La Ballata dell'Usignolo e del Serpente by Suzanne CollinsMy rating: 1 of 5 stars
Fallimentare

Inizia in modo subito palloso. Ma perché ambientarlo in un periodo che è uguale a quello dell'altra saga? Per me avrebbe avuto più senso scegliere un periodo o prima di tutta questa storia degli Hunger Games oppure dopo. Perché siamo di nuovo nella stessa storia a ridire le solite cose: cucinare, mangiare, pensare ai vestiti e ai vestiti e basta. Non c'è altro che sa scrivere. Anzi, in questo libro la fa anche più lunga però non ha di sicuro fatto nessun progresso nella sua capacità di scrivere qualcosa in modo interessante, è solo un altro esperimento di marketing. L'inizio è deludente ma non si sa mai, uno ci spera e si va avanti.
E poi i nomi! Ma quanto sono brutti, impronunciabili e anche difficili da ricordare? Fanno ridere oltre che schifo. Quando uno non ha la fantasia cerca di fare cose che la copiano.
Il problema è come è scritto. Andando avanti dopo la delusione iniziale di non trovare nessuna novità e di non essere stati capaci di fare qualcosa di accattivante, la storia prende un po' una forma abbastanza interessante. Però non c'è stata la capacità di scriverlo in modo sopportabile, è scritto in modo noioso, si ripetono sempre gli stessi concetti.
Ho notato che il giovane Snow sembra un po' la fotocopia di Piton, quello che sapremo che diventerà oscuro ma che inizialmente è mingherlino, carino e per la giustizia e soprattutto che tutti deridono, questa è esattamente la storia di Piton. Forse avrebbe dovuto ispirarsi a Voldemort perché poi le connessioni con Harry Potter si vedono anche nel fatto che ha deciso di scegliere come protagonista Snow quando va a scuola e allora ancora siamo sempre lì: una scuola con i professori strani che fanno cose strane, ecco Hogwarts. Non ci trovo niente di originale per quanto riguarda un certo distacco dai libri della prima saga. Quanto ci scommetti che ne vuole fare tre con questa Lucy Grey protagonista che ovviamente viene dal distretto 12!?
Non c'è niente di originale, è tutto già visto. Ho sempre pensato che la parte più intrigante di una distopia è l’inizio, il momento in cui si passa dalla normalità alla distopia. Qui quello che è successo dopo l'abbiamo visto e continuare a parlare non serve. È subito chiaro che si tratta di un grande progetto di marketing che hanno riesumato perché non sono riusciti a crearne uno nuovo.
Andando avanti con la lettura diventa sempre più evidente la carenza di idee. La scrittrice si è ispirata ai film tratti dai suoi libri ma non abbastanza perché non ha imparato a essere più scorrevole tanto che la maggior parte delle pagine sono inutili, personaggi che si parlano, che mangiano, che pensano al cibo, che pensano a cose inutili e poi di nuovo una canzone. Cosa c'è di più noioso di leggere una canzone il cui testo è scritto in mezzo alla narrativa? Non si sa. Già avevo trovato veramente estenuante quando Katniss si metteva a cantare, ora addirittura testi infiniti di questa Lucy che è una cantante. Sono convinta che la scrittrice dopo aver visto la fine della prima saga in cui una canzone era stata addirittura creata e cantata, ed era pure diventata un inno (tanto che la sua storia era stata sviluppata ma anche notevolmente migliorata), ha deciso di copiarsi. E allora pagine e pagine sulla storia legata alla canzone che si sono inventati per il film.
Con due studenti entrati nell'arena poteva essere una bella svolta, invece li hanno fatti subito uscire. Peccato, un'occasione di fare una trama diversa perduta, quasi che non riuscivo a credere a questa svolta così originale che aveva avuto. Buttata subito nel cesso dall'autrice che non si rende mai conto di quando ha belle idee. Invece dobbiamo sentire i professori che danno da fare i temi agli studenti? Patetico.
La svolta militare del giovane Snow poteva essere buona, la parte più azzeccata di questo libro è il fatto che sia tutto più ruspante quindi più realistico, meno tecnologia ridicola che ha rovinato del tutto le saghe precedenti da quanto era improponibile e impossibile da credere. Anche i giochi nell'arena vera e propria sono stati migliori, però anche quelli mandati troppo per le lunghe. Nonostante la svolta imprevista del giovane Snow mandato militare al distretto 12, anche questa parte poi diventa prevedibile: lei canta, lui la cerca e si ritrovano.
La parte dell'impiccato tanto per andare a riprendere la canzone del film è sembrato l'ennesimo tentativo di auto-piarsi, invece di avere nuove idee, sfrutta quello che il film è riuscito a fare meglio di lei. Mi fa pensare tanto al Trono di Spade in cui l'autore ha fatto marcia indietro e ha visto che gli sceneggiatori della serie lavoravano per lui e quindi ha smesso di scrivere e ha incassato solo i guadagni. Forse dovrebbe fare così anche questa scrittrice, la scrittura non è il suo forte, ogni pagina è pura noia. Una noia infinita scaturisce solo da un libro scritto male. La storia poteva forse essere migliore delle precedenti ma scritta così è un supplizio da leggere.
Uno si poteva anche rallegrare che in questo libro finalmente non ci fosse la caccia, ma ecco che c'è tutta quella parte prolissa e fastidiosa (sempre con gli stessi concetti triti e ritriti) sulle ghiandaie imitatrici e le ghiandaie chiacchierone. I militari le vogliono prendere, vogliono studiarle, gli devono sparare e Snow che improvvisamente comincia a diventare cattivo e dice che bisogna sterminarle tutte. La scrittrice ha qualche problema con gli animali. Inoltre, da qui mi aggancio anche per dire che la trasformazione psicologica di Snow non è credibile, prima è tanto carino poi comincia ad essere quello che è sempre stato. Non è riuscita ad avere un personaggio che si trasforma in modo credibile ma non ci stupiamo, di credibile non c'è niente in questo loop di libri ormai infiniti.
La fine si raggiunge a stento dopo un sacco di giri di parole e di personaggi che si girano intorno e non sanno neanche dove andare. È un segno che la scrittrice si è messa a scrivere un libro solo per fare soldi come tutti gli altri, non era ispirata da niente, non aveva una visione di un personaggio che comunque anche negli altri libri non aveva charme, non era un grande cattivo. Pensiamo ancora a Harry Potter: Voldemort è più accattivante di Harry. Qui Snow è peggio di Katniss che anche lei, come personaggio non è mai stata un granché, costruita a cavolo e senza passione. C’è stata solo l'idea degli Hunger Games ma senza la reale capacità di costruirci un ambiente intorno e tantomeno personaggi decenti da metterci dentro, né prima né ora né mai. Questo libro sarà stato costruito solo perché l'editore ha chiamato la scrittrice e le ha detto: "Guarda, ho una squadra per te, mettiti su un libro" perché sembra proprio qualcosa fatto per avere la possibilità di buttare fuori un film.
Il personaggio Snow non sa mai chi essere, inizialmente aveva un carattere totalmente opposto poi ogni tanto faceva vedere che aveva qualche guizzo cattivo poi decide di fuggire per amore, ma la sua storia d'amore non convince mai. Come non era convincente quella tra Katniss e Gale tanto che poi è venuto fuori che quella che non doveva essere niente era meglio (con Peeta). Anche questa storia d'amore tra Snow e la povera Lucy non ha mai senso di esistere, non ci crede mai nessuno, né la scrittrice, né personaggi, né il lettore. Se proprio la volevi fare esistere ci dovevi credere sin dall'inizio invece non c'è mai stata una vera passione. Anche alla fine, se ne vanno, non se ne vanno, stanno insieme o non stanno insieme e non succede niente di drammatico, non ci sono i sentimenti veri. Ok, quelli si uccidono nell'arena. Va bene però sono tutte pedine di cui non ci importa niente. Ma non ci importa neanche di questi personaggi perché non fanno niente, perché Snow non prende una decisione più drastica e la fa fuori? Ma semplice perché vedrai che viene fuori anche nell'altro film. Insomma, un libro che all'inizio mi ha dato qualche speranza, però poi si è rivelato subito solo l'ennesimo step di questo processo di marketing che ha deciso di continuare a guadagnare su un progetto iniziato anni fa. Non è deludente perché non ci ho mai sperato, però è patetico come avevo previsto.
Ho già iniziato a vedere il film poco prima di finire il libro. Dopo i primi minuti di film si capisce subito che il personaggio di Snow è inquadrato in modo migliore, dato che l'autrice non è riuscita a scrivere una trasformazione decente da un buono che diventa cattivo. Nel film si vede subito che ha un'aria più tosta, più adatta a quello che diventerà. Quindi permane la consapevolezza che di tutta questa saga non consiglierei mai la lettura di questi libri scritti malissimo in un modo così noioso che è difficile arrivare alla fine, ma di passare direttamente ai film, anche se permane la sensazione che le idee sono trite e ritrite e che nessuno è stato capace di aggiungere qualcosa di nuovo! Non è convincente nessuno degli attori scelti però l'unico che ci sta bene e che dà un tono a tutta la commedia è il decano, hanno scelto Peter Dinklage perché sapevano che avrebbe attirato l'attenzione e infatti è il migliore. Il resto resta quello che è sempre stato, anzi peggio.
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