La scatola dei bottoni di Gwendy by Stephen KingMy rating: 2 of 5 stars

Forse è meglio che Stephen King scrive da solo… Ho come l’impressione che questo libro non sia altro che una trovata commerciale e non un flusso di fantasia e creatività spontanei come dovrebbe essere per ogni libro. Certo certo tutti devono guadagnare ma si nota tremendamente quando un libro viene scritto per guadagnare e quando invece si guadagna sul libro scritto perché si aveva l’impulso di farlo… Chi lo conosce quest’altro scrittore? Richard Thomas Chizmar, non c’è neanche una pagina Wikipedia in italiano e quando non c’è una pagina Wiki significa che le cose sono pressoché sconosciute....
Durante la lettura ho come avuto l’impressione che questo libro sia stato scritto solo per un 10% da Stephen King che ha sistemato soprattutto le poche parti timidamente horror, come la liquefazione di quel personaggio e la partecipazione dell’uomo con il cappello, tutto nel suo stile ma molto molto soft. Per il resto temo che sia tutta farina del sacco dell’altro… A dir la verità non sono molto convinta di che cosa ci vogliano dire con questa storia e del perché sia stata scritta, ho come l’impressione che (e non riesco a togliermela dalla testa) l’editore per promuovere il nuovo scrittore abbia detto a questo e a Stephen King di fare un libro insieme… Di solito non è da Stephen King lasciare tutto al caso e sono sicura che ci avrebbe spiegato per filo e per segno da dove arrivava quest’uomo con il cappello, chi era lui e che cos’è era questa scatola con i bottoni. Se avesse scritto Stephen King questo libro forse i bottoni sarebbero stati quelli di una sarta, bottoni magici malefici e spettrali ma di sicuro ci avrebbe detto da dove venivano chi li aveva fatti e perché. La storia mi sembra poi un po’ troppo in stile favola della buona notte… frettolosa. Il problema è inoltre che in questa trama non succede niente, ok ci sono questi bottoni e la protagonista ne schiaccia uno ma poi? Non sappiamo cosa sarebbe successo se li avessi usati o forse era sotto inteso e io non l’ho capito? Probabile potrebbe essere anche così… Però mi aspettavo molto di più. Mi è piaciuto il riferimento reale a James Jones (Che ha una pagina Wiki in italiano) e a come sembra che Gwendy abbia provocato il suicidio di massa ma poi alla fine si dice chiaramente che non è colpa sua...quindi?
Non voglio dire che non mi è piaciuta, ho solo trovato la scrittura troppo diversa da quello di King e senza una reale trama ben definita come di solito lui fa. Mi sono piaciuti i disegni, adoro i libri illustrati, e devo dire che hanno fatto di sicuro aumentare di una stella il mio giudizio. Non mi sarei mai aspettata di dare due stelle ad un libro di King ma dopo tutto penso che sia essenzialmente un libro… di quell’altro.
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