Cercando Alaska 💚Lisbeth commenta
All’inizio avevo paura che finisse come tutte le altre serie ultimamente ovvero come la cosiddetta “scarpa rotta” e invece questa mia paura si è rivelata infondata.
Ovviamente ci sono degli spoiler altrimenti sarebbe impossibile parlare in maniera decente di quello che penso di questa serie?
L’inizio mi ha fatto ben sperare perché sembrava una storia di estremamente curata e infatti poi mi sono accorta che era basata sulla trama di un libro… Purtroppo sembra proprio che le migliori serie siano quelle che attingono idee su libri. Mi sono anche stupita che lo scrittore John Green fosse appunto un uomo perché per come era predisposta la storia mi aveva dato quasi l’idea di qualcosa di femminile anche se effettivamente il protagonista, Miles, è un ragazzo.
Le tematiche sono sempre quelle degli adolescenti americani allo sbaraglio. C’è sempre la scuola di sottofondo e questa volta sembra qualcosa di inconcepibile per noi in Italia, una scuola in cui tutti gli studenti vivono in una specie di campeggio autonomamente e c’è una sola persona che si preoccupa di sorvegliarli mentre i professori insegnano. Come sempre il problema principale è l’alcol ma come si fa anche solo a pensare che un mucchio di ragazzi messi così allo stato brado controllati da una persona riescono a rispettare questa regola? Quasi che ti viene spontaneo volerla infrangere. Come sempre ci sono le distinzioni di classe sociale i ricchi e i poveri e Alaska fa parte dei poveri con il suo amico nero del chiamato il colonnello. Miles si ritrova in camera con il colonnello e ha subito un colpo di fulmine per Alaska anche se effettivamente lui viene da una famiglia benestante. Tutti i momenti di vita scolastica sono brevi, conosciamo solo due professori e degli altri non si sa niente, i momenti tra i banchi sono davvero pochi tanto che inizialmente mi chiedevo: ma è un campeggio estivo? La storia poi ci mostra come questi ragazzi non facessero altro che farsi scherzi di cattivo gusto e che si impegnavano a organizzarli per parecchio tempo e dunque mi chiedo se fumano, bevono e fanno scherzi… Come fanno a finire l’anno scolastico? Alaska poi viene presentata come un’amante della letteratura e io mi chiedo: quando trova il tempo di leggere? Si è vista solo cazzeggiare, fumare e bere ed è sembrato infatti che questa sua qualità letteraria sia stata solo aggiunta per renderla più appetibile quando per tutto il resto non dava proprio l’idea di una acculturata, mai si vedeva leggere tanto che l’unico libro di cui si parla è uno: “Il generale nel suo labirinto” un romanzo di Gabriel García Márquez… Un libro che sembra anche piuttosto pesante e io alla sua età non l’avrei mai letto, ma lo dico solo così…mai letto neanche dopo. Comunque Miles si innamora e insieme al colonnello e anche al loro altro amico giapponese pende sempre dalle labbra di questa Alaska che tra l’altro ha anche un ragazzo…
C’è la puntata di Halloween, la puntata del giorno del ringraziamento, la puntata di Natale… Tutto come sempre solo che si va in flashback per i primi episodi. Infatti Miles comincia dalla fine ovvero dall’incidente. Non dice subito che è qualcosa di drammatico e catastrofico però si capisce che succederà qualcosa ad Alaska. E così una notte improvvisamente Alaska prende la macchina e va via… Dove va? Va incontro alla morte perché ha un incidente. Subito si parla di tasso alcolemico, nessuno capisce perché era partita così all’improvviso… Poi si capisce che aveva parlato con il ragazzo ormai ex (l’aveva lasciato proprio perché anche lei ovviamente si era innamorata di Miles) e il ragazzo le aveva ricordato che era l’anniversario della morte della madre di Alaska. Durante gli episodi infatti era venuto fuori che Alaska era un po’ turbolenta a causa di quello che le era successo nel passato: la madre aveva avuto un aneurisma e il padre l’aveva incolpata di non aver chiamato l’ambulanza. Dunque Alaska in quella notte dopo aver bevuto improvvisamente dice a Miles: “io vado via”. Dopo i piagnistei, con delle piccole ricerche i suoi amici riescono a capire che era rimasta turbata dal fatto che non si era ricordata dell’anniversario della morte della madre… Ma dove voleva andare? Sembrava quasi che volesse andare al cimitero ma perché? Subito dopo l’annuncio dell’incidente io ho cominciato a partire con la fantasia: fanfic, non era morta davvero. Mi è venuto in mente che tutti avevano inscenato quest’incidente perché il padre volevo ucciderla e così erano riusciti a nasconderla… Niente… Quando mi aspettavo un colpo di scena non è successo niente e la serie è finita. La scarpa non era rotta ma....stretta? Sembrerebbe quasi una storia di formazione… Ma che cosa hanno capito? Miles che racconta dice che se la sono lasciata sfuggire… Ma ho sentito continuamente episodio dopo episodio la mancanza di una solida base, dì qualcosa di più “importante”. Certo non bisogna mai strafare con la trama ma possibile che per un semplice motivo così una si va a sfracellare? È davvero tanto catastrofico che tu non ti sei ricordata di portare un fiore al cimitero? Mi è piaciuto molto il fatto che ci fosse un racconto in prima persona però mi aspettavo che questa Alaska fosse qualcosa di più… Dopo tutto il padre le aveva solo detto che avrebbe dovuto chiamare l’ambulanza, ma dalle sue espressioni mi aspettavo che invece ogni volta che andava a casa la picchiava, la trattava di merda… cazzo, diceva sempre: “non posso tornare a casa da lui”. Invece effettivamente non c’era niente. Il problema era lei, mi ha dato l’idea di una persona che cerca di sembrare problematica perché ciò la rende più interessante. Non faceva altro che bere altro che leggere. Più che una storia di formazione mi è sembrata una storia di distruzione senza motivo. Certo ha perso un genitore però per come si comportava dava continuamente l’idea che ci fosse qualcosa di più grande, di più grave e mi creava delle aspettative continue. Quando poi la serie è finita ed è venuto fuori che era solo un fatto di portare fiori al cimitero e che non c’era niente di macchinoso e lei se ne era andata veramente sono rimasta un po’ come per dire… delusa. La nota positiva è che la serie comunque si è conclusa perché ultimamente sembra quasi che non ci sia la capacità di racchiudere in alcuni episodi una storia che ti soddisfa almeno un po’ con una conclusione. Tra i produttori esecutivi poi ho visto che c’è proprio l’autore del libro… Forse anche questo è il motivo per cui è rimasto tutto molto tranquillo perché lo scrittore ha voluto mantenere la fedeltà a un libro che io non ho letto. Sono solo ipotesi. Certe storie lette fanno un effetto che se trasposte a volte perdono. È chiaro che ogni scrittore vorrebbe vedere i suoi personaggi muoversi in carne ed ossa però manca qualcosa che (forse) era racchiuso tra le pagine. Belle le musiche, belli i colori e i posti ma manca un po’ di sostanza. Anche il fatto stesso che una volta lei morta tutti gli altri si siano addolorati mi ha lasciato un po’ strana perché fino al giorno prima tutti la odiavano per un motivo o per l’altro e poi? Poi tutti ne sono disperati? Sentimenti fasulli, certo è morto un compagno ma se tu fino ha due ore prima non la potevi vedere non ti puoi mettere a piangere… Le basi mi hanno caricato di aspettative ma è rimasto tutto molto (troppo) tranquillo, non che ci deve essere sempre qualcosa di straordinario però in questo caso forse era tutto troppo normale. È come quando ti danno la multa perché vai troppo piano, non devi correre però se prendi la macchina bisogna che almeno vai a 20 km all’ora… Questa storia era come una bella macchina che andava a 2 km all’ora.....
Cercando Alaska (miniserie televisiva)
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