Non sconvolgente ma interessante. Ormai niente è più in grado di lasciarci di stucco neanche il cannibalismo. Un film basato su un libro sconosciuto di una scrittrice sconosciuta che penso rimarrà tale. La scrittrice ha avuto un’idea originale che scommetto che il film ha reso anche meglio ma il confronto con il libro potrà essere fatto dopo la lettura che è già in programma.
Sono rimasta piacevolmente colpita più che dalla storia in sé da come il regista Luca Guadagnino l’ha presentata sullo schermo. La trama è molto semplice a parte il cannibalismo e neanche nello sviluppo dei personaggi c’è niente di straordinario, è solo il cannibalismo che la rende unica e intrigante ma per il resto è sviluppata in modo molto lineare e per niente articolato. È stato invece il regista a rendere Bones and All una vicenda artistica con un lavoro unico e ricercato, non è un semplice reportage di quello che succede nel libro ma la trama viene rielaborata e potenziata con riprese studiate, luci affascinanti, paesaggi incredibili e anche musiche perfette che danno a ogni scena più enfasi. Il film è truculento ma non splatter, se per splatter intendiamo banali versamenti di sangue, qui è tutto studiato e mai sciatto. La parte geniale è stata anche l’ambientarlo negli anni 80, liberando i protagonisti dell’invasiva tecnologia e soprattutto dei cellulari.
Ho solo un po’ di riserve sul finale che per quanto può andare bene per un film è sicuramente controproducente per un libro. Se questa scelta ha senso per la spettacolarità del film che rimane fine a sé stesso e si auto conclude con un finale così gli autori si penalizzano.
Questo tema se non veniva presentato nel giusto poteva facilmente diventare una stronzata o solo un’ennesima storia supernatural young adult. Invece grazie al regista la trama povera, ricca solo di un’idea, è stata resa spettacolare ed è sicuramente uno dei film più affascinanti del 2022.

Nessun commento:
Posta un commento