Ricorda Maggie Rose: I casi di Alex Cross - Vol. 1 by James PattersonMy rating: 1 of 5 stars
il primo Cross non convince

Mi hanno prestato Il collezionista ed è per questo che sono arrivata ad ascoltare questo audiolibro. Il collezionista lo avevo già visto in versione film, un film degli anni ’90, e lo avevo trovato discreto ma per niente eclatante. Quando però mi è stato prestato il libro, informandomi meglio, ho scoperto che faceva parte di una serie che vede il poliziotto Alex Cross alle prese con vari casi, e che Il collezionista era in realtà il secondo volume.
Dato che sia Il collezionista sia questo primo libro erano presenti su Audible, ho deciso di fare le cose per bene e cominciare dall’inizio.
Questo audiolibro ci presenta dunque un poliziotto nero, vedovo, con una famiglia, che si trova alle prese con un caso che diventa pian piano sempre più grande, forse anche troppo. Inizialmente la storia può sembrare interessante, ben costruita e abbastanza misteriosa, ma andando avanti i colpi di scena diventano ripetitivi e finiscono per evidenziare una certa indecisione dello scrittore, come se non sapesse davvero dove stesse andando a parare, dando l’impressione che molte scelte vengano prese all’ultimo minuto.
L’unica cosa davvero chiara è la volontà dell’autore di rendere il protagonista una sorta di emblema razziale, forse in modo troppo marcato: il colore della sua pelle viene rimarcato continuamente, fino a risultare estenuante, come se fosse la sua caratteristica principale. Il personaggio centrale è ovviamente il poliziotto, destinato a essere il filo conduttore di tutta la serie, mentre il rapitore di bambini, che all’inizio aveva un’impronta forte e originale, diventa via via sempre meno interessante.
Proseguendo, la storia perde credibilità e anche quel minimo fascino che era riuscita a conquistarsi all’inizio grazie al ritmo e a una certa semplicità. Una semplicità che però diventa presto ridondante, fatta sempre degli stessi concetti, compresa la storia d’amore tra Alex e una collega, che risulta artificiosa e forzata, così come le relazioni tra i personaggi in generale. I dialoghi non funzionano, non hanno naturalezza e spesso non hanno neanche senso.
Lo stile è esasperatamente narrativo e descrittivo, piatto, privo di vere emozioni. Anche i sentimenti che i personaggi dovrebbero provare sembrano preconfezionati, scritti per sentito dire. Il libro non decolla mai e persino nella conclusione del caso manca l’enfasi necessaria: non si entra in simpatia né con i rapiti, né con i rapitori, né tantomeno con i “buoni”. Sembra più una scacchiera in cui i personaggi si muovono per esercizio, costruendo una trama che vorrebbe essere un giallo ma che in realtà resta un poliziesco debole, incapace di sostenere il ritmo che un buon thriller dovrebbe avere. I tempi sono noiosi, la scrittura prolissa e priva di sentimento.
Ho scoperto solo ora che la serie è diventata anche una produzione per Prime (Alex Cross), e credo che questi libri siano soprattutto una raccolta di idee che forse funzionano meglio sullo schermo, anche se non mi aspetterei nulla di particolarmente eclatante. In ogni caso, proseguirò con l’ascolto del secondo libro e poi, eventualmente, darò un’occhiata al film e alla serie, giusto per capire se il risultato migliora o resta mediocre in ogni sua forma.
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