Topolino n. 3656 by Walt Disney CompanyMy rating: 1 of 5 stars
Buonismo natalizio

L’unica cosa che si salva di questo numero è la copertina favolosa con Stitch. Per il resto è un flop totale, fatto di noia e trame che cercano di essere buoniste in stile natalizio, con il risultato di fare semplicemente pena.
Hanno tirato di nuovo fuori anche la serie Siamo serie!, in cui cercano disperatamente di essere ironici e sarcastici, riuscendo solo a risultare prolissi e barbosi. Poi c’è Topolino che aiuta Babbo Natale, Paperino che fa il moralista, una storia dall’estero veramente da quattro soldi e, per chiudere, i cattivi che diventano buoni.
Che dire: anche a Natale hanno dato il peggio. Mamma mia.
1- SIAMO SERIE! – IL FILM: NATALE A POLLYWOOD
Storia di: Sergio Badino
Disegni di: Corrado Mastantuono
Si inizia subito con una minestra riscaldata: il contenitore che vede Paperina e le sue amiche alla moda nei panni di creatrici di contenuti cinematografici per il canale Ducknet di Paperone.
Ma il problema non è tanto il contesto, quanto lo stile con cui queste storie vengono presentate. Ogni vignetta è una battuta che cerca di essere sarcastica, infilando riferimenti continui al cinema e alla televisione come se fossero gag in serie, con un ritmo che vorrebbe essere incalzante ma che, alla fine, non porta da nessuna parte.
La trama è sempre la stessa: si tenta di stupire senza riuscirci, accumulando battute su battute e una costante necessità di far ridere, come se fossimo davanti a uno show comico di basso livello. Mi chiedo cosa possano capirci i più piccoli, dato che anche l’ironia e i rimandi a ciò che “si dovrebbe aver visto in TV” risultano complicati e poco intuitivi.
Un progetto di cui non si capisce l’utilità, ripetuto fino allo sfinimento del lettore che magari vorrebbe solo un po’ di classici e di sana magia Disney. E così anche questo Topolino inizia in modo illeggibile.
2- TOPOLINO E IL CASO DELLA SLITTA SLITTATA
Storia di: Tito Faraci
Disegni di: Giuseppe Zironi
Ha tutta l’aria di qualcosa di già visto. Una storia con Babbo Natale che ha problemi prima di iniziare a consegnare i regali, che finisce in un bar… tutto già visto. Perde la slitta, poi la ritrova, e finisce lì.
La trama è debole e forzata per l’occasione natalizia: volevano fare una storia con Babbo Natale ma non sapevano cosa raccontare, e si sente in ogni battuta trascinata, con la sensazione di un brodo allungato fino all’estremo.
3- PAPERINO E LA FORTUNA RUBATA
Storia di: Giovanni Eccher
Disegni di: Blasco Pisapia
Paperino incontra un tipo che gli permette di avere la fortuna di Gastone, ma alla fine rinuncia perché, con un’impennata di moralismo, afferma che il bene più prezioso è la famiglia e quindi non ha bisogno di altro.
Restituisce la fortuna a Gastone e preferisce la povertà con i nipotini. Non aggiungo altri commenti: sempre le solite pillole di saggezza da quattro soldi. Neanche un biscotto della fortuna potrebbe essere così banale.
4- ARCHIMEDE, NONNA PAPERA E L’AIUTANTE ROBOT
Storia e disegni di: Arild Midthun
Fastidioso contorno giallo, più di otto vignette striminzite per pagina (per leggere i testi serve il microscopio), trama fuori fase e tratto pesante e strano: ecco la storia dalla Norvegia.
Se fosse bella potrei anche apprezzarla, ma questa è la classica storiella forzata per il numero natalizio. Archimede regala un robot a Nonna Papera che si rivela un disastro. Non c’è altro, e forse è meglio così.
In questo numero non sapevano proprio cosa metterci, se sono andati a pescare una cosa del genere.
5- GAMBADILEGNO E SGRINFIA IN: OGNI ANNO IL 24 DICEMBRE
Storia di: Francesco Pelosi
Disegni di: Mario Ferracina
Quando i cattivi cominciano ad avere ripensamenti e vogliono convertirsi in buoni, vuol dire che gli sceneggiatori sono proprio alla frutta.
Gambadilegno vuole fare un colpo, ma Sgrinfia invece di appoggiarlo lo ostacola, mezzo innamorato di una pasticciera presso cui aveva lavorato. Una banalità assoluta.
Non si legge da quanto è fuori fase. Lasciate perdere.
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