Review: I fratelli Karamazov 4

I fratelli Karamazov 4 I fratelli Karamazov 4 by Fyodor Dostoevsky
My rating: 3 of 5 stars

Veritiero

hermio

Sono già in fase di riascolto di questa quarta e ultima parte, quindi già dovrebbe significare qualcosa: il fascino che mi ha provocato questa vicenda nel suo complesso è tale che non ero ancora pronta a distaccarmene.

Questa versione Audible è stata confezionata in quattro parti e, se magari all'inizio può sembrare un'idea malsana, credo che invece mi abbia aiutato non solo per la lunghezza — sarei stata pronta ad affrontare qualsiasi quantità di ore — ma più che altro per il fatto che ogni parte, tranne la seconda, l'ho riascoltata due volte. Mi sono trattenuta dal riascoltare la seconda due volte perché una grande quantità di tempo, e dunque di pagine, era stata dedicata alla vita del monaco tanto caro ad Alex che era morto. Quindi la divagazione sulla religione e proprio su questo personaggio era così ampia da considerarla nel particolare eccessiva, ma nel complesso posso dire che ogni parte aveva il suo significato.

Non sono dunque in grado di dire che questo libro è durato troppo perché, a dir la verità, alla fine ci sono rimasta male che fosse finito, quasi che credevo che ci fosse una quinta parte invece era proprio finito. Il fatto è che si parla di persone… Ecco che mi sbaglio: in realtà sono personaggi, però viene da considerarle persone, perché vengono dipinte in un modo così realistico che ti aspetti di sapere che cosa succede anche andando avanti. Quando era iniziato il libro, si diceva che questa vicenda veniva ripresa anni dopo e dunque era logico che si arrivasse a una fine, ma pensavo che ci fosse magari un ricongiungimento con il presente. Certo, Dimitri, quello che è stato ritenuto responsabile, è stato giudicato colpevole e dovrà andare ai lavori forzati, c'è stata la conclusione, però sembra quasi che il fratello Alex avesse una storia che ancora doveva essere detta, come se da quel momento in poi si dovesse sviluppare la sua storia e quindi iniziasse un altro libro. Quindi mi è mancato un po' il congedo: è finito e non me l'aspettavo.

Per quanto riguarda la morale, io non mi sento in grado di affrontare questo argomento perché il libro è molto filosofico, non solo per i temi religiosi ma anche sociali, di come ci si approccia gli uni agli altri. Si vedono le dinamiche delle persone nelle varie classi, come le donne soprattutto emergano riuscendo a fare impazzire gli uomini.

A proposito delle donne: Lise è davvero insopportabile, non la sopporto. Ogni volta che parla crea proprio disagio in tutto il libro, un personaggio odioso. E poi è anche folle. C'è anche da dire che le donne sono o vecchie e tutte impettite che vogliono fare le giovani, oppure sono giovani e fuori di testa, oppure malate e poi diventano anche pazze. E poi c'è anche la donna che si consacra a un uomo e lo ama anche se questo va in prigione. Nonostante sia un romanzo scritto molto bene, le donne, purtroppo, sono dipinte tutte in modo eccessivo e sempre sgradevole, soprattutto se letto da una donna. Possibile che non ci sia una donna forte e indipendente? Almeno nel pensiero! Non è un problema che sia un romanzo tutto al maschile, ma le donne sono solo un contorno che scatena gli uomini in comportamenti dannosi, soprattutto per se stessi, rovinando il loro buon nome. Certo, in alcuni casi può essere vero, ma sempre così?!

Forse non si può neanche dire in questo caso che sia esagerato, però la psiche è analizzata nei minimi particolari sotto tutti i punti di vista e anche per quanto riguarda le varie classi sociali, e i personaggi risultano così veritieri tutti quanti. La caratteristica di questo libro è che anche i personaggi di contorno assumono la loro importanza, la loro forma è ben concreta e anche se interagiscono per un breve momento con quelli principali non sono solo abbozzati ma sono tutti vivi, hanno tutti la loro storia che viene esplorata.

Mi è mancato però sapere chi era il narratore: certe volte si fa un po' più avanti, altre resta indietro e alla fine non sappiamo chi è, un concittadino, uno del monastero, ma chi è? Il libro è raccontato in terza persona ma c'è un narratore che rimane sempre nelle retrovie e a un certo punto ci si aspettava che venisse fuori anche la sua storia; invece anche quella resta sfumata e non sapremo mai chi è.

La lunghezza del libro è dovuta al fatto che non ci sono i tagli propri della fiction: anche durante il processo, ascoltiamo le arringhe degli avvocati in tutta la loro lunghezza e anche loro hanno un'impronta filosofica. Non c'è un taglio che magari di solito si può avere in un film o in altri libri in cui la verità viene smussata. Ecco, io ho sentito come se fosse uno spezzone della vita di queste persone Karamazov e di tutti quelli che hanno incontrato in quel periodo e con cui hanno interagito in un modo o nell'altro.

I discorsi tra i personaggi non sono sempre inerenti al caso, come tutta la vicenda di Alex e di quei ragazzi che conosce. Poi però non si può neanche dire che siano del tutto sconnessi dal resto perché i ragazzi che conosce anche loro erano stati in relazione con il fratellastro sguattero di Alex, ovvero Pavel, e allo stesso tempo questi ragazzi avevano avuto a che fare anche con Dimitri. Dunque ci sono tante storie laterali, come anche quella di Lisa, che arricchiscono, a volte appesantiscono, ma che completano l'opera e che anche se la rendono più pesante, prolissa e alquanto ostica, la abbelliscono al tempo stesso perché ci sono più particolari e si può dire che siano tutti personaggi perfetti che diventano persone.

Una cosa di sicuro si può dire: gli uomini che hanno le idee più chiare, che sono al potere, come per esempio questi Karamazov che hanno soldi, fortuna e tutto sotto controllo, vengono mandati in rovina da una sola donna, ovvero Grushenka, che ha ammaliato il padre e il figlio per disdegnarli entrambi. Ma non solo li ha fatti diventare matti, ovvero folli d'amore per lei, ma li ha messi per questo uno contro l'altro tanto che uno ci ha lasciato le penne e l'altro è finito in prigione. Dunque l'uomo sì è al vertice ma il suo punto debole è qualcosa di concreto e, anche in ciò, il libro non potrebbe essere più veritiero e dunque credibile.

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