Un'arancia a orologeria by Anthony BurgessMy rating: 5 of 5 stars

Commento dopo la quinta lettura
Solo un libro che ti piace alla follia ti rende incapace di metterlo giù quando l’hai finito e ti obbliga a rileggerlo subito. Sì perché è un obbligo ti senti in dovere di farti un’altra dose di questa lettura cinebrivido. Se non avete ancora trovato un libro che vi fa questo effetto mi dispiace per voi!! Questo libro è proprio cine brivido…Cinebrivido è una di quelle parole inventate dall’autore che ha imbastito quel suo gergo che Alex usa e che chiama moschetto ovvero dei teenager come lui.
Sarà stato forse che ora in libreria c’è una nuova traduzione e quindi avevo paura di non trovarmi più questa in biblio o forse perché proprio non riesco a farne a meno ma eccomi qua dopo la quinta lettura. Ho già fatto molti complimenti a questo libro e mi voglio focalizzare in questo ennesimo commento solo nella parte finale che Kubrick ha scartato e nel messaggio insito nel titolo.
Nell’ultimo capitolo Alex dopo essere tornato in sé come in un cerchio che si chiude si ritrova come all’inizio del libro al bar con i suoi nuovi amici pronto a fare di nuovo tutte quelle terribili prodezze di cui si vantava ovvero picchiare rubare e altro. Sta per mettersi di nuovo all’opera quando si sente cambiato tanto che porta in tasca la foto di un bebè che ha trovato in un giornale. Questo capitolo non c’è nel film e secondo me è stata un’ottima scelta perché io vorrei staccarlo dal libro. Qual era quel film che diceva che si possono staccare pagine del libro? Ecco per me questo è uno di quei casi. Rispetto lo scrittore che ha avuto la necessità di scriverlo ma lo rispetto fino a un certo punto perché ha come snaturato il suo personaggio. Prima ci crea Alex che si comporta in un certo modo e poi improvvisamente decide di cambiarlo stravolgerlo e farlo comportare come sarebbe più giusto secondo la mentalità normale. Non mi piace quando gli scrittori cambiano i propri personaggi in qualcosa di totalmente diverso come per avvicinarli a sé o a qualche idea preconfezionata come quella della bontà. Però c’è anche quel messaggio insito in tutto il libro, Alex viene ricondizionato. Prima finisce in prigione per le sue malefatte poi invece di tenerlo lì anni e anni lo Stato decide di provare questa nuova metodologia ovvero fare in modo che i malviventi imparino a comportarsi bene con la tecnica della causa effetto proprio come si fa con gli animali, ma invece del feedback positivo secondo il quale se si fa una cosa giusta si ha un premio, il metodo propone il feedback negativo, se fai una cosa sbagliata ti senti male, un ricondizionamento che fa star male quando ci si comporta male. Tutto questo è stato creato per farci riflettere su una cosa: se uno non può scegliere di comportarsi bene smette di essere un umano e quel comportarsi bene in modo obbligatorio non ha senso.
Dunque forse ci voleva far vedere come alla fine Alex si comporta bene quando decide di farlo, il ragionamento di base lo capisco ma continua a credere che Kubrick ha scelto bene e quel capitolo non ci doveva essere.
L’arancia a orologeria è stata la prima traduzione per noi italiani poi convertita a arancia meccanica. In ogni caso è sinonimo di come la società tende a rendere tutti meccanici e non più spontanei come sono i frutti e tutto il resto delle cose naturali.
Non c’è bisogno che lo ribadisco, questo libro è geniale è stato proprio scritto con la necessità dell’autore di farci pensare e ci è riuscito, ha ragione su tutto, ma non doveva cambiare Alex, avrebbe avuto tutto senso anche senza quella sua redenzione spontanea.
Dovrò leggere anche la nuova traduzione? Potrei farne a meno, continuo a credere che non c’è bisogno di tradurre nuovamente vecchi libri perché chi li legge in lingua originale legge sempre quelli di quell’anno e perché noi dovremmo leggerli come se fossero arrivati a noi proprio ora? Io nel frattempo mi riguardo il film.

Commento dopo la quarta lettura
Lo volevo leggere senza prendere appunti ma è stato impossibile, ogni pagina quasi avevo l’impellente necessità di scrivermi delle parole del vocabolario il cosiddetto gergo moschetto, irresistibile! Non sono riuscita a leggere neanche una pagina senza adorare questo libro come già avevo fatto leggendolo le prime tre volte! E così ho preso appunti era da un po’ che non lo leggevo ed era impossibile non scrivermi delle frasi e la trama anche se me la ricordavo… E ora ho capito che me lo voglio rileggere subito! Non ho mai letto la versione originale ma per chi non è madrelingua non credo renda. Ho notato che hanno fatto una nuova traduzione, mah non so che dire. Per me questa è fantastica e se poi magari il libro vero fosse qualcos’altro chi se ne frega? Mi dà proprio gusto leggerlo per come è così e non mi importa di quello vero della nuova traduzione, forse la leggerò o forse no ma questo è uno di quei libri che ti vuoi rileggere per provare il gusto della lettura in sé non tanto della storia ma della lettura, come quando guardi un quadro a volte ti piace il soggetto ma volte ti piace anche come è presentato.
Unica cosa che non mi piace e detesto ma che comunque non mi impedisce di assegnare le cinque stelle è l’ultimo capitolo e non credo che la traduzione nuova l’ha cambiato. Su questo punto poi mi sono trovata d’accordo con Kubrick che lo ha omesso del tutto dal film. Il film ormai cult è strabiliante ma forse per altri motivi.
In ogni caso il film involontariamente influenzò il titolo del libro, questa versione del 1969 reca la prima versione del titolo italiano, un’arancia a orologeria, mentre dopo l’uscita del film si uniformò il titolo del libro italiano a quello del film italiano.
Va bene piccoli soma, basta sprolate, pistono a leggerlo di nuovo lo so questo commento è mielestrazio ma questo migno libretto adoro tenerlo tra le grafie, posso suonare scardinata ma non è mai bigio.
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