Laguna blu 📺 commento



Un film invecchiato malissimo. Era il 1980 e il film ha uno stile tutto proiettato all’indietro, nessuna novità nessuna necessità di affrontare l’argomento particolare in modo innovativo. Anche a prescindere dalla trama il modo con cui è stato girato è agghiacciante noioso patetico prolisso.


Il film è stato girato in un’isola tropicale bellissima, da sogno ma questo non significa che una buona percentuale di riprese debba essere dedicata a illustrarci i fondali marini le onde il mare le palme la spiaggia senza neanche personaggi. Lo stile quasi da documentario che sbandierava anche i vari animali proprio per lunghi momenti ha permesso addirittura a un tipo (John Gibbons, un erpetologo) di scoprire una rettile che non era ancora stato classificato (Fiji crested iguana)! E se succede una cosa del genere c’è qualcosa che non va, il film infatti era pieno di riprese naturali riempitive per farlo arrivare a una ora e quaranta circa.


Altro punto tragicomico del film è la trama troppo semplice per una pellicola, oltre ad alternare le riprese della natura ci sono continue e ripetute ed eccessive e perverse riprese dei due ragazzi fin da bambini che nuotano giocano ridono… riprese senza parole ma con strazianti musiche da film vecchio.


La trama è sciatta, accade tutto per far for trovare questi due da soli nell’isola dove cominciano ad amarsi e hanno un figlio. Stop non c’è altro da dire a parte la tribù malefica nativa che abita dall’altra parte dell’isola. 

C’è da stendere un velo pietoso su questa parte della tribù. Quando finalmente i due ragazzi vedono gli indigeni danzare intorno al fuoco mezzi invasati tra gli attori si vede addirittura uno con i baffi… ma la parte peggiore è che la tribù viene dipinta come nemica, sono sanguinolenti ignoranti fanno i sacrifici umani sono primitivi pericolosi… C’è gretto razzismo e va detto anche se non possiamo criticare una visione vecchia con gli ideali nuovi ma non si può neanche far finta di niente: è ridicolo e offensivo.


Il film si basa su un libro scritto da Henry De Vere Stacpoole, un medico di bordo che ha scritto moltissimi libri ispirandosi ai sui viaggi. Qui il viaggio è solo una minima parte, c’è una sottile nota di perversione che molto probabilmente ha garantito l’enorme successo da parte del pubblico di questo film. Nonostante tutte le critiche che ho esposto è un film cult che ha riscosso un grande successo e che conoscevo persino io anche se l’ho visto solo ora. Diciamoci la verità, si tratta di due ragazzini che scorrazzano (semi) nudi in un’isola deserta e che alla fine cominciano ad amarsi. Le scene esplicite non ci sono anzi al giorno d’oggi sono molto più esplicite ma il fatto di vederli nudi più e più volte e in atteggiamenti languidi ci fa chiedere se gli spettatori abbiano un’indole alquanto voyeuristica. Nel film c’è poco altro, i dialoghi sono stentati deboli il copione non è stato di sicuro un gran lavoro e le interazioni verbali tra i due sono ai minimi storici. 


È interessante anche se banale il concetto che due che si ritrovano in un’isola alla fine imparano ad amarsi senza che nessuno dica loro cosa significa e come si fa ma oltre a questo non c’è niente, non basta per creare un buon film. Come se non bastasse tutto ciò viene esposto in stile fiabesco, la credibilità non abita in quell’isola. Difficile credere che due bambini sopravvivano da soli in un ambiente tanto ostile addirittura con quegli indigeni malefici e carnivori dall’altra parte dell’isola.



Dulcis in fundo anche il finale lascia (molto) a desiderare. Dopo anni e anni imprecisati ma più di 15 chi era nella nave con loro il padre del ragazzo passa per caso davanti all’isola, li sta ancora cercando dopo tanti anni e loro proprio in quel giorno per caso hanno un incidente che li porta al largo quando lui passa di lì. Questa forzata casualità inserita per un lieto fine a base di ritorno a tutti i costi alla divina normalità di quell’epoca stride con la credibilità e distrugge la pazienza dello spettatore più arguto. Possiamo credere che i due ce l’hanno fatta a sopravvivere, possiamo credere che i due sono riusciti ad avere un figlio ed è andato tutto benissimo ma che addirittura quando si ritrovano naufraghi perché hanno preso il largo per sbaglio in quel momento passa proprio il padre del ragazzo che li cercava da tanti anni no, è troppo. Non sono non è credibile ma è assurdo.


Se il film fosse uscito in epoca moderna molto probabilmente si sarebbe preferito di lasciarli vivere per sempre da soli in quell’isola, perlomeno così è come avrei voluto vederli io, non contaminati dall’esterno di cui non ne avevano bisogno, ma per sempre felici e contenti, finire la fiaba come si è iniziata. Invece si è voluto dimostrare come la civiltà è migliore del selvaggio, che un po’ va bene ma poi basta perchè se fossero rimasti in quell’isola sarebbero diventati come quelli della tribù.


Per concludere è stata una delusione, un film di cui ho sentito parlare tutta la vita e da cui mi aspettavo qualcosa di più, non tantissimo ma almeno un copione, una sceneggiatura, una trama un po’ più ricca e che andasse oltre quella perversione di base che anche se nascosta più si guarda il film e più diventa evidente. Disastroso.




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