Topolino n. 3658 by Walt Disney CompanyMy rating: 1 of 5 stars
confuso e inutile

La solita vignetta iniziale mostra ancora una volta la vita di coppia di chi scrive: una donna obbligata a festeggiare il Capodanno insieme al suo ragazzo a cui non gliene frega niente, il tutto trasposto su Paperino e Paperina che, in realtà, non c’entrano nulla. Si inizia malissimo.
Si prosegue poi con il consueto muro di parole del direttore, che parla da solo, commenta l’indice delle storie e si fa i complimenti, dimenticando che chi si loda si sbroda.
È davvero ora di cambiare questa doppietta introduttiva al giornale: vignetta indigesta più muro di parole insormontabile. Perché continuano a farlo? Sempre questa autocelebrazione: dateci i personaggi, non le persone.
1
LORD HATEQUACK PRESENTA: ORAZIO, CLARABELLA E IL TREDICESIMO RINTOCCO
Storia di: Niccolò Testi
Disegni di: Marco Mazzarello
Si comincia con l’ennesima minestra riscaldata che loro continuano a chiamare “serie”, quella che dovrebbe far paura. In realtà fa solo ridere. È una chiara imitazione degli episodi di Halloween dei Simpson, con la differenza che quelli avevano un senso di esistere perché uscivano ad Halloween; questi, invece, vengono infilati qua e là quando non sanno cosa pubblicare, riciclando un contenitore già usato mille volte.
Non si capisce nemmeno perché ci debba essere questo contorno di Lord Hatequack, che dovrebbe raccontare una storia spaventosa ma risulta solo patetico: potevano inserire direttamente la storia.
La trama vede Clarabella e Orazio finire in una cittadina ossessionata dagli orologi, ma poi cerca di essere “alternativa” con una storia che vorrebbe far paura o stupire e che invece resta caotica, confusionaria, strampalata, senza senso, noiosa e illeggibile. Ridicola.
Ovviamente non manca l’articolo sugli orologi delle città, perché ormai le storie sembrano esistere solo per giustificare gli articoli. Cambiate direzione, per favore: Topolino non è mai stato così terribile.
2
TOPOLINO, IRK E LE NOTTI BIANCHE DI TOPOLINIA
Storia di: Niccolò Testi
Disegni di: Blasco Pisapia
Irk e Topolino battibeccano come sempre durante una cena della polizia, mentre un’illusionista li intrattiene. In realtà li ipnotizza, trasformandoli in ladri al posto suo.
La storia è un po’ troppo allungata, ma tutto sommato risulta abbastanza accettabile: considerando l’andamento di questo periodo, si può dire che poteva andare decisamente peggio.
3
PAPERINO E LA DISFIDA CHIOBALISTICA
Storia di: Roberto Gagnor
Disegni di: Valerio Held
Che noia questa trama semplicistica, banale e ridicola sulle battaglie a palle di neve tra Gastone e Paperino. Non c’è niente di più stanco di queste storie che devono per forza sfruttare la neve solo perché siamo in periodo natalizio.
Una forzatura patetica, seguita addirittura da un articolo sulle palle di neve. Ma chi se ne frega?
4
DON’T WORRY BUM HAPPY – IL QUADRO
Storia e disegni di: Corrado Mastantuono
Questa è la storia in cui non si capisce niente. È brutta da vedere, Boom Boom è un personaggio orribile, sembra uno zoo-ticone ed è sgradevole anche visivamente.
In più è una storia senza vignette, quindi completamente confusa. Forse l’autore crede di essere molto più bravo di quanto sia: per fare una storia senza parole bisogna saper raccontare per immagini, e qui non funziona nulla. Non si capisce niente. Che schifo.
5
CRONACHE DEGLI ANTICHI REGNI – PAPERHON IL NAVIGATORE
Storia di: Alessandro Sisti
Disegni di: Roberto Vian
Si chiude, come sempre, in bruttezza con la storia iniziata nel numero precedente, di cui si poteva tranquillamente fare a meno. È la solita idea strampalata che vorrebbe essere fantasy e che invece risulta solo una forzatura, dimostrando che quando si cerca di fare qualcosa di “strano” senza avere genialità, il risultato è solo roba ridicola e illeggibile.
Personaggi tutti mischiati, Pippo ridotto al solito nanetto che sembra avere l’età di Qui, Quo e Qua, navi che vanno avanti e indietro, mostriciattoli da asilo, mappe e un finale scontatissimo con “vissero tutti felici e contenti”.
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