Review: La signora Dalloway

La signora Dalloway La signora Dalloway by Virginia Woolf
My rating: 5 of 5 stars

Seconda lettura


E così l’ho dovuto rileggere (esatto era un dovere! Come quando un professore ti dà un compito per innalzare la tua sapienza e scoprire qualcosa di meraviglioso)...
Rileggendolo ho capito quello che già comunque avevo intuito dopo la prima lettura: eccolo, un mio nuovo libro preferito! Il primo commento l’ho scritto giusto per enfatizzare la necessità di rileggerlo e posso dire che per quanto rileggere un libro sia sempre un’ottima idea in questo caso è stata più che ottima perché per quanto la scrittura sia chiara il flusso di coscienza la rende piuttosto diversa da tutto quello a cui sono abituata ovvero semplici racconti di fatti che si susseguono uno dopo l’altro…
Che cos’è che mi ha travolto più di tutti? Forse Londra, il mio unico estero che ho amato sin dal primo momento in cui mi sono ritrovata nei luoghi descritti alla perfezione in questo libro, descritti attraverso gli occhi dei personaggi. La veduta di Londra di questi viene palleggiata da uno all’altro come se il flusso fosse una corrente e prima si analizza quello che pensa uno e poi passando accanto a un altro ci si immerge nella mente di questo, con tutti i suoi errori e tutti i suoi problemi e ognuno ha i suoi pensieri ma tutti convergono alla festa di Clarissa, quella sera. Classica inizia il flusso e la giornata e ci accompagna come se fosse la cosa più naturale del mondo camminarle accanto per le strade di Londra in quel 13 giugno del 1923. Ovviamente sto scoprendo l’acqua calda, come si suol dire, dato che è un libro molto famoso ma io ci sono arrivata solo adesso. Un’altra volta, forse lamentosa, voglio puntualizzare come la scuola abbia fallito. Mai neanche accennato a questo libro in tutte quelle ore di italiano, mai fatta una lettura del genere, forse poteva essere troppo? Perché magari non darci qualche spunto per i prossimi anni? Tipo: “ I ragazzi potreste leggere questi libri…”. A chi demonizza la televisione voglio dire che è stata proprio la televisione con “the Hours” a farmi conoscere questo libro, indirettamente tanto che non era la trasposizione cinematografica di questa trama ma hanno fatto davvero un buon lavoro. Dunque la televisione vince, basta scegliere cosa guardare, basta sempre puntare in alto e disdegnare le cosiddette schifezze che per quanto uno si dice ignaro di quali siano si notano subito. Dunque ecco un piccolo commento in ritardo, ci sono arrivata anche io, che adoro leggere, ogni lettore dovrebbe averlo letto o come minimo aver saputo la grandiosità di questa scrittrice. Arrivo, io lo scopro solo adesso. Irraggiungibile per me ma fonte di ispirazione, se non altro per il modo con cui questo romanzo mi ha presentato un giorno di vita vera reale concreta e in cui bene o male tutti possono rispecchiarsi, nessuno con una risposta, tutti con molte domande, ognuno con la volontà di prendere tutto quello che c’è di buono in ogni giornata, in ogni ora come in quel 13 giugno del 23. E più ci penso più mi vengono quasi i brividi: dannazione sono quasi passati cent’anni e le persone lì dentro sembrano proprio come quelle di oggi, certo magari vestite in altri modi e con modi di pensare ma neanche tanto diversi tanti che sono gli stessi anzi forse oggi ancora più disperati. La cosa che poi più mi sbalordisce è che io odio le feste, non le sopporto e non capisco tutto il senso di aspettativa di Clarissa me leggere questo libro mi affascina lo stesso perché ha questo potere, catturare tutti, non solo quelli che la pensano come la protagonista. Alla fine mi sono sentita anch’io a quella festa, con la gente che andava, la gente che veniva, chi si fermava a parlare con Richard, chi si accomodava su un divano. Poi ecco Peter, c’è addirittura Sally che è cambiata parecchio e sembra che stai lì in mezzo e vedi i tuoi vecchi amici e conoscenti. E come ho adorato tutte quelle regressioni al passato di quei giorni estivi a Bourton quando Clarissa non aveva neanche 20 anni, quei giorni in cui se ne stavano tutti quanti insieme (Peter, Hugh, Sally, Clarissa, Richard), tutti quanti quasi indefiniti ancora, esatto perchè allora tutto era molto più indefinito ma si stavano delineando le future relazioni e Peter e Clarissa hanno forse raggiunto il loro momento più alto, la loro travagliata amicizia che sarebbe potuta diventare amore se solo uno dei due avesse fatto qualcosa di diverso. Nonostante siano passati 100 anni il libro è di un’attualità sbalorditiva p, molti si trovano così intrappolati in quello che è più giusto (Richard) scartando quello che avrebbe generato più felicità (Peter).

Che dire poi di tutti quei dottori che non facevano altro che internare quelli che consideravano pazzi? Quei dottori come Bradshaw che cercando di salvare Septimus l’hanno praticamente spinto fuori dalla finestra: Septimus invece di farsi trascinare in una clinica dove l’avrebbero annullato preferisce uccidersi…
A volte sembra che anche Clarissa sia sull’orlo del precipizio ma sopravvive e si che nella prima versione invece non ce la faceva ma nella seconda ufficiale la scrittrice decide di darle una possibilità e chi sa che cosa succederà nei minuti seguenti alla fine del libro? Nelle ore? Forse niente di sconvolgente ma chi lo sa? Quanto sarebbe bello poter sapere che cosa succede ai nostri personaggi… ai nostri nuovi amici. Li abbiamo seguiti per pagine e pagine e poi siamo costretti ad andarcene e lasciarli alla loro vita. Non sarebbe bello magari fare una telefonata per chiedere magari a Lucy come stanno? Perché non c’è un personaggio che non sembra vivo perché ogni volta che qualcuno pensa esiste e in questo libro pesano tutti.

Pag 63
Nulla aveva importanza. Si misero seduti per terra e parlarono-lui e Clarissa. Entravano e uscivano senza sforzo l'uno dalla mente dell'altra. E poi in un attimo fu tutto finito.

Pagina 38
Strano, pensò, sostando sul pianerottolo, e assumendo quella forma di diamante, quella persona intera, strano come una padrona di casa conosce il momento preciso, il vero carattere della sua casa! Rumori lievi salivano a spirale lungo la tromba delle scale-un fruscio di scopa, un tap tap, un toc toc, un colpo violento quando si apriva la porta d’ingresso, una voce che ripeteva un messaggio nel seminterrato, il tintinnio dell’argenteria sul vassoio, argenteria lucida per la festa. Tutto era per la festa.

Alcuni Personaggi:

Lucy una cameriera di casa Dalloway
Miss Doris Kilman educatrice di Elizabeth
Hugh Whitebread 🍷 lavora a corte, scrive 🗞
Sally Seton 🌸 💋
Peter Walsh 💕
Joseph insegnava tedesco e cantava (male) Brahm 🎹 ✨
Justin Parry il padre di Clarissa
William Bradshaw dottore psichiatra 👨🏻‍⚕️
Holmes dottore generico 👨🏻‍⚕️
Lady Millicent Burton vecchia signora di antico lignaggio 🍴
Miss Milly Brush la segretaria di Lady Burton
Signora Perkins al servizio di Lady Burton
Ellen Barnet Vecchia bambinaia di Clarissa
Walker la cuoca di casa Dalloway 👩🏻‍🍳

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