Review: Topolino n. 3552

Topolino n. 3552 Topolino n. 3552 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Di nuovo deludente 

Il progetto interessante, sorprendente e originale di unire non solo tre copertine, ma anche tre numeri con una trama sviluppata attraverso le storie di tutti i numeri, non è stato completato. Avevano iniziato bene, unendo tutte le storie e anche i due numeri e quasi tre, ma alla fine non sono riusciti a trovare un'altra storia per il progetto generale. Dato che ci sono addirittura solo quattro storie, sembra che ne abbiano tirata fuori una dalle riserve, ma forse era meglio non mettercela, dato che così hanno rovinato tutto. È veramente un gran peccato che però non mi ha sorpreso, me lo aspettavo!

Il numero si apre con la solita vignetta che cerca di farci ridere, poi c'è il muro di parole del capo che deve fare i complimenti ai suoi dipendenti e a sé stesso. Poi c'è l'insulsa agenda piena di pubblicità che ci ricorda che dobbiamo comprare delle cose ogni giorno della settimana.

Per fortuna ci sono altre indicazioni su come disegnare Topolino, ma ho come idea che questi tutorial non li rivedremo più.

Poi ci sono patetici giochi e ridicole barzellette che fanno ridere per quanto sono stupide e non perché sono divertenti. Ma toglietele, che se qualcuno le va a raccontare in giro ci fa una figura di merda! Dico giochi patetici perché ce n'è uno... Riordinare i pacchi dal più piccolo al più grande? È inutile che cercate di fare finta di essere una settimana enigmistica per sfigati! È davvero un gioco riordinare i pacchi dal più grande al più piccolo? Ma cos'è, un esercizio del libro dell'asilo nido?

Ci sono quattro pagine di pubblicità per il numero seguente che parlano della storia che dovremmo leggere tra sette giorni, ma se la dobbiamo leggere tra sette giorni, che senso ha parlarne adesso? E poi dobbiamo parlare di una storia? Leggiamola e basta: riempitivo pubblicitario!

Come se non bastasse, ci sono ben sette pagine di presentazione all'ultima storia, quella che non c'entra un cazzo con tutto il progetto! Ragazzi, che palle! Ve la dovete finire di parlare delle storie, mettete le storie basta, chi scrive non deve spiegare quello che scrive, ma solo farcelo leggere, e se lo spiega significa che non sa scrivere, e lo stesso vale per i fumetti.

1
Zio Paperone e la lampada bisestile, ep. 3 di 3


Come sempre succede, avere un'idea è un conto, e svilupparla può essere anche semplice, ma concluderla in modo altrettanto geniale non è da tutti, e non è stato questo il caso. Come previsto, tutto è bene quel che finisce bene, e cosa c'è di più noioso, banale e dolciastro di questo? Tutto quello che deve essere considerato accettabile lo rimane, e Topolino non può andare contro le convenzioni perché deve piacere e deve vendere, e dunque ecco che il Natale deve essere importante per sempre, e anche Paperone, proprio come lo Scrooge di Dickens, dopo aver incontrato lo spirito di qualcosa, rinsavisce tornando nei binari del sistema. Peccato.

2
Topolino, Minni e il soffio del Natale


Una storia che prosegue le vicende di quella prima, in quella prima infatti Topolino e Minni dicevano che andavano dalla zia di lei, ed ecco che arrivano e ci sono dei problemi da risolvere. La trama non mi piace, corvi che vengono intrappolati da circensi e Pippo che dice che gli piace il circo! Non va bene.

3

I Bassotti e la cena dei cattivi


Storia carina e simpatica, i Bassotti come Gambadilegno sono sempre simpatici e riescono a ravvivare un po' l'ambiente che ogni tanto si spegne di fantasia. Fortuna loro.

4

Paperinik e la minaccia del doppio Natale


Veramente bruttina e scarsa. Ma non avevamo detto che Amelia stava festeggiando il Natale con Paperone? Quindi l'ultima storia probabilmente era stata fatta in un periodo precedente all'idea molto artistica e costruttiva di legare tutte le storie insieme, ed ecco che questa è svincolata e anche veramente indigesta, confusionaria e con un Babbo Natale patetico. Peccato, ci eravate quasi, mancava una storia e non avete avuto voglia di farne una adeguata al progetto, ma non mi stupisco.


hermio

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