro non ne potevo già più ma sono andata avanti e per scoprire quello che mi aspettavo: terribile dall’inizio alla fine.
L’unico aspetto positivo di questo audiolibro è la lettrice (Alessandra Bedino) la narratrice è stata brava a renderlo sopportabile ad interpretarlo con maestria e professionalità e a dare intonazione colore ed enfasi ad ogni scena.
Anche se viene etichettato come libro scandaloso in realtà è il ritratto di un’Inghilterra che all’inizio del ‘900 si evolve distruggendo le sue radici, lo scrittore si lamenta della frattura con il passato che va perduto.
Un romanzo messo al bando Questo libro, pubblicato per la prima volta nel 1928, è stato poi vietato in tutta Europa e soprattutto in Inghilterra fino al 1960.
Mi piace l'idea che un libro riesca a sconvolgere i benpensanti tanto da costringerli a vietarlo; quando si vieta qualcosa, significa che è stato scritto qualcosa di vero ed essere stato bandito è la causa del suo successo.
Su Wikipedia si legge che sembra che l'autore si sia ispirato alla sua storia personale e che quindi l'abbia scritto per parlare di sé e di quello che lo aveva stravolto. Secondo me, l'ha scritto per parlare di concetti che gli stavano a cuore e lo ha farcito di scene proibite per renderlo popolare e farsi ascoltare.
La storia è tutta racchiusa nel titolo e non succede altro. Il libro è una protesta, la storia d’amore solo un pretesto usato dallo scrittore per raccontarci quello che pensa. Ci sono brevi linee di azione e poi i personaggi si mettono a parlare per pagine e pagine, confrontandosi anche con varie idee, ma all’autore sta più a cuore quello che pensa lui dei suoi personaggi.
Troppi ragionamenti Ci sono molti (troppi) ragionamenti. Lo scrittore utilizza questa storia scabrosa per far interagire i personaggi, che parlano e dicono ad alta voce ciò che pensa della società dell'epoca. Si parla soprattutto del periodo industriale, di come si stia andando incontro a un cambiamento delle classi sociali e della politica.
Si critica il modo in cui le cose stanno andando avanti, i lavoratori e la classe sociale, e come gli uomini siano appesantiti dalle loro ricchezze. Si parla anche di come tutto vada avanti mollemente nell'aristocrazia. Sono tutti argomenti validi, ma li trovo estremamente fuori luogo inseriti nel contesto di una storia d’amore.
Sono d'accordo che uno scrittore usi i personaggi per dire ciò che pensa, ma bisogna sempre ricordarsi che si sta scrivendo un libro e non un documentario o un saggio. I personaggi portano avanti un'idea nata da un concetto che si sviluppa, ma non devono essere solo delle marionette che parlano per lo scrittore, ma delle persone oltre personaggi. Mi è mancata una storia concreta; troppe chiacchiere, troppe idee politiche, culturali e sociali. Il quadro della società dell'epoca è chiaro e lampante, anche per me che non so niente di storia. Sicuramente, come libro, ha un valore storico più che letterario. La particolarità dello scandalo lo ha aiutato a riemergere, e c'è anche la genialità dello scrittore, perché l'ha usata per poter attirare gente. Forse non si aspettava di essere bloccato fino agli anni '60, ma sicuramente è riuscito a farsi sentire, anche da me, anche io, dopo quasi un secolo che è stato scritto, ho ascoltato ciò che aveva da dire. Non è semplice riuscire a farsi ascoltare, quindi c'è questa bravura, ma non posso che detestare questo libro. Dall'inizio alla fine non lo sopportavo più.
Viene spesso presa in considerazione la società con le sue classi sociali, ma non ha senso far parlare un ricco dell'amarezza nel vedere che tutti sono divisi in classi, dato che non fa nulla dalla mattina alla sera, mentre c'è gente che lavora per lui nelle miniere. Tutta l'importanza di ciò che sta dicendo si perde.
C’è la critica alle macchine dell'epoca industriale e alla classe dirigente. Le ragioni sono più che valide e anche attuali tuttora, ma non sopporto che siano state messe in un libro in cui mi aspettavo una storia d'amore e invece trovo una giusta polemica politica.
Alla fine del libro si parla dei soldi: tutti sono stimolati dal sistema a spendere e dunque il sistema si autoalimenta perché questi devono passare la vita a lavorare per guadagnare e poter spendere. Ha ragione da vendere, il sistema fa schifo e se ne frega del singolo più povero. Se uno si legge questo libro aspettandosi qualcosa tipo le sfumature ma di 100 anni fa, si sbaglia di grosso.
Personaggi viziati Subito si sente che il ritmo del libro non è coinvolgente. Certo, bisogna ricordarsi che è uscito quasi 100 anni fa, però il problema sono i ragionamenti. La storia di base è semplicissima: la protagonista si sposa e il marito, tornato dalla guerra, è menomato. Lei si sente sola e allora cerca un altro. Lo trova nel guardiacaccia. Però c'è da dire che, oltre a tutti i messaggi sociali che vengono inseriti nel testo facendo parlare i personaggi, c'è anche questo: la donna non è più vista come un soggetto passivo ma è in grado di voler tradire. Sicuramente le basi sono molto valide. È come è stato imbastito che mi ha annoiato (e stravolto).
Volevamo prendere in considerazione solo la storia di quei tre? Sarebbe stato comunque noiosa, perché sono tre personaggi detestabili. Il guardiacaccia un po’ si salva, ma la lady e suo marito no, sono ricchi sfondati, hanno servitori, sono viziati e lamentosi, so sposano e si odiano subito.
Connie la protagonista non si sopporta, è veramente una Mary Sue, ha tutto e si lamenta di non avere niente, si lamenta che nessuno la intrattiene quando è la prima a non sopportare il marito e a lasciarlo nelle mani della badante.
Non vorrei sembrare troppo polemica, ma questa Connie non ha un cazzo da fare nella vita. È servita e riverita, ha un bosco, un parco, si prende tutti gli amanti che vuole (mica solo il guardacaccia) e sta lì a lagnarsi? È talmente tanto pallosa e viziata che non si sopporta sin dall'inizio. Quando ti sposi, accetti sia nel bene che nel male, com'è che si dice? "Finché morte non vi separi, in salute e in malattia". Certo, c'è la sfiga, la sfiga ha sicuramente dato il via a questa storia, ma si dice che lo scrittore si sia ispirato alla moglie che lo ha tradito e lui non è né andato in guerra né ha perso le gambe, quindi…
Solo verso la fine la trama diventa più ritmata e i personaggi cominciano ad avere una personalità, invece di essere solo interlocutori che raccontano quello che pensa lo scrittore. Tuttavia, alla fin fine, lo scrittore protesta ancora sulla società e il guardiacaccia definisce il sistema "una gabbia di matti".
Il tutto si conclude in bruttezza. Quando sembrava che la trama finalmente avesse un po' di senso, ecco che il guardacaccia scrive una lettera a lei e comincia di nuovo con tutte le riflessioni. Per carità, sono interessanti e le condivido, ma non ho bisogno di leggerle all'interno di un libro in cui mi aspetto una fiction e non un documentario. Va bene che i personaggi dicano quello che pensa lo scrittore, ma non per un buon 90% del libro. La trama non esiste, è una blanda relazioni amorosa per rendere più piccante il libro e dunque più interessante, perché se lo scrittore si fosse messo a parlare così di quello che pensava nessuno lo avrebbe ascoltato.
La parte finale ha una chicca nascosta e per niente enfatizzata: il lord dopo aver saputo di Connie si fa accudire come un poppante dalla governante ma la tempo stesso diventa un uomo d’affari potente e deciso. Molto interessante, sarebbe stata da sviluppare questa parte perversa.
I modi di fare e di vivere fanno pensare a un ambiente molto più vecchio e antico, tanto che quando vengono menzionate le macchine e le automobili fanno uno strano effetto e sembrano anacronistiche.
Questo libro non sa dove andare, girovaga con le parole come con i personaggi che fanno un girotondo senza avere in realtà nulla da fare. La verità è che i personaggi sono vuoti come forse lo era qualche aristocratico: non hanno interessi, né passioni, e neanche vitalità.
Pagine da strappare Ad un certo punto avrei voluto smettere. Si sente il guardiacaccia che sgrida una bambina. Connie si avvicina e scopre che questa si era messa piangere perché il guardiacaccia di merda aveva sparato ad un gatto! Un vaffanculo qui ci sta tutto e non mi vergogno a dirlo. La questione viene presa così. Connie dice "Era un gatto cattivo". Insopportabile, da sempre attenta alle scene con animali non ne tollero la presenza per non vederli soffrire.
Come se non bastasse, c’è una parte con i fagiani e i pulcini e sarebbe da tagliare via. Non succede niente di drammatico ma non mi piace che Connie fa la cascamorta con i pulcini in mano.
Perché l'ho letto? Bella domanda. L’ho letto perché ho visto che c'era il film su Netflix, e allora ho deciso di leggerlo prima di guardarlo.
Citazioni È l’uomo che avvelena l’universo (Mellors).
Se solo non ci fossero tutte queste persone al mondo (Mellors).
Vorrei che tutto il mondo intorno a noi sparisse (Connie).
Se ci si impunta con un uomo allora è davvero finita, se ci si tiene ad un uomo allora conviene lasciare perdere se si capisce che si sta impuntando sia che si pensi di avere ragione sia che si pensi di avere torto altrimenti è fatto si rischia di rovinare tutto (Mrs. Bolton).
View all my reviews