L'amore molesto by Elena FerranteMy rating: 3 of 5 stars
Commento dopo il secondo ascolto:

Se dopo la prima lettura aveva assegnato tre stelle perché mi era sembrato un po’ intricato con il secondo ascolto tutto è chiaro e senza più dovermi concentrare principalmente sulla trama ho potuto apprezzare come questa veniva esposta e con quale maestria veniva snocciolata non come una sequenza di fatti ma come un insieme di emozioni e pensieri della protagonista.
Quello che adoro del team Ferrante è che riesce a trovare il modo di rendere spettacolare l’ordinario perché non c’è niente fuori dalla norma sono tutte situazioni vicende relazioni che possono vivere tutti tutti i giorni ma che spesso nella letteratura vengono omesse perché se non vengono poste nel giusto modo risultano poco gradevoli e quindi incapaci di creare qualcosa di artistico come dovrebbe essere in primis un libro di narrativa.
Anche qui c’è l’oggetto un po’ MacGuffin : i vestiti e soprattutto la biancheria della madre della protagonista. Spesso succede che nelle storie del Team Ferrante ho trovato oggetti importanti come per esempio la bambola su “La figlia oscura” e il braccialetto su “La vita bugiarda degli adulti”. Qui possiamo dire che l’oggetto attorno al quale ruota tutta la vicenda è la biancheria della madre quella vecchia che è agognata dall’uomo che la più o meno l’ha tormentata tutta la vita e quella nuova che aveva comprato per la figlia.
Mi sono focalizzata durante il secondo ascolto su come venivano esposte certe situazioni e se a volte spesso ci sono elucubrazioni pensieri e ricordi a volte la protagonista ci descrive con una precisione artistica delle scene mozzafiato come per esempio quella dell’inseguimento in cui è stato reso il movimento di quattro persone con eleganza ma anche con la capacità di darci l’idea di questo muoversi continuo di persone anche nel traffico cittadino. Lo zio della protagonista, Caserta e il figlio e anche la protagonista si muovono sfuggendo l’uno all’altro in mezzo alle macchine del traffico mentre piove e ascoltando si ha subito un’immagine nitida brillante e dinamica di quello che sta succedendo.
Un altro momento che è stato descritto in modo divino è l’accesso della protagonista al negozio che era una pasticceria del padre di Caserta! Perché nel momento in cui lei entra è una rovina, tutto abbandonato e non c’è niente ma si ricorda di come quarant’anni prima quello era un luogo pieno di colori sapori odori dinamiche persone macchine e riesce a sovrapporre la visione del presente e quella del passato e a rendercela chiaramente meglio di come avrebbe mai fatto un film e mi sono talmente tanto immedesimata che mi sembrava di sentire addirittura l’odore di tutte queste leccornie!
Un’altra descrizione degna di un applauso è quella del pranzo nell’albergo quando il figlio di Caserta e la protagonista dopo l’inseguimento precedente vanno in un albergo e lui deve parlare con certa gente che è ad un pranzo. La protagonista osservando la gente che si trova in questo albergo a pranzare riesce a definire e a farci capire come la società sia divisa sia per quanto riguarda i comportamenti più o meno goffi ma anche per gli abbigliamenti e il saper portare certi vestiti. Lei si focalizza spesso su chi è goffo indice che è salito di livello sociale momentaneamente. Questa differenza ce l’aveva già fatta notare anche al negozio Vossi, un negozio che ci sembra quasi che sia vero e in cui non vediamo l’ora di entrare o di vederne la vetrina del presente e soprattutto quella del passato con quel dipinto, sarà un dipinto vero? La descrizione di questo negozio del passato si confronta con quella del presente in modo dinamico artistico e interessante.
Geniale anche la scena di quando la protagonista invita a casa la vicina che abita nell’appartamento attiguo a quello dove stava la madre. Vuole sapere cercando di capire gli ultimi giorni di vita della madre come stava e lo chieda alla vicina e per attirarla la prende per la gola offrendole delle ciliegie. La protagonista ad un certo punto esce dagli schemi di quello che ci si potrebbe aspettare in un libro e diventa reale perché prende due ciliegie unite dai piccioli e se le mette sull’orecchio come fosse un orecchino e poi le mette anche alla vicina che cercava di essere seria e che poi se ne va senza toglierseli! Eccezionale!
Un’altra volta il team Ferrante mi ha stupefatto e puntualizzare come la lettura di Anna Bonaiuto sia teatrale ma mai pomposa, è colorita mai piatta sempre coinvolgente e in grado di dare vita ai personaggi e al loro modo di fare anche gestendo all’occorrenza eventuali battute in dialetto.
Dunque cinque stelle meritate soprattutto per come questo libro può essere riutilizzabile cioè ascoltato e riascoltato, non stanca mai. Come sempre le storie del team Ferrante non sono conclusive sono dei frammenti di vita quindi non succede qualcosa di catastrofico improvviso e spettacolare ma osserviamo come si comportano alcuni personaggi del tutto umani e simili a noi in situazioni di vita reale.
Concludo con alcune citazioni:
Per tutti i giorni della sua vita aveva ridotto il disagio dei corpi in carta e tessuti.
Non avevo dimenticato niente ma non volevo ricordare.
I dettagli che avevo dissepolto adesso ne ero certa non appartenevano a loro erano soltanto il risultato di un assemblaggio disordinato di abiti e gesti.
Quante cose attraversano il tempo staccandosi fortunosamente dai corpi e dalle voci delle persone.
Mi accorsi con soddisfazione che riuscivo a dominare la necessità di affrettarmi ero separata da me. La donna che voleva essere scoccata via ad occhi sbarrati era osservata spassionatamente dalla donna sotto l’acqua.
Mi insaponavo accuratamente e facevo in modo che ogni gesto appartenesse a un mondo eterno senza scadenze.
Non stavo inseguendo nessuno e nessuno mi inseguiva.
Non ero attesa e non aspettavo visite le mie sorelle erano partite per sempre
C’era una cassa dove erano stati gettati alla rinfusa i tubi dei colori. Quello del bianco era il meglio identificabile anche quando era stato strizzato e arrotolato fino al collo filettato ma anche molti tubetti erano rimarchevoli ora per il nome da principe delle fiabe come il blu di Prussia ora per l’aura da incendio devastatore come la terra di Siena bruciata.
Il coperchio della cassa era un foglio di compensato Mobile su cui c’era una caraffa con i pennelli un’altra con l’acquaragia e un golfo di colori che i pennelli mescolavano in un mare variopinto.
Commento dopo il primo ascolto:

È invidiabile una scrittura del genere, una trama non facile scritta in modo perfetto ma forse leggermente troppo intrecciato e questa volta sento che la seconda lettura è più che necessaria. Non sarei mai riuscita a scrivere una storia del genere o meglio non sarei mai riuscita a presentare una storia del genere in questo modo così artistico perché come sempre le trame non sono arzigogolate ma essendo realistiche restano semplici ma presentate con la complessità di una mente che le analizza.
Per ora assegno tre stelle proprio per la complessità estrema ma probabilmente con un secondo ascolto che avrei comunque garantito come sempre al team Ferrante avrò una visione più chiara della storia. Non che non abbia capito niente ma è stata presentata molto forse troppo intrecciata, il flusso di pensieri è realistico e dunque quello che lo rende perfetto allo stesso tempo lo rende imperfetto. Se non do subito il massimo delle stelle spesso mi capita di aggiungerne altre dopo il secondo ascolto proprio per la visione più chiara che raggiungo del tutto.
In questo caso c’è già pronto anche il film da vedere si tratta di storie scritte e recitate negli anni 90 di cui non sapevo niente.
Anna Bonaiuto come sempre enfatizza con la sua lettura teatrale la storia e la rende affascinante anche per la sua musicalità della sue parole che sanno catturarti.
Ci sono alcuni elementi ricorrenti come per esempio le scene al mare durante l’estate e le scene al cinema ma non ho mai trovato ripetitività. Altri elementi tipici del team Ferrante sono Napoli ovviamente ma anche le donne madri e lavoratrici ostacolate dagli uomini che si ritrovano al fianco.
Mi è piaciuta anche la scelta di tenere silenti le due sorelle della protagonista che vengono citate ma non prendono mai parte alla storia, sono presenti ma non dicono niente e dopo una fugace comparsa escono di scena. I protagonisti non sono molti ma sono molte le scene che li vedono partecipi con vari livelli di antagonismo nel presente che viene paragonato al passato più vicino e al passato dell’infanzia della protagonista.
Ho già iniziato il secondo ascolto e per ora non dico altro tranne che condividere questa citazione:
“L’infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all’imperfetto.”
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