Review: In fuga

In fuga In fuga by Alice Munro
My rating: 4 of 5 stars

Impressionante

hermio

Vorrei innanzitutto parlare della copertina italiana che è orribile. È solo una copertina fatta tanto per fare colpo, studiata dagli editori e che non ha niente a che vedere con nessuna di tutte le storie proposte. Ci sono otto storie, perché non ispirarsi almeno ad una di esse? Chi è la tipa della copertina con quello sguardo, quella posa e quel vestito da deficiente? Trovo che la copertina sia sminuente, come se volesse rendere questo libro più leggero, ammorbidendone la profondità e rendendolo qualcosa di giovanile e sciatto. Non riesco proprio a capire perché.

Non c'entra niente con nessuna delle storie che qui di seguito analizzerò una ad una. È stato un libro incredibile, ma anche il titolo italiano su quella foto non ha senso perché sembra la storia di quella tipa che fugge. Idea banale che viene a colpo d'occhio guardando questa copertina. L'hanno fatto per ampliare il mercato perché hanno paura che se ci fosse scritto che era un libro dettagliato, impegnativo e affascinante, sarebbero tutti fuggiti. Meglio rendere tutto più semplice. Ma ora passiamo alle storie che è meglio, e dimentichiamoci della copertina tutta sbagliata.

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1
In fuga


Angosciante, prevedibile, contorto, veritiero. Evocativo, ben curato, appassionante, coinvolgente e terrificante.

In poche pagine, con parole mirate, ha fatto un quadro chiaro e limpido sia della situazione che dell'ambiente, delle personalità e delle necessità dei personaggi, che sono tutti veri e si comportano in modo mai prevedibile. Al tempo stesso, quando sappiamo quello che fanno, diciamo: "È vero, sarebbe andata a finire così". Se fosse andata in un altro modo, si sarebbe trattato di una favola della buona notte; invece questa è la realtà. La scrittrice ha composto in modo magistrale, con poche pennellate, una situazione che nella sua brevità di 44 pagine è iniziata a un certo momento ed è finita quando non c'era più altro da dire. Qualsiasi cosa avesse aggiunto sarebbe stata un surplus. Invece, il suo modo di fare sintetico (a volte anche troppo) ha creato un racconto perfetto che dimostra come la realtà può diventare una storia horror senza che succeda niente di straordinario, ma in situazioni che tutti conosciamo e dalle quali non potremo mai fuggire.

Trama in breve: Carla, fuggita di casa per vivere con un insegnante di equitazione, scopre che quello che riteneva potesse essere un sogno è in realtà un incubo quando lui si rivela scontroso e per niente affettuoso come vorrebbe. Carla fa la donna delle pulizie per una signora che ha appena perso il marito e si confida con questa, che prova una certa attrazione verso di lei e decide di aiutarla a fuggire, tanto che la mette sull'autobus. Mentre è in viaggio in fuga, però, Carla si rende conto che non può farlo e quindi torna indietro. Dice tutto al marito che si arrabbia. Il marito, per ripicca, le uccide la pecora Flora. Flora era scomparsa e lui la vede tornare quando è andato a insultare la donna che ha aiutato Carla e quando questa, mesi dopo, le rivelerà che la sua pecora era tornata, lei capirà che il marito l'ha uccisa, ma non farà niente.

2
Fatalità


Un altro spezzato di vita vera, come si suol dire. Qui abbiamo una ragazza che cerca di affermarsi nel mondo ma è talmente insicura che tutto quello che pensa sembra reale: la sua paura di fare il passo sbagliato, di offendere, di essere colpevole, di dire la cosa sbagliata… Eppure agisce. Riesce a trovare la strada verso qualcosa che, dal flash forward della scrittrice posto alla fine, sembra essere proprio quello di cui aveva bisogno. Juliet è partecipe di un evento fatale, si ritiene colpevole ma alla fine se ne fa una ragione. Cose del genere possono succedere e a lei l'hanno portata verso qualcosa di inaspettato. Di nuovo il viaggio, il tema che connette questa storia alla precedente: un'altra donna che cerca qualcosa e, a differenza di Carla del racconto prima, Juliet riesce a trovare la pace anche se entrambe si ritrovano a stabilirsi con un uomo. Sembra quasi che la scrittrice voglia dirci che le donne puntano solo a quello.

Trama in breve:
1965
Sei mesi fa, Juliet ha incontrato sul treno un uomo e si sono conosciuti brevemente perché lei aveva bisogno di parlare con qualcuno del fatto che aveva allontanato un uomo che voleva sedersi vicino a lei. Ha scoperto che poi quest'ultimo era andato a suicidarsi sotto il treno che si era fermato. L'uomo incontrato sul treno le manda un messaggio a scuola e lei decide di raggiungerlo.

3
Fra poco

Mi sono un po' sorpresa nel ritrovare gli stessi personaggi del secondo racconto in questo terzo. Se il primo era ambientato nel 1965, questo invece è nel 1969, qualche anno dopo. Abbiamo sempre la solita protagonista Juliet e le sue vicende possono essere prese in considerazione anche sconnesse dal primo racconto e sono rimasta un po' spiazzata perché il libro mi risulta adesso un po' confusionario. Il primo racconto era a sé stante, il secondo sembrava essersi concluso e ora riprende. Dunque, mi è sfuggito qualcosa nel primo? Ad ogni modo, la scrittura è sempre precisa, ricca di particolari, tanto che la lettura è più impegnativa del solito, ma sempre gradevole, è un modo di scrivere molto curato. Si tratta di un lavoro fatto nei minimi particolari ed è per questo che, anche se più faticosa come lettura, è anche più piacevole perché c'è più soddisfazione e soprattutto c'è il colpo d'occhio che questa scrittrice ti permette di avere in quanto ti spiega con maestria le scene e ti ci ritrovi dentro. I personaggi sono sempre realistici e la loro vita è talmente tanto squallida e normale che ti rendi conto che è così che va il mondo. È una lettura un po' scoraggiante perché le persone risultano quelle che sono senza fronzoli.

Trama in breve:
Juliet si è stabilita nella città dell'uomo che aveva incontrato nel treno (Eric) e ora hanno una figlia, Penelope. Juliet, in questa estate del '69, va a trovare i genitori nella casa d'infanzia. La madre è un po' messa male e con un flashforward sappiamo che sarebbe morta poco dopo e il padre si sarebbe risposato.

Citazione:

Perché sono le cose che succedono a casa, quelle che cerchi di proteggere, meglio che puoi, più a lungo che puoi.
Pagina 116

4
Silenzio


Credo che questa sia la terza e ultima parte della storia di Juliet. Sono passati 20 anni da quello che è successo nel racconto precedente e Juliet ha un problema con la figlia Penelope, ormai ventenne. Ormai sono gli anni '80, ma questo racconto potrebbe svolgersi in un anno qualsiasi. Nel racconto precedente veniva fuori che Juliet era atea e aveva intenzione di crescere la figlia da agnostica, e in questo nuovo spezzone della sua vita lei è alle prese con il problema della sparizione di Penelope, che se ne va seguendo una di quelle sette strane, sparisce e non torna mai più. In un futuro di circa altri 20 anni dopo, la madre avrà sue notizie ma di fatto non si incontreranno mai più.

Anche in questa storia ho ritrovato i lati spiacevoli delle persone e come ci si ritrova a non trovare mai una soluzione a niente, e come i fatti della vita accadono in modo così travolgente che non si può fare altro che assecondare tutto quanto e andare avanti, cercando di farsi coraggio e accettare tutto quanto, perché quello che si può cambiare è davvero poco.

Quello che mi piace di questo libro è il fatto che riesce ad essere filosofico senza pretendere di esserlo, sono conclusioni a cui si giunge osservando da lontano fatti che possono succedere a tutti e che non sembrano astrusi né fantasy, ma che ti prendono perché sono veri. Juliet è stata forte e debole al tempo stesso come tutti quanti, perché non esistono gli eroi, come si suol dire non è tutto bianco o nero, ma è tutta una sfumatura indecifrabile continua.

Per quanto riguarda il titolo, c'è di nuovo la fuga di mezzo, questa volta per la figlia, anche se persino Juliet era fuggita da tutto e anche dalla sua iniziale voglia di diventare una professoressa. Questa fuga di Penelope si contrappone a quella di Carla del primo racconto: Carla ha provato ma non è riuscita, Penelope se n'è andata e ce l'ha fatta, anche se non è detto che abbia trovato quello che cercava.

5
Passione


Una nuova storia completamente scollegata dalla precedente, ora si è cambiato scenario o meglio protagonista perché lo scenario rimane sempre quello del Canada. In un anno indefinito, ma forse intorno agli anni '80, una donna ormai anziana ritorna in un luogo della sua giovinezza di quando aveva vent'anni e, senza dirci altro di quello che sta facendo o di quello che è ora, ripercorre con la memoria l'episodio di una fuga strana, articolata, inaspettata e creativa a cui aveva partecipato quando era ancora giovane. Ecco di nuovo dunque il tema della fuga: Grace sembra avere la strada spianata verso un matrimonio con una famiglia benestante che le avrebbe garantito una certa sicurezza, ma un giorno del Ringraziamento conosce Neil, il fratello del suo fidanzato. Neil è un alcolista e le propone quel pomeriggio una fuga dalla famiglia e dagli obblighi di quella festa imposta. La famiglia è soffocante, la famiglia di lui che ormai aveva accolto anche lei, e Neil con il suo problema non riesce a far finta che vada tutto bene. Grace se ne innamora all'istante — una passione che però non trova in lui la risposta che vorrebbe. Lui la trascina in lungo e in largo per tutto il giorno fino a sera, per evadere dalla sua famiglia e poter bere. Grace rimane affascinata da questa fuga che segna la fine di quel capitolo della sua vita, anche in modo piuttosto tragico, non per lei ma per Neil, ma lei è soddisfatta di quello che ha fatto. Di nuovo una donna che riesce a fuggire da quello che è stato preparato per lei dal destino o dalle circostanze. Non sappiamo che cosa le sia successo dopo, ma se ne ricorda con affetto e nostalgia.

6
Rimetti a noi i nostri debiti


Questa si discosta un po' da tutte le altre e per parlarne devo raccontare la trama: Lauren ha 10 anni, anche se sembra averne circa 17 da come si comporta e come ragiona. Lauren incontra una donna, Delphine, in un hotel e fa amicizia con lei. Delphine le dice che in realtà è stata adottata e che lei è la madre. Viene fuori che non è Lauren ad essere stata adottata, ma la sua sorellastra morta in un incidente automobilistico.
Delphine pensava che Lauren fosse sua, invece sua figlia era già morta.

Questo racconto mi ha ricordato sia per stile di scrittura ma anche per tematiche Stephen King: stessa bravura a delineare i personaggi, a costruire scene e vite di persone intrecciate in modo inspiegabile, sorprendente ma realistico e agghiacciante, grottesco e coinvolgente.

Forse questa è la storia che mi è piaciuta più di tutte, però si ritrova ad essere sullo stesso piano delle altre per quanto riguarda il fatto che alla fine provo sempre il disprezzo verso l'umanità e certi suoi comportamenti contorti ed egoistici, ma che denotano la necessità di ognuno di sopravvivere, nonostante tutto.

7
Scherzi del destino


Questa è spettacolare, la migliore di tutta la raccolta che a quanto pare è creata in un crescendo di maestria e più vado avanti a scoprire questa scrittrice più me ne innamoro, il suo modo di presentare la realtà è così coinvolgente che rimango senza parole. Attacca subito con una scena di vita normale e poi ci sviluppa intorno andando indietro nel tempo e avanti di tantissimi anni un quadro incredibile anzi credibile! È come quei quadri che sono favolosi anche per un minuscolo particolare e poi allargando la visuale ti rendi conto di quanto sia stupendo. Credo di aver trovato una delle mie scrittrici preferite con questa lettura che mi sta impegnando con dedizione e amore.

In questa storia vediamo Robin alle prese con una sorella problematica. Robin conosce Daniel per caso, un tipo con il quale si dà appuntamento l'anno dopo. L'appuntamento l'anno dopo sarà sfumato perché lui si comporterà inspiegabilmente in modo strano evitandola. Tantissimi anni dopo, circa 40, dunque siamo negli anni 2000 credo, ma non sono sicura, lo incontra di nuovo quando lui è un vecchio decrepito e lei un'infermiera anziana. Poi si renderà conto che quello invece è Alex, il fratello gemello di Daniel, che aveva problemi di comunicazione. Robin capisce quello che era successo quella volta: non aveva incontrato il suo Daniel, ma il fratello Alex che l'aveva trattata male perché era anche sordomuto e con problemi di comprensione e quindi lei aveva travisato, non era stata respinta ma aveva incontrato il gemello sbagliato. Incredibile, mi viene sempre da dire questa parola ma invece è l'opposto, perché questa storia come tutte le altre della scrittrice che ho letto è talmente tanto credibile e affascinante da lasciarmi di stucco. Finalmente qualcosa di coinvolgente e di cui non riesci a distaccarti perché vuoi sapere non come va a finire, ma come si sviluppa. Mi piace scoprire l'andare avanti della storia dei personaggi e vedere quello che pensano e quello che fanno. Continua ad essere una lettura non semplicissima perché ci vuole per inquadrare tutto quanto, chi è chi, cosa fa e cosa pensa, però anche quando succede, quando hai la visione completa, rimani a bocca aperta. Eccellente, non posso dire altro.

8
Poteri


L'ultima storia è un po' più lunga ma mai noiosa o prolissa. Bisogna sottolineare che questa scrittrice riesce anche a calibrare la quantità di parole necessarie per dire quello che serve: mai troppe, mai poche, sempre il giusto. Il racconto dura quanto serve, senza divagazioni non necessarie ma con la giusta quantità di parole che servono per farci vedere quello che lei ha visto. In questa ultima storia, la protagonista non è chi fugge, ma Nancy, una conoscente di chi lo fa: Tessa. Vediamo la storia srotolarsi dagli anni '20, in cui erano ragazze, fino agli anni '70. Nancy è una ragazza, poi una donna, abbastanza frivola, acida e superficiale, alquanto insopportabile. All'inizio la conosciamo dalle pagine del suo diario in una visione pittorica del Canada degli anni '20, suggestiva, sembra un film. Ancora una volta la scrittrice sa rendere con le parole giuste le scene inserendoci personaggi in modo spettacolare e sempre accattivante, coinvolgente e interessante. Poi dalle pagine di diario si passa a parti in terza persona e anche a varie lettere. Il tempo passa e Nancy si ritrova in una specie di manicomio dove ritrova Tessa, che era finita lì abbandonata da quello che Nancy pensava lei avesse sposato: Ollie. Tessa era fuggita con questo Ollie che era rimasto impressionato dai suoi poteri — Tessa era una specie di veggente sensitiva, sapeva le cose — e lui ha pensato bene di studiarla, forse sfruttarla inconsapevolmente, fino a stufarsene e a farla rinchiudere nell'ospedale psichiatrico. Anche in questa storia, come quella precedente, c'è un salto temporale notevole che impressiona e ammalia. La scrittrice riesce a delineare una lunga vita di questi personaggi che con poche parole, affascinandoci. Dunque questa è stata una fuga sbagliata: Tessa sperava in qualcosa di meglio ma Ollie, incontrandola, ha peggiorato la sua vita. Le ha promesso qualcosa che in realtà non avrebbe mai potuto darle e lui, facilone e bugiardo, non ha neanche avuto il coraggio di ammettere quello che ha fatto quando tantissimi anni dopo ha incontrato Nancy. Nancy, riflettendo da vecchia su tutto quello che successe, riesce forse a superare il suo essere frivola, cercando di analizzare come andarono davvero le cose. Anche in lei troviamo tanta credibilità perché è così che sono le persone: cercano di evitare quello che è più difficile da accettare, ma prima o poi tutti sono costretti a farlo.

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Riflessioni finali

Questa raccolta mi lascia spiazzata perché mi affascina il modo di scrivere di questa grande autrice, puntigliosa, che va a catturare la realtà in spezzoni che uno non si aspetterebbe di trovare in un libro, eppure ci affascinano proprio per la loro credibilità e realtà. Il tema della fuga è il filo portante di tutta la raccolta e, se non ci fossero stati quei tre racconti tutti con Juliet, mi aspettavo quasi che il primo racconto fosse una sorta di visione futura di quello che poi era stata Juliet e quello con Grace magari una visione futura di quello che sarebbe stata Penelope, ovvero sua figlia. Io li avrei uniti così: la storia di Juliet rimane così poi Carla, quella che vuole fuggire dal marito, incontra Juliet da anziana dopo che si è sposata con un tipo più vecchio di lei. La storia di Grace poteva essere la storia di Penelope quando era fuggita da Juliet.

Voglio inserire anche la storia di Lauren, che incontra Delphine, che le dice che in realtà è stata adottata e che lei è la madre, anche se poi non è vero. Secondo me questa Delphine potrebbe essere un'amica di Penelope che ha conosciuto in quel centro in cui c'era quella specie di santona, Delphine diventa la migliore amica di Penelope.

Collocare Robin in questa mia fantasia di unione tra storie è un po' più difficile. Vediamo… ah ecco, Robin che fa l'infermiera potrebbe essere l'infermiera di Delphine che, dopo aver appreso che Lauren non è la sua vera figlia, è andata a finire in manicomio proprio dove lavora Robin. Robin vede quel paziente che è in realtà il fratello gemello dell'amore perduto. Anche Tessa è finita in manicomio dopo una fuga, è un’altra paziente di quell'ospedale psichiatrico in cui lavora Robin. Sarà Robin a chiamare Nancy per dirle che Tessa chiede di lei…

Credo che una storia che ti ispira a costruire, inventare reinventare e scrivere è di per sé riuscita. Posso così riunire in un'unica storia tutte queste otto fantastiche visioni letterarie che la scrittrice ha avuto e che mi hanno coinvolto in modo impressionante e inaspettato.

È un libro che ci coinvolge in modo impressionante e inaspettato, rivelando la maestria dell'autrice nel catturare l'essenza della condizione umana.

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