Review 1: Il silenzio degli innocenti

Il silenzio degli innocenti Il silenzio degli innocenti by Thomas Harris
My rating: 5 of 5 stars

Aliennara



📖 Libro 🆚 Film 🎥 

Poco tempo fa avevo visto il film e certo sapevo che tipo di film era, da quando mi ricordo si parla di Hannibal the Cannibal, ormai è una figura storica, molto più concreta di altre reali. Così mi era capitato di vedere seriamente questo film e l’avevo apprezzato, è un cult, un film che ha fatto storia e non sapevo neanche che fosse tratto da un libro e quando mi sono ritrovata il suddetto libro tra le mani preso a caso in biblioteca ho capito che avrei dovuto riguardare il film per fare un confronto. Ero a dir poco elettrizzata che quell’affascinante storia fosse tratta da un libro perché come spesso accade nel libro c’è molto di più…Ma non è successo in questo caso. Tra il libro e il film vince il film, una vittoria schiacciante. Se il film può essere visto e rivisto il libro si può tranquillamente leggere una volta sola. Sono rimasta delusa dal libro innanzitutto perché non ho trovato tutta quella profondità che mi sarei aspettata. Non ci sono i sentimenti, il libro è secco, piatto, una serie di azioni come se fosse un copione teatrale. Ovviamente le idee sono brillanti e geniali sia per quanto riguarda ovviamente Hannibal ma anche proprio per il caso costruito intorno ovvero quello di Buffalo Bill che non riguarda neanche direttamente Hannibal. A dir la verità anche guardando il film sono rimasta piuttosto delusa dal fatto che tutto il caso di Buffalo Bill fosse totalmente sconnesso da Hannibal. Certo Buffalo o meglio Jame Gumb era l’amico di un paziente di Hannibal però finisce qui, io avrei voluto un intreccio un po’ più fitto. Questa è una mancanza che ho riscontrato proprio della trama che comunque il film segue molto fedelmente tanto da arricchirla invece che impoverirla come spesso accade. Ripeto le idee dell’autore sono geniali perché lo psichiatra che si mangia i suoi pazienti è una cosa eccezionale, un’idea di quelle che ti succedono una volta sola e infatti il film è stato in grado di sfruttare maggiormente questa figura che invece nel libro rimane un po’ troppo nelle retrovie. Certo Lecter ha una potenza innata ma solo il film con quell’attore riesce veramente a farlo risplendere a dovere e poi tutti si ricordano di lui più che di Jame ma è ovvio così. Anche Clarice è molto più definita nel film ma non perché la vediamo ma perché è più viva, più concreta. Ciò accade a tutti i personaggi di questo libro, vengono citati fugacemente, spesso nominati con nome e anche cognome quasi a volersi distanziare da tutto quello che sono e che rappresentano per se stessi, non c’è mai introspezione. Questa mancanza si sente maggiormente per quanto riguarda Jame perché “il cattivo” rimane un po’ così approssimato, certo è pazzo e tutto il resto però nel libro mi è mancato proprio quell’introspezione di spiegarmi la sua pazzia, non c’era quella capacità di vedere la sua mente che per esempio fa Stephen King. Come sarebbe stato potente questo libro se l’avesse scritto lui! Già mi è successo altre volte, vedo un film o una serie, scopro che sono tratti da dei libri e nel momento in cui leggo il libro ci rimango delusa. Mi è successo esattamente anche con Dexter e True Blood. Idee favolose che però non sono state coltivate a dovere da chi scrive ma invece benissimo da chi le ha utilizzate visualmente in un film o una serie. È un po’ come se una persona ha in mente una melodia scrive addirittura gli accordi con la chitarra e suona bene e anche le parole della canzone che scrive le canta intonato ma lui non sa cantare bene e non so suonare fluidamente e quindi se l’esegue lui dici ah sì carina ma se la fa un cantante musicista viene fuori uno spettacolo e tu dici wow. A volte infatti le idee non bastano per creare un buon libro. Per esempio American Pastoral… Il libro è un pozzo di idee e sentimenti azioni legami relazioni… Il film perde tantissimo, rimane sempre un ottimo prodotto ma non direi mai a qualcuno che vuole conoscere quella storia di guardarsi film perché non è lo stesso. Invece in questo caso sì, in questo caso io consiglio il film. È ovvio che gli attori scelti hanno fatto la differenza ma questo è sempre un pregio di chi costruisce il film che deve saper scegliere l’attore giusto e Hannibal è perfetto. Non c’è bisogno che io stia a dire quanto sia bravo Anthony Hopkins. In ogni caso sono convinta che uno scrittore possa riuscire a rendere più potente il suo personaggio sulla carta, più potente di quanto possa fare un attore che lo interpreta innanzitutto perché il personaggio sulla carta è lui al 100% mentre nel film in realtà si tratta di un attore che lo interpreta…
Nel libro mi sono mancati troppo i sentimenti, una serie di azioni senza mai sapere che cosa provavano in realtà i personaggi ed ecco perché dico che sembra più un copione che il film segue fedelmente, è lo stesso in quasi tutto, ci sono solo alcune piccole differenze anche se spesso nel film si possono riscontrare esattamente le stesse battute. 

La prima differenza è quella che riguarda come viene rinvenuta la testa di Klaus, un amico di un paziente di Lecter. Diverso è il modo di arrivare al garage in cui si trova, nel film il garage è più vicino, Clarice non ci va con l’avvocato del cliente morto ma con il proprietario del garage che l’aveva affitta all’ex paziente di Lecter.
Il garage è più grande nel film, c’è il piano ma niente biglietti di San Valentino con nel libro. In questo caso vince il film, la scena è molto più fluida e si passa meno tempo ad analizzare questa parte che è solo accessoria.

Catherine, la figlia della senatrice rapita per ultima, sembra più simpatica nel film, non vengono trovate delle sue foto compromettenti nel film come nel libro ma alcune foto nascoste Clarice le trova in casa della prima vittima, Fredrica Bimmel. A casa di questa ragazza ho trovato una bella differenza e devo dire che il film ha ripulito una brutta sbavatura del libro. Nel libro il padre di Fredrica Bimmel si è già risposato e addirittura ha un altro figlio è sono passati solo 10 mesi da quando era stato ritrovato il cadavere di sua figlia! Che schifo ragazzi… Una cosa così brutta non si può neanche leggere. Fortuna che il film invece ci ha fatto vedere un padre affranto come dovrebbe essere…
Una cosa invece che è stata resa meglio nel libro è l’ossessione per la pulizia del corpo che aveva Jame con le sue vittime che voleva che si pulissero continuamente… Nel film invece si vede che Cathrine è lasciata a se stessa tutta sporca… si poteva fare meglio e attenersi maggiormente a quello che era il personaggio perché effettivamente se tu vuoi utilizzare la pelle della tua vittima la devi mantenere pulita.

Altra differenza è al manicomio, nel libro Lecter si trova in una cella in fondo a un corridoio che ha celle da entrambi i lati mentre nel film forse per comodità o anche in questo caso per ripulire la scena da troppe cose, le celle si trovano solo da un lato. La cella di Lecter non è fatta di sbarre a cui è stata aggiunta una rete come nel libro ma di un vetro di plexiglas. E in questo caso vince ancora il film ma non per quando la cella al municipio, nel libro viene definita una cella dalle sbarre bianche come se fosse una gabbia toracica mentre nel film è una cella normale. Direi che il film in questo caso ha perso un po’ di stile. Sempre in quel momento c’è una differenza spettacolare aggiunta nel film ovvero che una delle due vittime di Lecter, uno dei due poliziotti viene appesa quasi come fosse una farfalla. Devo fare i miei complimenti allo scrittore anche per come ha organizzato la fuga di Lecter, è davvero geniale. Infatti non voglio assolutamente dire che questo libro non vale niente perché è uno scrigno di idee preziosissime solo che sono state potenziate solo dal film.

Ardelia, la compagna di scuola di Clarice, fa notare come i luoghi delle scomparse delle ragazze siano a caso in modo forzato mentre nel libro è Lecter a farglielo notare.

Differenza importante è anche la storia dell’infanzia di Clarice. Nel film la madre muore quando lei è molto piccola e quando il padre viene ucciso durante il suo lavoro di poliziotto lei rimane sola e viene mandata dalla cugina della madre che abita in un ranch con il marito. In questo ranch uccidono gli agnelli e lei quando lo scopre fugge cercando di salvarne uno ma senza riuscirci.
Nel libro il padre muore in uno scontro durante il suo lavoro ma innanzitutto non era un poliziotto ma solo un guardiano notturno e poi lei rimane con la madre e tanti fratelli. Viene mandata sempre dalla cugina della madre in un ranch in cui abita con il marito. Vengono sempre uccisi gli agnelli e lei scappa per questo ma nel libro vengono uccisi anche i cavalli in questo posto infernale e lei fugge con una cavalla e riesce a salvarla addirittura viene salvata portandola nello stesso orfanotrofio dove viene messa poi lei. Qual è la versione migliore? Per quanto riguarda la fluidità quella del film sembra migliore ma anche per quanto riguarda la credibilità. Poi sinceramente già mi fanno schifo gli umani che uccidono gli agnelli e se in quella famiglia uccidevano addirittura anche i cavalli direi che lo schifo era davvero troppo. A proposito di questo fatto si può anche vedere come il titolo in italiano abbia perso tutto il significato racchiuso da quello originale. In inglese o meglio il titolo originale tradotto è “il silenzio degli agnelli” perché Clarice per tutta la vita ha continuato a pensare a quel momento in cui questi poveri agnelli (stronzi schifosi quelli che li uccidono) venivano uccisi e nel perseguire la giustizia vuole metterli a tacere. Certo in italiano come sempre si deve cambiare perché altrimenti suona male però per farlo suonare bene ecco che si perde tutto. Perché in realtà nella trama non si parla mai di silenzio di innocenti ma sempre e solo delle grida degli agnelli. Nella lettera finale che Lecter invia a Clarice le chiede infatti: gli agnelli hanno smesso di gridare?  E pensate come suona bene per uno che leggendo un libro in inglese ha sotto gli occhi il titolo, il silenzio degli agnelli, e si ritrova questa frase. Potente, artistica e perfetta. Nel film inoltre invece della lettera Clarice riceve una telefonata durante la sua promozione ad agente dell’FBI. In questo caso per un film una telefonata è sicuramente molto più d’effetto perché non si vede qualcuno che sta leggendo e noi sentiamo il suo pensiero e allo stesso tempo vediamo cosa sta facendo Lecter dall’altra parte della cornetta. Più o meno il discorso è quello, cambia solo la modalità e in questo caso la lettera per il libro è stata la migliore scelta e la telefonata si è rivelata migliore per il film. Per quanto riguarda la fuga di Lecter nel libro se ne parla di più, dopo che se ne va dal municipio ci viene detto che si è trasferito in un hotel vicino a una clinica chirurgica e che addirittura ha cominciato a cambiare il suo aspetto. Ci viene fatto sapere che è diretto a Rio. Nel film invece dopo che è fuggito non se ne parla più, non lo vediamo più ma quando fa la telefonata vediamo che è già a Rio e inoltre è sulle tracce di Chilton, il capo del manicomio che lui odiava, cosa che non succede nel libro, quindi Lecter del film supera quello del libro!

Alla fine del libro Clarice comincia a frequentare Noble Pilcher uno dei due che l’avevano aiutata ad identificare la farfalla nella bocca di una vittima. Nel film per fortuna non succede anche se si vedono questi due che si fanno una foto insieme ad Ardelia sempre durante la cerimonia per la promozione di Clarice. Clarice e Pilcher proprio no grazie.

A proposito della farfalla anche in questo caso l’idea dell’autore del libro è geniale. Mettere un insetto con un nome del genere (Acheronthia Styx, i due fiumi infernali) nella bocca di una vittima è sicuramente una firma di effetto. Certo non mi piace affatto l’idea del sacrificio della farfalla e questo mi disgusta però proprio da questo fatto Clarice alla fine riesce a capire che la casa in cui involontariamente seguendo le tracce era finita è proprio quella giusta perché vede una farfalla. Dunque Jame è stato tradito proprio da quelle farfalle che lui adorava in un modo più o meno perverso. Proprio le farfalle vengono utilizzate in modo eccellente e artistico nella locandina del film, diventando quasi un logo. Anche lì c’è una piccola opera d’arte che non si era saputo trovare nella copertina del libro.

Altra differenza è la maschera da hockey, nel libro viene sempre detto che Lecter viene tenuto sotto controllo con una maschera da hockey mentre nel film usano qualcosa di leggermente diversa ma molto più suggestiva, molto più simile a una museruola.
Secondo me l’autore conosce veramente i cani perché da come si comporta Precious, la cagnolina di Jame, si evidenzia che sa come si muovono e a dir la verità sembra proprio che questa cagnolina sia il personaggio più vivo di tutto il libro. Non mi è piaciuto però che nel libro abbia detto che alla fine Catherine non se la porta a casa mentre nel film tutto ci fa capire che andrà a finire proprio così.

Suggestivo e decisivo per farci capire veramente chi è Jame è il momento in cui balla a ritmo di quella canzone… (link in fondo). Ottima scelta musicale. Viene tolta invece tutta quella faccenda dei video della madre che lui guardava e riguardava… Tolto anche nel film il fatto che ha ucciso i nonni… Dopo tutti i fatti pregressi risulterebbero troppo noiosi se elencate nel bel mezzo del film.

Altra differenza enorme è che nel film non viene fatto cenno alla famiglia di Crawford, ma è chiaro che non se la passi male come nel libro in cui a casa assiste la moglie moribonda. Tutto ciò lo rende pesante, assente e quasi di troppo noioso nella trama del libro. Nel film invece è brillante e dinamico e indispensabile.

Sia nel libro che nel film il personaggio principale è senza ombra di dubbio Lecter, lui è l’idea stratosferica, lui il personaggio della vita dello scrittore e dunque chi l’ha inventato si prende tutti i meriti ma sono sicura che senza Anthony Hopkins pochissimi l’avrebbero conosciuto. Sembra quasi che si faccia un po’ il tifo per lui, è troppo affascinante e questo fatto che si mangia i suoi pazienti lo rende unico. Ciò viene potenziato ancora una volta fino alla fine dal film, nella telefonata che fa a Clarice Lecter le dice: devo andare, ho un amico per cena. Che spettacolo!

Lecter: 
Il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno

del 12 luglio 20


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