Supergirl: da guardare, non da amare

 Supergirl: da guardare, non da amare





Un film che inizia in sordina, forse anche troppo. Parte senza che succeda davvero qualcosa di interessante e perde parecchio tempo a mostrarci Supergirl, facendocela vedere soprattutto come una ragazza allo sbando, con tanti poteri ma senza nessuno accanto, tranne il suo cane. Un cane che, tra l’altro, mi è sembrato un po’ troppo digitalizzato, tanto da rendere difficile perfino affezionarsi a lui.


Supergirl ci parla continuamente di suo cugino Superman, protagonista del film uscito l’anno scorso, sottolineando quanto si senta sbagliata, strana e autodistruttiva rispetto a lui. Poi però prende a cuore la storia di una ragazzina insipida, il classico personaggio che segue il supereroe di turno e che permette di raccontarne il passato, riprendendo molti degli elementi ormai canonici dell’universo DC.


Certo, Supergirl è la protagonista, ma ho avuto la sensazione che il film fosse più interessato a mostrarci il personaggio che a raccontare davvero quello che fa. Eppure riesce comunque a funzionare, perché non è mai noioso. Ha quel ritmo veloce, pieno di battute e sarcasmo, ormai tipico di questo genere.


La cosa interessante è proprio questa: il film scorre nonostante tutto. Nonostante la trama sia molto semplice, i personaggi siano pochi e il finale piuttosto prevedibile. Già dal trailer si intuiva quasi tutto: il cane ha un problema, lei farà di tutto per salvarlo e, nel frattempo, cercherà di rimettere insieme i pezzi della propria vita.


Quello che mi ha colpito di più è la regia. Pur non essendo diretta da James Gunn, sembra quasi riprenderne lo stile: musiche continue, scene spettacolari, immagini accattivanti e un ritmo che non lascia respirare. Tutto funziona dal punto di vista dello spettacolo.


Il problema è che, alla fine del film, mi sono chiesta: mi è piaciuta davvero questa storia?


E, a dire la verità, non so rispondere di sì.


Mi è piaciuto guardarlo, questo senza dubbio. Ma forse non amarlo. Per amare davvero una storia serve anche una trama forte, soprattutto quando si parla di supereroi che conosciamo da decenni. Oggi serve qualcosa di nuovo, senza perdere ciò che li ha resi grandi.

🧡


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