Review: Heaven

Heaven Heaven by Mieko Kawakami
My rating: 1 of 5 stars

hermio



Un libro pieno di aria fritta inconcludente e che non sa neanche dove andare.

Sono rimasta infastidita da come è stato trattato il tema del bullismo ovvero con una sufficienza che dimostra che chi ne parla non lo ha subito. Che c’è di peggio di chi spara sentenze su un argomento facendo il filosofo senza sapere quello di cui parla?

La storia è inconcludente perché non sa dove andare, sin dall’inizio arranca.

La scrittrice ha messo su un paio di personaggi che parlano tra loro e basta non interagiscono, nei loro dialoghi addirittura sembra che ognuno parli per i fatti suoi. Discutono a vanvera e troppo a lungo solo per permettere alla scrittrice di condividere delle idee sciatte e banali senza darci la sensazione che abbia mai provato quello che sta blaterando.

Inizialmente mi era sembrato di guardare un anime o forse me lo stavo immaginando sapendo che si tratta di un libro giapponese ma forse perché è sempre la solita storia: studenti cicale, i cattivi, un ragazzo e una ragazza… E poi perché ambientarlo negli anni 80? Anzi non si tratta di un’ambientazione ma più che altro di un dire che sono negli anni 80: che senso ha? Si poteva fare a meno del riferimento temporale se non ha senso per la storia, purtroppo non c’è niente che ha senso in questa storia.

I due personaggi principali sono un ragazzo e una ragazza che vengono presi di mira dai bulli. Il ragazzo è strabico e si spende una grandissima quantità di pagine su questo suo difetto tanto che poi andrà a farselo correggere in ospedale in conclusione della storia con una grande importanza data a questa parte. Dunque si parte con il bullismo, poi i due si trovano e sembrano essere in sintonia finché all’improvviso non hanno più sintonia, lui decide di suicidarsi ma lo dice, non ci sono sentimenti, un personaggio non può dire all’improvviso forse mi suicido o forse no. Ecco che alla fine per magia va a farsi curare lo strabismo e non vedrà più la sua amica, senza un motivo apparente.

Che cosa significa il titolo? Il titolo è il titolo di un quadro che due volevano andare a vedere ma che non ci sono neanche andati. Dunque come titolo mi sembra un po’ a cazzo.

Ho come l’impressione che chi scrive abbia ricevuto il suggerimento da parte forse dell’editore di metterci per forza qualcosa di piccante ed ecco che ogni tanto il protagonista strabico frustrato si masturba! Per me quelle scene sono state talmente tanto ridicole e insensate che hanno contribuito a rendere tutto il libro un flop totale, che bisogno c’è di di scrivere scene così?

La parte più assurda è stata quel dire “bisogna lottare non ci dobbiamo dare per vinti non dobbiamo essere come loro perché non dobbiamo colpire i bulli ma subirli! Dai ma davvero? Ad un certo punto il protagonista maltrattato stava per dare una sassata aL super bullo ma no non è quella la soluzione! La scrittrice sentenzia che ai bulli bisogna dargliele vinte! Io non la penso così, l’unico modo per liberarsi dei bulli è dar loro pan per focaccia. Come voleva sì dimostrare il protagonista ha lasciato la scuola.

Infine serviva un po’ di pathos, tutte queste parti sembrano raccontate non vissute né da chi scrive ma neanche da chi è il protagonista, serviva un filo di passionalità di enfasi di sentimenti, tutto rimane secco arido ridicolo, senza un perché e dunque non c’è neanche ragione di leggerlo.

Dulcis in fundo la postilla degli editori italiani che dicono grazie caro lettore per aver comprato questo libro! E io ho continuato a ridere perché l’ho preso in biblioteca! Hanno scritto bla-bla Bla sulla pirateria dei libri che è un danno… al che giro la copertina e vedo che questo libro Paperback costa 17 €! E non sono neanche 250 pagine! Poi comunque cari editori, non è che dovete andare a fare una ramanzina a chi ha in mano un libro legale, fatela a chi non ce l’ha ma chiedetevi anche perché alcuni hanno la necessità di non avere libri “veri”. Se tutti i libri che ho letto li avessi presi in negozio invece che in biblioteca sarei sul lastrico! Fortuna la biblioteca!


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