Conosco l’Odissea solo a grandi linee e all’inizio mi sembrava di guardare la seconda stagione di una serie senza aver visto la prima. Piano piano quasi tutto si capisce, ma rimane una sensazione di confusione.
Il film è ben fatto. Si vede il budget, la cura per ogni dettaglio e la qualità della regia. Il problema, per me, è il ritmo. Da una parte è lunghissimo, dall’altra corre troppo. Una storia così immensa avrebbe funzionato meglio come miniserie, con il tempo necessario per raccontare tutto con maggiore chiarezza. Dopo la seconda ora ho iniziato a sentirne il peso e il finale mi è sembrato trascinarsi un po’ troppo.
La parte che mi ha colpita di più, in negativo, riguarda Argo. Subito una scena in dei cuccioli vengono buttati giù da una rupe e Ulisse ne salva uno, Argo. Sarà anche parte della storia, ma io queste cose non le voglio vedere. Poi il momento più significativo di tutto il film, quello del loro ultimo incontro, è anche il più sconvolgente. La storia di Argo è talmente potente da oscurare tutto il resto del film. È troppo, quando un film riesce a farmi stare così male, non posso apprezzare tutto il resto.
Mi ha lasciata perplessa anche il modo in cui viene affrontato il tema della guerra. Ho avuto l’impressione che a un certo punto il film cercasse di inserire una sensibilità moderna in una storia che appartiene a un altro tempo. Quando si sceglie di adattare una storia, bisognerebbe rispettarla.
Non mi ha convinto nemmeno il rapporto tra Ulisse e Penelope. Le loro scene sono ripetitive e noiose e il ricongiungimento finale è troppo sdolcinato.
Una nota finale, invece, tutta positiva: Agamennone. Pur comparendo poco, è il personaggio che mi è rimasto più impresso. Misterioso, inquietante e capace di rubare la scena persino a Ulisse.
Insomma… non riesco a dire che sia un brutto film, vale la pena vederlo, ma il mio giudizio resta uno solo: boh.

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