Uno, nessuno e centomila by Luigi PirandelloMy rating: 2 of 5 stars

Per quanto possano valere i miei voti ai libri (un bel niente come i voti di tutti gli altri), mi è dispiaciuto lasciare un voto basso a questo libro, il cui titolo mi è noto da sempre. Eppure, alle superiori, come sempre, non sono riusciti a renderlo interessante nella sua presentazione, ma anzi, come qualsiasi argomento toccato, a farlo sembrare qualcosa da cui fuggire. Non so perché sono arrivata a leggerlo (ascoltarlo) solo ora, ma come si suol dire, non è mai troppo tardi. Che cosa è successo? Non lo so. All’inizio, ero rimasta sorpresa dalle tematiche trattate, ma credo che le tematiche trattate (non sto qui a spiegarle in questa prima recensione) abbiano preso troppa parte del libro a discapito della trama. La cosa che più mi interessa nei libri è la fiction, quella deve essere curata affinché un libro mi stupisca, e purtroppo in questo libro, quello che ho notato è che la trama, ovvero la storia di Moscarda, ha risentito molto della necessità dell’autore di trattare il tema in modo filosofico. Se all’inizio ero rimasta affascinata dal concetto, a lungo andare, la mia incapacità di considerare la filosofia interessante mi ha reso il libro alquanto... Noioso, non c’è altro modo per dirlo. Il libro è troppo fitto di filosofia, per quanto giusta, non mi ha preso. Comunque, ho già iniziato a rileggerlo (riascoltarlo) per vedere se posso rivalutare il mio giudizio ed eventualmente far parte del gruppo di tutti gli altri che lo considerano un capolavoro, che però io non sono riuscita a trovare. Dunque, per questa prima recensione, mi fermo qui. Approfondirò dopo il secondo ascolto.
Citazione:
Volete essere? C’è questo, in astratto non si è. Bisogna che si intrappoli l’essere in una forma e per alcun tempo si finisca in essa qua o là così o così e ogni cosa finché dura porta con sé la pena della sua forma la pena di essere così e di non poter più essere altrimenti
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