🎬 Vaiana: comunque è da rivedere




Sapevo che mi sarebbe piaciuto.


Non c’è praticamente niente che non vada in questo film, perché è quasi la fotocopia, in live action, di quello d’animazione. È una storia che mi aveva colpito sin dal principio e infatti, quando uscì l’originale al cinema, ero andata a vederlo due volte.


Quindi mi aspettavo esattamente quello che ho avuto: la trasposizione fedele e praticamente perfetta di un film che ho amato sin da subito.


E mi ha colpito quello che mi aveva colpito già allora: tutto l’aspetto naturale, la connessione di quel popolo con la terra e con l’oceano, una natura abitata da divinità che entrano in conflitto tra loro e le cui azioni finiscono inevitabilmente per interferire con la vita degli esseri umani.


L’unica cosa che non mi ha convinto, o meglio che mi ha leggermente stonato, è stata proprio la visione realistica di questi personaggi. 


Vederli così, in carne e ossa, con tutta quella carne esposta, a volte mi ha fatto un effetto un po’ strano: perdono un po’ della poesia visiva che avevano nel film d’animazione.


La parte che più mi emoziona è la rivelazione finale.


Scopriamo che Te Fiti, la divinità che ha perso il proprio cuore, e Te Kā, quella che sembra volerlo per sé, non sono due entità in contrasto: sono la stessa persona. Te Fiti diventa Te Kā quando le viene portato via qualcosa che fa parte di lei e, nel momento in cui quel qualcosa le viene restituito, torna a essere ciò che era.


E scopriamo anche che Maui aveva rubato il cuore per donarlo agli umani, non per se stesso.


Mi piace molto questa rivelazione perché, alla fine, sembra quasi che le divinità siano più umane degli umani: possono sbagliare, possono perdere qualcosa di sé e trasformarsi, possono fare del male anche partendo dall’intenzione di fare del bene.


Comunque, una cosa è certa: è da rivedere.


♥️ 🌺

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