Storia di chi fugge e di chi resta by Elena FerranteMy rating: 5 of 5 stars

Più va avanti la storia più si palesa per la sua genialità di presentazione e struttura. Sembra una storia semplice perché è credibile ma non per questo significa che è stato facile scriverla, le opere ben fatte sono il risultato di un grande lavoro e di una maestria che non è da tutti. Ormai ho capito che questa è la mia scrittrice preferita perché riesce ha creare grandi scene con una scrittura fluida che dipinge persone di tutti i giorni in cui ci si può facilmente riconoscere, non sono supereroi o personaggi costruiti secondo le regole della scrittura creativa, sono personaggi che più li incontri tra le pagine e più diventano veri anche più delle persone vere.
Non esistono i principi azzurri che sono cattivi all’inizio ma che poi diventano buoni come li vorrebbero le donne ma come gli uomini non saranno mai. Nella storia gli uomini sono realistici.
Non credo che sia un caso che la protagonista si chiama Elena proprio come la scrittrice e sono entrambe scrittrici. La storia di Elena Greco forse esprime vicende reali di Elena Ferrante che all’inizio della sua carriera si è scontrata con il concetto della fama, scrivere un buon primo libro e poi con il secondo è tutta un’altra storia mentre rischi di entrare nel dimenticatoio.
Il titolo si riferisce al fatto che Elena se ne va da Napoli e si costruisce una vita ben lontana da quella che aveva, conosce la ricchezza e persone diverse da quelle del rione. Invece Lila resta, resta quella che è sempre stata per la sua cocciutagginem per la capacità di adeguarsi a situazioni difficili ed anche rimanendo sprezzante e geniale pur considerando Elena geniale.
Una delle mie scene preferite è quella del pranzo quando Elena con la sua nuova famiglia torna a Napoli e incontra il suo passato. Sono rimasta a bocca aperta per l’abilità con cui vengono presentati molti personaggi, tutti insieme, tutti diversi e ognuno resta vivo e partecipe intorno ad un tavolo.
Ascoltare questo libro è un piacere e la storia viene resa molto di più di quanto possa fare la serie.
Concludo con due citazioni:
La Galliani stette ad ascoltarla e fu colpita dalla sua sincerità dal tono spiazzante dalle frasi in un italiano molto intenso dall’ironia abilmente governata. Dovette sentire in Lila immagino quel qualcosa di inafferrabile che seduceva e insieme allarmava, una potenza di sirena. Succedeva a chiunque e successe anche a lei.
Questo distratto inseminare dei maschi, storditi dal piacere, ci fecondano sopraffatti dal loro orgasmo. Si affacciano dentro di noi e si ritraggono lasciandoci celato nella carne il loro fantasma come un oggetto smarrito.
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