Topolino n. 3655 by Walt Disney CompanyMy rating: 1 of 5 stars
Topolino 3655: un numero da dimenticare

Non me lo aspettavo, ma Topolino riesce a essere sempre più illeggibile. Su quattro storie non ce n’è una che si salvi, nemmeno per un po’: anzi, sono una peggiore dell’altra.
Si inizia con la storia che dovrebbe osannare Alberto Angela nella sua versione “papera”, che dal monociglio alla mono-espressione lo rende solo un fantoccio noioso.
Seguono poi, per l’ennesima settimana e fino allo sfinimento (persino della redazione), i filosofi: un progetto che davvero non si riesce a spiegare.
Poi c’è una “storia” senza vignette e senza trama, con Paperoga che riceve un pacco (non la possiamo neanche considerare una storia).
Infine, l’ennesima rivisitazione delle solite storie del contenitore Area 15, con i nipotini snaturati, soffocati da amici “so-tutto-io”, alla continua ricerca di inclusione.
Che dire: è difficile fare un numero così pessimo. Ovviamente ogni storia si porta dietro un articolo che cerca di essere educativo, ma che riesce, se possibile, a rendere tutto ancora peggiore.
1
TOPOLINO E L’ENIGMA DI TOPOKLI TEPE
Storia di: Sergio Badino
Disegni di: Giampaolo Soldati
Albert Quarky, caricatura di Alberto Angela, irrompe sulla scena e la monopolizza con il suo fare ingombrante e troppo accentuato, che lo rende insopportabile e antipatico.
Non l’ho mai seguito perché non sopporto i documentari, e quindi vedere Topolino che lo enfatizza mandandomi in una specie di documentario su Göbekli Tepe – la cui scoperta risale a circa trent’anni fa e che pone nuovi interrogativi sulla storia così come la conosciamo – è già di per sé una tortura.
In base alla datazione dei reperti, gli archeologi hanno capito che si tratta del più antico sito megalitico del mondo, risalente al periodo neolitico preceramico, e che precede le piramidi e Stonehenge di circa settemila anni.
Ok. Ma innanzitutto su Topolino ce la presentano con il nome sbagliato, Topokli Tepe, quindi non si capisce neanche di cosa stiano parlando. E poi, sinceramente, non me ne frega niente. Sto leggendo un fumetto: perché devo sorbirmi un documentario?
Albert, invitato da Marlin e Zapotec, finisce per usare la macchina del tempo per andare a controllare cosa è successo all’epoca, seguiti da Topolino e Pippo che hanno un ruolo totalmente marginale.
Il viaggio nel tempo ha una trama talmente forzata, banale e trascinata a forza per troppe pagine che non ha senso nemmeno parlarne: è ridicola e serve solo a fare propaganda a questo personaggio Rai, enfatizzando il suo insopportabile monociglio corredato da un’espressione sempre uguale e inutilmente ardita.
Ridateci i nostri personaggi e lasciamo i vip e la pseudo-storia in TV.
2
NEWTON E PICO IN VIAGGIO NELLA FILOSOFIA – KANT
Storia di: Giorgio Fontana
Disegni di: Simona Capovilla
Nonostante il completo fallimento delle puntate precedenti, con Pico che blatera di filosofia all’insostenibile Newton – che sembra esso stesso scettico di tali storie fuori di testa – Topolino si ostina a salire in cattedra per insegnare filosofia settimana dopo settimana, proponendo un filosofo come se ce ne fregasse qualcosa.
Sarebbe insopportabile come lezione tra i banchi del liceo, figuriamoci tra le pagine di un fumetto che dovrebbe divertire. Fuori di testa. Non ce la si fa a leggerlo da quanto è noioso e senza senso.
3
PAPEROGA E LA RICONSEGNA CONSEGNATA
Storia di: Davide Aicardi
Disegni di: Roberto Vian
Ecco la storia senza idee, fatta in modo talmente sbrigativo che non hanno messo neanche le vignette. Muta, non si capisce niente.
Paperoga riceve dei pacchi, forse per il Mogol oltre al suo, glieli porta e poi… niente.
Non so: si stanno impegnando a fare sempre peggio, e ci riescono.
4
AREA 15 – QUACKBETH! LA MALEDIZIONE DEL BARDO
Storia di: Giulio Antonio Gualtieri
Disegni di: Libero Ermetti
Eh vabbè: se volevano chiudere in bruttezza, non potevano fare altro che scegliere la serie Area 15.
Qui, Quo e Qua sono snaturati, neanche tutti insieme, e fanno da spalla a un gruppo di amici che cercano di essere inclusivi, alla moda e accattivanti, in una trama senza senso che, come sempre in questa serie, serve solo a enfatizzare quanto questi giovanotti siano intelligentissimi e bravissimi, nonostante tutte le loro (false) difficoltà.
Questa volta i riflettori sono puntati su uno di loro che sa fare il regista, ma non si capisce neanche cosa succeda.
Continuate così, tanto il peggio l’avete già toccato.
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