Review: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Un documento-verità sulla droga tra i giovani

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Un documento-verità sulla droga tra i giovani Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Un documento-verità sulla droga tra i giovani by Christiane F.
My rating: 1 of 5 stars

Un dossier che finge di essere un libro e che non avrebbe mai dovuto essere scritto.

Un libro da non leggere


1. Zoo commento generale

Inutile dire che sono arrivata piuttosto tardi, più di 40 anni dopo mi sono immersa in questo progetto o forse dovrei definirlo evento che è partito tutto da un libro… No! È partito tutto da un giornale, lo Stern 

Per questo giornale lavoravano i due giornalisti 
Kai Hermann
Horst Rieck
che nel 1978 gironzolavano per i tribunali in cerca di notizie per poter completare il loro dossier sulla droga, una ricerca sulla situazione dei giovani. E qui hanno incontrato Christiane chiamata a testimoniare ad un processo, volevano solo un'intervista ma invece di due ore l’hanno interrogata per 2 mesi. I due intervistatori poi trascrivendo le bobine registrate dei colloqui hanno creato questo.....libro? No…solo un articolo.
Come si può facilmente capire da ciò Christiane non ha scritto niente, non è l’autrice del libro, non è una scrittrice, ha condiviso la sua esperienza in prima persona, ha raccontato a due giornalisti quello che è successo ma queste non sono le sue parole, quello che disse è stato processato e confezionato in un articolo di giornale che è stato di conseguenza pubblicato sul loro giornale e non in libreria. Solo dopo visto il successo di questo lavoro è stato proposto in libreria sottoforma di un libro. Quello che mi viene spontaneo chiedermi: perché sulla copertina del libro non ci sono i nomi dei due giornalisti che effettivamente hanno scritto il libro ma invece c’è il nome di Christiane? Anche gli editori sono dei grandi confezionatori e con un trucchetto grafico hanno fatto sì che Christiane F. facesse parte del titolo e in questo modo, scrivendolo prima di “noi i ragazzi…“ Sulla copertina sembra che sia l’autrice. Di sicuro leggere un libro scritto da una ragazzina è più allettante per una grande quantità di persone che potrebbero aver invece paura di leggere qualcosa scritto da due giornalisti tedeschi degli anni 70. Questo già potrebbe farci pensare che c’è qualcosa che non va perché è la prima volta che sinceramente trovo l’assenza degli autori del libro sulla copertina ed ero stata proprio la prima ad essere ingannata, ero convinta che proprio questa Christiane avesse scritto un libro sulla sua esperienza. No. Questo progetto nasce, dicono in una piccola prefazione in cui fugacemente si presentano, con la necessità di aprire gli occhi di tutti gli adulti e di tutti quanti su quello che succede ai ragazzini per le strade di Berlino alla fine degli anni 70. Ma vogliamo davvero partire dal presupposto che nessuno lo sapeva? Dicono poi: “Christiane ha voluto questo libro perché vuole rompere il silenzio degli adulti sulla realtà della tossicodipendenza anche i genitori hanno preso parte al progetto del libro testimoniando per dare un carattere documentaristico al lavoro”.
Genitori? La madre....e un altri tizi coinvolti (dunque qualcuno lo sapeva quello che succedeva per quelle strade)
E infatti se fosse stato un libro scritto dalla piccola Christiane non sarebbe stato logico trovarci anche delle testimonianze della madre della polizia di addetti alle terapie… Direi proprio di no ed è questo che caratterizza il lavoro come un documentario, un articolo di giornale e non libro. Come sempre non appena si vede la possibilità di un estremo guadagno tutti si adoperano per sfruttare l’occasione ed ecco che non appena questo articolo di giornale ha avuto un enorme successo è stato trasformato in un libro. Ma forse dovrei dire più che trasformato rilegato…Sicuramente nel giornale compariva il nome degli autori ma non nella copertina.

Sembra forse eccessivo questo mio puntualizzare chi ha scritto? Beh dipende da quanto si vuole sapere come stanno veramente le cose. Vogliamo davvero poi credere che questo dossier sulla droga berlinese aveva uno scopo benefico? Si sa che spesso i giornalisti scrivono per vendere e se questa era una realtà che andava avanti da anni poteva essere considerata un lavoro a scopo divulgativo? C’era allora qualcuno che credeva davvero di poter fermare quel mercato? Qui si parla di Christiane che abbandonata dalla madre (e uno si chiede con che faccia la madre riesca addirittura prendere parte alle interviste) si ritrova trasferita dalla campagna in un mondo pericoloso. Ma i pericoli non sono solo quelli della droga ma anche quelli di questo dossier perché sono convinta che non le hanno fatto assolutamente un favore a renderla famosa in virtù del fatto che si droghi, ed è andata a finire proprio così, Christiane è diventata la drogata più famosa del mondo! E possiamo davvero credere che questo sia andato a suo beneficio? Durante la storia si parla di un’altra ragazzina (Babsi) che ci ha lasciato anche le penne allora perché non si è analizzata la sua storia? Dopo tutto poteva essere anche più di impatto “se ti droghi ecco che muori”. Invece no hanno preso Christiane perché comunque un racconto con qualcuno ben identificabile è sempre più incisivo e sconvolgente di qualcosa senza nomi o con nomi di defunti. Alla fine hanno anche concluso che lei comunque si è ripresa… davvero? Non secondo Wikipedia. Potevano scrivere un libro con un’ipotetica ragazzina che si drogava ma a nessuno sarebbe scioccato e loro non erano scrittori e leggere di qualcuno “vero” fa un altro effetto e l’effetto c’è stato tanto che
nel 1981 hanno fatto addirittura un film a cui ha contribuito David Bowie sia comparendo nella pellicola ma anche occupandosi della colonna sonora. David Bowie da bravo commerciante astuto ha subito capito l’importanza del fenomeno e la potenzialità conseguente del film che avrebbe fatto scalpore. Ecco questa ragazza che dopo che si è drogata le hanno dedicato un libro e un film in cui compare addirittura David Bowie… si è sentita una celebrità sia in Germania ma anche in Europa tanto che quella stazione dove lei stava è diventata un’attrazione turistica.
Sulla pagina Wikipedia si può leggere che quando Christiane era andata a promuovere il film negli Stati Uniti è stata arrestata per possesso di oppio e eroina. Dunque? Sembra quasi che lo scopo del libro sia un po’ traballante… Non dovevamo far vedere come una ragazzina può essere salvata? Continuando a leggere la sua biografia si scopre che ha perso temporaneamente la custodia del figlio nel 2008 e ha sempre avuto problemi con la droga. Nel 2013 si è lamentata perché il pubblico non l’ha capita dopo la pubblicazione del libro e pensa che tutti stanno a chiedersi se lei sia pulita o meno. La verità è che nessuno si chiede più niente, il fenomeno è passato. Christiane ha detto addirittura che vuole vivere, che ha deciso che vuole vivere una vita diversa dalle altre persone insomma proprio come dice nel libro che ce l'ha sempre con questi borghesi tanto che ho sempre avuto l'impressione che si trattasse della volpe e dell'uva. 

Dunque Christiane è stata sfruttata dagli spacciatori ma anche dai giornalisti che hanno visto subito qualcosa di succoso e estremamente remunerativo in questa ragazza disposta a dire tutto. Uno si chiede dov’era la madre, a che cosa stava pensando? Nessuno poi negli altri stati si è fatto neanche uno scrupolo di non divulgare questo libro per non rendere famosa la figura di una piccola drogata ma è invece diventato una specie di libro cult. Tutti hanno banchettato a spese di Christiane.

Dunque questo mio per così dire sproloquio va oltre la qualità del libro e del film ma si focalizza su tutto ciò che è avvenuto concretamente e mi dispiace per Christiane, non è mai stato un modo per salvare qualcuno dalla droga o per svegliare i genitori. Davvero un drogato leggendo questo libro poteva dire va bene è meglio che smetto? No, ma neanche guardando il film e se dopo aver visto il film o letto il libro qualcuno pensa di essere stato salvato da questa storia significa che aveva già in sé la forza di salvarsi perché altrimenti sarebbe stato impossibile. Tutti sono facilmente suggestionabili ed è proprio per questo che questa storia ha avuto un enorme successo…

2. Zoo Commento al libro 📖 

La storia la racconta Christiane ai due giornalisti
Kai Hermann
Horst Rieck
E loro la raccontano a noi e come tutti i passa parola… Com’è che si dice…

È una storia estremamente (troppo) dettagliata come un’intervista di due giornalisti può renderla ma anche ciclica e ripetitiva come la vita di un drogato può essere: raccogliere i soldi, drogarsi, raccogliere i soldi, drogarsi e ogni tanto provare a smettere.

Si punta l’indice sulla città di Berlino e su come i quartieri più poveri e popolosi sono fonte di pericoli per i più giovani che vengono lasciati allo stato brado da genitori poco attenti. 

Si comincia dal trasferimento Trasferimento dalla campagna alla città di Berlino della famiglia di Christiane formata da lei e la sorella il padre e la madre che erano in cerca di lavoro. Prima vanno a Kreuzberg, in un grande appartamento poi quando iniziano i primi fallimenti lavorativi a Gropiusstadt, in un piccolo appartamento in un casermone per 45000 persone. Dare un’occhiata a Wikipedia può rendere l’idea di che cosa può voler dire vivere in una realtà del genere. 

Subito si nota come Christiane e la sorella vengono lasciate a se stesse dai genitori Che lasciano gironzolare per un tale ambiente da sole nonostante abbiano cinque e sei anni…Le due si ritrovano in gruppi di bambini che giocano e si azzuffano per cercare di predominare l’uno sull’altro. La madre lavora, il padre la maltratta e non ha un lavoro. Il padre mostra alcuni problemi dato che rinnega la famiglia e finge di non averla con i suoi amici, è un disoccupato con una Porsche.

“Naturalmente all'età di sei-otto anni non capivo un accidente. Mio padre mi confermava semplicemente le regole di vita che già avevo imparato per strada ed a scuola: darle o prenderle. Mia madre, che nella sua vita aveva ricevuto abbastanza botte, era arrivata alla stessa conclusione. Mi ficcava in testa continuamente: «Non cominciare mai, ma se qualcuno ti fa qualcosa ridagliele, più forte e più a lungo che puoi.» Lei stessa già da tempo non era certo in grado di restituire i colpi.

Pag 19

Quando la madre capisce che stare in quella casa con il marito è rischioso chiedo il divorzio. Ma quando lo capisce? Quando lo diventa anche per lei. La madre ha lasciato che il marito picchiasse Christiane per anni poi appena alza un dito su di lei ecco che si sveglia e chiede il divorzio. Il marito accetta subito e uno si chiede perchè ha aspettato? Così madre e figlie si trasferiscono a Rudow, solo una fermata di metropolitana più in là. La cosa che mi ha colpito amaramente parecchio è stato il fatto che la madre si sia prima accompagnata con Klaus, che tra l’altro era un amico del padre, e poi ha chiesto il divorzio, non ho fatto in tempo a lasciare una casa con un marito che ha tentato anche di affogarla che subito ha creato un ambiente domestico completamente deteriorato a causa della presenza di questo uomo-intruso dando vita a gelosie tra le ragazze e Klaus. La madre non accenna minimamente a privarsi di qualcosa in favore delle figlie.
Tutto ciò avviene prima che Christiane compie 11 anni  e appena ne compie 12 la sorella torna dal padre che nel frattempo aveva una nuova ragazza e si comportava meglio. 

Christiane inizia il liceo unificato, un mondo più ingarbugliato e freddo persino della sua famiglia: gli alunni non sono divisi per classe, per ogni materia esistono corsi di diverso livello. La realtà scolastica si presenta caotica con un difficile controllo da parte dei professori che non conoscono gli alunni ed sono frustrati loro stessi. Per Christiane sono continue lotte contro tutti i professori per farsi accettare dai compagni.
Con alcuni amici, tra cui Kessi e Milan, comincia a marinare la scuola e a frequentare la “Haus Der Mitte” un disco pub in cui ci si può andare da 14 anni in su, un'iniziativa della chiesa evangelica a Gropiusstadt. Qui tutti fumano narghilè con hascisc, un luogo di preghiera insomma. I ragazzi consumano bevono vino e birra tutti i giorni anche la mattina oltre che nel club fino ad arrivare ben presto all’LSD.

“Parlavano di musica. Di un tipo di musica che io ancora non capivo molto. lo sentivo volentieri il genere melenso, ero per tutti i gruppi che facevano musica da mocciosetti. Quindi comunque non avrei potuto partecipare al discorso, ed era un bene che fossi ubriaca, così non mi venivano sensi di inferiorità tremendi.”

Mi resi conto presto quale era la musica che loro trovavano forte e anch'io subito dopo stavo appresso a quel la musica: David Bowie e roba così. Per me i ragazzi che conoscevo erano loro stessi delle star. Da dietro erano tutti dei David Bowie in originale, anche se avevano solo sedici anni.
Pag 46 

Nel frattempo quando a casa dovrebbe trovare un aiuto o una via di fuga da tutto lo sconforto che evidentemente prova a soffocare con le sostanze, ecco che l’intruso Klaus le manda via il cane e per questo (giustamente) lei non vuole più stare a casa. Evidentemente questo è un punto cruciale perché Christiane ha sempre detto di amare gli animali e di essere affezionata ai suoi cani e di trovare la loro compagnia molto importante, quindi la madre lo sapeva. Questo intruso portato in casa dalla madre dice che non c’è abbastanza spazio e dunque il cane di Christiane deve andare via? Una vera madre avrebbe dato un calcio in culo a Klaus per sbatterlo fuori, vedrai come si liberava spazio… La madre ha fatto di tutto per far sentire Christiane abbandonata e infatti la ragazza si allontana dalla famiglia nella quale non cerca più tenerezza, non vuole più una madre né una famiglia.

Parla ora la madre di Christiane: racconta soprattutto della sua infanzia difficile e di come il padre la voleva comandare e per sfuggire al padre ha sposato Richard in un matrimonio fallito sin dall’inizio, di come lei doveva lavorare e Richard non riusciva a far niente finché non si trasferirono nel 1968 a Berlino (esattamente l’inizio della fine per la figlia) fino ad arrivare al divorzio nel 1973. Nel 1975 regala a Christiane un giradischi per i suoi 12 anni evidentemente con la coscienza sporca ma ormai è troppo tardi, Christiane consuma già efedrina, pasticche e farmaci e ha sempre più problemi a scuola. Forse è meglio che stai zitta.
.....
Il lavoro completo può essere letto sul nostro Blogger qui 
A volte le limitazioni di Goodreads ci stanno davvero strette e se siamo costrette a interrompere il discorso così  non è certo colpa nostra...




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