Trainspotting by Irvine WelshMy rating: 1 of 5 stars

Sono arrivata in ritardo a questa storia ormai un cult e dunque degna di essere conosciuta. Ho letto il libro ed è stato esattamente quello che mi aspettavo e come mi aspettavo non l’ho gradito per niente e forse l’ho gradita anche di meno di quello che pensavo: non ho mai letto libro così rivoltante, schifoso e vomitevole in certi punti ma non è un’offesa perché il libro puntava proprio a questo effetto nel lettore voleva sconvolgerlo e fargli esclamare: che schifo! Esatto ci sei riuscito! Ci sono dei punti in cui è impossibile non esclamarlo! Il libro è estremamente realistico, troppo ma anche troppo catastrofico perché ci fa quasi credere che tutti i ragazzi siano così mentre in realtà si va ad analizzare un gruppo isolato.
Il libro è anche molto caotico, la narrativa non è lineare e dico questo perché prima si comincia con un punto di vista di un ragazzo che è pressappoco il protagonista (Rent) e poi con mia grande sorpresa si passa subito al punto di vista di un altro (Sick) per due paragrafi e io che cerco di trovare una certa struttura un programma rimango del tutto spiazzata quando al quarto paragrafo si comincia a parlare in terza persona! Non solo si parla in terza persona ma si parla di una veglia funebre a casa dello zio di una ragazza di nome Nina che poi si scopre essere la cugina di Rent…
Molte scene si svolgono al cesso e a lungo andare diventano ridicole. A parte questo la trama è ridondante, è un ripetersi delle stesse situazioni, delle stesse scene, dello stesso modo di parlare di fare di pensare e di affrontare la vita in modo distruttivo tanto che è quasi inutile andare a differenziare il personaggio che parla, sono tutti uguali, non c’è caratterizzazione del personaggio. Addirittura prendono la parola cioè ci sono dei paragrafi in prima persona dal punto di vista di due ragazze e anche queste sono completamente uguali ai ragazzi per come pensano si atteggiano e vivono e come si comportano sempre in modo anche rivoltante…
Le uniche parti interessanti e che hanno un che di strutturato elaborato e ragionato sono quelle in terza persona ma sono veramente poche. Peraltro mi trovo costretta a dare una stella non so per questi motivi che ho elencato ma anche per la caratterizzazione di Rent che viene definito come uno che odia gli animali e cerca di ucciderli, narra di aver loro sparato! Se ne poteva fare a meno! Poi c’è anche una scena ultra detestabile: Sick spara a un cane da combattimento solo per farlo infuriare contro il padrone e poi avere una scusa per andarlo ad uccidere strangolandolo: non si può leggere! Un tale comportamento è degno di gente depravata che fa schifo e di cui non voglio più leggere nessun altra storia: questa cena andava evitata. Anche che Rent vuole uccidere uno scoiattolo e gli Lancia un sasso (per fortuna non lo prende) ma è lo scrittore che parla? Queste parti sono veramente orribili e tolgono la voglia di leggere il libro, non so neanche come sono arrivata alla fine, solo forse per poter fare un adeguato confronto tra libro e film che presto mi accingerò a vedere.
Gli effetti della droga e dell’uso così sconsiderato creano delle vittime ma sembra che nessuno sembra ragionare e capire che quello che è successo a uno può succedere all’altro e l’AIDS è il principale antagonista di tutta questa masnada di gente smidollata. Tra l’altro abbiamo anche Johnny a cui viene amputata una gamba perché dopo averla usata per bucarsi gli va in cancrena ma questo che fa? Continua ovviamente a drogarsi. Con che spirito si può leggere questo libro? Che cosa mi vuole dire? Ho come l’impressione che non mi vuole dire niente, mi vuole solo scioccare con gente che si droga e sguazza nei suoi escrementi. Non so se pensare se la sua unica utilità sia quella di farci capire come vanno le cose e le menti in una certa nicchia di persone irrecuperabili e questa è la nozione più grande che mi viene in mente: questi sono irrecuperabile lo sono sempre stati e vogliono continuare ad esserlo per sempre.
Per quanto ci si focalizza sui ragazzi anche le ragazze si comportano come tali e si prestano ad essere usate in tutto e per tutto dai ragazzi anche con le conseguenze di sfornare figli di cui non si sa chi è il padre e che vanno incontro a delle morti premature sia per le malattie ma anche per l’incapacità delle madri di prendersi cura di qualcuno.
Il sentimento principale che mi ha scatenato questo libro è quello di disgusto e rimango totalmente indifferente a chi sceglie queste strade ma non con superiorità più che altro rimango allibita. Anche una ragazzina di 14 anni (Dianne) che va in un bar e si porta a casa Rent che quindi va con una minorenne… i genitori non le dicono niente quando vedono che si è portata a casa un amico: ecco l’incapacità da parte degli adulti di fare qualcosa.
Soprattutto per l’inadeguatezza dei genitori e il tema principale questo libro mi ha ricordato “i ragazzi dello zoo di Berlino” siamo lì anche se quello pretendeva di essere una storia vera uscita come un dossier mentre questa è narrativa. Ad ogni modo ho avuto l’impressione che questa sia più realistica e veritiera dell’altra.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura questo libro mi ha ricordato Fight Club anche con alcune similitudini di comportamento dei personaggi per esempio il fatto di contaminare il cibo con gli escrementi presenti in tutte le storie ma che sono qui mi ha scatenato uno schifo tremendo perché se in Fight club era quasi una situazione di ilarità qui viene vista nella sua crudezza e schifezza! Tra l’altro in questo libro se ne occupa una ragazza… Ragazze che continuano a dimostrarsi anche peggio dei ragazzi come per esempio Sharon, la compagna di Billy, il fratello di Rent, Billy che è morto in battaglia e durante il funerale Sharon e Rent nel bagno… Donne senza speranza che fanno figli… Non c’è speranza per questa società.
Avevo l’impressione che questo libro poteva andare avanti all’infinito perché nei protagonisti si rifletteva il fatto che non c’era un progetto di trama neanche nella mente dello scrittore che comincia così senza presentazioni senza dire siamo qui siamo lì così e…. Il libro comincia e va avanti continuamente con un ritmo folle frenetico ripetitivo e noioso: furti serate al pub birra schifezze eroina vari tipi di droga arresti funerali….finché questi ragazzi che non sono neanche legati dall’amicizia si avviano verso Londra e verso il finale del libro… Finalmente. Un libro che dunque risulta noioso perché non c’è niente tranne che la crudezza e la vuotezza della vita di tutti i giorni di questi disgraziati. Perché è così che sono e ripeto non lo dico con aria di superiorità ma con una certa obiettività: che cazzo stanno facendo? Che vita è? Anche il lettore non prova nessuna simpatia per nessuno perché sono tutti detestabili, e spero di non incontrarli mai.
Dunque i personaggi si avviano verso Londra e la fine del libro e anche verso Parigi solo che prima vanno a Londra. Partano da Edimburgo dove abitano perchè devono incontrare uno spacciatore a cui rivendere un carico di eroina. In quest’ultima parte la lettura è piacevole si sente che c’è un progetto lo scrittore sta lavorando su qualcosa e ce lo propone finalmente in terza persona, si riesce a sentire il meccanismo del libro… Vogliono vendere questa roba e Per farlo vanno a incontrare uno spacciatore in un albergo il cui proprietario era conosciuto da Sick. L’affare va in porto e dopo che l’hanno venduta vanno tutti a divertirsi, tutti tranne Rent che prende i soldi e parte! Ci sono rimasta di merda, tanto per rimanere in tema… Ci sono rimasta così perché non me l’aspettavo e non tanto perché la reputo una sorpresa da colpo di scena ben costruito ma più che altro perché non sta né in cielo né in terra, come è possibile che improvvisamente questo qui si illumina? L’ho trovato fuori luogo e per un libro che aveva questo andamento avrei preferito trovare o qualcosa di più catastrofico oppure una fine che non è una fine come l’inizio che non è l’inizio. Invece questa nota di positività con Rent che ruba tutti i soldi e che se ne va ad Amsterdam perché finalmente capisce che lì la sua vita sarebbe solo uno schifo… boh! Che c’entra? È solo una scappatoia per dare un taglio con la scrittura….
Trainspotting: confronto libro vs film
Eccomi dopo aver visto il film e devo dire che mi aspettavo molto peggio.
Se qualcuno mi dovesse chiedere leggo il libro o guardo il film io direi sicuramente guarda il film se non altro per Ewan McGregor che ha fatto un ottimo lavoro ma più che altro ha reso migliore Rent che era detestabile e alquanto orribile nel libro ed ero addirittura arrivata ad odiarlo.
Ho odiato Rent soprattutto per il suo odio per gli animali che ovviamente non è scaturito dal film. Quando si fa un film non si può di certo trattare certi argomenti come per esempio quella scena che ho detestato in cui Sick sparava un cane e poi andava ad ucciderlo ecco nel film innanzitutto vede protagonista Rent con Sick vicino e poi lo sparo era solo per spronare il cane a mordere il padrone e non per avere un pretesto per poi ucciderlo. Questo simboleggia l’abbellimento necessario che deve essere fatto nei film. Il libro molto spesso è stato vomitevole e schifoso per volontà dell’autore (perché non ti metti a raccontare scene di merda e altri escrementi se non vuoi provocare un certo ribrezzo nel lettore) e questo fare è stato riportato più simpaticamente nel film. Certo a volte ha fatto schifo però in un altro modo. È sopportabile nel film anche la scena del cesso, una scena ormai simbolo di questo film che conoscevo persino io che non l’avevo mai visto né letto però negli anni 90 quando ero uscito un film questa scena era presente anche in un video musicale, forse di Underworld - Born Slippy? O forse mi sbaglio?
Il film l’ho trovato molto fedele ma in grado di creare una storia più lineare e meno caotica. Così facendo i personaggi sono stati meglio definiti anche con una presentazione iniziale che ci ha permesso di identificare i quattro principali.
Nel film i quattro personaggi principali sono finiti anche in alcune situazioni che nel libro vedevano protagonisti altri, come quello dell’incidente delle lenzuola sporche nella cucina a colazione, nel libro si parlava di Davie mentre nel film questa scena piuttosto raccapricciante vede protagonista Spud.
Nel film tutti i personaggi hanno ricevuto un upgrade nel senso che non sono così disperati e patetici come quelli del libro. Sono state aggiunte poche cose come per esempio tutta la questione della videocassetta di Tommy e della sua ragazza. Tutta quella faccenda nel libro non c’è, si lasciano per cause naturali…
Viene riportata nel film la morte della piccola Dawn anche se non proprio all’inizio ma più in là forse per evitare di perdere alcuni spettatori.
Tra le differenze più importanti voglio sottolineare anche la differenza della famiglia del protagonista di Rent, non sono nominati assolutamente i suoi due fratelli che libro puoi fanno anche una brutta fine. Ancora una volta il film attenua la disperazione sociale. Anche i genitori di Rent per quanto patetici sembrano più disponibili ad aiutarlo durante la disintossicazione. La scena della disintossicazione a casa di Rent nel film è molto noiosa caotica e quasi insostenibile. Il fatto è che spesso le situazioni sono state rese in modo più artistico e digeribile da parte dello spettatore nel film mentre tutto nel libro prende una piega da documentario anche soprattutto nei momenti in prima persona e per quanto spesso si fa parlare un personaggio poi un altro lo stile di parlata è sempre quello. Ci sono molti molti prezzi uguali
Nel film Sick viene fatto un po’ troppo intelligente e amante del cinema quando lui neanche voleva vedere un film all’inizio del libro ed era Rent ad avere una propensione per i film.
Il film inizia in modo irruento e non si ferma mai, ha un ritmo frenetico e se ti distrai perdi di sicuro qualcosa ma niente di importante.
Anche gli ambienti sembrano migliori nel film e mi sarei stupita di vederli così sudici e decadenti come quelli nel libro: che figura ci avrebbe fatto la Scozia?
Rent non finisce mai in ospedale nel libro ma ci va a finire nel film.
Nel film c’è il funerale di Tommy e viene riportata tutta la vicenda del gatto e della toxoplasmosi. Peccato che nel libro tutta questa vicenda era riferita a Matty e non a Tommy che tra l’altro nel film sembra che sta per morire ma non viene mai detto esplicitamente. Nel film non muore nessun altro mentre nel libro c’è anche la vicenda di un amico di David, un personaggio minore nel film e nel libro l’autore aveva fatto anche un buon lavoro in quella parte, aveva una trama in mente.
Frank ovvero Begbie è detestabile ugualmente sia nei film che nel libro ma nel film viene lasciata da parte tutta quella vicenda di June e del figlio, un altro abbellimento, attenuazione. Dunque Frank sembra solo uno irascibile.
Nel film Sick non sembra avere tutto questo successo con le ragazze e non c’è tutta la sua vicenda in Francia.
Nel libro il lavoro di Rent a Londra non viene mai raccontato e si parla solo del suo ritorno a casa così che il libro mantiene sempre lo stesso ambiente lo stesso modo di parlare e non se ne esce mai. Ci sono però di Spud e Rent il colloquio di lavoro e il tribunale dove finiscono per aver rubato i libri che volevano rivendere. Il film inizia con questa scena in cui i ragazzi corrono via dopo aver rubato i libri e può essere facilmente apprezzata da chi ha letto il libro, perché tutti quelli che l’hanno letto esclamano: “Ah quando hanno rubato i libri!” E i libri si vedono cadere ma neanche tanto bene dalle mani dei ragazzi in fuga.
La storia tra Rent e Diane viene riportata fedelmente a parte quando lei manda una lettera a Rent che si trova a Londra: nel libro non esiste anche perché lui come avrebbe potuto darle il suo indirizzo londinese? La storia di Londra viene prolungata nel film con l’arrivo di Frank e Sick ma sembra fatto più che altro per arricchire la trama e renderla un po’ più dinamica e meno ridondante.
Nel film viene totalmente tralasciato il significato del titolo ovvero guardare i treni e segnarsi il loro numero (train + spotting). Ho appreso ciò da una nota nel libro, l’unica parte veramente interessante del testo: Trainspotting è un hobby nato all’epoca delle locomotive a vapore che consiste nel registrare il numero di identificazione e la destinazione dei treni al loro passaggio. Questa parola ricorre nel titolo del libro e nel titolo di un capitolo: Trainspotting a Leith Central Station ovvero guardando i treni alla stazione centrale di Leith quando Rent è ritornato a Edimburgo da Londra e si ritrova i suoi amici alcuni messi male e va con Frank in stazione dove il padre di questo chiede loro se stanno guardando i treni.
Le ragazze del film sono meno disperate di quelle del libro, a parte Alison con la sua bambina Dawn che la fa vivere in un letamaio pieno di drogati le altre sembrano avere un po’ più carattere e forse anche troppo perché Diane la piccoletta si mette a fare un po’ di filosofia e dice a Rent che non può continuare a vivere così. Ed è per questo che lui comincia a pensare di fare il colpo finale. Nel libro invece questa Diane rimane sempre una poco di buono innanzitutto perché si porta a casa i ragazzi che incontra in disco, li usa in camera e li lascia per il corridoio di casa. Anche nel film Diane torna a trovarlo per fumare ma non fa nessuna morale perché da che pulpito verrebbe questa morale? Questa morale di Diane però caratterizza un po’ il film che va a farci capire come le cose stanno cambiando, i tempi cambiano le droghe cambiano e anche la musica. Diane non sa neanche chi è Iggy Pop, la butta lì così che la trama si può riallacciare a tutta la questione del concerto di Tommy che ci voleva andare e Lizzy che si incazzava, c’è anche nel film ma meno prolissa.
Dunque si arriva alla parte finale che più o meno è uguale anche se nel libro non partono in quattro ma partono quasi tutti. Pressapoco è uguale: partono da Edimburgo per Londra in autobus ma non viene detto niente del loro eventuale viaggio a Parigi, si parla solo di questo commercio che vogliono fare di eroina. Non si parla del fatto che Sick conosce il gestore greco dell’albergo e non viene neanche fatto il nome dello spacciatore Gilbert. Il film è un po’ più realistico: una volta che vengono sganciati tutti quei soldi dallo spacciatore non vengono lasciati in albergo incustoditi solo in mano a Rent ma Frank se li tiene sempre ben stretti e non li lascia mai. Rent comincia a voler fuggire quando escono tutti e vanno al pub, non si parla mai di fuggire ad Amsterdam. Rent riesce a sfilare la borsa che con maestria è stata scelta della marca Head proprio come nel libro dalle braccia di Frank e mentre dorme come Sick Spud si accorge ma non dice niente. Rent corre via ma non se ne fa niente della sua eventuale fuga ad Amsterdam, neanche che va a depositare dei soldi in banca… Fugge e basta pensando che vuole farsi una vita normale e lascia dei soldi a Spud che l’ha coperto…
Il film a volte è meno realistico quando rende tutto più soft meno sudicio e più accettabile ma a volte come in questo caso del finale è più credibile perché riporta delle situazioni più fattibili. Il Rent del film non è disperato come quello del libro, uno magari dice cazzo ma nel nel film è una tragedia la sua vita e nel libro anche peggio. Nel film ci sono anche un paio di riferimenti come per esempio durante le allucinazioni che a Rent durante la sua crisi astinenza a casa vede la piccola Dawn camminare sul soffitto e le sue gira la testa come la ragazza su L’esorcista. Poi i quattro ragazzi mentre attraversano la strada a Londra diretti all’hotel rappresentano per un secondo quella storica copertina dei Beatles che attraversano la strada.
Insomma il film non è per tutti ma il libro è anche per meno persone. Non mi sono stupita dell’enorme successo che hanno avuto entrambi che raccontano di quell’idea di evasione e di crudezza della vita, ciò di cui molti hanno bisogno quando non riescono più a sopportare la plasticità dell’apparenza sociale. È raro però avere una via d’uscita preferenziale come quella che si è ritrovato Rent.

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