Topolino n. 3503 by Walt Disney CompanyMy rating: 1 of 5 stars
Un numero con storie insopportabili, la prima e la quarta parte di una storia che si conclude con morali da quattro soldi, poi abbiamo una storia che è peggio di una lezione a scuola, l’unica che si salva è quella con il gatto e Paperino. Si finisce in bruttezza con un pasticcio temporale tanto per osannare il calcio.
Ovviamente c’è lo spazio riservato alla gazzetta dello sport con un inutile intervista a un giocatore di basket.
I consigli di lettura potrebbero essere interessanti se non fosse che sono solo pubblicità di libri nuovi, quindi più che consigli io li chiamerei annunci pubblicitari di lettura. Perché non cominciate a mettere veri consigli di lettura con qualche buon libro vecchio anche?
Cinque facciate per parlare della pizza? (Riempitivo)
Infine ci sono due interviste una più noiosa dell’altra: una su una storia della settimana prossima e una sulle monete collezionabili… Ma chi le legge?
1
Il destino di Paperone – Ep. 4 di 4: Zio Paperone e la spirulinas furtiva
La prima storia già comincia male perché è il quarto episodio! Non tutti leggono un Topolino dopo l’altro diligentemente, non siamo a scuola. Anche se li ho tutti mi piace passare da uno a un altro e questa scelta delle storie ad episodi danneggia molto la buonuscita di ogni singolo Topolino che si ritrova incompleto e incapace di intrattenere adeguatamente il lettore casuale che conta quanto quello abituale anzi forse di più.
Trama peraltro per niente originale, pochi numeri fa c’era un asteroide diretto sulla Terra e si scopriva che c’era una città su di esso è adesso passa una stella cometa e si scopre che c’è una città anche su quella…
Un bel melting pot di idee rubate qua e là, frasi con paroloni che però non si basano su niente basta sentire questa morale da quattro soldi: “Dipende da noi come affrontare gli eventi… Dalle decisioni che prendiamo!” E che cosa vorrebbe dire? Ci mette pure il punto esclamativo. Certo per alcune cazzate può anche andar bene ma se tutto comincia ad andare male è solo una frase fatta detta senza sentimento in puro stile “andrà tutto bene vedrai“, dunque una presa in giro.
La morale finale poi è allucinante: “Non c’è mai vera sconfitta per chi forgia il proprio destino”.
Purtroppo non tutti possono farlo.
Dato che Topolino è letto anche dai più piccoli bisognerebbe finirla di riempir loro la testa con queste stronzate, fortuna che ora hanno Internet e possono veramente capire come stanno le cose.
2
Topolino e la notte dei Cucibocca
Quando finiscono le idee si ricomincia da storie già scritte, eccoci in quel tipo di storia che fa un po’ da guida turistica di una città italiana che viene osannata in modo così ruffianò che fa ridere. Un parente di un collega del commissario deve tornare alla sua città e Topolino l’accompagna. Guardacaso si ritrovano proprio in quella cittadina dove stanno celebrando una tradizionale festa contadina (sono stati loro a spiegare che è una tradizione contadina non io)… Ma si può essere più senza idee?
3
Newton e Pico in viaggio nel sapere – Dolce stil papero
Riecco Qui Quo e Qua che fanno i teenager alla moda delle superiori (ma quanti anni hanno?). Insieme al nipote di Pico fa troppo ridere, ma non ridere di divertimento ridere di assurdità. Qui Quo e Qua si sopportano solo come i classici accompagnatori sullo sfondo di Paperino e Paperone nelle loro avventure ma solo loro tre sono indigesti.
Newton va da Pico e evidentemente chi ha scritto la storia ha aperto a caso un libro di letteratura italiana ed ecco che Pico sale in cattedra e parla del dolce Stil novo! Già proprio quello ed ecco una bella definizione copia incolla dal libro: un fondamentale movimento letterario italiano sviluppatosi a Firenze tra il 1280 e il 1310. Ma come si fa a mettere in una storia di Topolino una simile frase. Stiamo leggendo Topolino o siamo a scuola?
Newton dice la parola “Upgradare”. Siamo agli sgoccioli della decenza. Non penso che Topolino dovrebbe parlare “male” come i giovani ma insegnare a parlare bene perché certe parole sono veramente riprovevoli. Altro che dolce stil novo. Tra l’altro una storia che neanche si conclude dopo non aver detto niente.
4
Miao, cronache feline – Tick tock
Le storie feline sono le migliori e mi danno speranza che Topolino ha ancora un certo potenziale che viene buttato nel cesso ogni volta che cerca di essere moderno, lasciate perdere siate voi stessi.
5
Time machine (mis)adventures – Paperino e la finale scomparsa
Come storia poteva essere carina solo che quando si gioca con il tempo bisogna fare attenzione perché se tu rompi una cosa in un tempo X non c’è bisogno che torni a quando quella cosa è stata costruita ma poco prima che la rompessi. Comunque tutto diventa insopportabile quando il Dio calcio viene messo con insistenza nelle storie di Topolino solo perché è diventato della Panini che deve vendere le figurine del calcio.
Paperino fa un errore nel passato e come per incanto sparisce il calcio dalla faccia dell’Italia (inutile continuare a dire che quella è America!) e nel nuovo futuro è sostituito dagli scacchi: ma magari! Vorrei capire perché dobbiamo continuare ad osannare il dio calcio quando questi non sanno neanche andare ai mondiali? Scusate ma il senso di mettere il titolo mezzo in inglese e mezzo in italiano?
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