Cime tempestose by Emily BrontëMy rating: 4 of 5 stars

Confronto libro (1847) film (1992) 
Scritto tra ottobre 1845 e giugno 1846, Cime tempestose venne pubblicato per la prima volta nel 1847. Già qui mi sono messa a pensare a questa ragazza, nata nel 1818 e morta nel 1848, che a meno di trent’anni aveva composto questo romanzo che è diventato un classico, conosciuto, apprezzato e continuamente letto quasi 200 anni dopo. Non ho potuto fare a meno di immaginarmela nella sua vita, diversa dalla nostra, mettersi a scrivere senza fronzoli, senza Internet, senza plastica, senza luce, ma con le candele, la carta e la penna. Scrivere e dare vita a questa storia che ha lasciato un segno nella storia.
Voglio fare anche un paragone con il film del 1992, che mi ha sorpreso sin dai primi fotogrammi quando lo sceneggiatore ha deciso di inserire anche la figura di Emily, impersonata da Sinéad O'Connor, che si reca in una grande casa abbandonata e comincia a immaginare quella casa abitata e sviluppa la storia narrandocela in prima persona. Sono rimasta colpita perché già mentre leggevo (anzi ascoltavo) non facevo altro che pensare alla scrittrice che creava questo mondo, ed eccola comparire nel film e sviluppare con la sua mente dei personaggi che popolano quella casa che ha trovato.
Ovviamente nel libro questa parte non c’è, però non è neanche così diversa la situazione, perché la struttura del libro è stata definita a matrioska, ovvero racconti all’interno di altri racconti. Non si tratta di flashback, ma proprio di far partire la storia trent’anni dopo il suo inizio, quando una persona estranea ai fatti raggiunge quella casa definita Cime tempestose e si ritrova una serie di personaggi strani, male assortiti, lugubri e tristi, ma comunque coesi. Questa persona è l’affittuario di un’altra casa, sempre di proprietà di Heathcliff, il padrone di Cime tempestose. Questo affittuario, incuriosito dalla scena che si è trovato, comincia a parlare con la governante Nellie, che gli racconta tutto quanto, ovvero di come si è giunti a popolare la casa di Cime tempestose con quelle persone che sono esattamente Heathcliff, la figlia della sua sorellastra, e il figlio del suo fratellastro. Heathcliff fu infatti adottato da piccolo nel 1771 dal padre della madre e del padre dei due ragazzi. Inizialmente mi sono un po’ persa con questo albero genealogico, ma il bello di questa storia è che è molto contenuta. I personaggi sono pochi, ma complessi nelle loro relazioni, ed è contenuta anche nei luoghi, infatti si sviluppa tutta a Cime tempestose e all’altra casa, quella in cui si trova l’affittuario, e nella brughiera circostante. È come se fosse un grande palcoscenico in cui pochi attori inscenano una tragedia. Ed è proprio così, infatti non è una storia sdolcinata, ma realistica, cruda e senza abbellimenti, che ci mostra apertamente come gli esseri umani possono diventare oscuri, violenti e cattivi. Nonostante tutto, viene anche dimostrato come questa oscurità dell’animo di Heathcliff sia causata dall’amore, o meglio dal fatto che lui non è riuscito a stare con quella che era la sua sorellastra, ovvero Catherine. Potrebbe sembrare strano a sentirsi, ma Heathcliff era stato adottato dal padre di Cathy e quindi vivevano insieme, e proprio nel crescere insieme in quella dimora chiamata Cime tempestose, isolata da tutto, avevano sviluppato un forte attaccamento che però è stato rovinato da una terza persona, ovvero il figlio dei padroni dell'altra casa. Quando Cathy si trova a passare del tempo con quest’altro ragazzo, Edgar, tutto cambia tra lei e Heathcliff, e in quel momento viene segnato l’inizio della fine, perché lei, rinunciando a lui, ne determina la discesa negli inferi e il suo totale oscuramento. La cosa che mi ha positivamente colpito è il fatto che non c’è un lieto fine, non c’è un risolversi, una soluzione e un finalmente riavvicinarsi tra i due che rimangono separati per sempre, ma al tempo stesso distrutti da questa decisione, perché anche lei sa che ha fatto la scelta sbagliata, forse in un momento di leggerezza, ma è tutto ormai irrecuperabile. Heathcliff si riscatta dalla sua povertà andandosene e facendo fortuna, e inoltre facendo anche soldi, tanto che diventa il proprietario di Cime tempestose. C’è anche il discorso della vendetta, perché il fratello di Cathy l’ha sempre trattato male, e lui farà altrettanto.
Il libro, dunque, è fatto di tanti racconti, della governante all’affittuario, quando rimane malto chiuso in casa. Mi ha stupito come sia stata scelta questa costruzione geniale e sorprendente, perché non è un raccontare la loro storia, ma entrare alla fine, ma non proprio la fine, è come se si arriva al 90% della storia, che si conclude poi dopo il racconto di Nellie.
Avevo sempre sentito parlare di questo titolo, ma non mi ero mai arrischiata a leggerlo, forse impaurita dal fatto che era datato, ma mi sbagliavo. Il libro sembra nuovo, sembra appena uscito, anche il modo di scrivere non è antiquato, scorre, forse aiuta sentirlo invece che leggerlo, dato che effettivamente è un racconto fatto di racconti, ma non ci sono parole difficili, non ci sono costruzioni complesse, ma è anche pensato, perché i personaggi riflettono su se stessi, si trovano a scontrarsi, le situazioni proposte sono sempre difficili, una vita dura che avrebbe potuto essere vissuta in un altro modo, ma che ormai è stata sprecata. Quello che i critici dell’epoca non hanno apprezzato è stata la volontà dell’autrice di proporre l’oscurità dell’animo in modo così palese, quando evidentemente si tendeva più a abbellire le relazioni dei personaggi, ma qui invece, anche se magari ci fa raccapricciare il naso vedere Heathcliff maltrattare uomini e donne, alla fine però, ragionando, capiamo che non è fantascienza, è la realtà, e chi legge non si sente preso in giro come quando gli raccontano delle favolette, ma riconosce che è così che vanno le cose e apprezza la schiettezza dell’autrice. E nonostante tutto, nonostante la drammaticità, la violenza e l’oscurità, alla fine c’è anche una sorta di riscatto nella generazione futura, che riesce ad uscire dal loop di sconforto e morte dei genitori, e a trovare un modo di risorgere, di far risorgere Cime tempestose dalle macerie dei loro conflitti, dei conflitti di chi li aveva preceduti. Quindi, orrore, ma anche una sorta di speranza, seppur le tombe che sono state scavate nel corso dei trent’anni sono parecchie.
Il titolo è perfetto e riflette anche la tempesta di emozioni scaturite dalla gelosia, dalla vendetta e dall’amarezza di molti e quasi tutti i personaggi.
Adoro fare il confronto tra il film e il libro, e dato che ci sono vari film, ho scelto quello del 1992, e l’ho trovato soddisfacente. Dopo aver letto il libro, è sempre rischioso andare a vedere il film che lo narra, ma in questo caso hanno fatto un ottimo lavoro.
L’audiolibro dura più di 15 ore, mentre il film riesce a stare entro le due ore, anzi anche di meno. Negli anni '90 era difficile trovare un film che durasse più di due ore. Dunque sono stati fatti dei tagli, ma non hanno pesato sulla fedeltà, tutto è rimasto come doveva essere, ed è stato un piacere vedere i personaggi che mi erano diventati cari prendere vita. Anche gli attori sono stati scelti giustamente, Heathcliff è stato impersonato da Ralph Fiennes, che con il suo sguardo tenebroso gli ha reso giustizia. In ogni caso, credo che il libro sia anche più aspro, crudo e disperato di quanto ci ha fatto vedere il film. Un po’ gli spigoli sono stati smussati, ma non troppo. Il film scorre e non è mai noioso, e l’unica differenza considerevole è quella dell’affittuario, che se nel libro ha un ruolo fondamentale perché permette alla governante di raccontare, e quindi come lo racconta a lui lo racconta anche al lettore, nel film l’affittuario è pressoché inutile, dato che abbiamo la figura della scrittrice che ci racconta quello che lei ha imaginato, e la vediamo all’inizio e alla fine quando osserva i due giovani abbracciarsi in un giorno di sole dopo tanti giorni di tempesta. Queste, però, sono quelle differenze lecite, un libro no, non può essere trasposto fedele al 100%, servono delle piccole differenze che lo adattano allo schermo, poi sta allo sceneggiatore riuscire a creare qualcosa di unico e adatto per minimizzare la differenza. Altra cosa che succede con i film tratti dai libri è che i personaggi sono meno profondi nel senso che, con un libro, è logico che noi conosciamo più intimamente ogni personaggio, mentre un film ce lo presenta più in superficie, e mi riferisco ai personaggi di contorno soprattutto, ma anche agli altri. In 15 ore di audiolibro conosciamo molto meglio ogni singolo personaggio di come riusciamo a farlo in un’ora e tre quarti di film, ma è anche giusto che un film abbia una durata limitata, altrimenti diventa noioso. Proprio come l’affittuario, anche la governante Nellie va un po’ in secondo piano, è sempre presente anche nel film, ma non avendo più quel ruolo di narratrice, diventa quasi superflua o più che altro un personaggio di puro contorno.
In conclusione, sono rimasta affascinata da questa storia e anche dalla scrittrice che con il suo unico libro ha segnato la letteratura, e non è da tutti. I personaggi sono ormai iconici e si stagliano nella trama con la loro personalità e con la loro vita che ci sembra vera. Li compatiamo per come non riescono a trovare una via per essere felici, ma al tempo stesso ci immedesimiamo in loro perché, le emozioni che provano sono realistiche e non ovattate dalla fiction.
La cosa che mi sconvolge è come la voce di Emily, dall’inizio del 1800, sia arrivata fino a me, all’inizio degli anni 2000, e non posso che congratularmi con lei per come è riuscita a dare vita a un mondo che tuttora sussiste.
Una curiosità: che cosa mi ha spinto a leggere questo romanzo? Non di certo perché conoscevo il titolo, ma perché, essendo una lettrice della saga di After, non ho fatto altro che sentire Hardin e Tessa parlarne per pagine e pagine, di come loro amavano i personaggi, di come si immedesimavano in essi. Dunque, la scrittrice Anna Todd aveva letto questo libro e mi ha ispirato a farlo anche a me. Coincidenza, l’attore che interpreta Hardin nei film di After (Hero Fiennes Tiffin) è il nipote di Ralph Fiennes, che interpreta proprio Heathcliff.
Chiudo con alcune citazioni.
La più famosa è questa:
"Di qualsiasi cosa sono fatte le anime, la sua e la mia sono uguali."
Ciò può essere fuorviante, perché non si tratta di una storia melensa tra innamorati, ma più che altro il risvolto oscuro dell’amore e di quanto odio possa portare quando non è corrisposto o quando non può essere consumato.
Ecco altre citazioni che mi hanno colpito dopo la prima lettura:
A un uomo assennato dovrebbe bastare la compagnia di sé stesso, una compagnia deliziosa.
Lo spettro, capriccioso come tutti gli spettri, rifiutò di mostrarsi, ma la neve e il vento s’introdussero turbinando nella stanza e raggiunsero anche me, spegnendo la candela.
Un buon cuore ti aiuterà ad avere un bel viso ragazzo mio, anche se tu fossi nero come la pece. Così come un cuore malvagio trasformerebbe persino il viso più bello rendendolo peggio che brutto.
Per lei meglio morire che tirare avanti essendo diventata un peso e una causa di infelicità per tutti coloro che la circondano.
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