🎬 Insidious: Fuori dall’Altrove — fuori dal caos

 



A dire la verità ero andata al cinema con l’idea di vedere tutt’altro: Oceania. Ma l’immensa popolazione sotto i 14 anni in fila davanti a me mi ha fatto cercare disperatamente qualcosa che potesse salvarmi. Questo era l’unico altro titolo disponibile e, quando ho visto che era vietato ai minori di 14 anni, mi sono subito decisa: perfetto.


Non sapevo niente di Insidious: Fuori dall’Altrove. Non sapevo neanche che facesse parte di una saga, o meglio di un franchise, e che esistessero svariati film precedenti. Però, nonostante alcuni personaggi provenissero dalle altre storie, questa era abbastanza indipendente da poter essere vista senza sapere nulla di quello che era successo prima. Una specie di spin-off, o come diavolo si chiamano.


Ho fatto bene: sala vuota e tranquillità, una giusta dose di oscurità e un film per niente spaventoso. Più che horror, l’ho trovato dark, però scorre bene e mantiene sempre una certa dose di interesse. 


C’è questo posto chiamato Altrove, dove si può andare mentre si dorme, che ha tutto l’aspetto del Sottosopra. Ma tanto neanche quello può essere considerato originale: i mondi paralleli alla realtà non sono certo un’invenzione recente.


I personaggi principali sono interessanti, mentre tutto il resto è abbastanza ridotto all’osso: poche relazioni, pochi personaggi secondari e poco approfondimento. Ma è anche il genere.


E soprattutto, per fortuna, il cane che fa parte del cast non ha fatto una brutta fine. C’è questa orribile abitudine negli horror di inserire animali che sembrano esistere solo per aumentare il livello di splatter. Almeno questo non è uno di quei film da quattro soldi pieni di scene inutilmente sanguinolente.


Oddio, questi morti che si riversano nella realtà a un certo punto si devono mangiare un topo, e potevano evitarlo, perché non è servito a niente. Pare che se in un horror non muore almeno un animale non va bene.


Nel complesso, però, come fuga dal caos di sale fuori controllo capaci di mandare fuori di testa chi al cinema sa stare, direi che è stata un’ottima scelta.


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