Review: La kryptonite nella borsa

La kryptonite nella borsa La kryptonite nella borsa by Ivan Cotroneo
My rating: 1 of 5 stars

Un libro orribile

hermio

Blando, tanti spazi vuoti, pagine piccole e pagine bianche. La storia non è costruita e i personaggi sono tanti singoli non amalgamati. Ma chi sono questi personaggi sconclusionati? Sono contadini ignoranti, detestabili, rimodellati da una visione bigotta della religione.

Il libro non ha una trama e presenta un branco di sfigati gretti in varie scene mai collegate tra loro, di scarso interesse, che rappresentano la mediocrità italiana e l'incapacità di scrivere un buon libro. Questa storia si finge innovativa e piena di idee, ma in realtà è proprio l'opposto, non c'è niente di niente.

I personaggi sono talmente insopportabili e patetici che sembrano rappresentare al meglio l'italiano medio. Mi sono sentita di non voler essere mai come loro.

Il libro è stato scritto nel 2007 e nel 2011 è uscito il film diretto dallo stesso autore. Sembra quasi un progetto circolare, scritto per diventare poi qualcos'altro. Mi chiedo come sia possibile che sia stato accettato dall'editore che lo ha stampato e distribuito, e poi accettato anche da un produttore cinematografico che ha permesso la produzione del film. Ormai non mi stupisco più, mi faccio queste domande ma so che si tratta sempre solo di marketing. Vanno avanti i libri scelti, vanno avanti le storie selezionate che devono andare avanti, e non dipende più dalla bravura di chi scrive. È chiaro che questa storia non brilla né di genialità né di capacità stilistiche né di creazione del personaggio. Manca di tutto, i personaggi sono piatti e insopportabili. Si è scelto di ambientare la storia a Napoli all'inizio degli anni '70, forse solo questa è la parte più interessante, ma anche questa può essere una furba scelta perché si genera uno stile degli anni '70 e una città che si sa è amata dagli italiani, e quindi magari se uno scopre che questo libro è stato ambientato a Napoli entra di più nelle simpatie di tutti.

Come dicevo sopra, le pagine sono poche, le vicende narrate sono striminzite perché i personaggi non hanno niente da dire. Che cosa significa il titolo? C'è un personaggio che si crede Superman e cerca la kryptonite nella borsa di chi passa. Ok, questo personaggio muore subito perché altrimenti lo scrittore non avrebbe saputo come farlo interagire con gli altri. Ed ecco che una volta morto viene immaginato da un bambino che ci dialoga in modo inverosimile. Dunque rimane tutto così approssimato, sembra proprio adatto per un filmetto italiano di quelli che si vedono ovunque in televisione.

Mi sono infastidita quando c'è stato un flash forward, ma talmente squallido che non riesco a capire perché è stato inserito. Mi rispondo che il libro non ha un criterio, a un certo punto ci sono delle pagine scritte con temi sviluppati da questo ragazzino delle elementari. Tutto sembra solo una raccolta di idee che però non si aveva la minima voglia di sviluppare o costruire, perché neanche allo scrittore sembrava importare di questi personaggi. Dunque, perché dovrei apprezzarli io?

Come se non bastasse, nei ringraziamenti lo scrittore fa tanti complimenti alla sua famiglia, a questo e a quest'altro, e si scorda completamente di chi si è messo a leggere quel libro. Tanti saluti.

Per concludere, aggiungo una citazione:

"Gennaro sospirò e se lo prese in braccio. 'Peppi', dipenderà da te, se la tua vita sarà facile o sarà difficile. Se tu cercherai di nasconderti in mezzo agli altri, di assomigliare a chi è diverso da te, passerai un sacco di guai. Se capirai che stare un po' da soli, a essere un esemplare unico, non c'è niente di male, sarai felice. Siamo tutti esemplari unici, è una cosa che ho capito troppo tardi.'

Nelle ultime pagine, è il Superman morto che parla al bambino che immagina di ascoltarlo. Dunque, ci vuole lasciare con questa morale da quattro soldi? Che cosa vorrebbe dire? Buttata così dopo pagine e pagine di scene che ho letto a fatica. Anche il moralismo, ci mancava solo questo in questo libro o forse c'è solo questo.

Mi ero riproposta di guardare il film per poter valutare quanto effettivamente fosse orribile rispetto alle mie aspettative. Nel libro c'è una scena di cui non ho parlato nella recensione perché l'ho trovata sgradevole e insopportabile anche solo a parlarne per criticarla, ma a quanto pare dovrò farlo. La scena disgustosa e proposta in modo poco conveniente è quella in cui si narra che durante la festa di San Gennaro, che si svolge il 19 settembre, è consueto commerciare animali, in questo caso pulcini. Non mi fa ben sperare il fatto che, nonostante la storia sia ambientata nel 1973, ho trovato un articolo del 2019 in cui questi individui continuano a commerciare e maltrattare piccoli animali come pulcini, anatroccoli e tartarughe. Nel 2019 erano stati sequestrati e quindi salvati diversi di questi animali. Dunque questi stronzi non hanno mai smesso di fare tale commercio. Nel libro, questa usanza veniva trasposta con una leggerezza tale da farmi provare un forte disgusto, tanto che ho dovuto leggere quelle pagine con una certa velocità, al punto che stavo per troncare la lettura del libro. I pulcini in questione, trattati in modo crudele, subivano una brutta fine (come ci scrive lo stesso autore) e nell'anno in cui è ambientata la storia ci viene spiegato come siano morti i tre pulcini regalati al bambino della trama per la festa del patrono. Un modo ignobile di presentare una realtà inaccettabile, che purtroppo continua a persistere in un futuro che dovrebbe essere moderno, ma che rimane invece ignorante. Pertanto, prima di iniziare a guardare il film, ho letto la trama su Wikipedia e ho scoperto che tutta la questione dei pulcini veniva riproposta anche nel film, sempre in modo spiritoso. No, non posso accettarlo. Da un po' di tempo, ogni volta che vedo maltrattamenti di animali, non riesco a continuare a guardare né film né serie, quindi ho deciso di astenermi dal guardare questo film che avrei trovato orribile, ma che in questo caso diventa anche inaccettabile. "La kryptonite nella borsa" è stato bocciato su tutte le linee e si aggiudica il premio come peggior storia mai letta quest'anno.


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