Che dire di Tin e Tina? Sentimenti contrastanti e grandi errori ma c’è di peggio.
Quando ho visto che c’era un film horror su due gemelli malefici, mi sono un po’ entusiasmata, ma mi aspettavo di meglio.
Lola e Adolfo adottano Tin e Tina in un orfanotrofio, siamo in Spagna nel 1980. Le premesse c’erano tutte per avere qualcosa di più, però questo film è stato pieno di cliché da film horror. Ad esempio, i bambini malefici con i capelli bianchi, suore malefiche, religione pericolosa e soprattutto, purtroppo, animali morti. Spesso gli horror, anzi quasi sempre, si distinguono per presentare all’inizio degli animali domestici che sono messi nella storia solo per essere uccisi e dimostrare dunque la cattiveria e il pericolo insito nella parola horror. Basta!
Avevo iniziato a guardare il film con medie aspettative, però quando ora iniziano i film Netflix, ci avverte dei pericoli e c’era scritto in alto "violenza sugli animali". Subito dopo ho visto che c’era il cane della coppia di Lola e Adolfo e ho capito… Basta! Sinceramente non vedevo l’ora che passasse quel momento in cui il cane veniva fatto fuori. Quella scena mi ha dato fastidio, non serviva. Il film è durato due ore, non c’era bisogno di vedere quella scena in cui questi gemelli malefici, per tutti i motivi che vengono descritti nel film, decidono di uccidere, squartare e seppellire il cane di Lola. No grazie, ormai si dovrebbe capire che la gente non ne può più di vedere queste scene di violenza gratuita sugli animali che rovinano il film. Io non lo riguarderò di sicuro, anzi se dovessi rivederlo dovrei mandare avanti, ma non mi va. È un addio. Certo, in alcune storie può succedere che gli animali fanno una brutta fine (succede anche su Avatar), però ci deve essere un senso e qui non c’era, non serviva allungare il brodo, avevamo già capito che questi due erano psicopatici… Dunque questa è una grande pecca.
Il film non brilla di genialità, non c’è niente di nuovo, però ho apprezzato il fatto che sia stato ambientato negli anni '80, l’ha reso un po’ più artistico.
Tin e Tina sono due gemelli non cattivi di per sé ma il problema è che interpretando alla lettera la Bibbia, lo diventano, come si può immaginare. Mi è piaciuta questa parte perché va a riflettere sul fanatismo religioso che può portare a comportamenti sanguinolenti, non è una novità. Quindi questa parte è stata interessante. Però manca una scintilla, un qualcosa che lo rende almeno leggermente geniale. Non dico che deve essere un capolavoro da Oscar (poi adesso non si sa neanche se dire film da Oscar vuol dire film bello), però qualcosa di più. Un film dal budget basso può comunque riuscire ad essere interessante per esempio con una trama un po’ più costruita. Perché, oltre al fatto che i gemelli sono malefici e i genitori sono stolti non c’è molto altro… Potrebbe bastare, ma no.
La recitazione dei grandi non è stata delle migliori, e poi c’è anche da dire che questi due genitori, Lola e Adolfo, sono un po’ stupidi, come sempre succede: negli horror c’è sempre una certa demenza dei personaggi che si vanno a infilare in situazioni pericolose che normalmente si evitano.
I due ragazzini, però, sono stati accattivanti, è questo che devo sottolineare. Hanno recitato bene i loro personaggi, che sono sviluppati in maniera abbastanza soddisfacente. Proprio i due gemelli mi hanno anche attirato tanto che ho guardato questo film solo dopo aver visto il trailer. Insomma, questi personaggi sono azzeccati ma non basta avere un’idea per fare una storia. L’idea di partenza dei gemelli pericolosi perché sono religiosi, biondi e strani è ottima, però intorno non ci hanno saputo costruire una trama che rendesse il film degno di essere guardato anche più di una volta. Perché io con quella scena del cane, non lo riguardo di sicuro.
A volte, poi, più che un horror, era comico. Gli horror, di fatto, sono un mucchio di cazzate predisposte in modo tale da sembrare terrificanti, ma che, se vanno analizzate scientificamente, risultano improbabili, impossibili e dunque per niente paurose. In alcune scene si era rimarcato troppo il fanatismo dei due bambini che risultava ridicolo, scene che invece di risultare paurose, sembravano solo folli tanto da ridere e non c’è più paura, ma c’è derisione di una scena che è andata oltre. C’è una sottile linea che separa l’horror dal comico e più di una volta in questo film si è andati a finire nella comicità e se un horror fa ridere, ecco che fallisce.
Dunque, un film da vedere? Sì, perché spicca, tra tutte gli show proposti da Netflix. Vale la pena, ha i suoi difetti, l’ho detto, ma c’è stato anche un debole intento di uscire un po’ dalla solita minestra. Ultimamente, trovare qualcosa da guardare non è facile, questo attira. Peccato che, avendo l’opportunità di essere così attraente, non ci hanno saputo dare uno spettacolo soddisfacente.












