Review: Topolino n. 3598

Topolino n. 3598 Topolino n. 3598 by Walt Disney Company
My rating: 1 of 5 stars

hermio

Cominciamo dalla detestabile fine: il numero si conclude con una stupida lunghissima intervista a quelli che hanno creato la tanto conclamata storia "500 piedi" di cui non solo non ce ne frega niente, ma è anche insopportabile con le loro foto private. Ragazzi, ma chi se ne frega?! Non me ne frega niente dei disegnatori ed egli sceneggiatori. Io voglio le storie, i disegnatori e gli sceneggiatori se vogliono stare sotto i riflettori bisogna che facciano gli attori, qui si parla di storie! Chi le crea sta dietro la scrivania e non ce ne frega niente di loro. Mah.

Altro "mah" riguarda il gadget in regalo, ovvero le carte. Una volta quando su Topolino c'erano i mazzi di carte, erano di una dimensione normale. Ora le carte sono sempre più piccole, queste sono più piccole di quelle che erano uscite in precedenza, un paio di mesi fa, che erano molto più piccole di quelle che facevano anni fa. E il prezzo? Sempre più alto. Queste sono le carte per i Puffi, non per delle mani normali! Ridicolo. E vogliono pure dieci euro. Altro che firmate, queste sono un furto!

La vignetta della tipa non si capisce: ride solo lei ma non riesce a non voler essere sarcastica? Soprattutto perché non riesce a esserlo. Se smettesse di fare la simpatica e provasse a fare l'artistica ci farebbe un favore.

Nell'omelia dal pulpito il capo si sente piccato da qualcuno, probabilmente ha letto qualche recensione, che ha sminuito Topolino a favore di raccolte patinate, ma lo sa che la Panini non fa altro che pubblicare roba costosissima? E poi dice che l'importante sono i fumetti tranquilli, ma perché non parla mai nessuno chiaramente? Con chi ce l'hai?

L'agenda della settimana è inutile tanto quanto quello che chiamano tutorial di disegno che questa volta non serve a niente, non insegna.

Non mancano quei giochi stupidi e quelle barzellette da deficienti. Solo perché ci sono sempre, questo non vuol dire che non potreste toglierle.

Infine, di solito non dico niente, ma basta con tutte quelle foto che manda la gente… Basta! Volete fare tanto i moderni, ma avete mai visto nei manga le foto dei lettori?

Veniamo alle storie:

La prima è uguale a quella di qualche tempo fa sul circo ambulante, noiosa, prolissa e stracarica di colori.

La seconda storia è quella presa dall'estero, otto vignette riempiono ogni pagina per una storia mediocre.

La terza è la più riuscita, anche se con un Paperino un po' troppo fuori dalle righe.

La quarta è ancora quella con quella brutta storia di "500 piedi" (ma quanto è brutto poi anche il titolo) e infine finalmente hanno tolto quello sfigato contadino, ma ormai il numero era andato già a rotoli, troppo tardi per recuperare!

Ma vediamo le storie nel dettaglio:

1
CIRCUS - LA NOTTE DEI BARCOLLANTI

Noiosa, ripetitiva, inconcludente e senza senso. Inoltre è caotica. Non succede niente e la dividono pure in quelli che chiamano episodi, una trama trascinata per pagine e pagine senza un reale bisogno di farlo ma solo con lo scopo di allungarla al fine di occupare più spazio.

Topolino, che qui si chiama Miki, resta in questo circo striminzito noioso tanto che anche i personaggi si annoiano e non c'è niente di più noioso di leggere di qualcuno che si annoia. Probabilmente si annoia anche chi la crea 'sta roba, la storia è soporifera, sopravvalutata e si dà troppo peso ai disegni, l'apparenza è enfatizzata, il contenuto scompare perché non esiste e nessuno ci ha lavorato. Ok, il disegnatore sa disegnare, ma anche troppo, andrebbe abbassato il livello dei colori troppo carichi, disegni troppo arzigogolati e tanto da diventare confusionari e pesanti. Poi quel menestrello che gira con le poesie è di una insopportabilità pazzesca, addirittura quelle poesie non si sentono da quanto sono brutte e infantili. Un altro riempitivo. Speriamo che non vogliano andare avanti all'infinito con questa storia e poi Topolino scrive le lettere a Minni, ok, ma dove le spedisce?

2
ZIO PAPERONE E LE COPIE A RIPETIZIONE

Questa è la storia presa dal cosiddetto estero. Non lo scrivono a chi la prendono e quindi non si sa. La contornano di giallo, senza rendersi conto che è un colore insopportabile. Per fortuna che con la versione digitale si riesce ad isolarlo e anche ad ingrandire tanto che queste storie sono impaginate male, forse in origine erano in un foglio più grande, dato che abbiamo otto vignette microscopiche in una pagina piccoletta, se non avessi il digitale dovrei usare la lente d'ingrandimento. La storia è grottesca e disturbante. Archimede produce galline che riempiono la città di uova… che fine hanno fatto poi le galline? Mediocre sotto tutti i punti di vista e pessima per quanto riguarda la rappresentazione grafica tutta appiccicata.

3
PAPERINO E IL DEBITO DEFINITIVO

Questa non è male, direi che qui ci siamo, finalmente! Non è che sia grandiosa, però confronto a tutte le altre che sono presenti in questo numero può andare più che bene. Paperino esce dalla sua solita personalità: invece di un debitore diventa un creditore, di solito i ruoli invertiti è sempre meglio evitarli, ma se questo è il meglio che potete fare… Va bene. Ci sono due bei cagnoloni, direi che sono la parte meglio riuscita di tutto il numero. Pensa te!

4
500 PIEDI - CERCA TRA I CERCHI (2)

Alcuni anni fa, Orazio era così piccolo? Ma dai, avresti dovuto scrivere "svariati anni fa".

È la prima volta che vedo Topolino con un orecchio tagliato, anche se sta disteso le orecchie dovrebbero vedersi tutte e due ed è la regola principale di Topolino.

Allungare e spalmare una storia in più settimane è davvero controproducente perché io non mi ricordo più niente, non era successo niente di particolare, non ho voglia di reggermi il riassunto e quindi rimane una storia un po' sfumata. Ma mettetela tutta in un unico numero, magari riesce a fare un po' più figura, così già è banale, tutta spezzata risulta pure inconcepibile.

Questa storia sono bei disegni e nulla di più, per il resto si tratta di confusione, caos e cliché. La trama si perde in complotti e intrecci così intrecciati che uno perde il filo e si addormenta cercando di capire. Disegnata anche un po' male: l'espressione di Orazio quando vede che il suo amico non esiste è tutta sbagliata. Ovviamente c'è un articolo a proposito di questo stupido fumetto. Ma invece di pensare alle interviste, sistemate meglio le storie.

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