Inuyasha, Vol. 2 by Rumiko TakahashiMy rating: 3 of 5 stars

La storia continua senza soluzione di continuità e siamo nel combattimento che si era interrotto nel numero precedente e che qui si conclude come era possibile prevedere.
Kagome continua ad essere poco credibile troppo capace di fare tutto in un ambiente dove non saprebbe fare niente.
Continuo a credere che sarebbe tutto migliore senza mostri che si alternano per prendere i vari pezzi della sfera che si sono sparpagliati quando si è rotta: ottimo escamotage per la ripetitività. I continui combattimenti rendono la storia inoltre troppo splatter.
Succede qualcosa nella storia base: arriva Sesshomaru il fantastico fratellastro di Inuyasha. Hanno delle madri diverse, Sesshomaru è un demone completo mentre Inuyasha è un mezzo demone, sono entrambi affascinanti.
Sesshomaru si fa vivo perché cerca la tomba del padre dei due dove spera di trovare Tessaiga la spada forgiata direttamente da una zanna del padre il cui scheletro giace in una perla che era stata nascosta nell’occhio di Inuyasha.
Nessuno dei due fratelli riesce ad estrarla in una situazione in stile la spada nella roccia ma ci riesce Kagome perennemente con la gonnellina che la rende veramente ridicola.
Sesshomaru per l’ennesimo combattimento si trasforma in un lupo gigante che è la sua vera natura ma il fratello lo sconfigge grazie alla spada che come si scoprirà alla fine può essere usata solo da coloro che amano gli umani e desiderano difenderli perché il padre dei due fratelli l’aveva creata per proteggere la donna umana che amava. Una spada dunque che reagisce in base agli intenti e che se non li gradisce rimane dall’aspetto consumata e non funziona.
C’è un nuovo spiacevole personaggio: Myoga. Myoga è un demone a forma di pulce, disgustoso e antipatico che è stato inserito per rallegrare un po’ l’ambiente ma che rovina la storia.
Si va avanti.
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