Avatar 2 🍿 commento 7


Ormai tre settimane fa in occasione degli Oscar hanno fatto rivedere Avatar 2 al cinema: non credevo che avrei avuto la possibilità di riguardarlo un’altra volta al cinema e appena si è presentata l’occasione ci sono andata. Mi dispiace ma se c’è Avatar in sala niente regge il confronto e lo vado a vedere a prescindere da ogni altro possibile film nuovo.


Non sono stata neanche l’unica a pensarlo dato che la sala non era certo piena ma non era neanche vuota. Guardare il proprio film preferito al cinema è un’esperienza unica e ultimamente trovare qualcosa di nuovo decente mi è sempre più difficile. Ho già commentato il film ampiamente dunque posso solo ragionare sull’effetto dell’ennesima visione: come volevasi dimostrare il film è valido anche alla settima visione. Dopo alcune visioni ero arrivata a sapere quale scena c’era dopo un’altra e ora so cosa c’è due o tre scene dopo. I momenti più strazianti rimangono difficili, quelli più meravigliosi restano tali e questo conferma la validità delle sensazioni trasmesse. Il film non perde di una virgola il suo valore, rimane sempre brillante in tutto e per tutto e ciò è dato dal grande lavoro che c’è stato. 


Ripenso a come al primo impatto questo film mi aveva lasciata un po’ spiazzata tanto da essere sicura che era leggermente inferiore al primo ma ora che lo vedo nitidamente credo che abbia invece superato il primo. Ammetto che la prima volta che l’ho visto non mi sono sentita come se fosse stato maestoso come il primo ma invece è proprio così non solo come il primo ma anche di più. La storia è più complessa ma non complicata è più curata ma non deviata dallo stile originale, anche se c’è di più rimane coerente a quello che era nel modo di fare nel modo di pensare e di mandare i messaggi e di instillare dei pensieri. 


Io che non sono mai riuscita ad apprezzare i cosiddetti film basati sulle famiglie mi ritrovo a ricredermi in questo caso perché questo è proprio un film sulla famiglia allargata poi in modi che sulla terra non sono neanche concepibile. I personaggi ormai sono diventati amici e continuo a trovarmi bene in loro compagnia con la loro natura aliena e la loro pelle blu proprio perché mi allontanano dal pianeta Terra, da problematiche attuali e mi ritrovo avviluppata da una storia nuova originale e che finalmente non è il riciclato né di altro ma neanche di se stessa.


Spesso nelle fiction i cattivi e i buoni risultano ridicoli per quanto sono enfatizzati nelle loro parti ma su Avatar 1 e anche 2 non si può certo dire che sono troppo teorizzati: gli invasori di un pianeta che distruggono tutto non possono che essere cattivi, non c’è sfumatura che ci può permettere di vederli in una chiave non cattiva. Chi distrugge per prendersi quello che non è suo è “cattivo”. In Avatar 2 si può vedere come anche il cattivo comincia ad avere degli atteggiamenti diversi perché ricombinato, i marine ricombinati con il DNA degli Avatar che si presentano come nemici però dallo stesso aspetto cominciando a ragionare forse grazie a quella parte di DNA che volenti o nolenti li forma. Ovviamente si convertono ma cominciano a vedere rimanendo dunque credibili. La chiave per scoprire un nuovo mondo è sempre quella di capire come vivono i suoi abitanti.



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