Ho come l’impressione che il libro è stato scritto per il film e dunque per questo gli manca tutto quello che caratterizza un libro e lo differenzia da una sceneggiatura: mancano tutte le emozioni è così descrittivo perché è la base su cui viene costruito il film.
Il film è meglio e peggio al tempo stesso del libro.
Non è spettacolare, il film non è sorprendente e gli manca quella spettacolarità non intendo dire che deve essere all’altezza di Avatar ma è mono ritmico, non c’è enfasi in niente, i personaggi sono tre e sono praticamente tutti connessi in una forzatura poco credibile, lo stesso problema che avevo riscontrato nel libro. È troppo esagerata la rivelazione finale, è carina come idea nel senso che sarebbe l’ideale ma così si forza la realtà, ok uno scrittore lo fa sempre ma questo è troppo.
La trama è praticamente lo stessa ma non è stata detta una cosa e non capisco perché: la madre del protagonista ha avuto questo figlio con il padre, omesso perchè troppo scandaloso? Eppure questo sarebbe stato realistico.
Per fortuna che non c’è scritto ispirato a una storia vera perché continuo a pensare che il riferimento al mostro sia fuori luogo.
Non mi è piaciuta la scelta che la cacciatrice di mosche alla fine vende la sua casa degli errori, tra l’altro con un sorriso. Nel libro non succede dunque quelli che guardano i film hanno bisogno di emozioni positive nel finale anche se altrettanto poco credibili?
Anche se non l’ho detto a proposito del libro non mi è piaciuto neanche nel film che il cattivo non riesce a fuggire e rimane così, buttato via, era il personaggio migliore.
Continuo a pensare che sapere chi è l’assassino dall’inizio rende la storia più debole, poteva essere un giallo invece così non c’è costruzione di suspance e anche per questo il ritmo ne risente.
“Io sono l’abisso” nel film anche di più di come l’ho sentita nel libro diventa una battuta che non aveva senso di essere detta, la trovo fuori luogo, messa lì a forza solo per poter avere un titolo d’effetto.
Tutta quella storia delle donne perseguitate che sono aiutate dalla cacciatrice di mosche non ha senso se ne poteva farne a meno, nel film è meno evidente che lei aveva la fissa di andare in giro a salvarle. Nel film si dice che la cacciatrice di mosche è matta mentre nel libro si parla solo del fatto che è andata dallo psicologo perché stava male dopo il fattaccio ma non perché era diventata matta.
Un plauso a favore degli attori che parlano in modo chiaro e si capisce sempre quello che dicono, cosa non da poco ultimamente nei film italiani che spesso andrebbero doppiati.
Anche se la storia non mi piace, non mi è piaciuta scritta non mi è piaciuta guardata per tutti i motivi esposti ammiro con amarezza il riuscire a scrivere un libro farselo pubblicare e avere la possibilità di farne un film e di dirigerlo, non è da tutti. Anche se la storia non mi ha per niente entusiasmato e l’ho detestata devo comunque riconoscere che l’autore è riuscito in un grande progetto e immagino la soddisfazione nel dirigere i propri personaggi e vederseli davanti in carne ed ossa, deve essere come realizzare i propri sogni oppure ha solo fatto tutto per i soldi, non si sa mai.

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