La fiamma nel buio by Michael ConnellyMy rating: 1 of 5 stars
Bosch riceve da un suo vecchio collega morto un fascicolo di un caso irrisolto e chiede l’aiuto di Ballard. Nel frattempo va a trovare il fratello, vuole il suo aiuto dato che è stato contaminato da del cesio e vuole che vengano dati dei soldi alla figlia. Inoltre il fratello sta lavorando ad un caso e chiede l’aiuto di Bosch.
Sono stati presentati svariati casi, troppi:
1. Quello dell’incendio a cui sta lavorando Ballard
2. Quello rimasto aperto del collega di Bosh
3. Quello del fratellastro di Bosh
4. Quello del cesio di Bosh
5. Un maniaco si introduce nel dormitorio della figlia di Bosch
6. Un fascicolo di un caso di omicidio sempre del collega morto
7. Una di 11 anni si impicca per Ballard
8. Una rapina con fuga per Ballard
9. Una disputa domestica per Ballard
10. Bosch esamina cinque casi per capire quale può aver influenzato l’omicidio del giudice a cui lavorava il fratello
11. Donne in un furgone per i colleghi di Ballad
12. Bosch racconta a Ballard di un caso degli anni 80
Troppi casi, una confusione tremenda che scaturisce in uno scarso interesse per ognuno di essi.
Poi magicamente il caso uno e il caso tre sono connessi… poco realistico.
Il caso principale (il numero due) è molto buono ma annacquato e raccontato in modo molto troppo semplicistico.
Questo libro è pieno di riempitivi, non solo i casi laterali che sono del tutto distaccati da quelli principali che già sono troppi ma anche frasi e discussioni che non servono a niente ma sono quasi patetiche come queste:
Sul tavolo c’era anche un piatto con mezza ciambella glassata al cioccolato, che identificava Bosch come un cliente pagante e non uno scroccone che ordinava solo un caffè e occupava un tavolo per ore.
Ballard aveva gli auricolari e ascoltavo una playlist stimolante.
Non c’è quasi niente in questo libro, non si fa altro che ripetere sempre gli stessi fatti e fossilizzarsi in descrizioni inutili di situazioni di circostanza. Tutte le discussioni sono riportate anche quelle che vengono ripetute, il caso principale è interessante ma non viene sviluppato con dovizia di particolari e professionalità, sembra come se fosse raccontato in modo pittoresco e neanche molto preciso, non c’è niente che lo fa sembrare credibile
Pagine e pagine in cui Bosch dice a Ballard di dormire…
Nota dolente poi è la figlia di Bosch! Una persona talmente tanto inutile e antipatica che non si riesce a trovare credibile l’affetto di Bosch per lei! Perché è stata inserita in questa storia? Bosch quando parla di lei o con lei sembra un’altra persona, un vecchio rincoglionito! Quando lavora ai casi è abbastanza brillante ma la sua vita privata andrebbe messa via perché è assurda e noiosissima.
Trovo sempre più detestabile il fatto che lo scrittore chiami i suoi personaggi per cognome, perché? Distacco totale.
Questo libro non ha personalità non solo continuano a non esserci i sentimenti dei personaggi, tutto è talmente tanto descrittivo piatto e ciclico che sembra di leggere il riassunto di qualcosa che forse aveva una sua personalità. Qui non c’è ma non scaturisce neanche la voglia di scrivere dello scrittore, è un libro scritto per fare numero, non c’è nessuna necessità di raccontarci qualcosa che è venuto in mente spontaneamente, questo è il classico libro scritto perché l’editore vuole che scrivi qualcosa tanto che viene anche spontaneo chiedersi: si tratta di ghost writers? Che stile è? Non c’è, descrizione di fatti, dialoghi meccanici, soluzione… E stop.
La malattia di Bosch! Un’idea venuta dopo sempre per riempire altre pagine e poi guardacaso anche questo suo ammalarsi si riconnette ai due casi… Le coincidenze non esistono! Poi lui sta male e pensa alla figlia… Che noia! Ballard poi se nel libro precedente aveva anche qualche tratto di personalità in questo non ce l’ha più… Un libro stanco che lui non ha voglia di scrivere e forse ha fatto scrivere ad altri e che si legge a fatica… sembra che lo scrittore è andato in pensione.
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