L'ultimo cavaliere by Stephen KingMy rating: 5 of 5 stars

È la seconda volta che lo leggo ma la sensazione che avevo avuto dalla prima lettura è stata confermata e anzi esaltata perché come sempre dico solo con la seconda lettura si può apprezzare al 100% un libro. Certo poi il tempo è quello che è ma ai preferiti andrebbe sempre garantita la seconda.
È un romanzo ormai cult, al principio di una saga durata anni ma iniziato da un improvviso sentimento e dalla necessità che aveva lo scrittore di dare vita a una visione che aveva senza sapere tutto del suo personaggio protagonista Roland il pistolero cavaliere. Il non sapere tutto è quello che anche io sempre considero vitale per una storia, non scrivere specchietti o tracce della trama e neanche l’identikit del personaggio ma lasciare che i personaggi vengono a te con i loro misteri e con la loro vita senza la necessità di sapere tutto subito. È molto interessante anche per riuscire a capire bene la genesi di questa saga leggere la nota dell’autore in fondo che spiega come è nato Roland e il fascino che ha avuto anche per lui.
Questa storia riesce ad unire in modo magico ambienti del medioevo come quelli dove era nato Roland cavaliere con ambienti western come quelli in cui si trova all’inizio Roland è un pistolero e poi anche con ambienti distopici rappresentati dalle rovine del nostro mondo che appaiono come abbandonate da centinaia di anni, lasciando la sensazione che come sul dire spesso Roland il mondo è andato avanti. Per esempio la pompa di benzina che viene venerata come un totem è intrigante e che dire poi della stazione della metropolitana a cui giungono dal tunnel? È abbandonata, la ventola Che funziona con energia atomica ancora funziona, c’è una mummia….anche lì lo scrittore attraversa questo posto con i suoi personaggi, ci si ritrova senza neanche sapere bene quello che poi andrà a spiegare nel corso degli anni perché tutto viene spiegato come lui sempre sa fare, che ti fa dire: “ok va bene ha senso”, come mi è successo per esempio con la presenza della cupola (The dome) o anche con quel ragno di Pennywise (It), avverrà anche nel corso dei libri, tutti avrà senso. Ma per ora anche se rimangono tanti mistici interrogativi a cui non sapeva neanche rispondere lo scrittore questa storia è grandiosa in sé, piena di pathos e sentimento e questo cavaliere con il suo charme e le sue pistole e la sua missione ti avviluppano in una malia. Anche se lo scrittore non sa di preciso perchè sa che in quel momento Roland sta inseguendo l’uomo in nero e noi siamo tutti con lui!
Tra l’altro non è solo medioevo western e distopico ma anche fantasy perché tutto quello che succede anche nella città di Tull mostra anche segni horror e fantasy e questi generi che vengono uniti con maestria non cozzano mai ma anzi si amalgamano e potenziano a vicenda creando un’atmosfera che dici ci voglio andare a finire anche io!
Ho letto tutta la saga e ora ho deciso di ritornare indietro e ricominciare dal principio, quindi so come andrà avanti ma anche il fatto che il pistolero giunge al mare dell’ovest e si mette seduto proprio come è raffigurato nella copertina mi soddisfa, è un libro che anche da solo ha la sua potenza e può essere letto e riletto a prescindere dal resto che verrà. Forse il fatto che si tratti di una saga può spaventare ma la fine è appagante, vale la dedizione del lettore. Quante volte le moderne serie televisive giungono alla fine per sfinimento quando sono finite le idee? Non qui, questa serie con l’ultimo volume di 1000 più pagine ti lascia con un’esclamazione: cazzo! Ma detta con stupore e ammirazione… Ma a prescindere da quello che verrà questo libro sprigiona energia fantasia voglia di scrivere e per quanto mi riguarda anche ammirazione. Leggo ormai Stephen King dagli anni 90 e devo dire che è il mio scrittore preferito (certo non sono l’unica, ma mi piace ribadirlo) e questo libro mi conferma perchè lo è per me.
Ogni personaggio sprigiona una luce tale che sembra una persona vera, in una storia iniziata a metà che però raggiungerà tutte le sue aspirazioni. Una parte in tutta questa saga che mi appassiona tanto che ho addirittura ripetuto più di una volta wow a voce alta è, come dicevo, quella del ritrovamento di pezzi del nostro mondo come per esempio delle macchine come la pompa dell’acqua o la stazione della ferrovia con i suoi binari che indicano che noi siamo rimasti indietro…. Che dire poi della multidimensionalità? Un inchino, perché Jake uno dei personaggi principali viene da una realtà come la nostra e lui infatti è in grado di riconoscere la stazione e dice “sembra la metro” e Roland: “Cosa?” Anche lì per me c’è un tocco di maestria. Tra l’altro degne di nota sono le pagine da 236 a 240 che rappresentano in sintesi il concetto filosofico proprio dell’autore che emerge spesso e che mi coinvolge a tal punto che vorrei quasi adottarla come una mia “religione”, riguardante le dimensioni l’universo e la concezione del tutto. Wow, anche qui, sempre e comunque.
Dunque il pistolero sta inseguendo questo uomo in nero e alla fine lo raggiunge e quindi c’è anche un certo compimento nella trama di questa storia e il fatto che il pistolero si sieda con lui e l’uomo in nero gli fa i tarocchi macabri con addirittura alcune carte inserite dall’uomo in nero segna in quel momento un tocco di horror, dopo una notte passata a parlare quando si risveglia il pistolero sono passati 10 anni e l’uomo in nero è uno scheletro, ecco qui uno dice certo sto leggendo Stephen King. Ancora una volta più generi completamente diversi si uniscono per creare un preambolo che ha vita propria di una storia grandiosa.
Ovviamente ho visto anche il film intitolato “la torre nera” (2017) uscito proprio casualmente nel periodo in cui stavo leggendo la saga. Lo scetticismo dato dal fatto che si trattava di un unico film è stato confermato dall’incapacità di capire come mai è stato creato un tale film. È impossibile non citare il film riguardo a questa serie di libri e che spesso ho detto guardate il film invece di leggere il libro (per esempio Trainspotting e Fight Club) ma in questo caso dico lasciate perdere il film! Il film non è brutto perché c’è stato del lavoro e sono state prese qua e là delle idee da sette libri ma ne è venuto fuori solo un film con idee caotiche da tutta una serie di sette libri! Infatti è stato un flop perché non aveva senso, aveva un piccolo senso per uno spettatore che non aveva mai letto i libri ma per chi aveva letto i libri aveva un senso del tutto sbagliato, assurdo quasi da presa in giro! Ancora non riesco a capire come è possibile che sia stato fatto così a cazzo! E non c’è altro modo per definire la composizione di questo film: a cazzo. I personaggi in tutti libri di Stephen King sono caratterizzati in modo ineccepibile tanto che ti sembrano più veri di persone che conosci e per esempio se su Shining Jack era stato scelto perfettamente nella torre nera il pistolero è stato scelto con metodi guidati solo da tutte quelle ideologie moderne che vanno sotto il nome di inclusione o anzi inclusività. Il pistolero è stato scelto nero. Ma se il pistolero è stato creato da King con un’idea molto chiara ovvero dei pistolero come Clint Eastwood non dico che l’avrebbe dovuto far lui ma qualcuno di simile possibile che non esisteva? Con l’inclusione sono d’accordo ma il film ci prende nuovamente in giro, c’erano personaggi neri principali che sono stati eliminati! Esatto, questo fatto che nel film sono stati eliminati i personaggi principali non ha senso. Poi si era pensato di fare una serie, un progetto che poi è fallito ma forse è meglio così. Quando si va a toccare una saga epica e la fai fai bene o non la fai e io penso che ci siano delle tecniche per fare qualcosa di giusto, questo Primo libro per esempio non credo che avrebbe richiesto delle particolari tecniche cinematografiche ma di sicuro serve un grande sceneggiatore e un ottimo regista! Peccato che il marketing ragiona solo con i soldi e forse intuendo che “al volo” non si poteva fare niente di decente è logico che hanno abbandonato l’impresa. Cazzo, su the Outsider chi ha ideato il film non aveva neanche letto gli altri libri in cui era “nata” Holly e l’ha completamente stravolta! Lasciate perdere! Per quanto riguarda i libri di Stephen King il detto o una cosa si fa bene o è meglio non farla calza a pennello! Il film della torre nera non ha niente a che vedere con questi libri, sono stati presi dei pezzi alla rinfusa e si è creata una trama moderna accattivante per uno spettatore con basse pretese e soprattutto che non ha letto i libri. L’uomo nero è interessante e l’attore ha fatto un ottimo lavoro, lui è la parte migliore di tutto il film ma il resto…..rimane totalmente inaccettabile, guardabile perché la fonte delle idee messe lì a caso è nobile ma… Hanno fatto una cazzata. Dunque leggete e godetevi questa storia che non può essere incapsulata neanche in un genere figuriamoci in un film….
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